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Il condomino avvocato può fare l'amministratore?

L'amministratore può essere scelto tra i condòmini, anche avvocati, purché in possesso dei requisiti previsti dalla legge
Dott.ssa Lucia Izzo Dott.ssa Lucia Izzo 

Quello dell'amministratore è un ruolo particolarmente importante per la vita condominiale. Negli ultimi anni la disciplina inerente tale figura è stata incisivamente rivista ed arricchita, in particolare a opera della riforma recata con la Legge n. 220/2012.

In primis, come prevede l'attuale formulazione dell'art. 1129 c.c., è obbligatorio nominarlo nel caso in cui i condomini siano più di otto, con conseguente facoltà di nomina negli altri casi.

Inoltre, a tale nomina dovrà provvedere l'assemblea condominiale e, qualora non lo faccia, è previsto che possa occuparsene l'autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell'amministratore dimissionario. Il codice civile disciplina altresì numerosi aspetti essenziali che ruotano intorno a tali figura, tra cui la revoca, gli obblighi e le attribuzioni dell'amministratore.

Nelle materie che non esorbitano le attribuzioni dell'amministratore l'avvocato viene scelto dallo stesso.

Guardando in dettaglio alla scelta dell'amministratore, questa potrà ricadere su personalità (fisiche o giuridiche) esterne al condominio, ma è altresì possibile che il ruolo venga ricoperto da uno dei condòmini (nozione con cui si fa normalmente riferimento ai proprietari delle unità immobiliari).

Infatti, la disciplina codicistica non vieta, anzi, conferma espressamente che possa essere nominato un amministratore c.d. interno.

Amministratore di condominio interno: i requisiti

Tuttavia, qualora tale scelta ricada su un condòmino, resta comunque indispensabile prestare attenzione ai requisiti che la legge impone all'amministratore di possedere affinché possa legittimamente rivestire tale ruolo.

In tale ambito, la norma di riferimento è l'art. 71-bis disp. att. c.c., come riformulato a seguito della riforma del 2012, che distingue idealmente tali requisiti in due macro categorie: da un lato quelli c.d. di onorabilità e, dell'altro, quelli relativi alla formazione e alla professionalità.

Quanto alla prima di queste categorie, per svolgere l'incarico di amministratore di condominio la legge richiede espressamente:

a) il godimento dei diritti civili;

b) non essere stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

c) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo non sia intervenuta la riabilitazione;

d) non essere interdetti o inabilitati;

e) non avere il proprio nome annotato nell'elenco dei protesti cambiari.

Formazione amministratore di condominio, esame on line? No, ma se lo fai non fa niente!

Ai requisiti appena illustrati, che dovranno essere posseduti integralmente da tutti coloro che si candidano a rivestire il ruolo di amministratore di condominio, la norma ne aggiunge altri due, correlati, invece, alla formazione professionale, ovvero: l'aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado e l'aver frequentato un corso di formazione iniziale e svolgere attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

Lo stesso art. 71-bis, tuttavia, chiarisce che questi due ultimi requisiti "non sono necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile". Questa precisazione, dunque, non solo avvalora la possibilità che possa essere eletto amministratore anche uno tra gli stessi condomini, ma esonera l'amministratore c.d. "interno" dal dover possedere una specifica formazione.

Sarà necessario, invece, che egli sia in possesso, al momento della nomina, di tutti i requisiti di onorabilità elencati precedentemente. Tra l'altro, la successiva perdita di tali requisiti comporta la cessazione dall'incarico e, in tale evenienza, ciascun condomino è legittimato a convocare senza formalità l'assemblea per nominare un nuovo amministratore.

In conclusione, di là di queste differenze legate ai requisiti, una volta nominato l'amministratore interno assumerà gli stessi obblighi e sarà sottoposto alle medesime responsabilità di un qualunque amministratore condominiale.

I condòmini possono chiedere all'amministratore l'attestato di formazione periodica?

Amministratore interno: si può scegliere un avvocato?

Nel caso in cui la nomina ad amministratore ricada su un condòmino, ci si potrebbe interrogare sulla possibilità di selezionare colui che svolga anche un'altra attività, ad esempio quella di avvocato. In tal caso specifico, si rischia di incorrere in un problema di compatibilità?

Sulla compatibilità della professione di avvocato con l'esercizio dell'attività di amministratore condominiale si è pronunciato in diverse occasioni il Consiglio Nazionale Forense, a partire dal parere n. 23/2013 che ha espressamente che l'esercizio della professione forense e l'attività di amministratore di condominio non sono incompatibili.

Diverse le argomentazioni fornite dal CNF a sostegno di tale tesi, come ad esempio l'irriducibilità della figura del condominio allo schema societario e/o dell'impresa, nonché la ricostruzione della figura dell'amministratore quale mandatario con rappresentanza di persone fisiche (i condomini) che non esercitano attività professionale, o imprenditoriale.

Conclusioni che sono state confermate anche da interventi più recenti dello stesso CNF (cfr. parere n. 36/2019).

Scadenza formazione iniziale amministratore condominiale

In conclusione, sarà ben possibile scegliere, quale amministratore "interno" tra i condomini, colui che riveste la qualifica di avvocato. Questo soggetto, però, dovrà comunque essere in possesso di tutti i requisiti di onorabilità previsti dalla legge per la nomina ad amministratore (sia esterno che interno).

Inoltre, ad avviso di chi scrive, l'avvocato/condòmino chiamato a svolgere il ruolo di amministratore di condominio, così come stabilito dalla legge nei casi di nomina di un amministratore interno, non dovrà necessariamente aver frequentato un corso di formazione iniziale, né svolgere imprescindibilmente attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

=> Amministratore di condominio senza formazione obbligatoria: quali conseguenze?

Cerca: amministratore requisiti formazione

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