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Installazione contatore gas su parete condominiale
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Installazione contatore gas su parete condominiale

Ecco quando è consentita l'installazione del contatore del gas sulla parete condominiale

Avv. Alessandro Gallucci  

A quali limiti ed eventuali entro quali condizioni è consentita l'installazione di un contatore del gas ad uso di una singola unità abitativa su una parete condominiale?

Sovente ci viene posta questa domanda dato che le norme tecniche cui è soggetta l'installazione del contatore del gas, fa sì che il titolare del relativo contratto possa essere in un certo qual modo obbligato a consentire l'installazione in una parte comune.

Vedremo qui di seguito quando e come tutto ciò sia possibile.

Uso delle cose comuni

Partiamo dalla nozione fondamentale ai fini che ci occupano, quella da cui c'è possibile trarre la risposta in termini generali.

Il riferimento è all'uso, meglio al diritto d'uso delle cose comuni da parte dei singoli condòmini.

Sovente ci si domanda: dato un bene condominiale, quali sono i diritti del condòmino su questa parte d'edificio.

=> Diritto d'uso delle cose comuni e servitù, come distinguerle?

Com'è noto le parti comuni di uno stabile in condominio hanno funzione strumentale al godimento delle abitazioni in proprietà esclusiva.

Si usano le scale per accedere a casa, gli spazi di manovra del garage per accedere ai box, ecc. Queste parti dell'edificio, tuttavia, si prestano anche per utilizzazioni differenti.

Classico è il caso dell'apposizione di condizionatori o di caldaie sulla facciata dell'edificio, di sfruttamento del lastrico per questi o altre tipologie d'impianto.

La norma di riferimento per questo genere di utilizzazioni - differenti rispetto all'uso del bene in relazione alla sua originaria funzione - è rappresentato dal primo comma dell'art. 1102 c.c. a mente del quale ciascun condòmino «può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.».

Questo diritto individuale - appunto di ciascun condòmino - va sempre comperato con il pari diritto di ogni altro condòmino.

Per la giurisprudenza (cfr. tra le tante Cass. 16 giugno 2005 n. 12873), ciò vuol dire che si deve valutare caso per caso se l'uso del singolo è lecito; tale valutazione non impone di considerare gli usi dei condòmini come identici e contemporanei (così fosse pressoché tutte le modalità d'uso sarebbero impossibili, ma se gli stessi siano complessivamente compatibili.

Per passare dal generale al particolare rimanendo a quanto di nostro interesse, difficilmente si potrà arrivare ad affermare che l'installazione di un contatore su una parte condominiale sia lesivo del pari diritto degli altri. In questo caso, le contestazioni per lo più possono avere a che fare con i limiti all'uso.

Limiti all'uso delle parti comuni

Come s'è accennato citando la norma, l'uso del singolo non deve alterare la destinazione del bene. Dottrina e giurisprudenza - nello specificare la portata dei divieti - hanno chiarito che il diritto d'uso del singolo condòmino non deve inoltre alterare il decoro architettonico dell'edificio, né recare pregiudizio alla sicurezza alla stabilità ed alla salubrità dello stabile (si veda, tra le tante in tal senso, Cass. 21 febbraio 2017 n. 4437).

Insomma chi utilizza i beni comuni deve considerare i limiti derivanti dal pari diritto degli altri, nonché quelli connessi alla specifica destinazione del bene oggetto dell'uso individuale oltre che fattori estetici e connessi alla sicurezza.

Non solo: ulteriori limitazione all'uso dei beni comuni possono essere contenute nel regolamento condominiale. In relazione ai divieti inseriti in quest'atto, la sua natura è in grado di determinarne in modo decisivo il contenuto.

Detta diversamente: un regolamento di natura assembleare può solamente disciplinare l'uso delle cose comuni, mentre un regolamento contrattuale può arrivare a vietare particolari utilizzazioni.

Tradotto ai fini che ci occupano: il regolamento assembleare può disciplinare il luogo d'installazione del contatore sulla parete comune, mentre il regolamento contrattuale può arrivare a vietarlo.

Installazione contatore legittimità e adempimenti

Dato questo contesto di carattere generale, vediamo come applicarlo alla installazione di un contatore su una parete condominiale.

Non esiste o meglio non è stata rintracciata giurisprudenza specificamente dedicata a questo tema, sicché s'è presa come punto di riferimento quella riguardante casi simili. Tra i più gettonati, come si suole dire, vi sono quelli afferenti alla installazione su pareti comuni (specie muri perimetrali) di condizionatori e canne fumarie.

Proprio in relazione a questo ultimo manufatto, è stato affermato che «appoggiare al muro perimetrale comune una canna fumaria raffigura una modifica conforme alla destinazione del muro, che ciascun condomino può legittimamente apportare a suo cure e spese, se non impedisce l'altrui pari uso, non reca pregiudizio alla stabilità ed alla sicurezza dell'edificio e non ne altera il decoro architettonico» (Cass. 16 maggio 2000 n. 6341).

Per chi scrive non vi sono ragioni per escludere che una simile conclusione possa essere rassegnata anche per l'installazione di contatori su pareti condominiali.

L'uso delle cose comuni ai sensi dell'art. 1102 c.c. non comporta - salvo differente disposizione regolamentare - alcun obbligo di comunicazione all'amministratore. solo un regolamento contrattuale, poi, può condizionare l'installazione in esame ad una preventiva autorizzazione assembleare.

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