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Procura alle liti: l'amministratore di condominio è legittimato a conferirla anche senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea
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Procura alle liti: l'amministratore di condominio è legittimato a conferirla anche senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea

Legittimazione passiva dell'amministratore condominiale

Avv. Giuseppe Zangari 

L'amministratore è legittimato a conferire al difensore la procura alle liti ai fini della costituzione del condominio nel giudizio di appello anche senza la preventiva autorizzazione dell'assemblea, poiché tale incombente rientra nell'ordinaria attività gestoria.

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La vicenda. Un condomino - peraltro di professione avvocato - impugna una delibera del condominio di cui fa parte e, successivamente, le pronunce di primo grado e d'appello che gli avevano dato entrambe torto.

Tra i motivi di ricorso il condomino assume la violazione degli artt. 75 e 82 c.p.c. in tema di capacità processuale e patrocinio legale nonché dell'art. 1131 c.c. relativo alla rappresentanza in giudizio dell'amministratore, affermando che la procura alle liti rilasciata da quest'ultimo all'avvocato del condominio ai fini della costituzione in appello doveva essere ritenuta invalida poiché non preceduta da un'apposita autorizzazione dell'assemblea.

=> Mandato alle liti, avvocato ed amministratore di condominio. Vietato modificare il difensore nominato dall'assemblea.

La decisione. La Corte di Cassazione ha gioco facile nel respingere il ricorso facendo leva sul consolidato orientamento in materia (Cass. Civ., ord. n. 12806/2019).

La disciplina di riferimento è data dall'art. 1132, commi 2 e 3 c.c. che in tema di rappresentanza dell'amministratore così stabiliscono: " Può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell'edificio; a lui sono notificati i provvedimenti dell'autorità amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto.

Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell'amministratore, questi è tenuto a darne senza indugio notizia all'assemblea".

=> Stesso amministratore del supercondominio e del condominio: a chi spetta la legittimazione passiva?

L'interpretazione di tali norme è stata a lungo oggetto di un contrasto giurisprudenziale tra coloro secondo i quali l'amministratore può sempre costituirsi nel giudizio promosso avverso il condominio, senza autorizzazione dell'assemblea, avendo solo l'obbligo di informare l'assemblea ove la vertenza esorbiti le proprie attribuzioni ma trattandosi comunque di un obbligo che attiene ai rapporti interni e non incide sulla rappresentanza (Cass. Civ., n. 21841/2010), e la tesi in base alla quale il comma 2 dell'art. 1132 c.c. ha solamente la funzione di consentire la notifica dell'atto introduttivo del giudizio tramite l'amministratore, mentre per le vertenze esorbitanti le normali attribuzioni quest'ultimo necessita sempre dell'autorizzazione assembleare (Cass. Civ., n. 1381/2009).

=> Richieste danni al condominio e legittimazione dell'amministratore

Le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno composto il contrasto consentendo all'amministratore, nelle materie che vanno oltre l'ordinaria gestione del condominio, di costituirsi anche senza autorizzazione a condizione che ottengala successiva ratifica dell'assemblea con effetto sanante, pena l' inammissibilità della costituzione in giudizio, autorizzazione e/o ratifica che non sono invece necessarie per le liti che rientrano nei poteri gestori dell'amministratore (Cass. Civ. S.U., nn. 18331-18332/2010).

In applicazione di tale principio generale la Suprema Corte ha quindi precisato non essere necessaria alcuna autorizzazione nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo (Cass. Civ., n. 19533/2012), impugnativa di delibera assembleare (Cass. Civ., n. 1451/2014), ripartizione delle spese per beni e servizi comuni promossi dal condomino dissenziente (Cass. Civ., n. 7359/1996), azioni di risarcimento del danno per infiltrazioni d'acqua (Cass. Civ., n. 20/2010),impugnazione di delibera relativa alla trasformazione dell'impianto di riscaldamento centralizzato in impianti unifamiliari, come pure nella domanda di distacco (Cass., n. 5843/1991).

Quanto al caso in esame, l'amministratore è dunque legittimato passivo nel giudizio di impugnazione ex art. 1137 c.c. dal momento che la difesa della validità della delibera e della regolarità dell'assemblee nella quale la decisione è stata assunta rientra nel più ampio concetto di esecuzione della volontà assembleare che l'art. 1130, n. 1 c.c. affida all'amministratore e della conseguente rappresentanza in giudizio ai sensi del citato art. 1131 c.c.

In altri termini, non occorre che l'amministratore si munisca di autorizzazione per resistere nella lite, anche in sede di appello, né di conseguenza nel conferire la procura alle liti all'avvocato, che può scegliere e incaricare in perfetta autonomia e indipendenza.

Dal che ne consegue che un'eventuale successiva delibera sul punto assumerà il significato di mero assenso della compagine assembleare a una scelta che l'amministratore ha comunque già validamente effettuato (Cass. Civ., n. 10865/2016).

STUDIO LEGALE AVV. GIUSEPPE ZANGARI

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