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Decoro architettonico e leggi sul piano casa: cosa è richiesto per la tutela dell'estetica degli edifici
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Decoro architettonico e leggi sul piano casa: cosa è richiesto per la tutela dell'estetica degli edifici

Gli interventi edilizi legittimi secondo le norme sul piano casa debbono comunque rispettare il decoro dell'edificio e quindi non alterarlo

Avv. Alessandro Gallucci  

Pubblicizzata come una legge che avrebbe rilanciato il settore dell’edilizia, la legge sul piano casa (e le sue applicazioni regionali) si è rivelata meno efficace del previsto. Questo, almeno, ciò che si sente dire comunemente.

Lasciando da parte le considerazioni di carattere generale, vale la pena specificare un aspetto non certo secondario: gli effetti degli interventi di ristrutturazione ed ampliamento edilizio sul decoro dello stabile in condominio.

Si prenda, per esempio, la legge regionale della Regione Puglia n. 14/2009. Dal 2011 (esattamente grazie alla legge n. 21/2011) al comma terzo dell’art. 5 è presente la lettera e-bis che, rispetto agli interventi di ampliamento e demolizione-ricostruzione, specifica che essi devono esser subordinati ”al rispetto delle norme che disciplinano il condominio negli edifici”.

Allo stesso modo ed anzi più approfonditamente si innesta sull’argomento la legge regionale sul “piano casa” per la Calabria (legge n. 21/10 sulla quale pende un ricorso per incostituzionalità proposto dalla Presidenza del consiglio).

In particolare l’ultima parte dell’art. 4, primo comma, lett. a) l.r. n. 21/10 specifica che “ nel caso di edifici plurifamiliari l'ampliamento è ammesso se realizzato in modo da non modificare sostanzialmente le caratteristiche architettoniche dell'organismo edilizio, conformandolo ad un progetto dell'involucro che sviluppi ed evidenzi, in modo intellegibile e coerente, ogni aspetto inerente sia la situazione preesistente che quella futura per tutte le caratteristiche estetico-formali, ovvero, se si tratta di condominio, l'ampliamento è ammesso quando esso è realizzato con le stesse modalità precedentemente descritte e, comunque, in conformità agli articoli 1120, 1121 e 1122 del codice civile, subordinato, in ogni caso al rilascio del permesso di costruire.

E’ consentita, altresì, la variazione della destinazione d'uso, purché si tratti di destinazioni tra loro compatibili e complementari, e la variazione del numero delle unità abitative”.

Altre leggi regionali contengono richiami più o meno diretti alle questioni condominiali e, come nel caso della legge calabrese, alla questione dell’estetica dello stabile.

In sostanza, è questo il punto della questione, le ristrutturazioni, gli ampliamenti ed in generale tutti gli interventi straordinari consentiti dai vari “piano casa” debbono essere rispettosi del decoro architettonico dell’edificio.

Vale la pena ricordare che, come evidenziato da costante giurisprudenza di legittimità, in assenza di definizioni legislative, per decoro “ deve intendersi l'estetica data dall'insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia, e che quindi contribuiscono a conferirgli una specifica identità” (Cass. n. 851/07).

Non solamente: sono sempre gli ermellini a specificare che “nessuna influenza in proposito può essere riconosciuta alla maggiore o minore visibilità di esse o alla loro non visibilità in relazione ai diversi possibili punti di osservazione rispetto all'edificio condominiale, trattandosi di una tutela accordata in sè e per sè a prescindere da situazioni contingenti in quanto correlata soltanto alla esigenza di salvaguardare determinate caratteristiche architettoniche unitariamente considerate dello stabile condominiale” (Cass. n. 851/07).

In sostanza: gli interventi edilizi legittimi secondo le norme sul piano casa debbono comunque rispettare il decoro dell’edificio e quindi non alterarlo, ossia non modificarlo in senso peggiorativo indipendentemente dal luogo in cui sono effettuati.

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