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amministratorerossia

Variazione anagrafe condominiale

Gentili amici ho una difficolta con l'anagrafe condominiale ,era tutto chiaro poi c'e' stata una retromarcia parziale che diceva che il condomino non era obbligato piu a fare un'autocertificazione dello stato di sicurezza dell'appartamento ma " SOLAMENTE LA DICHIARAZIONE PER LE PARTI COMUNI"

cioe'? che significa? che il condomino non deve piu dichiarare che il suo appartamento e' conforme alle leggi sulla sicurezza ma deve dichiarare che il suo pianerottolo e le scale sono conformi alle norme di sicurezza?

chi mi chiarisce il dubbio?

grazie per il tempo che mi dedicate

buona serata A.Rossi

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Gentili amici ho una difficolta con l'anagrafe condominiale ,era tutto chiaro poi c'e' stata una retromarcia parziale che diceva che il condomino non era obbligato piu a fare un'autocertificazione dello stato di sicurezza dell'appartamento ma " SOLAMENTE LA DICHIARAZIONE PER LE PARTI COMUNI"

cioe'? che significa? che il condomino non deve piu dichiarare che il suo appartamento e' conforme alle leggi sulla sicurezza ma deve dichiarare che il suo pianerottolo e le scale sono conformi alle norme di sicurezza?

chi mi chiarisce il dubbio?

grazie per il tempo che mi dedicate

buona serata A.Rossi

delle parti comuni spetta a te amministratore occupartene e non ai singoli condomini .

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Gentili amici ho una difficolta con l'anagrafe condominiale ,era tutto chiaro poi c'e' stata una retromarcia parziale che diceva che il condomino non era obbligato piu a fare un'autocertificazione dello stato di sicurezza dell'appartamento ma " SOLAMENTE LA DICHIARAZIONE PER LE PARTI COMUNI"

cioe'? che significa? che il condomino non deve piu dichiarare che il suo appartamento e' conforme alle leggi sulla sicurezza ma deve dichiarare che il suo pianerottolo e le scale sono conformi alle norme di sicurezza?

chi mi chiarisce il dubbio?

grazie per il tempo che mi dedicate

buona serata A.Rossi

Prima del 24/12/2013 e cioè prima che l'art. 1130 fosse ulteriormente riformato dopo la riforma:

 

Art. 1130

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve

...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza.

Con la riforma della riforma è stata aggiunta una frase.

Ora è scritto che:

 

Art. 1130

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve

...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio

Ciò significa che il condòmino non deve comunicare più nulla all'amministratore sulle condizioni di sicurezza.

E' l'amministratore che DEVE trascrivere nel registro anagrafe ogni dato sulla sicurezza delle parti comuni perchè è lui che gestisce le parti comuni e non il singolo condòmino.

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Il Decreto Legislativo 23 dicembre 2013 non è ancora convertito in legge quindi resta ancora in vigore l'art. 1130. Saluti

 

- - - Aggiornato - - -

 

Il Decreto Legislativo 23 dicembre 2013 n° 145 non è ancora convertito in legge quindi resta ancora in vigore l'art. 1130. Saluti

 

- - - Aggiornato - - -

 

Prima del 24/12/2013 e cioè prima che l'art. 1130 fosse ulteriormente riformato dopo la riforma:

 

Art. 1130

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve

...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza.

Con la riforma della riforma è stata aggiunta una frase.

Ora è scritto che:

 

Art. 1130

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve

...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio

Ciò significa che il condòmino non deve comunicare più nulla all'amministratore sulle condizioni di sicurezza.

E' l'amministratore che DEVE trascrivere nel registro anagrafe ogni dato sulla sicurezza delle parti comuni perchè è lui che gestisce le parti comuni e non il singolo condòmino.

Il Decreto Legislativo 23 dicembre 2013 n° 145 NON è ancora convertito in legge.Quindi resta in vigore l'art.1130. Saluti

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non e' un decreto legislativo ma decreto legge , sono i decreti legge che devono essere convertiti .

 

 

comunque questo e' quello che e' in vigore attualmente (in attesa che venga convertito o decada )

Art. 1130

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:

...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio

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Il DL 23 dicembre 2013 n° 145 NON è ancora convertito in legge!!! Quindi resta vigente l'art. 1130 cc. Saluti

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Il DL 23 dicembre 2013 n° 145 NON è ancora convertito in legge!!! Quindi resta vigente l'art. 1130 cc. Saluti

certo ,quello con la modifica .

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Ma se non ancora convertito in legge come può modificare l'art. 1130 cc?

