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paolavolley

Videocamera in un'auto parcheggiata in autorimessa riprende parte comuni

Ciao, un condomino ha installato videocamera in un'auto parcheggiata in autorimessa e riprende parte comuni dove passano gli altri condomini.

Non c'è cartello per informarci per la presenza della camera. Si può fare?

Ma è una videocamera del veicolo, di quelle per il parcheggio, oppure registra le immagini attraverso una videocamera non del veicolo?.

 

 

Ciao

una videocamera con registratore posizionata all'interno di un veicolo vicino allo spechio retrovisivo e riprende la parte comune dell'autorimessa.

Può riprendere tutto quello che vuole, se nella parte comune. Non può utilizzare le immagini altrui senza il loro consenso, tutto qua.

Ma perchè l'ha messa? Tra l'altro sullo specchio retrovisore dove basta una bottarella e casca tutto...con quello che costano....bah

Lui sicuramente dirà che ha i suoi motivi - sicurezza etc. Ma se riprende i condomini che entrano, escono senza avviso e poi comenta con gli altri i loro comportamento? Inoltre le riprese da un impianto non autorizzato, senza cartello di avviso mi sembra che non sono accettati dai carabinieri come prova... Rimane una fonte di pettegolezzi. Stupido es assurdo comportamento.

Non è regolare la ripresa in questo modo, stupido da parte sua visto che anche se riprende qualcosa non può portare la registrazione alla pubblica sicurezza.

Non è regolare la ripresa in questo modo, stupido da parte sua visto che anche se riprende qualcosa non può portare la registrazione alla pubblica sicurezza.

In base a quali norme sarebbe vietata e non utilizzabile?

È un principio ribadito anche dal Tribunale di Varese con la sentenza n. 1273 del 16 giungo 2011.

 

"...Il condomino non può installare un impianto di videosorveglianza per riprendere aree condominiali comuni, anche se l’installazione è a tutela della propria sicurezza ed è stata fatta a seguito di diversi furti ed infrazioni.

L'impianto va rimosso immediatamente a spese del condomino che lo ha installato e sotto la sua responsabilità, atteso che, nel silenzio della Legge, il singolo condomino non ha alcun potere di installare, per sua sola decisione, delle telecamere in ambito condominiale, idonee a riprendere spazi comuni o addirittura spazi esclusivi degli altri condomini, eccezion fatta per il caso in cui la decisione sia deliberata all'unanimità dai condomini, perfezionandosi in questo caso un comune consenso idoneo a fondare effetti tipici di un negozio dispositivo dei diritti coinvolti."

Con la riforma del C.C. (art. 1122 ter) cambiano solo i parametri per deliberare l'installazione (art. 1136 comma 2°), ma la sostanza rimane la stessa.

Ti evidenzio che non stiamo trattando dell'aspetto "penale" della questione, ma solo civile, perché non sussisterebbe comunque la violazione dell'art. 615 bis del Codice Penale.

 

 

Ciao

Mi piacerebbe leggere la motivazione, dato che lo stesso Giudicante scrive "nel silenzio della legge". Si sono inventati una norma che non c'è!

Ad ogni modo ribadisco la contestazione, dato che ammferrante ha scritto che l'autore delle riprese "non può portare la registrazione alla pubblica sicurezza": dove sta scritto, questo?

P.S.: il tuo inciso mi fa pensare mi ritieni un "penalista"...grazie del complimento 🙂

Non comprendo Incubus quanto hai scritto, anche perché il mio intervento era diretto a Paola e non in risposta al tuo.

Naturalmente la sentenza, (che ri-evidenzio, è civile e non penale) come per tutte le altre che vengono menzionate sul Forum, costituisce un precedente giuridico, niente di più, e quindi può far comodo a Paola, specie se tale organo giudicante si trova ad esprimersi "nel silenzio della legge" e quindi deve determinare arbitrariamente la correttezza di una azione.

