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Legittima l'istituzione del fondo cassa a maggioranza

La scelta rientra nella discrezionalità dell'assemblea, ove diretto a perseguire finalità di interesse condominiale
Avv. Gianfranco Di Rago Avv. Gianfranco Di Rago 

È legittima l'istituzione di un fondo cassa condominiale deliberato a maggioranza dall'assemblea condominiale per fare fronte a eventuali spese future. L'unico limite che incontra l'assemblea è infatti quello di deliberare a in merito a finalità che pertengano alla gestione di interessi condominiali. È quanto si ricava dalla recente sentenza n. 1766 del Tribunale di Salerno, pubblicata lo scorso 18 maggio 2022.

Il caso concreto

Una condomina, con ricorso ex art. 702 bis c.p.c., premesso che con delibera assembleare assunta a maggioranza era stato costituito un fondo cassa per far fronte a eventuali spese future, da utilizzarsi "esclusivamente a seguito di apposita delibera condominiale", ne aveva contestato la nullità in quanto la stessa aveva a suo dire oggetto giuridicamente impossibile, non determinato o determinabile, nella parte in cui si prevedeva la costituzione del fondo senza alcuna destinazione.

Secondo la condomina la delibera impugnata risultava altresì illegittima per violazione dell'art. 1135, comma 1, n. 2, c.c., ai sensi del quale è vietata ogni anticipazione ultra annuale di contribuzione.

Si era costituito in giudizio il condominio, in persona dell'amministratore condominiale, contestando la fondatezza del ricorso avversario, la tardività della sua notificazione, nonché la decadenza e prescrizione del diritto azionato per violazione dell'art. 1137 c.c.

La decisione del Tribunale di Salerno

Il Tribunale di Salerno ha preliminarmente evidenziato come, con la delibera impugnata, il condominio avesse costituito, con decisione adottata all'unanimità dei presenti, un fondo cassa, rappresentato dal 20% delle quote condominiali mensili, proporzionato alle tabelle millesimali approvate e da utilizzare esclusivamente previa delibera assembleare condominiale favorevole.

La condomina impugnante, come anticipato, contestava l'illegittimità della decisione e riteneva la stessa nulla perché di contenuto giuridicamente impossibile e per violazione dell'art. 1135, comma 1, n. 2, c.c., non essendo consentito impegnare i condomini per spese indeterminate e indeterminabili, tra l'altro oltre la gestione annuale di competenza dell'amministratore.

Il Giudice campano ha preliminarmente evidenziato come, in via generale, non esista alcuna norma che vieti espressamente la costituzione di un fondo cassa condominiale. Di conseguenza, sempre secondo il predetto Tribunale, la facoltà di istituire un fondo cassa per far fronte alle spese di ordinaria manutenzione e conservazione dei beni comuni rientra tra i poteri discrezionali dell'assemblea e la relativa decisione è pienamente legittima, laddove non vi sia un divieto imposto dal regolamento di condominio.

Sul punto è stato quindi richiamato un precedente della Suprema Corte, nel quale si legge che "appartiene al potere discrezionale dell'assemblea e non pregiudica né l'interesse dei condomini alla corretta gestione del condominio, né il loro diritto patrimoniale all'accredito della proporzionale somma - perché compensata dal corrispondente minor addebito, in anticipo o a conguaglio - l'istituzione di un fondo cassa per le spese di ordinaria manutenzione e conservazione dei beni comuni" (Cass. civ., sez. II. 28 agosto 1997, n. 8167).

Per questo motivo, secondo il Tribunale di Salerno, la delibera che istituisca a maggioranza un fondo cassa per spese di manutenzione dei beni e dei servizi comuni non può ritenersi viziata né con riferimento al suo oggetto né con riferimento all'art. 1135, comma 1, n. 2, c.c., atteso che in questi casi non è dato riscontrare alcun superamento delle attribuzioni che la legge riconosce in capo all'assemblea, non potendosi ravvisare un pregiudizio dell'interesse dei condomini alla corretta gestione del condominio.

Infatti l'assemblea, quale organo destinato a esprimere la volontà dei condomini, ha la facoltà di adottare qualsiasi provvedimento, purché diretto a perseguire finalità che non abbiano natura extra-condominiale.

Sul punto si segnala come, più di recente, la Suprema Corte abbia evidenziato che la legittimità di deliberazioni siffatte, purché accompagnate dalla previsione di un riparto dell'anticipazione secondo i valori millesimali, trovi conforto anche nel testo della legge di riforma del condominio del 2012, che, come è noto, ha integrato l'art. 1135 c.c., prevedendo l'obbligatoria istituzione di un fondo speciale per l'ipotesi di approvazione delle opere di manutenzione straordinaria e le innovazioni (Cass. civ., sez. II, 25 giugno 2020, n. 12638).

Da tale disposizione di legge, secondo i giudici di legittimità, è infatti possibile trarre la conclusione circa la validità di previsioni assembleari che contemplino la creazione di fondi speciali per far fronte a spese che il condominio dovrà affrontare in futuro e senza che su tale previsione possa incidere negativamente il principio della tendenziale annualità delle previsioni in materia di spese.

Sentenza
Scarica Trib. Salerno 18 maggio 2022 n. 1766

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Gianni
Gianni 03-06-2022 11:24:53

Anche il mandatario con rappresentanza del condominio di cui sono comproprietario HA ISTITUITO un fondo speciale ma il capitale risultato sul conto corrente intestato alla moglie.
Colpa della Legge, dei Giudici !
Noooo !
La colpa E' dei condomini che approvano il bilancio redatto dal mandatario con rappresentanza senza il riscontro oggettivo !
IL SALDO CONTO al 31/12/anno di riferimento del bilancio.
Da un piccolissimo e semplice controllo si passa a NON COMPRENDERE l'art 1135 c c ed il contenuto della sent. 12638 del 25/06/2020 emessa dalla Cassazione

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