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perché il decreto legge e' in vigore . . poi se viene convertito bene ,se non viene convertito la modifica dell'art 1130 decade con effetto retroattivo ovvero dal giorno dell'entrata in vigore (ovvero 23 dicembre 2013)

 

 

questo e' in vigore dal 23 dicembre 2013 (se viene convertito resta in vigore ,se decade torna in vigore l'art 1130 non modificato con effetto dal 23 dicembre 2013)

Art. 1130

L'amministratore, oltre a quanto previsto dall'articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:

...6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio

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Ma se non ancora convertito in legge come può modificare l'art. 1130 cc?

perché i decreti -legge entrano in vigore quindi producono effetti provvisori . effetti provvisori che devono essere convertiti in legge per diventare definitivi ,se non sono convertiti decadono

 

- - - Aggiornato - - -

 

Costituzione Italiana

Art. 77.

 

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

 

Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

 

I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.

 

Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

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delle parti comuni spetta a te amministratore occupartene e non ai singoli condomini .

Sulle parti comuni non ho e non avevo alcun dubbio l mio dubbio e' se il condomino deve a tutt'oggi dichiarare che il SUO appartamento ha l'impianto elettrico e l'impianto del gas a norma di legge?

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Ad oggi, non devi dichiarare nulla.

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copiato da Millescale ( vi consiglio caldamente di iscrivervi alla newsletter di questo sito)

Condizioni di sicurezza delle parti

comuni: nasce la VCS

 

 

 

PARTE PRIMA: IL LEGISLATORE HA COLPITO ANCORA

 

“Destinazione Italia” è il nome del decreto-legge n.145/2013, vigente dal 24 dicembre

(e da convertire in legge entro la fine di febbraio 2014, a pena di decadenza). Con

questo d.l. cambia il testo dell’art.1130 c.c., relativo alle attribuzioni

dell’amministratore che nel registro di anagrafe condominiale, insieme ai dati sui

proprietari e sui titolari di diritti e ai dati catastali di ogni unità immobiliare, dovrà

inserire “ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni

dell’edificio”.

La novità legislativa è l’inserimento della frase “delle parti comuni dell’edificio”, che

stravolge completamente il senso della precedente formulazione e annulla il lavoro

svolto in sei mesi da migliaia di amministratori italiani. Infatti con la legge 220/2012, la

“riforma del condominio”, era stato introdotto l’obbligo di curare la tenuta del registro

di anagrafe con dati personali ed oggettivi, relativi alle sole unità immobiliari private.

Su che cosa esattamente intendesse il legislatore con “ogni dato” si sono lette

acrobazie dialettiche di ogni genere; nella sostanza, dopo mesi di convegni, le maggiori

associazioni di amministratori e di proprietari si sono orientati a ritenere, argomentando

in modo più o meno convincente, che il “dato” fosse “informazione”, mai e poi mai

“documentazione”. Di conseguenza nessuna documentazione tecnica, ci hanno detto,

avrebbe mai dovuta essere richiesta né consegnata, perché i dati non sono

dichiarazioni di conformità, verbali, certificati, relazioni tecniche; i dati sono notizie,

eventuali comunicazioni, semplici informazioni. Questo ultimo concetto, che per ora non

critichiamo, ci sarà utile nel seguito.

Con cinque semplici parole sono stati cancellati i dubbi ma anche molto lavoro (che è

costato tempo e denaro, ça va sans dire); i dati da inserire nel registro di anagrafe ora

sono quelli relativi alle parti comuni dell’edificio, non più quelli delle unità immobiliari

private.

Con molto rispetto per il legislatore, sulla cui leggerezza nell’operare forse varrebbe la

pena di porsi domande, ripartendo da zero ci disponiamo ad occuparci del contenuto

sostanziale della nuova frase come da art.1130 c.c., comma 1, n.6 - “ogni dato

relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio”.

Sulla definizione di dato, proviamo temporaneamente a fidarci di quanto ci hanno

spiegato prima del giugno 2013: dato è notizia, comunicazione, informazione. Le

“news”.

Sulle condizioni di sicurezza, grossi dubbi non ce ne sono mai stati: l’oggetto in

esame (prima l’unità immobiliare, ora le parti comuni), nei suoi aspetti strutturali,

impiantistici, ambientali, ecc. si può considerare “sicuro” (cioè idoneo a non provocare

danni alle persone nei limiti previsti dalle leggi vigenti), e se no perché?

