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Twin1981

Voglio far Causa al termotecnico e chiedere i danni ( uni10200 )

BUongiorno,

 

Ormai mi mi conoscete nel forum. Sono uno di quelli che si è visto raddoppiare le spese ( appartamento ultimo piano ) post legge uni10200. Condominio anni 70 senza nessun tipo di coibentazione .

 

Vi riassumo in breve la mia storia:

 

- 2014 approvazione lavori contabilizzazione

- 2015 contabilizzazione con norma uni10200 approvazione nuove tabelle ( con scompensi anche di 3 volte tra un appartamento ed un altro )

- 2016 primo anno di contabilizzazione abbandono della ripartizione con uni10200 e siamo passati alle quote fisse ( 22% vecchi millesimi 88% secondo letture )

- 2017 anche con le quote fisse ci sono scompensi altissimi ( appartamenti che spendono 600 € contro 2800€ ), chiesto in assemblea di coibentare tetto e cantine, ma l'assemblea ha respinto a maggioranza

 

Gli inquilini degli ultimi piani e piani terra sono STANCHI, i piani terra "spolpati", e sono/siamo tutti al freddo. Io vivo in media a 18 gradi.

 

Bene a questo punto mi sono chiesto :

 

- facciamo fare una perizia tecnicha riguardanti, la non convenienza economica secondo la norma UNI EN 15459 che è la verità perchè queste le le nuove tabelle mm :

 

mm nuovi .jpg

 

Nel mio condominio la non convenienza economica c'è sicuramente, confermato dalla spesa di gas dei primi 2 anni, che conferma che non abbiamo risparmiato .

 

Per questo volevo rivolgermi ad un altro termotecnico e con la perizia nuova rivolgerci insieme ad altri condòmini ad un legale.

 

Cosa ne pensate??

 

grazie e buone feste.

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Quello che posso dirti per esperienza personale, è che una causa si sa quando comincia e non si sa quando si avrà una sentenza definitiva, e ne si può prevedere quale potrà essere.

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Quello che posso dirti per esperienza personale, è che una causa si sa quando comincia e non si sa quando si avrà una sentenza definitiva, e ne si può prevedere quale potrà essere.

Purtroppo lo so ma non abbiamo altre soluzioni.

Siamo in mano alla maggioranza dell'assemblea, che è vero che ci ha dato il contentino delle quote fisse, ma non vuole fare nient'altro ( coibentare ).

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BUongiorno,

 

Ormai mi mi conoscete nel forum. Sono uno di quelli che si è visto raddoppiare le spese ( appartamento ultimo piano ) post legge uni10200. Condominio anni 70 senza nessun tipo di coibentazione .

 

Vi riassumo in breve la mia storia:

 

- 2014 approvazione lavori contabilizzazione

- 2015 contabilizzazione con norma uni10200 approvazione nuove tabelle ( con scompensi anche di 3 volte tra un appartamento ed un altro )

- 2016 primo anno di contabilizzazione abbandono della ripartizione con uni10200 e siamo passati alle quote fisse ( 22% vecchi millesimi 88% secondo letture )

- 2017 anche con le quote fisse ci sono scompensi altissimi ( appartamenti che spendono 600 € contro 2800€ ), chiesto in assemblea di coibentare tetto e cantine, ma l'assemblea ha respinto a maggioranza

 

Gli inquilini degli ultimi piani e piani terra sono STANCHI, i piani terra "spolpati", e sono/siamo tutti al freddo. Io vivo in media a 18 gradi.

 

Bene a questo punto mi sono chiesto :

 

- facciamo fare una perizia tecnicha riguardanti, la non convenienza economica secondo la norma UNI EN 15459 che è la verità perchè queste le le nuove tabelle mm :

 

[ATTACH]1891[/ATTACH]

 

Nel mio condominio la non convenienza economica c'è sicuramente, confermato dalla spesa di gas dei primi 2 anni, che conferma che non abbiamo risparmiato .

 

Per questo volevo rivolgermi ad un altro termotecnico e con la perizia nuova rivolgerci insieme ad altri condòmini ad un legale.

