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Intervento adesivo dipendente del condomino: che cos'è?
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Intervento adesivo dipendente del condomino: che cos'è?

L'intervento volontario nel giudizio intrapreso da altri condòmini contro la validità della delibera assembleare.

Avv. Mariano Acquaviva  

La legge consente, a chi ne abbia interesse, di intervenire in un processo tra altre persone per far valere, in confronto di tutte le parti o solo di alcune di esse, un diritto relativo all'oggetto o dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo.

È altresì possibile intervenire a sostegno delle ragioni di una delle parti processuali, sempreché ve ne sia interesse. Tanto dispone l'art. 105 cod. proc. civ. In pratica, la legge consente a un soggetto, originariamente estraneo alla causa, di prendere parte ad essa intervenendovi volontariamente, se ritiene che da quella decisione possano essere lesi i propri diritti.

Si tratta dell'istituto giuridico dell'intervento volontario. Con questo contributo spiegheremo che cos'è l'intervento adesivo dipendente del condomino.

Cosa comporta l'impugnazione di una delibera? Chi può impugnare? Le delibere sono tra loro autonome?

Intervento volontario del terzo nel processo: quanti tipi?

Prima di spiegare cos'è l'intervento adesivo dipendente del condomino occorre necessariamente illustrare brevemente quanti tipi di intervento volontario del terzo nel processo instaurato tra le altri parti prevede la legge. Come si dirà, essi sono tre:

  • intervento autonomo;
  • intervento adesivo autonomo o intervento litisconsortile;
  • intervento adesivo dipendente o ad adiuvandum (detto anche adesivo semplice).

Intervento autonomo del terzo: cos'è?

Innanzitutto, c'è l'intervento autonomo (o principale).

Si tratta dell'ipotesi in cui il terzo chiede di partecipare al processo con un proprio diritto che si contrappone alle posizioni delle altre parti processuali.

L'intervento è autonomo perché il terzo non è d'accordo né con le ragioni di una parte né con quelle dell'altra.

Con questo tipo di intervento, insomma, si forma un terzo centro d'interessi, contrapposto a quello dell'attore e del convenuto.

Facciamo un esempio. Tizio agisce nei confronti di Caio per far accertare il suo diritto di proprietà su un fondo. Interviene Sempronio affermando di essere lui il proprietario del fondo per averlo usucapito. Il diritto di Sempronio è incompatibile sia con la posizione di Tizio che con la posizione di Caio. Si tratta pertanto di un intervento autonomo.

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In sintesi, chi interviene per far valere un proprio diritto nei confronti di tutte le parti, spiega un intervento autonomo.

Nel caso in cui in terzo non intervenisse nel giudizio che lo coinvolge, potrebbe comunque proporre contro la sentenza opposizione di terzo (art.404) o iniziare un autonomo giudizio volto all'accertamento del suo diritto.

Intervento adesivo autonomo: cos'è?

L'intervento adesivo autonomo (o litisconsortile) presuppone che chi interviene faccia valere un proprio diritto nei confronti solo di alcune parti. La sua posizione, dunque, coincide con quella di altre parti già presenti nel processo, contrapponendosi ad altre.

Un esempio tipico di intervento adesivo autonomo è quello del secondo danneggiato che interviene nel processo iniziato dalla prima vittima di un incidente stradale. In questo caso, il terzo interverrebbe per far valere il proprio diritto al risarcimento nei confronti di colui che ha causato il danno anche all'altra parte (il primo danneggiato che ha instaurato il procedimento).

Intervento adesivo dipendente: cos'è?

Infine, c'è l'intervento adesivo dipendente (detto anche ad adiuvandum o adesivo semplice). In questo caso, il terzo che interviene nel processo ha interesse alla vittoria di una delle parti.

