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Urla e schiamazzi in condominio: l'accertamento dei rumori non richiede perizie fonometriche
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Urla e schiamazzi in condominio: l'accertamento dei rumori non richiede perizie fonometriche

Sufficiente la dichiarazione resa da un terzo che li aveva sentiti sin dalla strada dove si trovava a camminare e che, perciò, aveva richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.

Avv. Maurizio Tarantino 

La vicenda. Il Tribunale di Genova aveva condannato Tizio del reato di cui all'art.659 c.p. per avere mediante rumori, urla e schiamazzi durante l'orario notturno all'interno di un edificio condominiale disturbato il riposo dei condomini.

Avverso la suddetta pronuncia, l'imputato aveva proposto, per il tramite del proprio difensore, ricorso in Cassazione articolando un unico motivo con il quale lamentava, in relazione al vizio di manifesta illogicità della motivazione e di violazione della legge penale riferito all'art.659 cod.pen., il mancato esame del livello di tollerabilità dei rumori prodotti dall'imputato, ovverosia l'idoneità ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone.

=> Quando le emissioni sonore ad alto volume possono arrecare pregiudizio?

=> Rumori in condominio. Le immissioni possono essere accertate anche facendo ricorso alla normativa speciale

Le contestazioni dell'imputato. Nella vicenda in esame, a parere del ricorrente, la pronuncia era stata emessa senza alcuna dimostrazione e analisi dei dati fattuali integranti la fattispecie criminosa: l'ubicazione della fonte sonora con particolare riferimento al fatto se la stessa si trovasse in luogo isolato o invece densamente abitato, l'esistenza di eventuali rumori di fondo volti ad elidere o ad amplificare la risonanza delle emissioni sonore contestate, la costanza e l'intensità delle medesime.

=> Stress da rumore. Chi esagera con la musica nelle ore notturne rischia di dover risarcire i danni.

Il ragionamento della Cassazione. Preliminarmente, gli ermellini hanno precisato che il reato di cui all'art.659, comma 1 cod.pen. si configura secondo l'univoca interpretazione come reato di pericolo presunto, occorrendo ai fini del perfezionamento della fattispecie criminosa che le emissioni sonore siano potenzialmente idonee a disturbare le occupazioni o il riposo di un numero indiscriminato di persone secondo il parametro della normale tollerabilità, indipendentemente da quanti se ne possano in concreto lamentare.

 Continua [...]

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Sentenza inedita
Scarica Corte di Cassazione sezione penale del 1 marzo 2018 n. 9361

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