 

Cosa ne pensate??

 

grazie e buone feste.

Penso che sia difficile dare la colpa al termotecnico.

 

L'unica altra cosa che potresti fare (tu, ma non quelli del piano terra) è provare a distaccarti.

 

Di solito, chi sta all'ultimo piano riesce facilmente ad ottenere la perizia ai sensi dell'art. 1118 c.c., perché con il suo distacco l'impianto "si accorcia"!!!

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fai causa al termotecnico per cosa spiegami? perchè hai freddo e spendi tanto?

la causa semmai dovresti farla a chi ha obbligato a mettere questi sistemi di contabilizzazione

 

l'unica tua speranza è usare per la parte fissa i vecchi mm di riscaldamento e decidere la % in assemblea..diciamo l 30%

il 70% restante andrà ripartito in base agli effettivi consumi rilevati dai contabilizzatori

questo lo puoi fare chiedendo ad un termo tecnico una perizia dove si evince che tu hai oltre il 50% dei millessimi in piu' rispetto ad altri

 

altri vie, legali comprese..ti vedranno perdente, te lo dico perchè è inutile prenderla con il termotecnico, l'amm.ore o contro il vicino che sta a 22 gradi e spende 600 euro perchè abita incassato in mezzo al condominio..nessuno di loro ha colpa

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fai causa al termotecnico per cosa spiegami? perchè hai freddo e spendi tanto?

la causa semmai dovresti farla a chi ha obbligato a mettere questi sistemi di contabilizzazione

 

l'unica tua speranza è usare per la parte fissa i vecchi mm di riscaldamento e decidere la % in assemblea..diciamo l 30%

il 70% restante andrà ripartito in base agli effettivi consumi rilevati dai contabilizzatori

questo lo puoi fare chiedendo ad un termo tecnico una perizia dove si evince che tu hai oltre il 50% dei millessimi in piu' rispetto ad altri

 

altri vie, legali comprese..ti vedranno perdente, te lo dico perchè è inutile prenderla con il termotecnico, l'amm.ore o contro il vicino che sta a 22 gradi e spende 600 euro perchè abita incassato in mezzo al condominio..nessuno di loro ha colpa

Siamo già con le quote fisse. Il condominio è uno di quelli che, secondo la norma UNI EN 15459 ed un termotecnico che non guardasse solamente il proprio compenso, poteva non mettersi a norma per la non convenienza economica ( verificata dai primi 2 anni in cui non abbiamo risparmiato ).

 

Per me quindi ha detto il falso, e secondo me non se la sta vivendo tanto bene , balle dette in tutte le assemblee condominiali( se ha fatto come da me)

Non poteva dire la " verità" perché se no in molti avrebbero storto il naso e magari il lavoro non lo avremmo fatto, od avremmo aspettato l'ultimo momento per poi non farlo.

 

Alla mia specifica domanda " ma non è che i piani alti e bassi poi ci perdono e spendono di più di prima ?" Risposta " no non è vero abbiamo già fatto condomini e non è così" !!

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Siamo già con le quote fisse. Il condominio è uno di quelli che, secondo la norma UNI EN 15459 ed un termotecnico che non guardasse solamente il proprio compenso, poteva non mettersi a norma per la non convenienza economica ( verificata dai primi 2 anni in cui non abbiamo risparmiato ).

 

Per me quindi ha detto il falso, e secondo me non se la sta vivendo tanto bene , balle dette in tutte le assemblee condominiali( se ha fatto come da me)

Non poteva dire la " verità" perché se no in molti avrebbero storto il naso e magari il lavoro non lo avremmo fatto, od avremmo aspettato l'ultimo momento per poi non farlo.

 

Alla mia specifica domanda " ma non è che i piani alti e bassi poi ci perdono e spendono di più di prima ?" Risposta " no non è vero abbiamo già fatto condomini e non è così" !!

Il problema è che "verba volant" e non puoi certo denunciarlo per le cose che vi ha detto...

