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Michele87

Videosorveglianza abusiva su parti comuni

Salve! Un condomino - il solito rissoso e che si comporta come il padrone di tutto - ha istallato tre telecamere di videosorveglianza senza chiedere autorizzazione agli altri proprietari o in assemblea. Due di queste sono fissate vicino a due ingressi di sua proprietà ma una sembra riprendere anche la porta di una condomina e l'altra la basculante del nostro garage. L'altra è fissata sul cancello del cortile, comune a tutto l'edificio e sembra riprendere anche la strada pubblica. Dopo le nostre proteste e diffide scritte, il signore ha messo i cartelli di avviso, ma resta il fatto che secondo il garante un signolo condomino non può piazzare telecamere in condominio se non su parti di proprietà esclusiva.

Avete idea di come procedere per far valere i nostri diritti, in mancanza di amministratore?

 

Grazie.

 

Michele

A parte il fatto che la Sentenza parla di un sistema di videosorveglianza dell'area condominiale destinata a parcheggio e non di ingressi privati ed a quanto pare si tratta di videosorveglianza condominiale e non privata, ma tutto sta a vedere se l'installazione delle videocamere (ovviamente a norma con cancellazione del filmato entro i termini stabiliti) era a fronte di azioni di danneggiamento, regolarmente denunciate come specifica la Sentenza citata.

In pratica un condomino di sua spontanea volontà non può puntare videocamere (e registrare) su porte di altri appartamenti e vedere chi entra e chi esce ed a che ora succede questo, potrebbe puntare la videosorveglianza sulla sua porta privata sua personale garanzia.

Consiglierei a Michele87 di effettuare una segnalazione al Garante della Privacy, per una verifica reale se queste videocamere puntano e registrano su entrate di altri appartamenti e sul basculante del suo garage, od in alternativa agire direttamente con l'ausilio di un legale.

Pertanto, se la videosorveglianza riprende il pianerottolo comune e la soglia di casa altrui è certamente integrato l’elemento oggettivo del delitto di interferenze illecite nella vita privata e, a tal fine, è del tutto irrilevante la proprietà o comproprietà dell’area soggetta a videoripresa. Infatti – come affermato dalla Suprema Corte – “ciò che rileva ai fini della configurabilità del reato è la violazione della riservatezza domiciliare della persona offesa, non la disponibilità di quel domicilio anche da parte dell’autore dell’indebita intercettazione” (Cass., Sez. V, 19/3/2003, n. 20233; Cass. pen., Sez. V, 8/11/2006, n. 39827).

 

http://marcellopolacchini.postilla.it/2011/09/01/videosorveglianza-in-ambito-privato-limiti-e-pericoli/

E' fresco, fresco.... ha solo 4 mesi.

 

http://www.garanteprivacy.it/documents/10160/2416443/Vademecum+-+Il+condominio+e+la+privacy+-+versione+pagina+doppia.pdf

 

 

A pag. 15:

 

 

"Rimangono COMUNQUE valide le disposizioni in tema di responsabilità civile e di sicurezza dei dati.È tra l’altro necessario – anche per non rischiare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata - che il sistema di videosorveglianza sia installato in maniera tale che l’obiettivo della telecamera posta di fronte alla porta di casa riprenda esclusivamente lo spazio privato e non tutto il pianerottolo o la strada, ovvero il proprio posto auto e non tutto il garage."

Se lo scrive il Garante....

Ciao

Di fatto ricalca quanto già stabilito dallo stesso Garante nel 2010 e la sentenza è succesiva a tale data.

Lo stesso Garante indica che le riprese ad uso personale, non sono soggette al Codice della Privacy.

Non so se è giusto quanto dici, anzi direi che sia esattamente contrario alla norme sulla Privacy, ossia che un mio vicino installi una videocamera e riprenda l'entrata (porta) del mio appartamento e/o mio box conoscendo ed annottando le mie abitudini riprendendo e conservando le immagini di persone che non fanno parte del condominio, ossia miei ospiti ed anche mie personali, in quanto il garante dice che queste non possono essere conservate per più di 24/48 ore;

 

... Le registrazioni possono essere conservate per un periodo limitato tendenzialmente non superiore alle 24-48 ore, ...