Sulle parti comuni conviene spendere qualche parola in più. Fatto salvo l’esame dei

regolamenti condominiali, le parti comuni dell'edificio sono elencate dal codice civile

nell’art.1117:

 

Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari

dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario

dal titolo:

1) tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune, come il suolo su cui sorge

l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici

solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;

2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la

portineria, incluso l'alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti

destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;

3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune,

come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati

di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento

ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a

qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi

collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli

condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto

disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.

 

Riportare tutto il testo dell’art.1117 è necessario per capire che non si parla più, per

una unità immobiliare, di un impianto elettrico, di una cucina a gas, di qualche muro,

pilastro e trave. La faccenda è assai più complicata e vasta: quali “dati di sicurezza”

può conoscere un amministratore del suolo, delle fondazioni, delle scale, dei portoni di

ingresso, delle cisterne? E come può, con la nuova formulazione del testo di legge,

esimersi da conoscere almeno quel poco che gli permetta di evitare di scrivere “nessun

dato sulle condizioni di sicurezza”, che – in caso di evento sfortunato – equivarrebbe

ad autoaccusarsi come minimo di ignoranza imprudente?

 

 

 

PARTE SECONDA: NEWS O DOCUMENTAZIONI?

 

Torniamo alla definizione di “dato” di cui tanto si è discusso prima dell’entrata in vigore

della riforma del condominio; come detto, secondo le più diffuse interpretazioni

giuridiche il “dato” sarebbe “informazione” e non “documentazione tecnica”, breaking

news e non dichiarazioni di conformità. Come conciliare queste affermazioni con la

necessità, introdotta dal d.l. 145/2013, di reperire dati sulle condizioni di sicurezza

degli ascensori, delle centrali termiche, degli impianti elettrici, ecc. ecc.? Chi ci può

dare le ultime news (e su quali basi) sulle condizioni di questi impianti, visto che –

seguendo le interpretazioni citate – i dati richiesti dal legislatore non corrispondono alle

documentazioni tecniche?

Vorremmo volentieri lasciare la risposta a color che si sono impegnati, per pura difesa

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anche se il d.l. 15/2013 si limita a citare la definizione "dato " direi che su certi parti comuni (direi specialmente impianti tecnologici .ascensori ,caldaia,impianti elettrici )c'e' la possibilita' di conoscere le condizioni di sicurezza visto che comunque sono soggetti a normative specifiche .

 

esempio x per l'ascensore c'e' tutta la documentazione atta a conoscere le condizioni dell'impianto (libretto impianto ,aggiornamento verifiche semestrali,verbali dell'o.n etc etc)

 

direi che piu' o meno per gli impianti non ci dovebbero essere problemi , il problema nasce su alti parti comuni (che di solito non vengono periodicamente controllati o non sono soggetti di manutenzione ordinaria previste da normative specifiche )

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Condizioni di sicurezza delle parti

comuni: nasce la VCS

 

PARTE PRIMA: IL LEGISLATORE HA COLPITO ANCORA

 

“Destinazione Italia” è il nome del decreto-legge n.145/2013, vigente dal 24 dicembre

(e da convertire in legge entro la fine di febbraio 2014, a pena di decadenza). Con

questo d.l. cambia il testo dell’art.1130 c.c., relativo alle attribuzioni

dell’amministratore che nel registro di anagrafe condominiale, insieme ai dati sui

proprietari e sui titolari di diritti e ai dati catastali di ogni unità immobiliare, dovrà

inserire “ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni

dell’edificio”.

La novità legislativa è l’inserimento della frase “delle parti comuni dell’edificio”, che

stravolge completamente il senso della precedente formulazione e annulla il lavoro

svolto in sei mesi da migliaia di amministratori italiani. Infatti con la legge 220/2012, la

“riforma del condominio”, era stato introdotto l’obbligo di curare la tenuta del registro

di anagrafe con dati personali ed oggettivi, relativi alle sole unità immobiliari private.

Su che cosa esattamente intendesse il legislatore con “ogni dato” si sono lette

acrobazie dialettiche di ogni genere; nella sostanza, dopo mesi di convegni, le maggiori

associazioni di amministratori e di proprietari si sono orientati a ritenere, argomentando

in modo più o meno convincente, che il “dato” fosse “informazione”, mai e poi mai

“documentazione”. Di conseguenza nessuna documentazione tecnica, ci hanno detto,

avrebbe mai dovuta essere richiesta né consegnata, perché i dati non sono

dichiarazioni di conformità, verbali, certificati, relazioni tecniche; i dati sono notizie,

eventuali comunicazioni, semplici informazioni. Questo ultimo concetto, che per ora non

critichiamo, ci sarà utile nel seguito.