 

Si sa che ognuno fa i propri interessi e a loro conviene far installare valvole e contabilizzatori (con la complicità della legge).

 

Se hai soldi da spendere (anziché darli agli avvocati) ti consiglio di farti un bell'impianto autonomo con perizia secondo l'art. 1118 c.c., ALLA FACCIA DI QUELLI CHE SI SONO RIFIUTATI DI COIBENTARE IL TETTO!!!

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Il problema è che "verba volant" e non puoi certo denunciarlo per le cose che vi ha detto...

 

Si sa che ognuno fa i propri interessi e a loro conviene far installare valvole e contabilizzatori (con la complicità della legge).

 

Se hai soldi da spendere (anziché darli agli avvocati) ti consiglio di farti un bell'impianto autonomo con perizia secondo l'art. 1118 c.c., ALLA FACCIA DI QUELLI CHE SI SONO RIFIUTATI DI COIBENTARE IL TETTO!!!

- " è stata recepita la giurisprudenza sul distacco dall’impianto di riscaldamento o di condizionamento: esso è consentito se non ne derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini, ma resta fermo l’obbligo di concorrere nelle spese per la manutenzione straordinaria e per la conservazione e messa a norma dell’impianto."

Chi da il permesso?

 

Non so quale sia il costo di un intervento di (distacco dall'impianto) e come leggo sopra secondo l'articolo che mi hai indicato, come sapevo, dovrei partecipare cmq alle spese straordinarie ( sostituzione caldaia ) in oltre è vero che la quota fissa dovrei comunque pagarla ( nel mio caso il 22% )?

 

Non ritengo corretto partecipare alle spese future di sostituzione della caldaia ( se mi distacco perchè il riscaldamento centralizzato E' CARO ARRABBIATO e non mi scalda più!). Purtroppo la legge non ci tutela, siamo INCASTRATI e sempre comunque legati a pagare il sistema centralizzato. Questo non lo tollero!

 

Mi sarebbe piaciuto molto distaccarmi, mi smontavo tutti i termosifoni mi installavo una bella stufa a pellet canalizzata al centro della casa. Avrei vissuto al caldo ( 21/22 gradi )e speso la metà di quello che spendo adesso ... ma se tra 5 anni decidono di cambiare la caldaia mi tocca pagarla anche se non la uso!! e la quota fissa?

 

Perciò ho ripiegato sulla pesante coibentazione del sottotetto, da dividere solamente per i piani alti ( se ci stanno ) oppure in faidate per la mia parte.

L'altra soluzione è aspettare pagare di più, CENTELLINARE IL RISCALDAMENTO, e vedere se tra un pò di tempo qualcuno si sveglia e cambia la legge...

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- " è stata recepita la giurisprudenza sul distacco dall’impianto di riscaldamento o di condizionamento: esso è consentito se non ne derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini, ma resta fermo l’obbligo di concorrere nelle spese per la manutenzione straordinaria e per la conservazione e messa a norma dell’impianto."

Chi da il permesso?

 

Non so quale sia il costo di un intervento di (distacco dall'impianto) e come leggo sopra secondo l'articolo che mi hai indicato, come sapevo, dovrei partecipare cmq alle spese straordinarie ( sostituzione caldaia ) in oltre è vero che la quota fissa dovrei comunque pagarla ( nel mio caso il 22% )?

 

Non ritengo corretto partecipare alle spese future di sostituzione della caldaia ( se mi distacco perchè il riscaldamento centralizzato E' CARO ARRABBIATO e non mi scalda più!). Purtroppo la legge non ci tutela, siamo INCASTRATI e sempre comunque legati a pagare il sistema centralizzato. Questo non lo tollero!

 

Mi sarebbe piaciuto molto distaccarmi, mi smontavo tutti i termosifoni mi installavo una bella stufa a pellet canalizzata al centro della casa. Avrei vissuto al caldo ( 21/22 gradi )e speso la metà di quello che spendo adesso ... ma se tra 5 anni decidono di cambiare la caldaia mi tocca pagarla anche se non la uso!! e la quota fissa?

