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I "gravi difetti acustici". Quali sono i rimedi per tutelarsi da un casa "rumorosa"?
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I "gravi difetti acustici". Quali sono i rimedi per tutelarsi da un casa "rumorosa"?

I rimedi per tutelarsi da un casa "rumorosa" previsti dal codice civile?

Dott. Ivan Meo 

La società del rumore.

A causa della costante industrializzazione delle periferie delle nostre città e dai ritm i spesso frenetici che la vita quotidiana ci impone, il rumore ormai, condiziona le nostre abitudini, diventando ormai un sot tofondo familiare creandoci inevitabilmente seri problemi a causa degli effetti negativi nella sfera esistenziale.

Sia sotto l'aspetto scientifico sia sotto l'aspetto prettamente giurisprudenziale (Cfr. per esempio il Tribunale di Napoli, che con sentenza del 17 novembre 1990, ha elencato precisamente una serie di alterazioni generate sull'organismo umano dal rumore), si è certi che il rumore può causare gravi effetti pregiudizievoli sulla salute della persona.

Il legislatore ha affrontato tal problematica solo nell'ultimo ventennio spinto anche dalla necessità di regolamentare questo fenomeno in maniera organica e puntuale.

Infatti il D.P.C.M. 5.12.1997 definisce i c.d. requisiti acustici passivi degli edifici suddividendo gli edifici in diverse categorie:

I rimedi previsti dal codice civile

Il codice civile prevede, a tutela dell'interesse del compratore che ha acquistato un immobile, una responsabilità del venditore per i vizi della cosa preesistenti alla conclusione del contratto, riconducendola, nell'alveo di un'obbligazione di garanzia nascente dal contratto stesso. L'art. 1476 del codice civile infatti, quando elenca «le obbligazioni principali del venditore», al n. 3 include «quella di garantire il compratore dai vizi della cosa».

Alla medesima finalità fa inoltre riferimento l'art. 1490, comma 1°, del codice civile, laddove stabilisce che «il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore».

=> Ecco perchè a volte ne risponde il progettista dei gravi difetti

Sotto l'aspetto giurisprudenziale la Corte di Cassazione ha ritenuto che la rumorosità denunciata in quel caso costituisse vizio inerente all'appartamento compravenduto e che dì tale vizio dovesse rispondere la società alienante ai sensi dell'art. 1490 ss. c.c.

I giudici hanno precisato che l'obbligazione di garanzia, discende dal fatto, oggettivo, di trasferire un bene affetto da vizi che lo rendono inidoneo all'uso cui esso è destinato o ne diminuiscano in misura apprezzabile il valore, mentre la colpa del venditore, ai sensi dell'art. 1494 c.c., rileva solo ai fini del diritto al risarcimento del danno. (Cass. 22-08-1998, n. 8338: nel caso di specie si è disposto l'eliminazione del difetto della rumorosità cagionata dalle tubazioni in acciaio zincato collocate tra il pavimento ed i! solaio posto a divisione dei due appartamenti ed adducenti acqua calda sanitaria al lavabo del bagno dell'appartamento superiore).

L'obbligazione di garanzia gravante sul venditore discende dal fatto (oggettivo) del trasferimento di un bene affetto da vizi che lo rendano inidoneo all'uso cui è destinato o ne diminuiscano in misura apprezzabile il valore, mentre eventuali profili di colpa dell'alienante rilevano, ex art. 1494 cod. civ., ai soli, eventuali (e diversi) fini risarcitori (Cass. sentenza 19 luglio 1999. n. 7681).

In ogni caso il venditore è tenuto verso il compratore al risarcimento del danno, se non prova di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa.

Il venditore deve, altresì, risarcire al compratore i danni derivati dai vizi della cosa (art. 1494 c.c.).

Come va inquadrato il difetto acustico? Nell'ambito dei vizi-difformità ex 1667 oppure nell'ambito dei gravi difetti ex art. 1669?

Alla luce della normativa vigente, dipenderà da caso a caso, tenendo fermi i principi generali che abbiamo sopra accennato. A tal proposito determinate è il ragionamento che la Corte di Cassazione ha effettuato nella sentenza n. 8577 del 2005: "in tema di garanzia per le difformità e i vizi dell'opera, rientra nei compiti propri del giudice del merito, coinvolgendo l'accertamento e la valutazione degli elementi di fatto del caso concreto.

Al giudice di merito spetta altresì stabilire se le acquisizioni processuali sono sufficienti a formulare compiutamente il giudizio finale sulle caratteristiche dei difetti, dovendo egli, al riguardo, non limitarsi alla mera verifica della sussistenza del pericolo di crollo ovvero alla valutazione dell'incidenza dei medesimi sulle parti essenziali e strutturali dell'immobile, bensì accertare anche se, pur afferendo ad elementi secondari ed accessori, essi siano tali da incidere negativamente, pregiudicandoli in modo considerevole nel tempo, sulla funzionalità e sul godimento dell'immobile".

=> Quando scade il termine per la denunzia dei vizi?

Cosa dice la Giurisprudenza

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