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Parcheggiare le bici nel cortile condominiale anche se vietato
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Parcheggiare le bici nel cortile condominiale anche se vietato

Liti per l'uso del cortile condominiale, biciclette e norme comunali

 

L’uso di quello che viene definita la “cosa di tutti” è spesso oggetto, nei condomini, di liti.

È utile stabilire cosa si intende per cortile e il fine per cui esiste. L’uso principale, secondo giurisprudenza costante, è quello di fornire aria e luce agli appartamenti, o ancora di garantire il passaggio di cose e mezzi quando questo sia possibile e necessario, ogni altro utilizzo è negato e vietato.

La proprietà del cortile, in assenza di atti di proprietà esclusiva, è per presunzione comune.

A questi usi principali possono, per accordi o per prassi, aggiungersene altri come ad esempio del parcheggio dei condomini, parco gioco per i bambini, allocazione dei secchi per la raccolta differenziata dei rifiuti, aree di riposo con panchine ecc.

Una cosa importante da ricordare è che l’uso del cortile, può essere anche di fatto esercitato da un solo condomino a suo vantaggio, ma a questo utilizzo deve corrispondere la possibilità, per gli altri condomini, di farne pari uso, non uso identico, ma pari possibilità di farlo.

Alle superiori specificazioni, così come prima accennato, è possibile porre dei limiti e dei divieti tramite i regolamenti condominiali. Ad esempio: si può impedire che bambini giochino con bici, che siano parcheggiati bici e motorini, che i panni vengano stesi in affaccio al cortile, o che vengano sbattuti i tappeti.

Per modificare un certo uso del cortile, previsto dai regolamenti condominiali, è sufficiente la maggioranza degli intervenuti, atteso che trattasi di clausole previste convenzionalmente dall’assemblea.

Tale principio è stato ribadito dalla sentenza della Cassazione n. 17694/2007 che all’uopo stabilì che: Se un divieto riguarda le “modalità d'uso di un cortile interno condominiale senza incidere su diritti ed obblighi dei singoli condomini”, esso può essere posto e tolto con l’assenso della maggioranza degli intervenuti in assemblea che possieda la maggioranza dei millesimi.

Un altro comune argomento di disputa è se sia possibile o meno porre nel cortile biciclette, in presenza di un divieto nel regolamento. Infatti negli anni si è discusso molto sulla possibilità di parcheggiare le bici nel cortile condominiale anche se vietato.

La questione è stata risolta, almeno per interpretazione giurisprudenziale, delle norme coinvolte nonché degli interessi che dovevano essere tutelati, dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano 6 febbraio 2008, n. 666, che può fingere da monito per tutte le altre città.

La sentenza menzionata ha stabilito che il divieto previsto dal regolamento è valido in assenza di norme comunali che impongono la possibilità di parcheggiare biciclette negli spazi comuni dei condomini esistenti.

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UBI Maior Minor Cessat?
UBI Maior Minor Cessat? mercoledì 31 luglio 2019 alle ore 09:21

Buongiorno, chiedo un vs parere su una questione complessa. Io e mio padre siamo proprietari di due appartamenti in un edificio storico. Nel 2012 il palazzo ha subito importanti lavori di ristrutturazione, i proprietari del palazzo erano mio padre, io e una società mista( impresa edile+ numerosi soci). Detta società ha effettuato ristrutturazione e ha accatastato due palazzi il ns. E quello adiacente proponendoci di "regalarci"parti comuni dell'edificio adiacente. Ad oggi un regolamento condominiale scritto dalla stessa impresa edile vieta di ricoverare le bici nell'androne"a" dove noi abbiamo millesimi ,obbligando il ricovero delle bici nell'androne"b" dove la mia famiglia non ha millesimi. In aggiunta nel reg. Condominiale è indicato il divieto ai ns. due appartamenti del parcheggio. Mi pare un diritto violato. È legale? Farò proposta al condominio di mettere le ns bici nel"ns. "Andrò e "a" ma i condomini sono avversi è già certo, come fare valere i ns. diritti? Non c' è parcheggio e la bici è l unico possibile ns.mezzo di trasporto in centro storico..Un possibile acquisto non è pensabile tutti dovrebbero recarsi da notai per rivedere millesimi e comunque io non credo di avere obblighi in quanto ero proprietaria prima dell accatastamento dei due palazzi e della costituzione dei un condominio( il palazzo prima era sede di uffici bancari a eccezione dei ns. Appartamenti).grazie per consigli.

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