 

Perciò ho ripiegato sulla pesante coibentazione del sottotetto, da dividere solamente per i piani alti ( se ci stanno ) oppure in faidate per la mia parte.

L'altra soluzione è aspettare pagare di più, CENTELLINARE IL RISCALDAMENTO, e vedere se tra un pò di tempo qualcuno si sveglia e cambia la legge...

Per distaccarti, ci vuole una perizia del termotecnico ai sensi dell'art. 1118 c.c.

 

Con tale perizia, se ti distacchi, NON sei tenuto a pagare la quota fissa.

 

Dovrai pagare solo le spese straordinarie, ma se un giorno cambiessero la caldaia, tu potrai non partecipare alle spese perché non ne usufruirai (e quindi diventerà proprietà solo dei condomini rimanenti, per cui non pagherai più neanche le spese straordinarie).

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Per distaccarti, ci vuole una perizia del termotecnico ai sensi dell'art. 1118 c.c.

 

Con tale perizia, se ti distacchi, NON sei tenuto a pagare la quota fissa.

 

Dovrai pagare solo le spese straordinarie, ma se un giorno cambiessero la caldaia, tu potrai non partecipare alle spese perché non ne usufruirai (e quindi diventerà proprietà solo dei condomini rimanenti, per cui non pagherai più neanche le spese straordinarie).

ah si ?

 

questa non la sapevo bene!

resto dell'idea che aspettare un paio di anni sia la cosa migliore.. qualche possibilità di risolvere il problema comunque esiste!

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ah si ?

 

questa non la sapevo bene!

resto dell'idea che aspettare un paio di anni sia la cosa migliore.. qualche possibilità di risolvere il problema comunque esiste!

Attento Mosquiton ... pur rimanendo il solito dubbio se debbano essere pagati o meno i consumi involontari in caso di distacco ex art. 1118 cc, per quanto riguarda le spese di conservazione, quelle straordinarie e quelle di messa a norma, il distaccato è comunque tenuto a partecipare alle spese.

 

Ne consegue che se l'assemblea un domani dovesse decidere di cambiare la caldaia DEVE considerare anche la possibilità che il distaccato cambi idea e che pertanto richieda il riallaccio. Nessuno potrebbe impedirlo. L'art. 1118 cc comma 2 prevede l'impossibilità di rinunciare ad una parte comune in comproprietà.

 

Diverso sarebbe il discorso se in uno stabile in cui non esiste l'impianto, i condòmini decidessero di installarlo e, ai sensi dell'art. 1121 cc, uno dei condòmini decidesse di non partecipare alla spesa. In questo specifico caso il condòmino non sarà proprietario dell'impianto MA, a proprie spese, potrà allacciarsi e partecipare all'innovazione anche successivamente.

 

Differenza forse sottile ma basilare.

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Attento Mosquiton ... pur rimanendo il solito dubbio se debbano essere pagati o meno i consumi involontari in caso di distacco ex art. 1118 cc, per quanto riguarda le spese di conservazione, quelle straordinarie e quelle di messa a norma, il distaccato è comunque tenuto a partecipare alle spese.

 

Ne consegue che se l'assemblea un domani dovesse decidere di cambiare la caldaia DEVE considerare anche la possibilità che il distaccato cambi idea e che pertanto richieda il riallaccio. Nessuno potrebbe impedirlo. L'art. 1118 cc comma 2 prevede l'impossibilità di rinunciare ad una parte comune in comproprietà.

 

Diverso sarebbe il discorso se in uno stabile in cui non esiste l'impianto, i condòmini decidessero di installarlo e, ai sensi dell'art. 1121 cc, uno dei condòmini decidesse di non partecipare alla spesa. In questo specifico caso il condòmino non sarà proprietario dell'impianto MA, a proprie spese, potrà allacciarsi e partecipare all'innovazione anche successivamente.

 

Differenza forse sottile ma basilare.

Non direi.

 

PRIMO: l'art 1118 c.c. è chiaro e, finché esiste tale articolo, chi ha la perizia richiesta DEVE pagare solo le spese straordinarie e di messa a norma.