 

 

Ciao

Si tratta di una di quelle microcamere che registrano continuamente qualche minuto, di solito tre o al massimo cinque, sempre sulla stessa scheda di memoria. In ogni momento restano registrati sempre solo gli ultimi minuti di ripresa. In caso di incidente si interrompre automaticamente la registrazione e si può avere così una prova inoppugnabile di come si sono realmente svolti i fatti. In alcuni paesi, come in Russia, sono così diffuse che tutte le automobili praticamente le montano. Proprio per questo motivo sono così numerosi i filmati in rete che mostrano incidenti, a volte anche spettacolari, accaduti in questo paese. Quando qualche mese fa è esploso nel cielo di Russia un meteorite, gli scienziati hanno potuto studiare l'evento, disponendo di una serie di riprese di queste microcamere. Per non consumare inutilmente la batteria e non usurare la scheda di memoria, che non può essere riscritta un numero infinito di volte, queste microcamere entrano normalmente in funzione quando l'auto è in moto. A mio avviso rappresentano un dispositivo di tutela per gli automobilisti corretti. Se l'avessi avuta anche io, l'assicurazione non mi avrebbe attribuito il 50% di responsabilità in un incidente del quale ero assolutamente incolpevole. Saluti.

Si tratta di una di quelle microcamere che registrano continuamente qualche minuto, di solito tre o al massimo cinque, sempre sulla stessa scheda di memoria. In ogni momento restano registrati sempre solo gli ultimi minuti di ripresa. In caso di incidente si interrompre automaticamente la registrazione e si può avere così una prova inoppugnabile di come si sono realmente svolti i fatti. In alcuni paesi, come in Russia, sono così diffuse che tutte le automobili praticamente le montano. Proprio per questo motivo sono così numerosi i filmati in rete che mostrano incidenti, a volte anche spettacolari, accaduti in questo paese. Quando qualche mese fa è esploso nel cielo di Russia un meteorite, gli scienziati hanno potuto studiare l'evento, disponendo di una serie di riprese di queste microcamere. Per non consumare inutilmente la batteria e non usurare la scheda di memoria, che non può essere riscritta un numero infinito di volte, queste microcamere entrano normalmente in funzione quando l'auto è in moto. A mio avviso rappresentano un dispositivo di tutela per gli automobilisti corretti. Se l'avessi avuta anche io, l'assicurazione non mi avrebbe attribuito il 50% di responsabilità in un incidente del quale ero assolutamente incolpevole. Saluti.

Il problema non è sul tipo di telecamera, ma sul fatto che si registrano (anche se solo per pochi minuti) immagini su area privata comune, per la quale il Garante ha già specificato le prescrizioni (motivazione installazione, cartelli, ripresa limitata a porta privata, nomina responsabile dei dati, ecc...).

 

Ciao

Non comprendo Incubus quanto hai scritto, anche perché il mio intervento era diretto a Paola e non in risposta al tuo.

Naturalmente la sentenza, (che ri-evidenzio, è civile e non penale) come per tutte le altre che vengono menzionate sul Forum, costituisce un precedente giuridico, niente di più, e quindi può far comodo a Paola, specie se tale organo giudicante si trova ad esprimersi "nel silenzio della legge" e quindi deve determinare arbitrariamente la correttezza di una azione.Ciao

Pensavo stessi rispondendo a me, visto che il tuo post seguiva il mio messaggio, in ogni caso chiedo venia .. 🙂

Per completare la situazione vorrei fornire alcuni dettagli. Quando scrivo “riprende” si deve intendere “riprende e registra” perchè il proprietario ha raccontato ad alcuni condomini che è in possesso di registrazioni comprometenti (mamma mia):

1.) La videocamera è installata all'interno del veicolo da circa due anni. Ci sono foto che documentano la sua presenza dal 2011. La videocamera è indirizzata verso l’esterno del’auto e riprende solo la parte anteriore del veicolo e gran parte dello spazio comune, non le parte laterali e posteriori del’auto. In questo caso la sicurezza del’auto non è garantita, ma si raccolgono i dati dei altri condomini...

2.) L'auto si muove all'interno dei spazi condominiali con la camera visibile e la faccia del autista di turno (sono moglie e marito) “faccio come mi pare e riprendo tutto e tutti”. Il veicolo viene parcheggiato in posti diversi - anche davanti le finestre del condominio sempre con la videocamera in vista e probabilmente funzionante. In questo caso non riprende le parti comuni ma balconi e finestre privati e probabilmente le cose visibili all’interno.

3.) Quando l'auto è parcheggiata nell'autorimessa riprende la porta d'ingresso dell’autorimessa e la parte comune dove passano tutti. Cosi può sapere chi a che ora esce o rientra etc.

4.) Mai è stato esposto un’avviso per la presenza di videocamera. Non sappiamo che fa con le registrazioni...

5.) Il proprietario della vettura con la camera ha raccontato ad altri condomini che cosa ha registrato nell’area comune. Niente di importante ma questa sua insistenza ci disturba. Si può pensare di divulgazione dei dati personali?

