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maxvergan

Verifica corretto funzionamento dei contabilizzatori di calore

Buongiorno,

vorrei sapere se esiste un modo per controllare la corretta configurazione dei contabilizzatori di calore. Ho provato più volte a richiedere una verifica all'installatore ma non mi da alcuna risposta, quindi vorrei farlo autonomamente per poi eventualmente agire anche in sede legale contro di lui nel caso mi avesse causato un danno economico come penso.

 

Grazie

Purtroppo non è una cosa così semplice...

Esistono 2 macro tipi di contabilizzatori di calore:

- lettura diretta (solitamente contatori certificati MID)

- lettura indiretta.

In quelli a lettura diretta ci sono vari sensori che confluiscono in una centralina che si occupa di tramutare i valori nel reale calore prelevato dalla caldaia condominiale e se non ci sono errori di montaggio delle sonde (abbastanza frequenti) sono i più precisi.

Quelli invece a lettura indiretta, solitamente montati sui termosifoni, leggono un valore (senza unità di misura) che moltiplicato per 2 coefficienti ti indicano il calore emesso dall'apparecchio.

I coefficienti vengono forniti, uno dal costruttore dello strumento e l'altro si dovrebbe ricavare dalla normativa. Capisci bene che questi 2 valori possono portare ad errori significativi e spesso nascondono dei riparti "artistici".

Se riesci ad essere più specifico sul tipo di impianto vediamo cosa si puo' fare...

I contabilizzatori sono montati sui termosifoni, vi allego delle foto sia di questi che delle valvole termostatiche.

 

2015-09-21 18.07.57.jpg

2015-09-21 18.04.39.jpg

 

Grazie!

I contabilizzatori sono montati sui termosifoni, vi allego delle foto sia di questi che delle valvole termostatiche.

 

[ATTACH]1088[/ATTACH]

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Grazie!

L'installatore deve rilasciare un "Protocollo di installazione" alla fine del montaggio. Sul protocollo sono indicati i dati del radiatore, la scala che è stata impostata nel ripartitore (cioè un numero legato alla potenza del radiatore), il numero di serie del ripartitore ecc. Se l'installatore non ha rilasciato queste informazioni ha sbagliato e avete il diritto di richiederle.

Dovete capire se la programmazione è stata eseguita su ogni ripartitore perchè altrimenti il numero degli scatti che leggete sul display non ha alcun significato.

L'installatore deve rilasciare un "Protocollo di installazione" alla fine del montaggio. Sul protocollo sono indicati i dati del radiatore, la scala che è stata impostata nel ripartitore (cioè un numero legato alla potenza del radiatore), il numero di serie del ripartitore ecc. Se l'installatore non ha rilasciato queste informazioni ha sbagliato e avete il diritto di richiederle.

Dovete capire se la programmazione è stata eseguita su ogni ripartitore perchè altrimenti il numero degli scatti che leggete sul display non ha alcun significato.

Il problema è che l'installatore ha ignorato sia le mie richiesta (inoltrate tramite PEC) che quelle del mio legale, quindi ho il sentore che una causa ci stia.

Farò ancora un tentativo tramite il mio amministratore condominiale.

 

La ringrazio molto per i consigli.

Dovete capire se la programmazione è stata eseguita su ogni ripartitore perchè altrimenti il numero degli scatti che leggete sul display non ha alcun significato......

 

.... non é così ... i ripartitori possono benissimo essere montati SENZA essere parametrizzati: in questi caso il valore che si legge sul display non è il valore utile per la ripartizione delle spese ma diventa variabile indipendente in una formuletta dove vengono considerati anche quei coefficienti (potenza, ...) non inseriti a priori. Il valore HA significato ma non è ancora quello "utile".

Se vuoi verificare la correttezza del lavoro dell'installatore ti fai mandare la scheda tecnica che DEVE aver redatto, nella quale ha le misure dei tuoi radiatori, la potenza, il numero di matricola del ripartitore che ha montato, ..., e verifichi che tutto sia corretto.

SE i ripartitori sono stati parametrizzati (scaricati il loro foglio tecnico) deve comparire (tra i vari valori visualizzati sul display) anche un K che è prodotto dei coeffcienti di cui sopra.

Se non sono stati parametrizzati il gestore deve saperti dire, per ogni ripartitore, il valore visualizzato (che vedi anche tu) ed il valore calcolato (in base a quanto detto sopra) e la formuletta usata per questo cacolo.

Se non ti da quanto chiesto, e una spiegazione minima, non è una persona seria.