 

SECONDO: Finché c'è la caldaia attuale di cui anche il distaccato è proprietario, egli deve partecipare alle spese straordinarie. Se un giorno si cambierà la caldaia, egli sarà libero di non partecipare al nuovo acquisto e quindi NON SARA' PIU' PROPRIETARIO e non parteciperà più ad alcuna spesa.

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la causa contro il termotecnico non ha senso

ha detto il falso? ha fatto una perizia falsa.. e che ottieni... anche se un altro la sconfessasse, il punto è che il condominio l'ha adottata.

 

se la situazione è quella che tu descrivi, ossia la non convenienza economica e che pertanto si poteva non applicare la Uni...allora la causa la devono fare gli "scontenti" verso il condominio. Tra le prove indicherete la nuova perizia

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BUongiorno,

 

Ormai mi mi conoscete nel forum. Sono uno di quelli che si è visto raddoppiare le spese ( appartamento ultimo piano ) post legge uni10200. Condominio anni 70 senza nessun tipo di coibentazione .

 

Vi riassumo in breve la mia storia:

 

- 2014 approvazione lavori contabilizzazione

- 2015 contabilizzazione con norma uni10200 approvazione nuove tabelle ( con scompensi anche di 3 volte tra un appartamento ed un altro )

- 2016 primo anno di contabilizzazione abbandono della ripartizione con uni10200 e siamo passati alle quote fisse ( 22% vecchi millesimi 88% secondo letture )

Oltre a impostare una "percentuale fissa" (magari al 30%) avreste dovuto abbandonare la cosa più deleteria della UNI 10200: i millesimi di riscaldamento calcolati sui fabbisogni!

 

- 2017 anche con le quote fisse ci sono scompensi altissimi ( appartamenti che spendono 600 € contro 2800€ ), chiesto in assemblea di coibentare tetto e cantine, ma l'assemblea ha respinto a maggioranza

Certo che, impostando solo la percentuale fissa costante negli anni non risolvi granchè. La parte fissa dei costi dovrebbe essere ripartita in modo uguale per tutti, per esempio con i millesimi di proprietà (riscaldati).

 

Gli inquilini degli ultimi piani e piani terra sono STANCHI, i piani terra "spolpati", e sono/siamo tutti al freddo. Io vivo in media a 18 gradi.

Se raggiungevi la temperatura desiderate prima dell'introduzione della contabilizzazione, devi per forza poterla raggiungere anche dopo! Il problema in genere è causato da quanto Salpa aveva già accennato in un suo messaggio: incominciando a mettere mano alle impostazioni (centralina, portate pompe, ecc.) in sala caldaia in base a valori teorici alcune utenze non riceveranno più abbastanza calore per riscaldarsi. E questo vale soprattutto per impianti non modernissimi. Aumenta le temperature di mandata dell'impinato, aumenta gli orari d'accensione del riscaldamento e se non serve questo, controlla se l'impianto sia ancora idraulicamente bilanciato dopo l'installazione delle valvole termostatiche (questo sì che avrebbe dovuto fare il termotecnico già prima). Vedrai che, dopo questi accorgimenti, le temperature desiderate le ri-raggiungerai!

 

Bene a questo punto mi sono chiesto :

 

- facciamo fare una perizia tecnicha riguardanti, la non convenienza economica secondo la norma UNI EN 15459 che è la verità perchè queste le le nuove tabelle mm :

 

[ATTACH]1891[/ATTACH]

 

Nel mio condominio la non convenienza economica c'è sicuramente, confermato dalla spesa di gas dei primi 2 anni, che conferma che non abbiamo risparmiato .

Per il calcolo della convenienza economica i millesimi non centrano. Semmai dovresti allegare i consumi di combustibile (esempio m³ per il gas) consumati nei 3 anni precedenti alla contabilizzazione e poi confrontarlo con i m³ consumati negli esercizi successivi. Magari compensando i dati con i gradi giorno della tua zona, per evitare di confrontare consumi causati solo per variazioni delle condizioni climatiche tra un inverno all'altro.

