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Impugnazione di una delibera negativa, quale la strada
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Impugnazione di una delibera negativa, quale la strada

Quando, in presenza di una delibera assembleare, si può ricorrere al giudice ai sensi dell'art. 1105 co.4? Non se la delibera è negativa: in tal caso la strada è quella del contenzioso.

Avv. Valentina Papanice  

L'impugnazione di una delibera negativa va esperita in sede contenziosa e non in volontaria giurisdizione

Una donna impugna una delibera negativa in sede di volontaria giurisdizione ai sensi dell'art. 1105 co.4, ma il giudice non vi ravvede i presupposti previsti dalla norma e respinge il ricorso dichiarandolo inammissibile; ella quindi impugna il provvedimento in Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 111 cost. ma anche qui la richiesta è respinta perché inammissibile (Cass. n. 15697/2020). Il percorso è sbagliato, a monte e a valle. Vediamo perché.

Esito negativo della mediazione e termine per impugnare la delibera condominiale

Impugnazione di delibera assembleare negativa, quali norme si applicano?

Ricordiamo per comodità che le norme coinvolte nel la questione in esame così prevedono:

L'art. 1105 co.4 c.c. prevede che: "IV. Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere alla autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore".

Mentre ai sensi dell'art. 111 co. 7 Cost., per quel che qui interessa: "Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge …"

Infine, l'art. 1137 co. 2 c.c. così prevede: "Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti".

Il provvedimento di volontaria giurisdizione non è impugnabile in Cassazione, salvo che…

Secondo un orientamento consolidato della giurisprudenza di Legittimità il provvedimento emesso in sede di volontaria giurisdizione ai sensi dell'art. 1105 c.c. non è impugnabile ai sensi dell'art. 111 Cost. in Cassazione, questo perché si tratta di un provvedimento privo di carattere decisorio e definitivo.

Esso è infatti revocabile o reclamabile (ai sensi degli artt. 739, 742 e 742 bis c.pc.); lo stesso dicasi per il provvedimento emesso in fase di reclamo.

Ne consegue quindi l'inammissibilità del relativo di ricorso proposto presso la Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 111 Cost. cit.

Unica eccezione alla regola è data dal caso in cui il provvedimento risolva una lite su diritti soggettivi.

Opposizione a decreto ingiuntivo e impugnazione della delibera condominiale

Esperibilità del ricorso ex art. 1105 c.c. in presenza di delibera

In ogni caso, la strada prescelta dalla donna, cioè quella di agire ai sensi dell'art. 1105 c.c. non è corretta.

La delibera contestata dalla donna è una delibera avente contenuto negativo: l'assemblea cioè non è stata incapace di deliberare, ma ha deliberato in senso non favorevole alla richiesta della donna.

Non siamo quindi in uno dei casi previsti dall'art. 1105 c.c., dove la gestione comune è, possiamo dire, in un'empasse, ma in un caso in cui la decisione è stata assunta ma non in senso sfavorevole alla condomina.

In tal caso, se si ritiene che esistano gli estremi di invalidità, la via sarà quella dell'impugnazione ai sensi dell'art. 1137 c.c.: infatti, come è stato anche affermato dalla stessa Corte di Legittimità, il codice civile non fa differenza, ai fini dell'impugnabilità, tra delibere che approvino o no le richieste dei condomini (la richiama la sentenza di Cassazione n.313/1999).

Diversamente sarebbe andata invece se il ricorso in Cassazione avesse contenuto uno specifico motivo relativo alla liquidazione delle spese (che ha il carattere della definitività e decisorietà).

Sull'impugnazione proposta ai sensi dell'art. 1137 c.c. verrà così emesso un provvedimento dal carattere decisorio e definitivo, suscettibile quindi di essere impugnato, a suo tempo, in Cassazione.

Nella comunione, prima del giudice è necessaria la convocazione dell'assemblea

Il decreto emesso in seguito al ricorso proposto ex art. 1105 co.4 c.c. ha negato la presenza delle condizioni per l'emissione del provvedimento previsto dalla norma, cioè il presupposto dell'inazione dei comproprietari: vi è stata un'assemblea e qui è stata assunta una decisione.

Rammenta la Corte che nella comunione, prima di rivolgersi al giudice è necessario tentare il passaggio assembleare.

Se a quel punto l'assemblea si tiene e decide in maniera sfavorevole al condomino incidendo sui suoi diritti, si aprono le porte dell'impugnazione in via contenziosa.

Ove invece l'assemblea sia convocata, nel caso di sua omessa iniziativa, o ove non si raggiunga la maggioranza, oppure ancora la decisione assunta non sia attuata, allora la via sarà quella tracciata dall'art. 1105 c.c. (qui la Corte richiama vari precedenti: Cass. SS. UU. n. 4213/1982 e Cass. n. 8876/1999).

Carattere non decisivo e non definitivo del provvedimento di volontaria giurisdizione

Concludendo, la Corte ci offre una spiegazione chiarissima del fatto che, essendo il provvedimento reso in sede di volontaria giurisdizione (all'esito di "un giudizio camerale plurilaterale atipico") privo di decisorietà e definitività e revocabile e modificabile dalla stessa Corte d'Appello e non contenendo alcun giudizio sui fatti controversi, non può costituire "autonomo oggetto di impugnazione in cassazione"; e questo, anche anche se contenga, come nella specie la denuncia della violazione di norme processuali, "avendo la pronuncia sull'osservanza delle norme processuali necessariamente la medesima natura dell'atto giurisdizionale cui il processo è preordinato" (i precedenti menzionati sul punto sono vari, quali ad es. Cass. n. 1873/2916, n. 15070/2011, etc.).

Quorum costitutivi, deliberativi e annullabilità delle delibere

Scarica Civile Ord. Sez. 6 Num. 15697 Anno 2020

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