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lino35

Validità di deliberazione assunta in assemblea condominiale

Buongiorno a tutti i frequentatori del blog. Vorrei un giudizio su quanto segue:

La nuova legge sul condominio all’art. 1136 stabilisce che in seconda convocazione "la deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno 1/3 del valore dell'edificio". Supponiamo che in un condominio di 9 proprietari si verifichi il seguente caso:

Intervenuti 9

Votanti 9

Maggioranza degli intervenuti 9:2+1 = 5

Voti a favore 5 per 335/1.000

Voti contrari 4 per 665/1.000

La deliberazione è valida ugualmente?

Grazie

Buongiorno a tutti i frequentatori del blog. Vorrei un giudizio su quanto segue:

La nuova legge sul condominio all’art. 1136 stabilisce che in seconda convocazione "la deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno 1/3 del valore dell'edificio". Supponiamo che in un condominio di 9 proprietari si verifichi il seguente caso:

Intervenuti 9

Votanti 9

Maggioranza degli intervenuti 9:2+1 = 5

Voti a favore 5 per 335/1.000

Voti contrari 4 per 665/1.000

La deliberazione è valida ugualmente?

Grazie

No, non è valida, in quanto devono essereci ambedue le maggioranze sia quella delle teste (che c'è 5 su 9), ma deve esserci anche la maggiornaza dei mlm, ovvero se tutti 9 presenti come in questo caso i 5 votanti favorevoli devono rappresentare almeno 501 mlm (con 500 sarebbe stallo perchè pari i mlm)

Chiedo scusa; non ho precisato che si tratta di deliberare su questioni di ordinaria amministrazione per cui occorre che il numero dei voti favorevoli rappresenti 1/3 del valore dell'edificio e non 500/1000.

Chiedo scusa; non ho precisato che si tratta di deliberare su questioni di ordinaria amministrazione per cui occorre che il numero dei voti favorevoli rappresenti 1/3 del valore dell'edificio e non 500/1000.

Deve sempre esserci la doppia maggioranza di teste e millesimi dei favorevoli verso i contrari.

Indipendentemente dai millesimi necessari, se i millesimi dei contrari sono superiori ai millesimi favorevoli, manca una delle due maggioranze necessarie alla delibera.

Chiedo scusa; non ho precisato che si tratta di deliberare su questioni di ordinaria amministrazione per cui occorre che il numero dei voti favorevoli rappresenti 1/3 del valore dell'edificio e non 500/1000.
Non è valida lo stesso perchè i mlm contrari sono superiori ai favorevoli

 

Comnque anche se era una delibera di ordinaria amministrazione essendo tutti 9 presenti rappresentanti in totale 1000/1000 ci doveva essere la maggiornaza delle teste favorevoli e rappresentanti almeno 501 mlm (perchè questa è la maggiornza millesimale in questo caso paricolare con tutti presenti)

Ma sei sicuro di quello che dici? Dove è scritta questa regola?
Sul codice civile all'art. 1136 cc al 3° comma;

 

- L'assemblea in seconda convocazione è regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino almeno un terzo del valore dell'intero edificio e un terzo dei partecipanti al condominio. La deliberazione è valida se approvata dalla maggioranza degli intervenuti con un numero di voti che rappresenti almeno un terzo del valore dell'edificio.

 

Nel caso particolare sono presenti tutti i condomini ovvero 1000 mlm il 1/3 (333.33p mlm) non è sufficiente, perchè i mlm contrari sono 666.66p

 

In tema di condominio negli edifici, la regola posta dall'art. 1136, comma 3, c.c., secondo la quale la deliberazione assunta dall'assemblea condominiale in seconda convocazione è valida se riporta un numero di voti che rappresenti il terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell'edificio, va intesa nel senso che, coloro che abbiano votato contro l'approvazione non devono rappresentare un valore proprietario maggiore rispetto a coloro che abbiano votato a favore, atteso che l'intero art. 1136 c.c. privilegia il criterio della maggioranza del valore dell'edificio quale strumento coerente per soddisfare le esigenze condominiali. (In applicazione di tale principio, la Corte ha cassato la sentenza del giudice del merito che aveva ritenuto sufficiente il raggiungimento di una maggioranza di voti favorevoli, pari ad un terzo dei presenti, unitamente alla condizione che essi rappresentassero almeno un terzo della proprietà, ritenendo del tutto irrilevante che la parte contraria alla delibera detenesse un valore della proprietà superiore a quello della maggioranza del voto personale). (Cassazione Civile, Sezione II, Sentenza n. 6625 del 05/04/2004)

Ma sei sicuro di quello che dici? Dove è scritta questa regola?

