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Intervista a Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI
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Intervista a Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI

ANAMMI dalla parte dell'amministratore

Redazione Condominioweb 

"Il condominio è una galassia con mille problemi, abitata da personaggi molto diversi tra di loro, che l'amministratore deve essere in grado di gestire tutti i giorni. Il nostro compito consiste nell'aiutare i soci a muoversi in questo mondo difficile, ma affascinante".

Giuseppe Bica, presidente dell'ANAMMI, descrive così l'impegno della sua Associazione, composta da oltre 13mila associati.

E' davvero così cambiata la figura dell'amministratore di condominio?

Negli ultimi vent'anni abbiamo assisto ad una vera e propria rivoluzione. Siamo passati dal condomino che faceva l'amministratore come secondo lavoro, spesso combinando guai senza accorgersene, al professionista certificato e abilitato, che ha spirito imprenditoriale e voglia di confrontarsi col mercato.

In questo, la riforma del 2012 non ha fatto altro che "fotografare" alcuni dei cambiamenti che l'ANAMMI aveva già attuato da tempo, come i corsi di formazione di base, che noi proponevamo quando in Italia non li faceva praticamente nessuno.

Chi decideva di intraprendere questa strada, sapeva già che avrebbe dovuto affrontare la reputazione negativa che, per troppo tempo, ha accompagnato il settore.

Oggi, invece, chi fa l'amministratore sceglie, in piena consapevolezza, questa professione, consapevole che, a fronte di un impegno forte, i risultati non tarderanno ad arrivare. Un amministratore su tre è in possesso di una laurea, il "dopolavoro" condominiale è quasi scomparso e, sempre più spesso, l'amministratore cresce e si afferma come tecnico di alto livello.

Giurisprudenza ed Economia sono le sue facoltà preferite, mentre ragionieri e geometri rappresentano il 70% della categoria, seguiti dagli avvocati e dagli architetti.

La categoria ha cambiato pelle, ed è giusto che fosse così: gli amministratori condominali sono infatti chiamati ad occuparsi dei problemi più disparati: risparmio energetico, ristrutturazioni, sicurezza degli impianti, privacy, contratti e gestione delle liti.

Quindi, al fianco di materie più "classiche" come la contabilità, le parti comuni e le tabelle millesimali, si sono aggiunti nuovi temi, come l'efficienza energetica, il decoro urbano, la prevenzione sismica. E' necessario, quindi, che si avvalga dell'aiuto di consulenti fidati.

In questo, far parte di un'associazione come l'ANAMMI rappresenta un sostegno fondamentale.

Cosa fa l'ANAMMI per aiutare gli iscritti ad affrontare le sfide della professione?

Per molto tempo abbiamo lavorato sulla qualità della formazione, di base e continua, impegnandoci al tempo stesso sull'acquisizione dei nuovi soci.

Oggi, visto il non facile momento economico, abbiamo deciso di sostenere i nostri soci nel rafforzamento della loro attività, aiutandoli a conquistare fette di mercato.

Ecco perché negli ultimi mesi abbiamo puntato molto su una campagna destinata ai nostri utenti finali, i condòmini, attraverso radio e addirittura affissioni nelle grandi città.

L'iniziativa aveva l'obiettivo di informare i cittadini, ricordando che un professionista serio e credibile è la migliore garanzia contro il rischio di cattiva gestione e sprechi.

In questo modo, sosteniamo i nostri iscritti, contribuendo alla ricerca di nuova opportunità professionali.

Comunicare sulla nostra professione è necessario: i condòmini, spesso, non sanno nemmeno con esattezza quali siano i requisiti professionali richiesti dalla legge, vale a dire diploma di scuola superiore, nessun carico penale, formazione di base, aggiornamento periodico obbligatorio, polizza di responsabilità civile professionale.

Quando parliamo di amministratore certificato, ci riferiamo ad un professionista che la nostra Associazione ha seguito nell'ambito di uno specifico percorso formativo, verificandone la preparazione con il rilascio di un apposito attestato.

Grazie a questo primo passaggio formativo, il neo-amministratore può avvalersi, a titolo gratuito, dell'assicurazione professionale da noi stipulata.

Attualmente, qual è l'età media di un professionista?

Anche qui, molto è cambiato. Un tempo più della metà dei nostri soci intraprendeva questo mestiere con l'obiettivo di diversificare e rafforzare una posizione da libero professionista oppure alla ricerca di un altro lavoro, magari dopo un licenziamento.

Oggi, invece, cresce sempre di più il numero dei giovani che sono interessati a questa professione.

Basti pensare che i partecipanti ai primi corsi della campagna ANAMMI 2019-2020 si sono rivelati, nella metà dei casi, tutti "under 30", donne e uomini che hanno deciso di puntare sull'amministrazione condominiale come professione principale.

Del resto, con 14 milioni di famiglie che vivono in condominio, quello italiano è un mercato importante, che continua a crescere, senza aiuti statali, in lotta con la burocrazia e con il continuo mutamento delle norme.

Ormai l'amministratore è un professionista multitasking.

Esattamente. L'amministratore è un professionista con molte competenze, che vanno aggiornate continuamente: in Italia le norme cambiano spesso e la giurisprudenza è in continua evoluzione, non soltanto in materia di condominio, ma in ambito fiscale, urbanistico, amministrativo.

Una preparazione tecnico-legale agevola l'ingresso nella professione, ma quel che più conta è lo spirito imprenditoriale, l'intraprendenza e la capacità di ascolto.

L'amministratore è un mix tra avvocato, commercialista, tecnico e psicologo: ecco perché la formazione di base e l'aggiornamento periodico sono così importanti.

Anche i condòmini sono cambiati negli ultimi anni?

Il condominio è lo specchio dei tempi in cui viviamo, un luogo dove si mescolano rabbie e frustrazioni personali. Non tutte le situazioni, però, sono uguali. Ci sono realtà che sono quasi familiari, altre che sono autentici campi di battaglia. I problemi di convivenza, però, ci sono. Una cosa è certa: noi siamo sempre coinvolti.

Secondo un nostro recente sondaggio, effettuato tra i 13mila soci ANAMMI, se in condominio si verifica un problema o una lite, quasi il 50% dei professionisti riferisce di essere coinvolto "abbastanza spesso" dai suoi amministrati, o addirittura "sempre" per il restante 46,8 degli intervistati. Solo il 3,6% ha dichiarato di essere chiamato di rado. Segno che, nonostante tutto, dell'amministratore di condominio ci si fida.

Grazie alla preparazione che forniamo nei corsi ANAMMI, i nostri associati sono formati ad attuare specifiche strategie di mediazione ma, per risolvere queste situazioni, basterebbe un po' di buon senso da parte di chi litiga.

Quale consiglio si sente di dare a chi vuole iniziare questa professione?

Per iniziare, bastano un computer ed un telefono. Occorre lavorare molto, ascoltare tutti, cercare sempre di mediare tra le parti, non smettere mai di aggiornarsi e utilizzare bene le nuove tecnologie. Tutto, però, riesce più facile se si vive questo lavoro con passione. Senza la passione per questa attività, è impossibile avventurarsi in quell'universo complesso che è il condominio.

Cerca: anammi associazione

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Lui
Lui martedì 03 marzo 2020 alle ore 23:27

da che pulpito arrivano le prediche!!!!
si cominciasse a guardare in casa propria, certe situazioni incresciose si dovrebbero evitare.

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