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Impianto antincendio. Se l'idrante serve solo due condomini, perché devono pagare tutti?
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Impianto antincendio. Se l'idrante serve solo due condomini, perché devono pagare tutti?

Applicazione dell'art. 1123 c.c. primo comma o del 1123 c.c. secondo comma?

Avv. Giuliana Bartiromo 

Il condòmino, società Alfa, impugna innanzi al Tribunale di Rieti la delibera assembleare di riparto delle spese straordinarie di rifacimento della tubazione idrica dell'impianto antincendio, perché il criterio utilizzato dall'amministratore per la suddivisione della spesa non rispettava i criteri di cui all' art. 1123 primo comma.

Difatti, il piano di riparto, approvato dall'assemblea, suddivideva l'importo totale soltanto su due condòmini, tra cui Alfa, piuttosto che suddividerlo tra tutti i condòmini in tabella generale ai sensi dell'art. 1123 c.c. primo comma, che recita "Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, per la prestazione dei servizi nell'interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diverse convenzione".

Il Condominio, costituitosi in giudizio, d'altra parte, confermava il riparto della spesa tra i due condomini perché, a suo dire, i lavori all'impianto antincendio riguardavano l'idrante posto a servizio di soli due locali, tra cui quello di Alfa e, pertanto, il criterio da utilizzare era quello indicato dall'art. 1123 c.c. comma secondo che testé recita "Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne".

=> Anche in presenza di impianto autonomo le spese per il rifacimento dell'impianto comune vanno pagate

In questa vicenda, la disposta perizia del consulente tecnico è stata fondamentale e illuminante ai fini della decisione finale, in quanto veniva accertato, in maniera puntuale, che l'impianto idrante, contrariamente da quanto sostenuto dal Condominio convenuto, era posto invece a servizio dell'intero edificio condominiale e non solo in favore dei due condòmini e, pertanto, l'intero impianto antincendio aveva natura condominiale, per sua funzione e struttura.

Inoltre, il CTU verificava che oltre ai locali di Alfa e di un altro condòmino, vi erano 13 box auto al piano interrato, la cui superficie totale era superiore ai 300 mq con conseguente sottoposizione degli stessi alla disciplina antincendio di cui al D.P.R. n. 151 del 2011.

Alla luce di tali rilievi, il CTU concludeva la sua perizia con la precisazione che essendo la rete idrica di alimentazione antincendio un bene comune, anche le spese sostenute per la sua manutenzione, fossero da dividere tra tutti i condomini, confermando il criterio di riparto ex art. 1123 c.c. primo comma.

 Continua [...]

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Sentenza inedita
Scarica Tribunale Rieti, Sentenza del 14/06/2019

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