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Barbara Frollano

Urina cani sull'asfalto dell'area condominiale

Salve, abito in un condominio costituito da tre palazzine di tre piani ed avente uno spazio condominiale asfaltato e varie zone comuni adibite a giardino e dal mio portone è necessario percorrere un centinaio di metri per raggiungere l’accesso all’esterno.

Da circa 18 mesi due cani, uno dei quali è un Epagneul Breton con Pedigree (lo specifico perché ho letto che le razze da caccia sono esonerate da alcune regole, almeno nelle aree verdi pubbliche della circoscrizione ove risiedo).

Alla luce di ciò e premesso quanto segue:

 

 I cani sono sempre stati portati al guinzaglio tranne a marzo, per un breve periodo di due settimane, durante le quali per ovviare al problema abbiamo tentato di far correre la bretoncina fino al porte esterno dove il mio compagno la aspettava per farla uscire. Esperimento non riuscito ed archiviato

 In questi diciotto mesi nessuna delle due cagnoline ha mai defecato nelle aree condominiali (forse un paio di volte all’inizio, ma le feci le abbiamo sempre raccolte ovunque ci trovassimo)

 Inizialmente spesso la bretoncina urinava ovunque nel tragitto dalla porta di cassa all’esterno del condominio. Ogni volta che accadeva era mia premure pulire con il disinfettante l’androne o le scale e gettare acqua saponata sulle zone asfaltate

 Dopo un lungo periodo di tempo con l’ausilio di bocconcini (sotto consiglio dell’addestratore) sono riuscita a non farle più fare i bisogni in nessuna zona del condominio

 Il mio compagno che porta fuori i cani la maggior parte delle volte (fra il lavoro e gli impegni di mia figlia mi impegno tutte le mattine a far scendere i cani, dato che l’intervallo notturno è quello più consistente fra un’uscita e l’altra delle cagnoline)

 

Considerato che:

 il mio compagno non intende per principio adottare il mio metodo per evitare che la bretoncina urini sull’asfalto condominiale

 

Fermo restando che:

 sono otto mesi che tale inconveniente non si verifica più nelle zone interne della palazzina

 molto saltuariamente (due sole volte negli ultimi quattro mesi) ancora tale incidente accade quando è lui a portarle fuori

 

come mi devo comportare? E cosa rischio?

Voglio dire, nelle aree esterne l’obbligo è di raccogliere gli escrementi solidi (per ovvia impossibilità a raccogliere le urine); all’interno del condominio vigono le stesse medesime regole, considerata l’accidentalità e la non volontarietà di far accadere l’episodio?

 

Resto in attesa di un vostro consiglio, grazie

Barbara

Perdonami: ma qualcuno ti ha contestato qualcosa?

Non rischi nulla, non è che puoi mettere una bacinella sotto al cane se gli scappa!!! Come tu stesso dici capita e proprio perchè capita raramente, l'odore non rimane presente e quindi il cane non la rifà all'interno del condominio (sull'asfalto).

Certo che vigono le stesse regole, che non sono altro che regole dettate da civiltà e buonsenso.

Magari tutti i padroni fossero come voi e te lo dice un felicissimo padroncino di un Breton e di un Meticcio, adottati tutti e due.

In verità nel periodo in cui la bretoncina era molto cucciola e la faceva nell'androne è stata appesa una lettera di un condomino di lamentele verso "ignoti", nonostante che io lavassi l'androne entro cinque minuti dagli eventuali accadimenti (tranne una volta che non me ne sono accorta uscendo ed ho pulito al ritorno dalla passeggiata.

A tale lettera è seguita una lettera dell'amministratore che è ancora appesa in bacheca, ma non ho mai risposto alla provocxazione in quanto sono convinta di aver sempre fatto il possibile per affrontare al meglio l'inconveniente e che non posso attrezzarmi per l?impossibile.