 

Per questo volevo rivolgermi ad un altro termotecnico e con la perizia nuova rivolgerci insieme ad altri condòmini ad un legale.

 

Cosa ne pensate??

 

grazie e buone feste.

A parte quanto sopra esposto, non credo che si possa richiedere la non convenienza economica dopo avere già installato il sistema. Infatti la UNI EN 15459 impone di fare il calcolo in base all'investimento necessario, conforntandolo con il risparmio potenziale ottenibile. Questo costo (investimento) voi lo avete già sostenuto e quindi non è più da prendere in considerazione nel calcolo per la valutazione.

 

Semmai vedrei vincente una causa presso la Comunità Europea, perchè i millesimi calcolati in base ai fabbisogni, come obbligati dalla UNI 10200, sono chiaramente contro la direttiva europea, portando in palese conflitto d'interessi i singoli utenti all'interno del condominio al fine di decidere per miglioramenti energetici negli edifici.

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Non direi.

 

PRIMO: l'art 1118 c.c. è chiaro e, finché esiste tale articolo, chi ha la perizia richiesta DEVE pagare solo le spese straordinarie e di messa a norma.

 

SECONDO: Finché c'è la caldaia attuale di cui anche il distaccato è proprietario, egli deve partecipare alle spese straordinarie. Se un giorno si cambierà la caldaia, egli sarà libero di non partecipare al nuovo acquisto e quindi NON SARA' PIU' PROPRIETARIO e non parteciperà più ad alcuna spesa.

Soddisfatta la condizione inerente alla preventiva autorizzazione dell'assemblea per il distacco, ovvero fornita la prova che questo non abbia comportato un aggravio di gestione o uno squilibrio termico, il condomino distaccatosi è sempre obbligato a pagare le spese di conservazione dell'impianto di riscaldamento centrale, mentre invece è esonerato dall'obbligo di corrispondere quelle occorrenti per il suo uso, tranne che il contrario non

risulti dal regolamento. Quindi, anche i condomini distaccati devono partecipare alla spesa inerente alla sostituzione della caldaia, posto che l'impianto termico costituisce un accessorio di proprietà comune, nonostante il distacco delle relative diramazioni delle unità immobiliari interessate, non impedendo tale elemento l'eventuale necessità o scelta di riallaccio all'impianto centralizzato stesso (Cassazione Civile, Sezione II, 29 marzo 2007, n. 7708).

 

Sebbene esista qualche sentenza contraria, l'orientamento di ANACI (e del sottoscritto) è quello suesposto.

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Certo che, impostando solo la percentuale fissa costante negli anni non risolvi granchè. La parte fissa dei costi dovrebbe essere ripartita in modo uguale per tutti, per esempio con i millesimi di proprietà (riscaldati).

 

Se raggiungevi la temperatura desiderate prima dell'introduzione della contabilizzazione, devi per forza poterla raggiungere anche dopo! Il problema in genere è causato da quanto Salpa aveva già accennato in un suo messaggio: incominciando a mettere mano alle impostazioni (centralina, portate pompe, ecc.) in sala caldaia in base a valori teorici alcune utenze non riceveranno più abbastanza calore per riscaldarsi. E questo vale soprattutto per impianti non modernissimi. Aumenta le temperature di mandata dell'impinato, aumenta gli orari d'accensione del riscaldamento e se non serve questo, controlla se l'impianto sia ancora idraulicamente bilanciato dopo l'installazione delle valvole termostatiche (questo sì che avrebbe dovuto fare il termotecnico già prima). Vedrai che, dopo questi accorgimenti, le temperature desiderate le ri-raggiungerai!

 

abbiamo votato le quote fisse 22% ( elettricità + manutenzione + 22% del gas ) ripartita con i vecchi millesimi di riscaldamento, invece il 78% è a consumo quindi ripartito con il contacalore. Ciò nonostante restano scompensi altissimi tra appartamenti esposti e non. Come dicevo abbiamo riacquistato un 100€ circa ..