Egli, pertanto, acquisisce la qualità di parte, ma vede i propri poteri processuali limitati dal perimetro delle domande ed eccezioni svolte dall'adiuvato, non può compiere atti di disposizione del diritto, né tantomeno atti di impulso per fare proseguire il processo in caso di rinuncia delle parti principali, né può proporre eventuale impugnazione avverso la sentenza sfavorevole.

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In pratica, il terzo che interviene "a sostegno" è titolare di un rapporto giuridico dipendente dal rapporto oggetto del processo originario. Tale intervento ha solo l'effetto di sostenere le ragioni di una delle parti senza far valere un autonomo diritto.

Tipico esempio di intervento adesivo dipendente è quello del subconduttore che interviene in una lite fra conduttore e locatore o, come vedremo nel prossimo paragrafo, quello del condomino che non possa più autonomamente impugnare la delibera condominiale.

Intervento adesivo dipendente del condomino: quando?

Siamo pronti ora a parlare dell'intervento adesivo dipendente del condomino. In quali casi si verifica? Sicuramente l'ipotesi più rilevante riguarda il diritto di impugnare la delibera condominiale che si ritiene invalida.

Secondo la Corte di Cassazione (sent. 30 novembre 2020, n. 27300), è intervento adesivo autonomo se il condomino è dotato di legittimazione ad impugnare, mentre è intervento adesivo dipendente se il condomino è decaduto per il decorso del termine di cui all'art. 1137 cod. civ.

Nel primo caso, quando il condomino interviene in un processo instaurato da altri avverso una delibera, l'intervento adesivo è autonomo in quanto fa ingresso una parte che ha un interesse immediato e diretto a contestare la decisione; nel secondo, se il potere di impugnare la delibera è spirato insieme ai termini di legge, allora l'intervento può solo essere ad adiuvandum, visto che non ci sarebbe più la possibilità di agire "in proprio".

Dello stesso tenore altra e più recente sentenza (Cass., 4 febbraio 2021, n. 2636), secondo cui «in un giudizio di impugnazione di una deliberazione assembleare, ai sensi dell'articolo 1137 codice civile, i singoli condòmini possono volontariamente costituirsi mediante intervento adesivo autonomo (e quindi con la facoltà di coltivare il procedimento nei vari gradi anche in presenza di una rinunzia agli atti o di un'acquiescenza alla sentenza ad opera del condomino attore originario)».

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L'intervento adesivo autonomo è tuttavia subordinato alla presenza, in capo ai singoli condòmini, della «legittimazione ad impugnare la delibera, giacché, ove siano invece decaduti, gli stessi sono legittimati a svolgere soltanto intervento adesivo dipendente», vincolato all'attività e alle sorti dell'originario impugnante.

I giudici di legittimità hanno affrontato anche il caso in cui il condomino che interviene voglia sostenere le ragioni del condominio resistente: in tale circostanza, «poiché si tratta (…) di controversie aventi ad oggetto l'impugnazione di deliberazioni della assemblea condominiale, intese, dunque, a soddisfare esigenze collettive della comunità condominiale», l'unico legittimato passivo è l'amministratore, non sussistendo, quindi, un autonomo interesse del singolo condomino a resistere all'impugnazione.

Ne discende, pertanto, che l'unico intervento che potrà essere spiegato a sostegno del condominio sarà quello adesivo dipendente ad adiuvandum, con la conseguenza che il condomino intervenuto, in caso di soccombenza del condominio, non è ammesso a impugnare la sentenza. In caso di soccombenza del condominio, solo l'amministratore potrà proporre appello.

In conclusione, la posizione del condomino interveniente appare essere differente ove esso sia a favore dell'impugnante o del condominio: in entrambi i casi spiegherà intervento adesivo, ma nel primo caso sarà autonomo (se i termini per proporre autonoma impugnazione non siano spirati) mentre nel secondo sempre dipendente ad adiuvandum, con conseguente impossibilità, in quest'ultimo caso, di impugnare l'eventuale sentenza sfavorevole alla compagine.

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