Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
107993 utenti
Registrati
chiudi
Inviaci un quesito

La spesa per abbattere e reimpiantare alberi nella proprietà esclusiva può essere a carico del condominio?

La licenza edilizia rilasciata al costruttore del palazzo che prevede la messa a dimora di un congruo numero di alberi può costituire un vincolo permanente sulla destinazione d'uso?
Dott. Giuseppe Bordolli Giuseppe Bordolli Responsabile scientifico Condominioweb 

Il fondamento della partecipazione agli oneri condominiali, ai sensi degli artt. 1123 e ss. c.c., non è necessariamente correlato alla contitolarità della res, spesso piuttosto derivando dalla utilitas che essa arreca alle singole unità immobiliari, indipendentemente dal regime di proprietà.

Un esempio pratico di questo principio è rinvenibile nella vicenda esaminata dalla Corte di Appello di Roma (giudice di rinvio) nella sentenza n. 7136 del 10 novembre 2022.

Condominio e spesa per abbattere e reimpiantare alberi nella proprietà esclusiva: la vicenda

Una condomina pretendeva dal condominio il rimborso della spesa di € 5.820,00, per l'abbattimento ed il reimpianto di tre alberi situati nel suo giardino che riteneva avessero una funzione ornamentale per l'intero caseggiato. I condomini, però, rifiutavano di corrispondere la somma richiesta.

La proprietaria degli alberi, allora, si rivolgeva al Tribunale richiedendo la condanna del condominio al pagamento delle spese sostenute. Il Tribunale respingeva la domanda, reputando indimostrata la funzione ornamentale degli alberi.

Secondo la Corte d'Appello, invece, le piante, pur concorrendo all'aspetto estetico dell'edificio, restavano di proprietà esclusiva della condomina, a carico della quale dovevano porsi le spese di manutenzione.

La soccombente ricorreva in Cassazione facendo presente che il Comune aveva imposto al costruttore del fabbricato, quale condizione per il rilascio della concessione edilizia, l'obbligo di piantare un congruo numero di alberi da mettere a dimora; secondo la ricorrente, perciò, i suoi alberi, proprio in considerazione del vincolo pubblicistico derivante dalla condizione imposta dal Comune, si dovevano intendere ineliminabili ai fini del decoro architettonico dell'intero complesso edilizio.

La decisione della Cassazione

Secondo i giudici supremi, la convenzione stipulata tra un Comune ed un privato costruttore non costituisce un contratto di diritto privato, né ha specifica autonomia e natura di fonte negoziale del regolamento dei contrapposti interessi delle parti stipulanti; tuttavia, le prescrizioni della concessione edilizia costituiscono un vincolo permanente, che non è permesso ai privati di rimuovere o modificare.

Alla luce di quanto sopra, la Cassazione ha chiarito che, qualora gli alberi rientranti nella proprietà esclusiva di un condomino, in forza di un vincolo di destinazione, arrechino ai condomini l'utilità di elemento ornamentale, essi possono concorrere a costituire in modo indissolubile il decoro architettonico dell'edificio, che è bene comune tutelato dalla legge; di conseguenza - come precisa la Cassazione - tutti i partecipanti al condominio sono obbligati a contribuire alle spese per l'abbattimento ed il reimpianto di dette piante, da considerare funzionali alla conservazione del decoro del fabbricato. La Cassazione ha accolto il ricorso, cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa, anche per le spese del giudizio di cassazione, ad altra sezione della Corte d'appello.

La posizione del giudice di rinvio

La Corte di Appello (giudice di rinvio) ha aderito pienamente all'opinione espressa dai giudici supremi.

Gli alberi rientranti nella proprietà della condomina, in forza del vincolo di destinazione permanente sopra detto, arrecano ai condomini l'utilità di elemento ornamentale, concorrendo a costituire in modo indissolubile il decoro architettonico dell'edificio che è bene comune tutelato dalla legge; ne consegue che tutti i partecipanti al condominio sono obbligati a contribuire alle spese per l'abbattimento ed il reimpianto. Pertanto, in accoglimento dell'appello dell'originaria attrice, la Corte ha condannato il condominio convenuto al risarcimento dei danni come specificati ed alla refusione delle spese di lite. Del resto, in difetto di espressa pattuizione derogatoria, contenuta nel negozio di acquisto o nel regolamento contrattuale del condominio, nonostante l'astratta possibilità contraria, nel caso in questione, però, trova senz'altro applicazione l'art. 934 c.c., secondo cui, in virtù del principio dell'accessione e per effetto dell'avvenuta incorporazione, le alberature appartengono, in proprietà esclusiva, al proprietario del suolo.

Tuttavia, gli alberi, in quanto forniscono utilità differenziate al proprietario esclusivo del suolo e, ad un tempo, ai titolari delle unità immobiliari dell'edificio condominiale, formano oggetto di interessi distinti.

L'interesse che riguarda l'intero edificio viene assunto sul piano formale come componente di quel particolare bene giuridico, costituito dal decoro architettonico dell'edificio tutelato direttamente dalla legge (art. 1120, comma 4, c.c.).

Si può affermare, quindi, che, nel momento stesso in cui ciascun partecipante acquista un appartamento nel caseggiato, viene a far parte del condominio di un edificio, che incorpora gli alberi come elemento ineliminabile del suo decoro architettonico, al cui rispetto ed al cui mantenimento, come bene comune, tutti i partecipanti sono tenuti.

Del resto è già stato affermato che a contribuire al decoro, possono essere anche piante nelle proprietà esclusive quando, ad esempio, gli alberi sono stati inseriti nella struttura dell'edificio, mediante la sagomatura dei balconi esterni attuata in modo tale da contornarli ed avvolgerli (Cass. civ., sez. II, 18/04/1994, n. 3666).

Sentenza
Scarica App. Roma 10 novembre 2022 n. 7136

Commenta la notizia, interagisci...
CCJ
CCJ 27-11-2022 21:33:41

manca il numero della sentenza di cassazione che ha rinviato tutto alla corte d'appello?

rispondi
Annulla

  1. in evidenza

Dello stesso argomento