 

Per quanto riguarda la temperatura di mandata lo sapevo, e rigorosamente tutti gli anni, verso novembre scrivo all'amministratore che se metto le valvole sul 3 ho 17 gradi, e lui scrive al manutentore che viene ed alza.. Il bilanciamento dell'impianto credo sia stato fatto in fase di installazione, non abbiamo messo valvole termostatiche preregolabili, ma abbiamo messo i detentori ( tutti tranne un appartamento non so perchè ) quando me le installavano ho visto che regolavano il detentore... quindi credo abbiano bilanciato( anche il termotecnico me l'ha detto abbiamo bilanciato coi detentori ), per gli orari li avevano aumentati togliendo la pausa e accendendo alle 6 del mattino invece delle 6.30 ( aumentando così di 2 ore ) ma adesso hanno rimesso gli orari precontabilizzazione cioè 6.30-13 e 14.30-22.

 

Io li raggiungo i 20 gradi sempre ma con le valvole impostate dal 4 al 5.

 

probabilmente mi devo lamentare tutti gli anni... che dobal

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la causa contro il termotecnico non ha senso

ha detto il falso? ha fatto una perizia falsa.. e che ottieni... anche se un altro la sconfessasse, il punto è che il condominio l'ha adottata.

 

se la situazione è quella che tu descrivi, ossia la non convenienza economica e che pertanto si poteva non applicare la Uni...allora la causa la devono fare gli "scontenti" verso il condominio. Tra le prove indicherete la nuova perizia

gli scontenti (5 ) contro i contenti (9). non ho capito cosa intenti con causa "verso il condominio". chi è il condominio?

Noi ci siamo affidati ad un professionista ( forse ) peccato che avesse un conflitto d'interessi e non gli importava nulla delle conseguenze, ma solamente "far cassa"!

 

per me l'unico resposabile è lui che non ci ha messo davanti la verità, ma è stato vago, frettoloso, non chiaro, e a volte ha detto pure balle!

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Soddisfatta la condizione inerente alla preventiva autorizzazione dell'assemblea per il distacco, ovvero fornita la prova che questo non abbia comportato un aggravio di gestione o uno squilibrio termico, il condomino distaccatosi è sempre obbligato a pagare le spese di conservazione dell'impianto di riscaldamento centrale, mentre invece è esonerato dall'obbligo di corrispondere quelle occorrenti per il suo uso, tranne che il contrario non

risulti dal regolamento. Quindi, anche i condomini distaccati devono partecipare alla spesa inerente alla sostituzione della caldaia, posto che l'impianto termico costituisce un accessorio di proprietà comune, nonostante il distacco delle relative diramazioni delle unità immobiliari interessate, non impedendo tale elemento l'eventuale necessità o scelta di riallaccio all'impianto centralizzato stesso (Cassazione Civile, Sezione II, 29 marzo 2007, n. 7708).

 

Sebbene esista qualche sentenza contraria, l'orientamento di ANACI (e del sottoscritto) è quello suesposto.

Si, ma tu parli di sentenze (v. Cassazione)... e le sentenze non sono legge.

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Si, ma tu parli di sentenze (v. Cassazione)... e le sentenze non sono legge.

Vero 😉

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Premetto di non essere esperto sul tema del distacco, ma sei sicuro che le cose non siano cambiate, per esempio dopo la riforma dell'art. 1118 nel 2012?

 

Leggendo tanti commenti (anche antagonisti), mi sembra che il distacco senza importanti oneri futuri verso il condominio, sia diventato molto difficile se non impossibile. Quel "... senza aggravi di spesa verso gli altri condomini." espresso in modo assoluto, pesa.

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abbiamo votato le quote fisse 22% ( elettricità + manutenzione + 22% del gas ) ripartita con i vecchi millesimi di riscaldamento, invece il 78% è a consumo quindi ripartito con il contacalore. Ciò nonostante restano scompensi altissimi tra appartamenti esposti e non. Come dicevo abbiamo riacquistato un 100€ circa ..

