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Impugnazione della delibera per doppio verbale: l'originale e la bozza

Si può impugnare un verbale di assemblea per mere irregolarità? Qual è l'esito del relativo giudizio?
Avv. Anna Nicola Avv. Anna Nicola 

Il Tribunale di Teramo con la decisione n. 1249 del 30 dicembre 2021 riprende i principi affermati dalla Suprema Corte in tema di impugnazione di delibere assembleari.

L'impugnazione della delibera: i principi fondamentali

La norma a cui fare riferimento è l'art. 1137 c.c. il cui tenore è il seguente: "Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di Condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.

L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità giudiziaria".

È nota la sentenza n.4806/2005 della Suprema Corte a Sezioni Unite sulla cui base si è delineato il principio secondo cui "sono da ritenersi nulle le delibere prive degli elementi essenziali, con oggetto impossibile o illecito (contrario all'ordine pubblico, alla morale e al buon costume), con oggetto che non rientra nella competenza dell'Assemblea, che incidono sui diritti individuali, sulle cose, sui servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini o comunque invalide in relazione all'oggetto"; sono, invece, annullabili "le delibere con vizi relativi alla regolare costituzione dell'Assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento condominiale, quelle affette da vizi formali in violazione di prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari attinenti al procedimento di convocazione o informazione in Assemblea, quelle genericamente affette da irregolarità nel procedimento di convocazione, quelle che richiedono maggioranze qualificate in relazione all'oggetto".

Le irregolarità formali del verbale non mettono a rischio la delibera

Impugnazione della delibera e mere irregolarità

Alla luce di queste premesse, il caso portato all'esame del Tribunale di Teramo è stato considerato come doglianze di mera irregolarità, come tali fondanti il provvedimento di rigetto dell'impugnazione proposta.

Impugnazione della delibera e doppio verbale

Nella fattispecie in esame, preliminarmente è stata contestata la presenza di un doppio verbale, non conforme al deliberato.

In merito l'ultimo comma dell'articolo 1136 C.C. dispone che delle riunioni dell'assemblea si redige processo verbale da trascrivere nel registro tenuto dall'amministratore. Ciò non significa che esso debba essere redatto necessariamente a chiusura riunione.

Si reputa infatti che non vi siano divieti di legge che stabiliscano l'obbligo di approvare il verbale nel corso della stessa assemblea e, per converso, che sia possibile la correzione dopo la chiusura della riunione.

Se quindi la non corrispondenza tra verbalizzazione e reale svolgimento della seduta (in particolare in merito alla effettiva partecipazione di un condòmino ritenuto assente ovvero alla corretta indicazione dei millesimi di proprietà) è dovuta alle esigenze di meglio ritrasporre quanto contenuto a verbale e vi siano correzioni di meri errori materiali che non incidono sulla natura e sulla validità del deliberato, non si possono affermare ragioni di nullità. Certo è che non vi possano essere deliberati ulteriori ad adunanza chiusa (cfr. Cass. n. 6552 del 31 marzo 2015).

Nel caso di specie, vi è stato un unico verbale sottoscritto da Presidente, Segretario e amministratore, successivamente inviato ai condomini, perché quello ottenuto preventivamente da un condomino, privo di sottoscrizione, come peraltro risulta dai documenti versati in atti, è soltanto una bozza.

Ciò che rileva è che non vi sono sostanziali differenze, risultando peraltro riportato nel verbale tutto quanto accaduto, conformemente anche a quanto dedotto dalla stessa difesa delle parti attrici.

Vizi formali del verbale, l'impugnazione si propone davanti al Tribunale

Maggioranze deliberative

Per quanto riguarda le maggioranze deliberative il Tribunale ha osservato che esse sono state ben definite con la registrazione di chi si è allontanato dalla riunione prima della votazione e relativi millesimi.

Riprende il principio affermato dalla Suprema Corte 10.8.2009 n.18192, per cui non è annullabile la delibera il cui verbale, ancorché non riporti l'indicazione nominativa dei condomini che hanno votato a favore, tuttavia contenga l'elenco di tutti i condomini presenti, personalmente o per delega, con i relativi millesimi, e nel contempo rechi l'indicazione, nominativa, dei condomini che si sono astenuti e che hanno votato contro, perché tali dati consentono di stabilire con sicurezza, per differenza, (quanti e) quali condomini hanno espresso voto favorevole e il valore dell'edificio da essi rappresentato, nonché di verificare che la deliberazione stessa abbia in effetti superato il quorum richiesto dall'art. 1136 cod. civ.

È vero che c'è stato un grande via vai nel corso dell'assemblea ma ciò è da considerarsi fisiologico con il fatto che si tratta di un grande condominio e che la riunione è durata parecchio.

Legittimazione ad agire del condomino

Per quanto concerne la legittimazione ad agire del condomino, deve sempre individuarsi un danno specifico, attuale e concreto derivante dall'atto che si assuma viziato da illegittimità, danno costituente il presupposto per l'impugnazione delle delibere assembleari che, in ogni caso, devono sostanziarsi in una manifestazione di volontà, a carattere dispositivo, su fatti, circostanze, argomenti e decisioni proposte.

Ciò significa che il condomino che intenda impugnare una delibera dell'assemblea deve allegare e dimostrare di avervi interesse (Corte appello, Salerno, 06/07/202, n. 869; Cass., 09/03/2017, n. 6128), circostanza non ravvisabile nella fattispecie.

Esito finale: cessazione della materia del contendere

Nel caso di specie è stato concluso per a cessazione dell'intera materia del contendere perché in sede di successiva assemblea con le debite maggioranze è stato sanato l'intero deliberato di cui all'assemblea portata al vaglio dell'autorità giudiziaria in esame.

La sostituzione della delibera impugnata con altra adottata dall'assemblea in conformità della legge fa venir meno la specifica situazione di contrasto fra le parti, determinando con ciò la cessazione della materia del contendere, analogamente a quanto disposto dall'art. 2377 c.c., comma 8, dettato in tema di società di capitali (Cass., 11/08/2017, n. 20071; Cass., 10/02/2010, n. 2999; Cass., 28/06/2004, n. 11961), rimanendo affidata soltanto la pronuncia finale sulle spese. Nel caso di specie, le spese sono state compensate tra le parti.

Contestazione del verbale, quando serve la querela di falso?

Sentenza
Scarica Trib. Teramo 30 dicembre 2021 n.1249

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