Lo dice il garante a Pag 15 http://www.garanteprivacy.it/documents/10160/2416443/Vademecum+-+Il+condominio+e+la+privacy+-+versione+pagina+doppia.pdf

Sono cose scritte dal Garante.

Paolino, la Privacy vieta la diffusione e la Cassazione sent, 71/2013,, in data successiva al 2010,

non condanna il condomino.

Sono cose scritte dal Garante.

Paolino, la Privacy vieta la diffusione e la Cassazione sent, 71/2013,, in data successiva al 2010,

non condanna il condomino.

Ti stai scordando Giani ges che anche il Garante è organo giudicante, proprio in materia di privacy. La Corte di Cassazione è entrata nel merito della eventuale violazione dell'art. 615 bis C.P. e non del Codice per la Privacy, di cui è competente proprio il Garante. Ciò che scrive il Garante è chiaro: non devono essere effettuate riprese al di fuori della propria porta - area di pertinenza, indipendentemente dalla diffusione o meno dei dati (cfr "Rimangono COMUNQUE valide le disposizioni in tema di RESPONSABILITA' CIVILE... ").

Una cosa è contestare un reato (per il quale le sentenze in merito mirano a distinguere tra "domicilio o privata dimora" e al di fuori di essa), e un'altra è stabilire se vi è comunque violazione del Codice per la Privacy. Non confondiamo le due cose....

Sostanzialmente anche se la suprema Corte assolvesse dalla violazione del reato art. 615 bis C.P., il Garante potrebbe comunque far rimuovere la telecamera condannando al pagamento dei danni.

 

Ciao

Una cosa è contestare un reato (per il quale le sentenze in merito mirano a distinguere tra "domicilio o privata dimora" e al di fuori di essa), e un'altra è stabilire se vi è comunque violazione del Codice per la Privacy. Non confondiamo le due cose....
Sono perfettamente d'accordo, poniamo il caso che io condomino mi accorgo dell'esistenza di una videocamera installata nel mio pianerottolo anche se segnalata e NON a norma con le norme del Garante (con ripersa solo nelle parti di proprietà esclusiva di chi installa la videosorveglianza e cancellazione nei tempi previsti 24/48 ore) come in questo caso trattato, e che potrebbero riprendere (uso il condizionale) parti di mia competenza esclusiva, come ad esempio la porta della mia abitazione o il basculante del mio box. Cosa potrei fare, se non ricorrere al Garante e/o al Giudice per violazione della mia privacy?

In pratica io condomino posso richiedere la mia privacy, oppure il vicino può fare quello che vuole delle immagini della mia persona, dei miei famigliari e dei miei ospiti?

Credo che ciò non sia possibile senza il consenso degli interessati!

Ciao Tuxx

 

Giani confonde l'aspetto penale con quello di competenza del Garante. Le sentenze a cui fa riferimento sono principalmente dell'ordinamento penale e non civile - amministrativo, e quindi tendenti ad accertare la sussistenza di reati (nel caso art. 615 bis C.P.). Vi si legge infatti di valutazioni in merito alla possibilità o meno di riprendere private dimore o domicili, e quindi le connessioni con il Codice sulla Privacy partono sempre da tale condizione.

Nel caso in questione il codice Penale non c'entra niente, si tratta di materia di competenza del Garante che, quale organo giudicante, si esprime attraverso un provvedimento o ordinanza. A tale provvedimento ci si può opporre con ricorso al Giudice Ordinario (più raramente straordinario al Presidente della Repubblica). In tale situazione l'art. 615 bis C.P. non viene nemmeno preso in considerazione.

 

 

Ciao

Ciao Tuxx

 

Giani confonde l'aspetto penale con quello di competenza del Garante.

Infatti me ne sto rendendo conto, le due cose sono totalmente differenti e forse è questo che genera questa discussione, che non ha in questo caso particolare necessità di sussistere e genera confusione.

Pertanto sono perfettamente d'accordo con te.

 

In pratica è necessario scindere le riprese che uno potrebbe effettuare:

1. videosorveglianza, per cui è necessario aderire alle norme del Garante

2. amatoriali, le quali non possono essere divulgate se non con il consenso dell'interessato ripreso, salvo non siano prova di violazione penale.