Con cinque semplici parole sono stati cancellati i dubbi ma anche molto lavoro (che è

costato tempo e denaro, ça va sans dire); i dati da inserire nel registro di anagrafe ora

sono quelli relativi alle parti comuni dell’edificio, non più quelli delle unità immobiliari

private.

Con molto rispetto per il legislatore, sulla cui leggerezza nell’operare forse varrebbe la

pena di porsi domande, ripartendo da zero ci disponiamo ad occuparci del contenuto

sostanziale della nuova frase come da art.1130 c.c., comma 1, n.6 - “ogni dato

relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio”.

Sulla definizione di dato, proviamo temporaneamente a fidarci di quanto ci hanno

spiegato prima del giugno 2013: dato è notizia, comunicazione, informazione. Le

“news”.

Sulle condizioni di sicurezza, grossi dubbi non ce ne sono mai stati: l’oggetto in

esame (prima l’unità immobiliare, ora le parti comuni), nei suoi aspetti strutturali,

impiantistici, ambientali, ecc. si può considerare “sicuro” (cioè idoneo a non provocare

danni alle persone nei limiti previsti dalle leggi vigenti), e se no perché?

Sulle parti comuni conviene spendere qualche parola in più. Fatto salvo l’esame dei

regolamenti condominiali, le parti comuni dell'edificio sono elencate dal codice civile

nell’art.1117:

 

Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unità immobiliari

dell'edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario

dal titolo:

1) tutte le parti dell'edificio necessarie all'uso comune, come il suolo su cui sorge

l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici

solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;

2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la

portineria, incluso l'alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti

destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all'uso comune;

3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all'uso comune,

come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati

di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento

ed il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a

qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi

collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli

condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto

disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche.

 

Riportare tutto il testo dell’art.1117 è necessario per capire che non si parla più, per

una unità immobiliare, di un impianto elettrico, di una cucina a gas, di qualche muro,

pilastro e trave. La faccenda è assai più complicata e vasta: quali “dati di sicurezza”

può conoscere un amministratore del suolo, delle fondazioni, delle scale, dei portoni di

ingresso, delle cisterne? E come può, con la nuova formulazione del testo di legge,

esimersi da conoscere almeno quel poco che gli permetta di evitare di scrivere “nessun

dato sulle condizioni di sicurezza”, che – in caso di evento sfortunato – equivarrebbe

ad autoaccusarsi come minimo di ignoranza imprudente?

 

 

 

PARTE SECONDA: NEWS O DOCUMENTAZIONI?

 

Torniamo alla definizione di “dato” di cui tanto si è discusso prima dell’entrata in vigore

della riforma del condominio; come detto, secondo le più diffuse interpretazioni

giuridiche il “dato” sarebbe “informazione” e non “documentazione tecnica”, breaking

news e non dichiarazioni di conformità. Come conciliare queste affermazioni con la

necessità, introdotta dal d.l. 145/2013, di reperire dati sulle condizioni di sicurezza

degli ascensori, delle centrali termiche, degli impianti elettrici, ecc. ecc.? Chi ci può

dare le ultime news (e su quali basi) sulle condizioni di questi impianti, visto che –

seguendo le interpretazioni citate – i dati richiesti dal legislatore non corrispondono alle

documentazioni tecniche?

Vorremmo volentieri lasciare la risposta a color che si sono impegnati, per pura difesa

Stesso articolo postato da me tempo fa, ma nessun colse il senso dell'articolo...........................

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chiaro al 98% sulle parti comuni ma......in definitiva il singolo condomino deve dichiarare che gli impianti all'interno della propria casa-appartamento sono conform alla legge e sicuri? devono firnmare il formulario dove c'e' scritto che gli impianti sono conformi alle vigenti normative di legge?

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chiaro al 98% sulle parti comuni ma......in definitiva il singolo condomino deve dichiarare che gli impianti all'interno della propria casa-appartamento sono conform alla legge e sicuri? devono firnmare il formulario dove c'e' scritto che gli impianti sono conformi alle vigenti normative di legge?

Al momento il singolo condòmino non deve dichiarare nulla e non deve firmare nulla per gli impianti privati.

Il 24 febbraio è vicino. Se il decreto non sarà convertito in legge se ne riparlerà.

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Grazie a TUTTI per le risposte come al solito le leggi italiane non sono mai chiare!

Buon inizio di giornata a tutti

Rossi A.

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Ieri, la materia di discussione, è stata votata alla camera con esito positivo nel pacchetto " Destinazione Italia " ora attendiamo la decisione in senato.Saluti

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