Quindi possso stare tranquilla? E, se posso chiedere, dovessero contestarmi a quali regolamento o norme (dato che in questi casi il buon senso e la civiltà posso essere considerati defunti) posso appellarmi in difesa del mio comportamento?

 

Ancora grazie

A parte il buon senso e la civiltà vale anche e più la legge.

 

Non puoi fare latrina di uno spazio comune! Quindi non puoi usare lo spazio comune per le deiezioni del tuo cane, anche se chiaramente non puoi impedirlo e non è tua intenzione. Giustamente un condomino potrebbe lamentarsi prima o poi.

 

Cito testualmente il Codice Civile:

"Art. 1102.

Uso della cosa comune.

 

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.

 

Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso."

  • Disapprovo 1

Ma nulla vale se manca la capacità di comprendere un testo, sia esso scritto o verbale, senza alterarne il senso. Articolo 1 del mio codice di vita.

Forse c'è stata una male interpretazione, probabilmente sono stata io ad esprimermi male... non ho mai alterato la destinazione dello spazio comune, o almeno non credo dato che l'unico uso che ne faccio nello specifico è transitare con i cani per raggiungere l'esterno del condominio.

Mi spieghi: dove ho scritto che ho deliberatamente e volontariamente usato lo spazio comune per le deiezioni del mio cane?

Forse il buon senso vorrebbe che io ed i miei cani ci teletrasportassimo??? Perchè volando potrei incorrere comunque nella spiacevole eventualità che la bretoncina urinasse.

A parte il buon senso e la civiltà vale anche e più la legge.

 

Non puoi fare latrina di uno spazio comune! Quindi non puoi usare lo spazio comune per le deiezioni del tuo cane, anche se chiaramente non puoi impedirlo e non è tua intenzione. Giustamente un condomino potrebbe lamentarsi prima o poi.

 

Cito testualmente il Codice Civile:

"Art. 1102.

Uso della cosa comune.

 

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.

 

Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso."

 

Prima di rispondere bisognerebbe leggere bene ciò che le persone scrivono e non citare articoli del codice civile tanto per far vedere che uno sa fare il copia/incolla. Il condomino può lamentarsi di cosa? Ma che dici. Facciamo così: se un bambino caga nel pannolino mentre attraversa le scale e lascia le scale con un tanfo assurdo..che facciamo? mettiamo un tappo al bimbo? Laviamo tutte le scale o derattiziamo per essere sicuri che vada via la puzza?

Ma hai letto che la cosa è successa 2 volte in 4 mesi....e certamente non fatto appositamente?

Ma fai il consulente di cosa? Secondo me dovresti prima imparare a leggere.

In tutto ciò Barbara stai tranquilla, continua a comportarti da persona rispettosa e civile, i frustrati lasciali stare, ce ne sono,statisticamente, almeno 2 in ogni condominio.....

  • Confuso 1

Piccola precisazione : non esistono regole specifiche per le razze ovvero non c'è distinzione tra cani di razza ,meticci,piccola taglia ,grande taglia etc . Le regole sono uguali per tutti i cani .

Ma nulla vale se manca la capacità di comprendere un testo, sia esso scritto o verbale, senza alterarne il senso. Articolo 1 del mio codice di vita.

Forse c'è stata una male interpretazione, probabilmente sono stata io ad esprimermi male... non ho mai alterato la destinazione dello spazio comune, o almeno non credo dato che l'unico uso che ne faccio nello specifico è transitare con i cani per raggiungere l'esterno del condominio.

Mi spieghi: dove ho scritto che ho deliberatamente e volontariamente usato lo spazio comune per le deiezioni del mio cane?

Forse il buon senso vorrebbe che io ed i miei cani ci teletrasportassimo??? Perchè volando potrei incorrere comunque nella spiacevole eventualità che la bretoncina urinasse.

Il mio era un TU generico. Male feci a non specificare.