 

Ossia nessuno potrebbe al di fuori di queste garanzie, conservare e divulgare a proprio interesse riprese non alle norme del garante e/o del c.p.

Credo con questo di aver centrato il problema.

Tralasciando le interpretazioni che ciascuno da, se la Corte dice che non è reato che si sta cercando?.

... che si sta cercando?.
Non lo so, me lo sto chiedendo anche io! Che si cerca?

Qualche cosa che ha già delle risposte?

Tralasciando le interpretazioni che ciascuno da, se la Corte dice che non è reato che si sta cercando?.

Stiamo cercando di far capire che la questione potrebbe rivestire due aspetti diversi, e le sentenze lo confermano: uno di tipo penale, ovvero del rischio di incorrere in un reato se riprendo una privata dimora, un domicilio (art. 615 bis C.P.). L'altro è di tipo civile, ovvero connesso con quanto dispone il Garante in materia di diritto alla immagine (propria o di chi si conosce), che prescrive le condizioni per videoregistrare (angolo di visuale, tempi di conservazione dei dati, responsabile dei dati, ecc...).

Quindi emerge che se da una parte un organo giudicante di tipo penale sostiene che non vi è reato perché l'area condominiale non è domicilio, dall'altra il Garante sostiene che non si può comunque avere il diritto di riprendere cosa si vuole. Sembrerebbe infatti strano che il Garante abbia confermato negli anni ciò che ha sempre sostenuto (in ultimo con l'opuscolo che ho postato) fregandosene delle sentenze penali. Ma ciò è possibile perché si tratta di due aspetti ben diversi.

 

Ciao

Me Ri, ma se il Garante ha scritto che il " suo" Codice non trova applicazione quando i dati non sono diffusi,

come può intervenire, se non ha titolo?.

" ..al fine di evitare...", ma quello lo stabilirà la Magistratura se è illecito.

Me Ri, ma se il Garante ha scritto che il " suo" Codice non trova applicazione quando i dati non sono diffusi,

come può intervenire, se non ha titolo?.

" ..al fine di evitare...", ma quello lo stabilirà la Magistratura se è illecito.

Non devi fermarti al primo paragrafo, leggi anche il resto della pagina 15. Il Garante scrive anche "RIMANGONO COMUNQUE VALIDE..." e poi "...è tra l'altro NECESSARIO...", che non significa fate come vi pare se non c'è divulgazione, altrimenti si sarebbe fermato alla prima parte. A cosa servirebbe quindi secondo te tale specificazione?.

Se poi vuoi una più chiara spiegazione della differenza tra l'aspetto penale e quello legato al Codice della Privacy, puoi leggere la sentenza in:

 

 

 

In particolare leggi: "...la giurisprudenza di merito, al riguardo, specifica come la mancanza di reato ex art. 615-bis c.p. non rappresenta per ciò solo motivo di liceità della medesima condotta in sede civile (Trib. Nola, sez. II civ., ord. 3 febbraio 2009, in atti): conclusione corretta poiché l’art. 615-bis c.p. (e quindi Cass. pen. 44156/2008) si occupa del domicilio e dell’art. 14 Cost., mentre il giudice civile, nei rapporti tra condomini, guarda al diritto inviolabile alla riservatezza, e quindi all’art. 2 Cost. Sono beni giuridici diversi."

 

ciao

Allora legga la sentenza della Cassazione per esteso, che nega quanto scritto tux.

Ma da quando il Tribunale di Varese, che nulla azzecca al condomino, supera la Cassazione?.

Allora legga la sentenza della Cassazione per esteso, che nega quanto scritto tux.

Ma da quando il Tribunale di Varese, che nulla azzecca al condomino, supera la Cassazione?.

Perché la Cassazione, a cui ti riferisci, si è espressa in merito all'art. 615 bis C.P., non per le aree comuni e per l'aspetto civile. Un conto è denunciare un reato e un'altro è rivolgersi al Garante o al Giudice Ordinario per una questione civile. Leggi bene tutta la sentenza del Tribunale di Varese, è spiegato molto bene.

Come vedi, in fondo, si ordina la rimozione delle telecamere, anche se non vi è stata prova della divulgazione di dati.

Eppure è molto chiara, non capisco dove ti pone dei dubbi.

Ospite
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