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Le responsabilità penali dell'amministratore di condominio
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Le responsabilità penali dell'amministratore di condominio

Focus sulle responsabilità penali dell'amministratore di condominio

Avv. Maurizio Tarantino  

Il fondamento della responsabilità penale dell'amministratore risiede negli artt. 1130 n.3 e 4 e 1135 comma 2 c.c., norme che incardinano una posizione di garanzia da cui scaturisce l'obbligo di vigilare sulle parti comuni e di adottare tutte le misure idonee a prevenire pericoli per la incolumità pubblica derivanti dalle cose comuni.

Premesso ciò, il nostro Codice penale non prevede una figura di reato propria dell'amministratore di condominio.

A lui tuttavia possono riferirsi una serie di fattispecie penali relative alla attività svolta.

Ingiuria e diffamazione (artt. 594-595 c.p.) Ci riferiamo ad esempio ai reati di ingiuria, magari commessa nel corso di una assemblea condominiale (art. 594 c.p.) o di diffamazione (art. 595 c.p.) ove la tutela dell'onore e del decoro dei condomini impone il rispetto dei principi di continenza, adeguatezza dei toni ai contenuti dell'informazione, assenza di espressioni ingiuriose e offensive, riservatezza dei dati informativi comunicati.

Sono rilevanti i casi di espressioni lesive dell'altrui onore non scritte, pronunciate in assemblea o eventualmente pubblicate nel sito internet condominiale o in altro modo accessibili anche a terzi.

In alcune pronunce, si è ravvisato il reato di diffamazione qualora l'amministratore abbia affisso nell'atrio del condominio un avviso di convocazione dell'assemblea condominiale, contenente la comunicazione della denuncia di un condomino da parte dell'amministratore stesso (Cass. Pen. 8 giugno 1973, n. 4562);

o ancora qualora l'amministratore invii una lettera a tutti i condomini con i quali questi sono edotti della morosità di uno di essi relativamente alla quota dovuta per l'adeguamento dell'impianto elettrico, definendolo un "anarcoide che intralcia e fomenta e mantiene comportamento scorretto" (Cass. pen. Sez. V, 23/11/2005, n. 282).

 Continua [...]

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