Detto questo, rimane il fatto che qualcuno si è lamentato con l'amministratore. E perché mai si sarebbe lamentato? Le varie possibilità le hai elencate tu nel post di apertura.

...Considerato che:

 il mio compagno non intende per principio adottare il mio metodo per evitare che la bretoncina urini sull’asfalto condominiale...

...come mi devo comportare? E cosa rischio?

Voglio dire, nelle aree esterne l’obbligo è di raccogliere gli escrementi solidi (per ovvia impossibilità a raccogliere le urine); all’interno del condominio vigono le stesse medesime regole, considerata l’accidentalità e la non volontarietà di far accadere l’episodio?

 

Resto in attesa di un vostro consiglio, grazie

Barbara

Sicuramente non puoi obbligare il tuo compagno ad usare il tuo metodo di lavare con acqua saponata ma, visto che parliamo di zone di asfalto all'aperto, potresti almeno convincerlo a portare con se una bottiglietta d'acqua (come ho visto fare in Svizzera) da buttare sull'urina nel caso dovesse scappare sull'asfalto.

Prima di rispondere bisognerebbe leggere bene ciò che le persone scrivono e non citare articoli del codice civile tanto per far vedere che uno sa fare il copia/incolla. Il condomino può lamentarsi di cosa? Ma che dici. Facciamo così: se un bambino caga nel pannolino mentre attraversa le scale e lascia le scale con un tanfo assurdo..che facciamo? mettiamo un tappo al bimbo? Laviamo tutte le scale o derattiziamo per essere sicuri che vada via la puzza?

Ma hai letto che la cosa è successa 2 volte in 4 mesi....e certamente non fatto appositamente?

Ma fai il consulente di cosa? Secondo me dovresti prima imparare a leggere.

In tutto ciò Barbara stai tranquilla, continua a comportarti da persona rispettosa e civile, i frustrati lasciali stare, ce ne sono,statisticamente, almeno 2 in ogni condominio.....

 

Allora, di grazia, potresti dare tu un'interpretazione sulla lettera dell'amministratore?

Però, umilmente, ti permetto il copia-incolla qualora sia di qualche utilità.

Grazie.

Allora, di grazia, potresti dare tu un'interpretazione sulla lettera dell'amministratore?

Però, umilmente, ti permetto il copia-incolla qualora sia di qualche utilità.

Grazie.

Sinceramente neanch'io ho capito cosa tu volessi dire citando l'art. 1102.

Hai esordito dicendo che "Non puoi fare latrina di uno spazio comune!"

L'art. 1102 da te citato dice che:

"Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto."

da cui deduco che tutti possono servirsi della zona asfaltata la cui destinazione d'uso è quella di consentire ai condòmini l'accesso dalla pubblica via all'androne.

 

"purché non ne alteri la destinazione"

non mi pare che una pipi di cane ogni due mesi possa cambiare la destinazione della strada asfaltata.

Per cambiare la destinazione d'uso da strada a latrina occorre un progetto, una serie di interventi, autorizzazioni sanitarie...

"e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto."

Non mi pare che Barbara voglia vietare ad altri possessori di cani di esercitare lo stesso suo diritto di transitare ognuno con il suo cane.

Tento di rispondere in modo comprensibile.

 

Ho esordito, e già spiegato, che il mio era un "TU generico", non un'accusa personale; ho scritto successivamente "anche se chiaramente non puoi impedirlo e non è tua intenzione". Dunque non ho messo in dubbio la buona fede di Barbara, o meglio di un possibile interlocutore che si comporti come lei, cioè responsabilmente nei confronti del condominio. Ma questa responsabilità e buon senso può non bastare.

 

Veniamo al citato articolo, che qualcuno ha interpretato superficialmente come un copia-incolla.

Leonardo, ti sei fermato al primo comma, e fin qui tutto bene, sono d'accordo con ciò che scrivi e tantomeno potrei sostenere che un possibile bisogno canino possa alterare l'uso della cosa comune.