 

Per quanto riguarda la temperatura di mandata lo sapevo, e rigorosamente tutti gli anni, verso novembre scrivo all'amministratore che se metto le valvole sul 3 ho 17 gradi, e lui scrive al manutentore che viene ed alza.. Il bilanciamento dell'impianto credo sia stato fatto in fase di installazione, non abbiamo messo valvole termostatiche preregolabili, ma abbiamo messo i detentori ( tutti tranne un appartamento non so perchè ) quando me le installavano ho visto che regolavano il detentore... quindi credo abbiano bilanciato( anche il termotecnico me l'ha detto abbiamo bilanciato coi detentori ), per gli orari li avevano aumentati togliendo la pausa e accendendo alle 6 del mattino invece delle 6.30 ( aumentando così di 2 ore ) ma adesso hanno rimesso gli orari precontabilizzazione cioè 6.30-13 e 14.30-22.

 

Io li raggiungo i 20 gradi sempre ma con le valvole impostate dal 4 al 5.

 

probabilmente mi devo lamentare tutti gli anni... che dobal

Twin, allora scusami. Ti avevo interpretato male visto che parlavi sempre solo della percentuale delle quote fisse.

 

Che ci possano essere scompensi alti tra appartamenti esposti e non, non ci sono dubbi. Perlatro questi scompensi quasi sicuramente ci sarebbero anche se tutti avessero le caldaiette autonome, solo che non te ne accorgi.

 

Per quanto riguarda l'impostazione delle testine delle valvole ti vorrei solo ricordare che quei numerini (3, 4, 5 ...) sono solo un riferimento generale e in nessun caso deve essere interpretato che un "3" significa per forza di avere nella stanza 20°C. Detto in modo molto semplicistico, non è dato che, se la testina "sente" o "pensa" che siano raggiunti i 20°C, questo sia vero per la stanza.

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Premetto di non essere esperto sul tema del distacco, ma sei sicuro che le cose non siano cambiate, per esempio dopo la riforma dell'art. 1118 nel 2012?

 

Leggendo tanti commenti (anche antagonisti), mi sembra che il distacco senza importanti oneri futuri verso il condominio, sia diventato molto difficile se non impossibile. Quel "... senza aggravi di spesa verso gli altri condomini." espresso in modo assoluto, pesa.

Si, è molto piu' difficile, ma non e' impossibile.

 

Soprattutto gli ultimi piani riescono facilmente ad ottenere la perizia, dato che distaccandosi il circuito si "accorcia" e quindi si riducono le dispersioni.

 

In tal modo, non ci sono aggravi per gli altri condomini, ne' notevoli squilibri.

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A questo punto credo che nel mio caso la cosa migliore e meno dispendiosa sia coibentare il sottotetto non abitabile in fai date con 12 cm di rotoli di lana ( roccia o vetro).

 

Ho fatto i conti con 400€ esagerando 500€ si fa il lavoro, anche se non mi piace come soluzione ( perchè significa fare quello che volevano.... ).

 

Distacchi cause stufe ecc ecc richiederebbero più tempo e denaro sicuramente!

 

L'altra opzione è attendere

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Si, è molto piu' difficile, ma non e' impossibile.

 

Soprattutto gli ultimi piani riescono facilmente ad ottenere la perizia, dato che distaccandosi il circuito si "accorcia" e quindi si riducono le dispersioni.

 

In tal modo, non ci sono aggravi per gli altri condomini, ne' notevoli squilibri.

Non penso che non ci siano aggravi per gli altri condomini, visto che viene a mancare la parte della cosidetta quota fissa per quel appartamento che si distacca.

 

Visto che tutto il ragionamento della UNI 10200 si basa proprio sul fatto che i consumi involontari sono quelli che sorgono comunque anche se uno chiude tutti i radiatori, temo che sono questi che devono essere presi in considerazione. Lo so, anche se sembra strano, ma potrebbe accadere che un condominio non contabilizzi secondo il metodo indicato dalla norma UNI 10200, ma gli "aggravi" per il distacco potrebbero essere calcolati proprio secondo questa norma (fabbisogni).

 

Ma come detto, semplici opinioni che possono essere confutate.

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