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Pluviale incassato diventa pluviale a vista, è possibile?
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Pluviale incassato diventa pluviale a vista, è possibile?

Lo spostamento del pluviale dall'interno della facciata all'esterno può essere sempre deliberato dall'assemblea?

Avv. Alessandro Gallucci  

Pluviale incassato diventa pluviale a vista, il quesito

Lo spostamento di un pluviale dalla sua sede naturale, incassato nel muro, ad una nuova posizione, agganciato alla facciata, è operazione che può comportare contestazioni di vario genere.

Al riguardo, ci ha scritto un nostro lettore che ha descritto e domandato quanto segue:

"Buongiorno amici di Condominioweb!

Vi racconto e chiedo quello che vorremmo fare nel mio condominio. Vivo in un edificio di cinque piani che ha un unico terrazzo.

In vari punti sono collocati dei pluviali di scarico delle acque piovane; questi sono incassati nei muri per poi andare a scaricare al piano terreno nella fogna.

Due di questi pluviali sono rotti, lo abbiamo capito per delle infiltrazioni nelle scale condominiali e in casa di un vicino.

La ditta che è stata chiamata a sistemarlo ci ha detto che probabilmente i pluviali subiranno altri danni visto lo stato nel quale ha trovato i tratti danneggiati. Ci ha suggerito di "lasciarli morire li" sostituendoli con degli altri a vista, appoggiati all'esterno della facciata.

Non mi sembra (non solo a me) una cattiva idea. Il problema che mi pongo è la fattibilità dell'operazione: l'assemblea può decidere? Con che maggioranze? Qualcuno può lamentarsi di qualcosa?

Grazie come sempre, siete il top!"

Ringraziamo il nostro lettore, fin troppo generoso. Facciamo il nostro, proviamo a dar risposta anche a lui.

Pluviale incassato diventa pluviale a vista, la competenza dell'assemblea

L'assemblea, ce lo dicono la dottrina e la giurisprudenza, ha una competenza generalizzata ed assoluta in materia di gestione e conservazione delle parti comuni dell'edificio.

Salvo i casi d'urgenza - che aprono a particolari competenze dell'amministratore (art, 1135, secondo comma, c.c.) e dei condòmini (art. 1134 c.c.) - è al collegio che spetta di decidere ogni aspetto della gestione delle parti comuni, in prima istanza o in sede di ratifica.

Nessun dubbio, allora, che sia esclusiva competenza dell'assemblea decidere in merito allo spostamento dei pluviali, ovvero alla loro messa a dimora con aggancio sulla facciata.

È legittimo chiedersi se questa decisione assurga al rango di opera innovativa. A parere di chi scrive, no.

I pluviali già esistono ed il loro spostamento determina solamente una diversa allocazione di un bene comune. Al più, considerato l'importo da spendersi, quell'intervento può essere considerato alla stregua di una riparazione straordinaria di notevole entità come tale necessitante del voto favorevole della maggioranza dei condòmini presenti all'assemblea che rappresentino almeno la metà del valore millesimale dell'edificio.

In assenza dell'esosità della spesa, l'intervento potrà essere deliberato, in seconda convocazione, col consenso di un terzo dei presenti in rappresentanza di un terzo dei millesimi.

Validità della delibera di un'assemblea condominiale, che ripartisce erroneamente la spesa per la sostituzione di un pluviale

Pluviale incassato diventa pluviale a vista, il problema del decoro

Se, come detto fin qui, non paiono porsi particolari problemi in merito alle maggioranze necessarie ad assumere la decisione in esame, più particolare è il problema dell'alterazione del decoro architettonico dell'edificio.

Com'è noto (su tutte Cass. n. 851/2007) il decoro dell'edificio è dato da quell'insieme di elementi che connotano l'estetica dello stabile, fornendogli una particolare fisionomia che è oggetto della tutela disposta dalla legge.

Alterare il decoro vuol dire peggiorare l'estetica dell'edificio causando un danno suscettibile di valutazione economica (es. Cass. n. 1286/2010).

La decisione sull'alterazione del decoro è presa dal giudice chiamato a decidere sulla causa sulla scorta degli elementi portati in giudizio. Come dire: se la parte interessate non porta prove non può arrivarsi alla valutazione circa la violazione del decoro.

Apporre un pluviale sulla facciata di un edificio è certamente operazione che impatta sul decoro dello stabile. Se in modo negativo o - in caso di particolari scelte delle tubazioni - addirittura aumentando il pregio estetico dell'edificio è questione da valutarsi caso per caso. Certo è che apporre il classico tubo arancione è cosa diversa dall'infiggerne uno ramato.

Pluviale incassato diventa pluviale a vista, il punto di passaggio e i diritti dei singoli condòmini

Ai sensi dell'art. 889, secondo e terzo comma, c.c. (Distanze per pozzi, cisterne, fosse e tubi):

"Per i tubi d'acqua pura o lurida, per quelli di gas e simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza di almeno un metro dal confine.

Sono salve in ogni caso le disposizioni dei regolamenti locali".

Ricordiamo che in ambito condominiale la normativa in materia di distanze dal confine è applicabile, ma tale applicabilità non è automatica dovendosi bilanciare con la particolare conformazione e intersecazione delle proprietà, esclusive e comuni, tipiche dell'istituto condominiale.

In un condominio, poi, dove spesso i pluviali sono coevi rispetto all'edificazione dello stabile, si deve guardare anche alla eventuale esistenza di servitù costituite per destinazione del buon padre di famiglia (art. 1061-1062 c.c.).

Come dire: quando si decide della installazione di un pluviale è sempre bene che lo si faccia evitando per quanto più possibile di collocarlo entro le distanze vietate dalla legge ovvero dai regolamenti locali rispetto alle unità immobiliari in proprietà esclusiva.

Nessun dubbio, invece, che queste distanze debbano essere rispettate guardando ad altri edifici, indipendentemente dal fatto che questi siano o meno condòmini.

Tornando quindi al quesito del nostro lettore, non possiamo che dirgli che, alle condizioni illustrate e salvo specifici divieti del regolamento del suo condominio, non esistono ragioni per escludere la deliberazione dello spostamento dei pluviali.

Pluviali, servitù di stillicidio, spostamento dello scolo o eliminazione della servitù

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