Meri, grazie per la tua risposta e suggerimento. Cosa pensate: in questo caso possiamo andare verso responsabilità penale? Perchè se il giudice lo condanna solo di rimuovere la videocamera è poca roba. Noi vogliamo che la privacy di tutti noi viene rispettata ed il responsabile di queste cretinate può essere condanato di risarcire le parte civili. Com’è possibile che uno spia tutti altri ed è orgoglioso dei dati che raccoglie... Siamo andati a chiedere informazioni alle forze d’ordine (uno è andato alla polizia, io dai carabinieri) e loro ci hanno detto che questo tipo di uso di videoregistrazioni e assolutamente illegale. Dobbiamo fare esposto o querela e poi il pubblico ministero deciderà il tipo di reato. Le registrazioni effettuate da loro non possono essere utilizzati come prove. Ma il tempo passa e loro continuano...

Meri, dopo aver visto i punti da 1.) a 5.) conosci una sentenza che possiamo utilizzare per fermare questi aroganti persone? Come possiamo fargli capire che i dati raccolti sono contro la lege e non hanno valore?

Grazie a tutti

Per madly: non puoi girare in Italia con videoregistratore in funzione secondo le forze d'ordine. Se vuoi fare filmati per youtube è un'altra cosa...

"Meri, dopo aver visto i punti da 1.) a 5.) conosci una sentenza che possiamo utilizzare per fermare questi aroganti persone? Come possiamo fargli capire che i dati raccolti sono contro la lege e non hanno valore?"

La sentenza te l'ho già riportata. Se vuoi approfondire la questione leggi quanto scrive il Garante in:

 

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/1712680

 

Con tutti gli elementi che trovi su tali documenti potete inviare una raccomandata A/R al tizio diffidandolo dal proseguire a videoregistrare parti comuni, non limitate agli ingressi ai propri immobili, dopodiché, documentando opportunamente la cosa, non vi resta che rivolgervi al Garante o al Giudice.

 

Ciao

@ Paola

Come già ti è stato detto: civilmente è possibile la rimozione; penalmente non è ravvisabile un reato specifico a condizione peroò che il tutto sia svolto con la finalità della sicurezza; così infatti ha sentenziato la Cassazione in sentenza 44156/2008: “non commette il reato di cui all'articolo 615-bis del codice penale (interferenze illecite nella vita privata) il condomino che installi per motivi di sicurezza, allo scopo di tutelarsi dall'intrusione di soggetti estranei, alcune telecamere per visionare le aree comuni dell'edificio (come un vialetto e l'ingresso comune dell'edificio), anche se tali riprese sono effettuate contro la volontà dei condomini” specie se i condomini stessi siano “a conoscenza dell'esistenza delle telecamere” e possano “visionarne in ogni momento le riprese".

 

Dello stesso tenore anche Cassazione con sentenza 71/2013 secondo cui "Non sussistono gli estremi atti ad integrare il delitto di interferenze illecite nella vita privata (art. 615 bis c.p.) nel caso in cui un soggetto effettui riprese dell'area condominiale destinata a parcheggio e del relativo ingresso, trattandosi di luoghi destinati all'uso di un numero indeterminato di persone e, pertanto, esclusi dalla tutela di cui all'art. 615 bis c.p., la quale concerne, sia che si tratti di "domicilio", di "privata dimora" o "appartenenze di essi", una particolare relazione del soggetto con l'ambiente in cui egli vive la sua vita privata, in modo da sottrarla ad ingerenze esterne indipendentemente dalla sua presenza"

 

Unica soluzione, ove ne ricorrano i presupposti, ravvisare il reato di cui all'art.167 2° comma del Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196: "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento dei dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell’articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi”.

Quindi si potrà procedere solo se chi agisce punisce lo abbia fatto trattando i dati personali in violazione alle norme sulla privacy; il reato potrà sussistere solo se le violazioni determinino un danno diretto ed immediato verso i soggetti cui i dati raccolti sono riferiti (e non anche per le semplici violazioni formali o le irregolarità procedimentali che producano appena un minimo "disagio" all’identità personale del soggetto senza arrecare alcun danno patrimoniale apprezzabile); in tal senso ad es. Cassazione n. 30134/2004.

Riasumendo:

1) provare che siano state violate le norme sulla privacy quanto al trattamento dei dati personali

2) Provade il danno diretto.

 

Nel caso di specie, con pazienza si potrà dimostrare il punto 1); molto difficile per il 2)

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