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Spese di riscaldamento. Obbligato al pagamento anche il condomino che, dopo l'incendio del suo appartamento,non ripristina l'agibilità
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Spese di riscaldamento. Obbligato al pagamento anche il condomino che, dopo l'incendio del suo appartamento,non ripristina l'agibilità

In caso di incendio dell' appartamento, e mancato ripristino dell'agibilità dell'immobile per diversi anni, il singolo condòmino può sottrarsi al pagamento delle spese per gli impianti e servizi comuni?

Avv. Leonarda Colucci  

La vicenda. Un condòmino impugna, dinanzi al Tribunale, una delibera con cui era stato approvato il bilancio consuntivo e preventivo rispettivamente per gli anni 2009 e 2010, ritenendo non dovuta la sua integrale partecipazione alle spese di riscaldamento ed ad altri oneri condominiali.

A sostegno dell'impugnazione il condomino deduce che, a causa dell'incendio sviluppatosi nel suo appartamento nel 2005, i Vigili del fuoco ne avevano dichiarato l'inagibilità sino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

A fronte di tale avvenimento il condomino riteneva di aver diritto alla riduzione del 50% della quota inerente le spese di riscaldamento così come previsto dall'art.5 del regolamento condominiale.

Le sentenze di primo e secondo grado ribadiscono il diritto del condomino al pagamento della sola quota del 50% delle spese di riscaldamento.

Il Condominio, non condividendo le motivazioni alla base della sentenza della Corte d'appello ricorre in Cassazione.

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L'ordinanza della Cassazione. A sostegno del suo ricorso il Condominio puntualizza che occorre interpretare correttamente non solo la clausola prevista dall'art. 5 del regolamento condominiale secondo cui "se un'unità rimanesse disabitata durante il periodo invernale per un periodo superiore a due mesi il condomino interessato potrà ottenere una riduzione del 50 % della quota a suo carico facendone richiesta con lettera raccomandata chiudendo i corpi radianti e facendolo constatare all'amministrazione o a un suo incaricato", ma occorre coordinare la stessa con l'art. 13 del medesimo regolamento che così recita "nessun condomino può sottrarsi al pagamento della quota parte di spese che gli compete, nemmeno mediante abbandono o rinunzia delle proprietà comuni". Cass. civ. Sez. VI - 2, Ord., (ud. 12/05/2017) 03-05-2018, n. 10478

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A parere del Condominio ricorrente l'abbandono dell'immobile da parte dell'inquilino in seguito all'incendio integra non la fattispecie della temporanea inagibilità prevista dall'art. 5 del regolamento, quanto piuttosto l'abbandono delle cose comuni, sostenendo che le disposizioni del regolamento dovevano essere interpretate secondo i criteri dell'ermeneutica contrattuale ex art. 1362 e 1363 c.c.. (Cass. nn. 14460/2011;4670/09, 18180/07, 4176/07 e 28479/059)

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L'ordinanza della sesta sezione civile della Corte di Cassazione ha accolto i motivi a sostegno del ricorso del Condominio evidenziando l'erronea interpretazione delle clausole del regolamento condominiale ad opera della sentenza della Corte d'appello che, nel caso di specie, ha omesso, in violazione del criterio previsto dall'art. 1363 c.c., di operare un'interpretazione complessiva trascurando il necessario coordinamento delle disposizioni previste delle due clausole in questione. (Corte di Cass., VI sez. civ., ord., 3.5.2018, n. 10478)

In buona sostanza, evidenzia la Cassazione, l'interpretazione isolata dell'art. 5 del regolamento condominiale ha indotto la sentenza impugnata "a qualificare erroneamente il caso di specie come provvisoria sospensione dell'utilizzo dell'impianto di riscaldamento", mentre in realtà dal raccordo delle due disposizioni del regolamento (art. 5-13) si evince che le stesse "raccordate tra loro, perseguono un duplice scopo: quello di tutelare il singolo condomino in caso di temporaneo non utilizzo dell'impianto e, al contempo, quello salvaguardare le ragioni del Condominio da una eventuale mancata contribuzione alle spese condominiali per una scelta prolungata…."

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Pertanto, nel caso di specie, se è vero che l'appartamento era ancora inagibile dopo l'incendio, è anche vero che il condòmino pur avendo ottenuto dall'assicurazione il risarcimento dei danni patiti a causa di tale evento, a distanza di ben otto anni dall'accaduto non si è mai attivato per il ripristino dell'agibilità del suo appartamento.

Alla luce di tale ricostruzione, secondo la Cassazione, il caso in esame ricade chiaramente nel perimetro di applicazione dell'art. 13 del regolamento condominiale che vieta al singolo condomino di sottrarsi al pagamento della quota di spese che gli compete a fronte dell'abbandono del suo immobile.In conclusione in base ad una corretta operazione di esegesi del regolamento condominiale il singolo condomino è obbligato all'integrale pagamento delle spese di riscaldamento.

Scarica Corte di Cassazione- Ord., 03-05-2018, n. 10478

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