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Legittimazione dell'amministratore a stare in giudizio

L'amministratore di condominio è legittimato passivo nel giudizio di impugnazione delle delibere oppure occorre l'autorizzazione dell'assemblea?
Avv. Mariano Acquaviva Avv. Mariano Acquaviva 

A volte la giurisprudenza offre sentenze che affrontano, in poche pagine, molti argomenti interessanti. È ciò che è accaduto con la sentenza n. 1785 del 13 ottobre 2021 resa dalla Corte di Appello di Bari.

Con la pronuncia in commento, infatti, la corte pugliese ha offerto un quadro chiaro e sintetico a proposito di diverse questioni, quali ad esempio la legittimazione dell'amministratore a stare in giudizio.

Sul punto, la Corte pugliese è stata chiamata a stabilire se l'amministratore di condominio è legittimato passivo nel giudizio di impugnazione delle delibere oppure ha bisogno dell'autorizzazione dell'assemblea.

Connesso a questo problema è quello riguardante la necessità o meno dell'approvazione assembleare della nomina dell'avvocato cui dare mandato per la costituzione del condominio.

Ma non solo. Nella stessa pronuncia la Corte di Appello di Bari ha indagato anche sulla natura dell'eccezione di decadenza dal diritto di impugnare le delibere assembleari dinanzi all'autorità giudiziaria.

Si tratta di eccezione in senso stretto, sollevabile solo dalla parte tempestivamente costituita, oppure di eccezione in senso lato, rilevabile d'ufficio dal giudice? Nel prosieguo le risposte a queste domande.

Amministratore: è legittimato passivo nel giudizio d'impugnazione delle delibere?

L'appellante che agiva in giudizio per far valere l'invalidità di una delibera assembleare lamentava in primo luogo il difetto di legittimazione dell'amministratore a stare in giudizio: secondo l'attore, infatti, la procura alle liti era stata rilasciata dall'amministratore senza la necessaria autorizzazione alla costituzione deliberata dall'assemblea condominiale.

Da tanto sarebbe derivata la carenza di legittimazione, in capo all'amministratore pro tempore, a resistere in giudizio per conto del condominio, con conseguente inefficacia del mandato conferito all'avvocato.

La Corte di Appello di Bari, con la sentenza in commento (n. 1785 del 13 ottobre 2021), ritiene infondato il difetto di legittimazione dell'amministratore.

L'art. 1131, comma secondo, cod. civ., afferma che l'amministratore può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell'edificio.

Nel ricostruire la portata di questa disposizione, la Corte di Cassazione (ex multis, sent. 23 gennaio 2014, n. 1451; Sez. un. 6 agosto 2010, n. 18331) ha precisato che l'autorizzazione o ratifica assembleare per la costituzione in giudizio dell'amministratore occorre soltanto per le cause che esorbitano dalle attribuzioni dell'amministratore stesso, ai sensi dell'art. 1131, commi 2 e 3, cod. civ.

Da tanto deriva che nessuna autorizzazione necessita, sussistendo al riguardo autonoma ed incondizionata legittimazione dell'amministratore, per i giudizi che abbiano ad oggetto l'esecuzione di una deliberazione assembleare o, come nel caso in esame, la resistenza all'impugnazione di una delibera proposta da un condomino.

L'amministratore di condominio è, in sostanza, legittimato passivo nel giudizio di impugnazione ex art. 1137 cod. civ., in quanto, nel compito di eseguire le deliberazioni dell'assemblea dei condomini, affidatogli dall'art. 1130, n. 1, cod. civ. (per il cui espletamento nel successivo art. 1131 cod. civ. gli è riconosciuta la rappresentanza in giudizio del condominio), è implicitamente ricompreso quello di difendere la validità delle delibere in relazione alla regolarità delle assemblee in cui le stesse furono adottate.

Il condomino che paga il debito del terzo, può chiedere l'accertamento del debito nei confronti del condominio.

Amministratore: può nominare l'avvocato?

La questione della legittimazione passiva dell'amministratore è logicamente connessa a quella della necessità o meno dell'approvazione assembleare della nomina dell'avvocato cui dare mandato per la costituzione del condominio.

Secondo la Corte barese, da quanto detto nel paragrafo precedente deriva che, per i giudizi che hanno ad oggetto l'impugnazione delle delibere, non occorre che l'amministratore si munisca di autorizzazione dell'assemblea per resistere nella lite, né che l'assemblea dia mandato all'amministratore per conferire la procura ad litem al difensore, che, quindi, lo stesso amministratore ha il potere di nominare.

Sicché deve affermarsi che l'amministratore di un condominio, per conferire procura al difensore al fine di costituirsi in giudizio nelle cause che non esorbitano dalle sue attribuzioni (quale, nella specie, la resistenza all'impugnazione di una delibera proposta da un condomino), non ha bisogno dell'autorizzazione dell'assemblea dei condomini, ed un'eventuale delibera sul punto avrebbe il significato di mero assenso alla scelta già validamente effettuata dall'amministratore.

L'amministratore è sempre legittimato alle azioni possessorie

Decadenza dal diritto di impugnare: eccezione in senso stretto?

La Corte di Appello di Bari si sofferma poi sulla natura dell'eccezione con cui ci si lamenta dell'inammissibilità dell'impugnazione per lo spirare dei termini di decadenza (trenta giorni) previsti dall'art. 1137 cod. civ. per ricorrere contro una delibera annullabile.

A detta della Corte, la decadenza dal diritto di impugnare le delibere assembleari dinanzi all'autorità giudiziaria deve essere oggetto di eccezione in senso stretto della parte interessata, da farsi valere nei termini stabiliti dal codice di rito.

La decadenza dal diritto di impugnare la deliberazione dell'assemblea, trattandosi di materia non sottratta alla disponibilità delle parti, non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, e deve pertanto essere appunto oggetto di eccezione in senso stretto della parte interessata, formulata entro il limite della maturazione delle preclusioni processuali, cioè entro il termine di almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione.

Nel caso di specie, risultava provato che il condominio si fosse costituito in primo grado in cancelleria il giorno della prima udienza, con conseguente preclusione di sollevare la suddetta eccezione di decadenza.

Non tutte le delibere sono...uguali

Sentenza
Scarica CORTE APPELLO DI BARI n. 1785 del 13/10/2021

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