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massimo staffolani

Utilizzo della corsia garage per nuove aperture

Un complesso composto da cinque Condomini, è collegato al Piano sottostrada da un'unica corsia che permette l'accesso ai vari garage lungo tutto il percorso che li attraversa in lunghezza.

Pur configurandosi quindi come un Supercondominio, gli stessi sono sempre stati gestiti autonomamente anche con amministratori diversi e trattando di volta in volta gli argomenti comuni a tutti, con le tabelle millesimali che rigurdano le parti comuni.

Ora una Immobiliare che è proprietaria di tutti i negozi situati al Piano Terra di tutti e cinque i Condomini e di alcuni depositi/magazzini situati al Piano Primo sottostrada, vorrebbe aprire dei varchi lungo la corsia in quanto questi sono in aderenza alla parete, per la creazione di nuovi garage/cantine autonome frazionando i locali che, per le eccessive dimensioni, non sono facilmente fruibili ed utilizzabili.

Possono i condomini opporsi a tale richiesta?

Se è no come da mio parere, come dovrà agire l'Immobiliare con i diversi Condomini?

Fermo restando il rispetto delle norme urbanistiche e di quelle di prevenzione incendi, se non c'è alcuna clausola di regolamento che vieta questo comportamento, l'Immobiliare potrà agire ai sensi dell'art. 1102 c.c., ossia modificare la parte comune a proprio vantaggio, purché ciò non rechi danno alla sicurezza, alla stabilità ed al decoro dell'edificio.

Tutto ovvio come pensavo anch'io, però per la seconda parte della domanda dovrò presentare richiesta di intervento a tutti e cinque i Condomini che sottoporrà all'assemblea la richiesta dell'Immobiliare?

Per quanto riguarda i millesimi si dovranno prospettare dei riconteggi a seguito delle modifiche richieste?

Se il regolamento impone una procedura in tal senso, si. Ad ogni modo solamente un regolamento contrattuale potrebbe subordinare un intervento del singolo sulle parti comuni ad un preventivo placet assembleare.

 

Quanto alle tabelle: vanno riviste quando, ai sensi dell'art. 69 disposizioni di attuazione del codice civile "per le mutate condizioni di una parte dell'edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell'unità immobiliare anche di un solo condomino. In tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione".

Penso quindi esisto.

A parte gli scherzi, in base all'articolo sopramenzionato 1102 posso servirmi della cosa comune purchè rispetti quanto previsto dallo stesso.

Allora credo anche che sia possibile con una preventiva comunicazione all'amministratore (in questo caso agli amministratori) circa la mia intenzione di eseguire quanto mia necessità per una presa visione e per la sua successiva incombenza di rendere edotti i condomini.

Primo risparmio una infinità di tempo e di soldi per le convocazioni delle assemblee

Secondo evito che qualche condomino si senta in diritto di opporsi anche quando non lo può

Terzo è probabile che le assemblee neanche si costituiscano validamente anche in modo voluto specificatamente per ostacolare l'intervento (c'è sempre un don chisciotte che vuole combattere con i mulini)

Il tutto con una sorta di dichiarazione/segnalazione da parte del proprietario all'amministratore stesso che se ne incaricherà di accertare la correttezza della procedura nei confronti del Condominio e quindi di tutti i condomini.

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