Dovete capire se la programmazione è stata eseguita su ogni ripartitore perchè altrimenti il numero degli scatti che leggete sul display non ha alcun significato......

 

.... non é così ... i ripartitori possono benissimo essere montati SENZA essere parametrizzati: in questi caso il valore che si legge sul display non è il valore utile per la ripartizione delle spese ma diventa variabile indipendente in una formuletta dove vengono considerati anche quei coefficienti (potenza, ...) non inseriti a priori. Il valore HA significato ma non è ancora quello "utile".

Se vuoi verificare la correttezza del lavoro dell'installatore ti fai mandare la scheda tecnica che DEVE aver redatto, nella quale ha le misure dei tuoi radiatori, la potenza, il numero di matricola del ripartitore che ha montato, ..., e verifichi che tutto sia corretto.

SE i ripartitori sono stati parametrizzati (scaricati il loro foglio tecnico) deve comparire (tra i vari valori visualizzati sul display) anche un K che è prodotto dei coeffcienti di cui sopra.

Se non sono stati parametrizzati il gestore deve saperti dire, per ogni ripartitore, il valore visualizzato (che vedi anche tu) ed il valore calcolato (in base a quanto detto sopra) e la formuletta usata per questo cacolo.

Se non ti da quanto chiesto, e una spiegazione minima, non è una persona seria.

Si, è vero: la versione 2015 della UNI 10200 ha temporaneamente sospeso l'obbligatorietà della programmazione dei ripartitori, in attesa di verificare un presunto contrasto con la norma tecnica di prodotto EN834. Quindi, formalmente, per ora si può anche installare i ripartitori senza programmarli, anche se in questo modo non si facilita l'utente finale nel monitoraggio dei prorpi consumi.

Il valore sul display, senza programmazione, è quello non-mediato e per l'utente finale (che magari ha difficoltà ad applicare i fattori Kq e Kc) risulta ostico (per quello dicevamo che non ha significato: 100 scatti su un radiatore di due elementi e 100 scatti sul radiatore largo due metri in salotto sarebbero un pò difficili da interpretare a prima vista).

comunque questa storia della presunta cogenza "in toto" della UNI10200 non mi convince per nulla:

con il DLegs 102/2014 è il "metodo di ripartizione delle spese" descritto nella merdosa 10200 che diventa legge dello stato, NON TUTTO quello che è descritto nella norma tecnica. Non esiste (a mio parere) alcuna obbligatorietà - e non esisteva nemmeno prima della piccola revisione della 10200 - di parametrizzazione dei ripartitori.

Ma su questo mio dubbio non ho mai ricevuto risposte chiare ed esaurienti.

Comunque i coefficienti di moltiplicazione per giungere al valore finale devono essere noti sia che il contabilizzatore sia stato programmato (quindi per leggere direttamente il reale apporto di calore) sia che esista un foglio di excell che "traduca" il valori letti sui termo.

I coefficienti sono i seguenti:

Ka= coefficiente relativo alla posizione del sensore (che varia in base alla posizione della temperatura media del calorifero e il costruttore da delle indicazioni)

Kc= coefficiente di emissione termica del calorifero (questo valore viene dato dal costruttore dello strumento in quanto è riparametrizzato al suo prodotto);

Kq= potenza termica calorifero secondo UNI10200 espressa in kW;

Kt= temperatura standard (di progetto) del locale di installazione (1 se t=20°C);

 

Quindi i tuoi kw prelevati saranno dati dalla moltiplicazione di : Valore letto * Ka * Kc * Kq * Kt

Con così tanti coefficienti e dato il modo indiretto di calcolo, il valore reale puo' discostarsi anche del 10%.

E poi esiste sempre l'errore di installazione, per esempio se il costruttore ti dice di montarlo al 33% dell'altezza e ti sbagli e "inverti l'alto con il basso" hai dei valori sfalsati.

Approfitto per una veloce domanda ... la potenza termica KQ deve essere considerata al ΔT 60°C oppure 50°C ... ?

La potenza termica deve essere riferita a ∆T 60°C.

Se hai il valore rilasciato dal costruttore tutto ok altrimenti se lo hai con ∆T 50°C devi moltiplicarlo per 1,267. Se non hai nessun valore da costruttore devi usare il metodo dimensionale che trovi nell’appendice A della norma.

Mi allaccio a questa discussione in quanto mi pare di capire che c'è gente che sicuramente ne sa più di me!

Abito in una palazzina, 9 persone con caldaia a metano in comune. Ogni appartamento ha già un proprio termostato in casa ed un contaore (ok, oramai un prodotto obsoleto).