Ma vedi, c'è il secondo comma di quell'articolo, che recita:

 

"Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti,"

 

Questo punto semmai potrebbe essere interessante: chiaramente il condomino non può abusare dello spazio comune per i fatti propri. Poco importa che sia una pipì di cane nel cortile o un sacchetto dell'immondizia lasciato sul pianerottolo, per fare un altro esempio. Da quanto riporta Barbara, c'è stato un richiamo dell'amministratore, probabilmente avvisato da condomini che non hanno gradito l'"abuso" (iperbolico) dell'area comune (dai bisogni alle corse fino al portone). Barbara domandava quali rischi avrebbe corso? Bene, io mi sono limitato a fornire una traccia. Giusta o sbagliata è la mia interpretazione, e siamo qui per discuterne.

 

"se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso."

Evidentemente transitare col cane non è atto idoneo...

"Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti,"

Significa che non può avere più diritti degli altri.

Se ci posso passare io devono poter passare tutti.

Se io ci posso passare con l'auto tutti devono poter passare con l'auto.

Se ci può passare il mio cane devono poter passare anche i cani degli altri condòmini

 

"se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso."

Evidentemente transitare col cane non è atto idoneo...

L'idoneaità del cane a passare sulla strada condominiale non c'entra nulla.

L'atto idoneo è riferito al titolo di possesso.

Se voglio che nel giardino condominiale ci deve poter stare solo il mio cane e non quello degli altri devo mutare il titolo di possesso.

Il titolo di possesso può essere mutato con la donazione, l'acquisto... in parole povere la proprietà comune deve diventare proprietà privata.

Significa che non può avere più diritti degli altri.

Se ci posso passare io devono poter passare tutti.

Se io ci posso passare con l'auto tutti devono poter passare con l'auto.

Se ci può passare il mio cane devono poter passare anche i cani degli altri condòmini

 

 

L'idoneaità del cane a passare sulla strada condominiale non c'entra nulla.

L'atto idoneo è riferito al titolo di possesso.

Se voglio che nel giardino condominiale ci deve poter stare solo il mio cane e non quello degli altri devo mutare il titolo di possesso.

Il titolo di possesso può essere mutato con la donazione, l'acquisto... in parole povere la proprietà comune deve diventare proprietà privata.

I tuoi commenti non fanno una piega. Sono nuovamente d’accordo con ciò che scrivi. In parte.

 

E’ palese che il singolo condomino non possa avere più diritti degli altri se non ne acquisti in qualche modo la titolarità. Puoi cogliere la mia ironia nei puntini sospensivi nel mio commento alla seconda parte del comma 2.

 

Ma vedi, quando il legislatore ha usato il verbo “estendere”, ha probabilmente indicato questo: un diritto il condomino ce l’ha come tutti gli altri, ma non può andare oltre, “se non” etc. Per rimanere in tema puoi tradurlo così:

puoi transitare sull’asfalto - ovviamente - con il cane, ma se lasci che faccia i suoi bisogni nel tragitto, vai oltre il diritto di uso e la sua destinazione (il transito) a discapito degli altri condomini, che si presume - nel caso specifico dimostrato tramite amministratore - dissenzienti.

 

Quindi le cose sono due:

- o Barbara non rischia nulla, il suo amministratore ha sbagliato ad inviare la comunicazione, gli altri proprietari devono accettare che il suo cane urini strada facendo sul suolo privato e anzi potrebbero fare altrettanto con i loro cani;

- o Barbara rischia qualcosa, il primo passo un avviso il secondo magari una citazione dal condominio. Ipotesi forse remota, ma sempre possibile.

 

Perché questa è la sua domanda e chi è intervenuto non è stato in grado di rispondere, se non con i buoni consigli.

