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Istituto scolastico e rumori
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Istituto scolastico e rumori

Istituto scolastico e schiamazzi. Ecco come il condominio può farsi valere.

Avv. Alessandro Gallucci  

Tutela dal rumore

Il rumore, quando supera determinate soglie, può comportare un vero e proprio problema per le persone e che si tratti di un problema che merita una soluzione, oramai è una questione acquisita nel nostro ordinamento.

La tutela in sede civile può essere ottenuta con l'inibitoria, per il futuro, ed il risarcimento, per il passato.

Le norme di riferimento in ambito civile sono quelle contenute negli artt. 844 c.c. e 2043 c.c.

L'art. 844 c.c. prevede che "Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso."

Mentre, l'art. 2043 c.c. prevede che "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno."

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Quanto al diritto penale, ricordiamo poi che trovano spesso applicazione le previsioni di cui all'art. 674 c.p. - secondo cui "Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a 206 euro" - e di cui all'art. 659 c.p., che prevede: "Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 309 euro.

Si applica l'ammenda da 103 euro a 516 euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell'Autorità".

Rumore, scuole e abitazioni vicine

Non può certo escludersi che la fonte dell'immissione rumorosa sia il vociare di una gran massa di bambini nel pieno delle loro energie mattutine, a scuola; ad es. uno di quei comprensori scolastici dove sono poste insieme scuola materna, elementare e media.

Una somma di tutti i possibili entusiasmi, insomma.

Bellissimo, sì. Ma forse non sempre per chi ha la propria abitazione nei pressi dell'istituto e che, dunque, nel luogo dove dovrebbe riposarsi, la propria casa, è invece costretto ad ascoltare quotidianamente schiamazzi, urla, etc.

Si badi, non si tratta di un'ipotesi astratta, un'ipotesi di scuola, per l'appunto.

Per quanto possa sembrare strano, infatti, la questione ha raggiunto più di una volta le aule di tribunale, concludendosi con provvedimenti sfavorevoli all'istituto scolastico convenuto.

Istituto comprensorio e abitazioni vicine

Ad es., con la sentenza n. 20571/2013 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza di appello dando ragione al privato cittadino.

Il giudizio era stato attivato da un proprietario di una villetta posta in un quartiere residenziale nelle vicinanze di un plesso scolastico (comprensivo di una scuola elementare e di una scuola dell'infanzia), il quale aveva chiesto l'inibitoria ed il risarcimento dei danni alla salute.

L'uomo aveva convocato il Ministero dell'Istruzione ed il comune.

Valutato il superamento della normale tollerabilità, era stata respinta la richiesta di risarcimento, ed era invece stata accolta la domanda di inibitoria, con la limitazione, in sostanza, degli orari di uscita dei bambini nel cortile della scuola.

Scuola all'interno del condominio

Un altro caso ha invece avuto come protagonisti un condominio, da un lato, ed una società che organizzava corsi scolastici, dall'altro. In questo caso, dunque, l'età degli utenti era più elevata ed il rumore era provocato "dall'attività scolastica e dal flusso continuativo della relativa utenza (con andirivieni quotidiano, mattutino e pomeridiano di persone tra studenti, docenti, personale d'ufficio, personale delle pulizie; continua apertura e chiusura delle porte dell'ascensore e della porta di ingresso dell'appartamento destinato a scuola)".

In questo caso la scuola era infatti posta all'interno dello stabile condominiale.

Anche tale vicenda giudiziale si concludeva con la vittoria delle ragioni degli abitanti: in particolare

ci si riferisce alla sentenza della Corte di Cassazione n. 1746/2016, che conteneva la condanna ai sensi del su citato art. 659 c.p., cioè, per disturbo delle occupazioni e del risposo delle persone abitanti nel condominio.

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La condanna, in particolare, era rivolta all'amministratore della società.

In tale sentenza in particolare e per quanto qui interessa, la Corte, premesso che per quanto riguarda l'art. 659, co.1, c.p. "se ne ritiene, in giurisprudenza, la natura di reato di pericolo concreto, sicché al fine della sua integrazione, è necessario verificare la effettiva idoneità della condotta, secondo una valutazione da compiere in concreto ed ex ante, ad arrecare disturbo al riposo o alle occupazioni di un numero indeterminato di persone", proseguiva riaffermando un principio, anche questo già presente in giurisprudenza, secondo cui "nel caso di attività che si svolge in ambito condominiale, è necessaria la produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni non solo degli abitanti dell'appartamento sovrastante o sottostante la fonte di propagazione, ma di una più consistente parte degli occupanti il medesimo edificio... pur se, poi, in concreto soltanto alcune persone se ne possano lamentare... configurandosi in caso contrario un illecito civile che resta confinato nell'ambito dei rapporti di vicinato".

Per inciso, qualora la problematica venga inquadrata poi nell'ambito dei rapporti di vicinato, trovano applicazione altre norme, quali quelle di cui ai cit. artt. 844 c.c., 2043 c.c..

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