 

--link_rimosso--

 

https://www.condominioweb.com/forum/quesito/doppia-maggioranza-o-basta-maggioranza-di-millesimi-47961/

«Una interpretazione letterale dell’art. 1136, in base alla quale ai fini dell'approvazione di una delibera in seconda convocazione, può ritenersi sufficiente il raggiungimento di una maggioranza di voti favorevoli pari ad un terzo dei presenti a condizione che rappresentino almeno un terzo della proprietà; essendo del tutto irrilevante che la "minoranza" contraria rappresenti un valore della proprietà superiore a quello della maggioranza. La erroneità del principio affermato e la sua illogicità emergono in modo palese dalla interpretazione complessiva dell'art. 1136 c.c. Il primo e secondo comma dell'articolo in esame, che concernono la validità delle delibere in prima convocazione, prevedono un doppio quorum costitutivo e un doppio quorum deliberativo, con la espressa menzione che i voti favorevoli devono rappresentare "la maggioranza" degli intervenuti e almeno la metà del valore (quest'ultimo quorum può non essere "maggioranza" solo in caso di assemblea totalitaria, ma anche in tal caso non sarebbe comunque "minoranza"); il terzo comma - riferito all'ipotesi che in prima convocazione non sia stato possibile raggiungere il numero legale, e al fine di consentire che il condominio possa comunque operare - fissa (implicitamente) il quorum di presenza ad un terzo dei partecipanti al condominio che rappresenti almeno un terzo del valore, ponendo lo stesso doppio quorum come limite minimo per la validità delle deliberazioni. È evidente, perciò, che in caso di partecipazione all'assemblea di un solo terzo dei condomini (che rappresenti almeno un terzo del valore) la deliberazione sarà valida se approvata all'unanimità, mentre in caso di più nutrita partecipazione, la deliberazione sarà soggetta comunque al raggiungimento, da parte della maggiorami dei votanti a favore, del doppio quorum. Non è, infatti, sufficiente che la maggioranza dei votanti a favore sia rappresentativa di almeno di un terzo del valore, ma è necessario altresì che coloro che abbiano votato contro l'approvazione non siano rappresentativi di un valore maggiore rispetto agli altri, anche se numericamente inferiori. In sostanza occorre che la maggioranza sia tale non solo relativamente al numero dei votanti a favore, ma anche relativamente al valore del bene da essi rappresentato. D'altra parte, diversamente argomentando, si conferirebbe, ai fini dell'approvazione delle delibere, una rilevanza maggiore al numero dei votanti rispetto al valore che essi rappresentano, principio che non trova alcun supporto nel disposto dell'art. 1136 c.c. che appare, invece, ispirato al principio opposto. Infatti, il secondo comma della citata norma, in tema di maggioranza richiesta per le deliberazioni in prima convocazione, dimostra di privilegiare il valore dell'edificio, in quanto, mentre prevede come sufficiente il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti (in ipotesi, la metà dei due terzi dei partecipanti al condominio più uno, cioè 1/3 più uno), esige poi che detta maggioranza rappresenti comunque almeno la metà del valore. Analoga prevalenza del valore è riscontrabile nella previsione del quinto comma dell'art. 1136 c.c. in tema di innovazioni, laddove per l'approvazione delle relative delibere è richiesta la maggioranza dei partecipanti al condominio (in ipotesi la metà più uno), ma a condizione che abbiano una rappresentatività non minore dei due terzi del valore. La previsione del terzo comma, dedicata alle deliberazioni in seconda convocazione, si fa carico dell'esigenza che il condominio possa comunque prendere le necessarie deliberazioni, ponendo il doppio quorum richiesto in valore paritario, previsione che rappresenta di per sé uno strumento coerente per soddisfare le suddette esigenze, e che non potrebbe essere stravolta in via interpretativa con un ingiustificato ribaltamento del rapporto tra numero dei partecipanti e la loro rappresentatività. È evidente quindi che per l'approvazione delle delibere assembleari in seconda convocazione devono sussistere entrambi i quorum previsti dal terzo comma dell'art. 1136 c.c., ed entrambi devono risultare maggioritari, rispetto al numero e alla rappresentatività dei partecipanti contrari all'approvazione».

Cassazione Civile, Sezione II, n°6625 del 05/04/2004

Ma sei sicuro di quello che dici? Dove è scritta questa regola?

La parola magica scritta nel codice è "almeno".

 

Occorrono almeno 333,333 millesimi ma devono essere superiori ai contrari.

Se 3333,333 millesimi sono inferiori ai millesimi dei contrari ce ne voglio di più di "almeno" quel minimo necessario.

Grazie per le risposte tempestive ed esaustive. Quella sentenza della Cassazione la conoscevo ma non ero sicuro.

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