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Il professionista va pagato ugualmente anche se sbaglia il progetto di installazione dell'impianto di condizionamento
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Il professionista va pagato ugualmente anche se sbaglia il progetto di installazione dell'impianto di condizionamento

Anche se sbaglia, l'installatore viene pagato lo stesso

Avv. Giuseppe Nuzzo  

Il committente che ottiene il risarcimento del danno da errore progettuale non può pretendere anche la restituzione del compenso pagato al professionista. Lo ha stabilito il Tribunale di Padova con la sentenza n. 641 del 9 marzo 2017.

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Il fatto – La s.r.l. che aveva commissionato la realizzazione di un impianto di climatizzazione per il suo ristorante ad un progettista, citava in giudizio quest'ultimo dopo aver riscontrato una serie di vizi dell'opera.

L'impianto, infatti, non era autonomo da quello centrale, vi erano difficoltà di manutenzione del quadro elettrico e dell'impianto di trattamento dell'acqua, l'aria non circolava e, a impianto fermo, fuoriuscivano cattivi odori.

Di qui, la domanda di restituzione del compenso, accompagnata dalla richiesta di risarcimento danni (quantificati in circa 300.000 euro) per spese di sistemazione, mancati ricavi dovuti alla chiusura forzata del locale, maggiori consumi legati al malfunzionamento del climatizzatore e costo del perito.

Il Tribunale di Padova, accertata l'effettiva esistenza dei vizi dell'impianto e la colpa del professionista, ha condannato quest'ultimo al risarcimento dei danni, seppur in misura inferiore a quella richiesta dalla società danneggiata.

Respinta, invece, la richiesta di restituzione del compenso già pagato al professionista.

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Il committente – si legge nella sentenza – “non può chiedere il risarcimento dei danni derivanti da errori progettuali e, nello stesso tempo, pretendere, sempre a titolo di risarcimento del danno, la restituzione del compenso pagato al professionista”.

Il risarcimento dei danni derivanti da errori progettuali esaurisce il pregiudizio subito. In caso contrario, osserva il tribunale veneto, il committente risarcito del danno subìto sarebbe ingiustamente posto in una “condizione più favorevole di quella in cui si sarebbe trovato laddove il progetto fosse stato esente da errori.

Del resto, il professionista deve provare solo il conferimento dell'incarico e l'adempimento, non anche la pattuizione di un corrispettivo. L'onerosità dell'incarico di prestazione d'opera si presume.

È il committente a doverne provare la gratuità(Cass. civ. n. 23893/2016).La prestazione del progettista, quindi, salvo risarcimento dei danni provocati, va sempre remunerata, anche se l'opera commissionata è irrealizzabile, purché non sia consegnato un progetto inservibile (Cass. civ., n. 27042/2013).

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Scarica Tribunale di Padova, n. 641 del 9 marzo 2017

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