Quest'anno in assemblea è stato deliberato il montaggio dei contabilizzatori di calore, presumo quelli indiretti in quanto l'amministratore non ha saputo fornire info dettagliate (aspetto il verbale) ma ha farneticato qualcosa del tipo "sono cosini da appendere ai caloriferi".

 

Sono in dubbio riguardo ad alcuni punti che appunto riguardano come da titolo il corretto funzionamento dei contabilizzatori:

 

-ho montato un sistema domotico (che io stesso ho realizzato) che in base a parametri definiti come la T interna ed esterna, alla variazione delle temperature, all'irraggiamento solare ecc, attiva e disattiva la valvola (con partenza del contaore) dell'acqua condominiale di riscaldamento.

E' una sorta di cronotermostato evoluto che non tiene conto solo di orari e temperatura interna ma anche dell'evoluzione ambientale esterna. Ad esempio, io torno dal lavoro alle 19, per quell'orario voglio 20°C in casa. Il sistema verifica se in base a cambiamenti di temperatura interni (il sole che riscalda la facciata di casa), all'evolversi della temperatura esterna ecc. in primo luogo alza o abbassa le tapparelle (alza per far entrare luce e calore del sole se c'è, abbassa per non disperdere il calore esterno) e poi apre/chiude la valvola. La domanda: con un sistema di contabilizzazione calore, potrò continuare comunque io a decidere quando "accendere" o "spegnere" il riscaldamento?

 

-ho poi montato un sistema di climatizzazione in pompa di calore che entra in funzione automaticamente quando l'impianto fotovoltaico produce più di quanto a me serve. In questo periodo quindi riscaldo la casa in questo modo. Con un sistema di contabilizzazione del calore, rischierei di "pagare" anche se non utilizzo i caloriferi ma scaldo la casa con un sistema alternativo?

 

Perdonatemi queste domande forse banali, ma vorrei arrivare preparato quando il prossimo anno verranno installati questi nuovi contabilizzatori.

Avevo valutato l'idea del distacco dall'impianto condominiale (certificando la pompa di calore come sistema primario), ma oltre ai costi fissi di mantenimento dell'impianto condominiale, avrei il problema dei bassissimi rendimenti della pompa di calore nel caso di inverni molto molto freddi (abito in periferia di milano, zona brianza).

 

Grazie mille!

Buongiorno

Anche io ho lo stesso problema.

Si tratta di un contabilizzatore TECHEM posto sul convettore del mio appartamento.

Abbiamo verificato che quando il mio impianto è fermo il contabilizzatore fortunatamente non incrementa.

Le sonde di temperatura di ingresso e uscita dell'acqua nello scambiatore dicono la verità.

Dato che in in un mese ho incrementato di 1200 kw  per un totale  di 2300 euro (in un solo mese) e tutti gli altri invece hanno consumato in media 300 Kw, il dubbio è che la lettura dei metri cubi di acqua che circola sia completamente starata.

Dato che la ditta TECHEM non è possibile contattarla, vorrei inviare il contabilizzatore ad un laboratorio che certifica la corretta taratura.

Potreste dirmi chi fa queste verifiche in Italia?

Saluti

David Crisafulli

david.crisafulli dice:

Buongiorno

Anche io ho lo stesso problema.

Si tratta di un contabilizzatore TECHEM posto sul convettore del mio appartamento.

Abbiamo verificato che quando il mio impianto è fermo il contabilizzatore fortunatamente non incrementa.

Le sonde di temperatura di ingresso e uscita dell'acqua nello scambiatore dicono la verità.

Dato che in in un mese ho incrementato di 1200 kw  per un totale  di 2300 euro (in un solo mese) e tutti gli altri invece hanno consumato in media 300 Kw, il dubbio è che la lettura dei metri cubi di acqua che circola sia completamente starata.

Dato che la ditta TECHEM non è possibile contattarla, vorrei inviare il contabilizzatore ad un laboratorio che certifica la corretta taratura.

Potreste dirmi chi fa queste verifiche in Italia?

Saluti

David Crisafulli

Dalla tua descrizione mi pare che stai parlando di un contatore di calore.

 

Troverai tutte le informazioni sulle verifiche su:

http://www.lg.camcom.gov.it/pagina1703_verificazione-periodica-strumenti-di-misura-e-obblighi-dei-titolari-degli-strumenti.html

 

"Le Camere di commercio effettuano controlli in contraddittorio su richiesta del Titolare dello strumento o altra parte interessata nella misurazione. I costi di detti controlli, che possono comportare anche l’ausilio di un organismo in caso di esito positivo del controllo, sono a carico del soggetto richiedente."

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