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Spese condominiali: parziarietà e solidarietà. Il caso del dissenso verso le liti e dell'anticipazione delle spese legali salvo rivalsa.
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Spese condominiali: parziarietà e solidarietà. Il caso del dissenso verso le liti e dell'anticipazione delle spese legali salvo rivalsa.

Il contrasto tra l'affermata parziarietà delle obbligazioni condominiali passive e l'istituto del dissenso verso le liti

Avv. Alessandro Gallucci  

Prima dell’arcinota sentenza delle Sezioni Unite, la n. 9148/08, era dubbio se le obbligazioni condominiali fossero rette dal principio della solidarietà o da quello della parziarietà.

Per semplificare: in ragione del così detto principio della solidarietà nelle obbligazioni passive, nel caso d’inadempimento, ognuno dei coobbligati può essere chiamato a pagare per tutti fermo restando il diritto di rivalsa nei confronti degli altri per le quote anticipate.

Il rischio, quindi, è che pur avendo adempiuto il singolo possa essere oggetto d’azione giudiziaria da parte del creditore. Nel caso della parziarietà, invece, ognuno paga per sé senza il rischio di vedersi escusso per l’intero credito.

Le Sezioni Unite, in relazione alle obbligazioni condominiali passive (cioè i debiti del condominio), hanno propeso per quest’ultima soluzione affermando che “ ritenuto che la solidarietà passiva, in linea di principio, esige la sussistenza non soltanto della pluralità dei debitori e della identica causa dell'obbligazione, ma altresì della indivisibilità della prestazione comune; che in mancanza di quest'ultimo requisito e in difetto di una espressa disposizione di legge, la intrinseca parziarietà della obbligazione prevale; considerato che l'obbligazione ascritta a tutti i condomini, ancorché comune, è divisibile, trattandosi di somma di danaro; che la solidarietà nel condominio non è contemplata da nessuna disposizione di legge e che l'art. 1123 cit., interpretato secondo il significato letterale e secondo il sistema in cui si inserisce, non distingue il profilo esterno e quello interno; rilevato, infine, che - in conformità con il difetto di struttura unitaria del condominio, la cui organizzazione non incide sulla titolarità individuale dei diritti, delle obbligazioni e della relativa responsabilità - l'amministratore vincola i singoli nei limiti delle sue attribuzioni e del mandato conferitogli in ragione delle quote: tutto ciò premesso, le obbligazioni e la susseguente responsabilità dei condomini sono governate dal criterio dalla parziarietà” (Cass. SS.UU. 8 aprile 2008 n. 9148).

Questa pronuncia, fino ad ora mai smentita, trova particolari difficoltà applicative in relazione alle liti condominiali.

Ai sensi del primo comma dell’art. 1132 c.c., infatti, " qualora l'assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all'amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza.

L'atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione".

Si tratta del così detto dissenso dei condomini verso le liti, che opera per quelle controversie di competenza dell’assemblea e che si realizza grazie ad una comunicazione (anche una semplice raccomandata a.r.) da inviare all’amministratore entro 30 giorni dalla decisione sulla lite o da quello in cui tale decisione è stata comunicata.

La comunicazione permette ai condomini di separare la propria responsabilità per il caso di conseguenze negative della lite.

Fin qui, verrebbe da dire, nessun problema.

Il contrasto tra l’affermata parziarietà delle obbligazioni condominiali passive e l’istituto del dissenso verso le liti risiede nel secondo comma dell’art. 1132 c.c. a mente del quale " il condomino dissenziente ha diritto di rivalsa per ciò che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa".

La norma, che concede al condomino dissenziente il diritto di rivalsa, presuppone la solidarietà delle obbligazioni condominiali, quanto meno quelle riguardanti le liti condominiali.

Come si risolve il problema?

In attesa di una risposta della giurisprudenza, visto e considerato che una sentenza, per quanto proveniente dalle Sezioni Unite, non può abrogare una disposizione normativa, è lecito affermare che la parziarietà delle obbligazioni condominiali è al regola generale che trova una deroga, nell’art. 1132, secondo comma c.c., per quanto riguarda le obbligazioni scaturenti da una lite.

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