Quindi le cose sono due:

- o Barbara non rischia nulla, il suo amministratore ha sbagliato ad inviare la comunicazione, gli altri proprietari devono accettare che il suo cane urini strada facendo sul suolo privato e anzi potrebbero fare altrettanto con i loro cani;

- o Barbara rischia qualcosa, il primo passo un avviso il secondo magari una citazione dal condominio. Ipotesi forse remota, ma sempre possibile.

Partiamo da quanto scrive Barbara:

"nel periodo in cui la bretoncina era molto cucciola e la faceva nell'androne è stata appesa una lettera di un condomino di lamentele verso "ignoti", nonostante che io lavassi l'androne entro cinque minuti dagli eventuali accadimenti (tranne una volta che non me ne sono accorta uscendo ed ho pulito al ritorno dalla passeggiata.

A tale lettera è seguita una lettera dell'amministratore che è ancora appesa in bacheca"

L'avviso è posto nell'androne ed il fatto che è rimasto lì anche quando l'androne non è stato più sporcato significa che è un avviso generico che vale per tutti e per sempre.

E' un avviso atto a ricordare una regola, del tipo "si prega chiudere il portone".

Al momento non c'è nessuna lettera dell'amministratore indirizzata ad alcuno.

Cosa può succedere se viene "accertato" con prove che il cane fa la pipi per strada?

Potrà ricevere una lettera in cui la si invita a fare più attenzione e pulire buttando un po' d'acqua.

Poichè non è un reato penale, nel caso estremo potrà essere chiamata a risarcire il danno provvedendo a pulire o pagare un'impresa di pulizia, sempre che non venga dimostrato il caso fortuito e cioè che che il cane ha fatto la pipi per puro caso prima di arrivare alla pubblica via.

Ma davvero pensi che un condominio possa portare in Tribunale il proprietario del cane per una pipi fatta "una tantum" su una parte comune aperta?

Riuscirà a dimostrare il "danno ingiusto" subìto?

Art. 2051 c.c.

Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

Art. 2043 c.c.

Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno

Barbara qualcosa rischia, ne convieni, da quanto scrivi, almeno dal punto di vista economico: lei come il condominio.

 

Dimostrare il caso fortuito, avendo dichiarato che il compagno *** per principio *** non vuole adottare il metodo per evitare che urini, equivale a non dimostrare nulla, o meglio, la sua (di lui) negligenza e la noncuranza delle regole condominiali.

 

Il caso fortuito è qui ingiustificato in virtù della prevedibilità che il cane faccia i propri bisogni non appena gli sia possibile.

...Dimostrare il caso fortuito, avendo dichiarato che il compagno *** per principio *** non vuole adottare il metodo per evitare che urini...

Dai, leggi meglio.

Davvero credi ci sia un metodo per evitare che il cane urini?

Barabara adottava un metodo per non arrecare danni e non per evitare che il cane urinasse.

Il metodo era (testualmente):

"Ogni volta che accadeva era mia premura pulire con il disinfettante l’androne o le scale e gettare acqua saponata sulle zone asfaltate"

Ti pare che il condomino possa riuscire a convincere il Giudice che esiste un sistema per non far urinare il cane ma che il sistema non viene usato di proposito dal compagno?

Secondo me non sarebbe credibile neanche se dovesse confessarlo l'imputato. 🙂

Prima di rispondere bisognerebbe leggere bene ciò che le persone scrivono e non citare articoli del codice civile tanto per far vedere che uno sa fare il copia/incolla. Il condomino può lamentarsi di cosa? Ma che dici. Facciamo così: se un bambino caga nel pannolino mentre attraversa le scale e lascia le scale con un tanfo assurdo..che facciamo? mettiamo un tappo al bimbo? Laviamo tutte le scale o derattiziamo per essere sicuri che vada via la puzza?

Ma hai letto che la cosa è successa 2 volte in 4 mesi....e certamente non fatto appositamente?

Ma fai il consulente di cosa? Secondo me dovresti prima imparare a leggere.

In tutto ciò Barbara stai tranquilla, continua a comportarti da persona rispettosa e civile, i frustrati lasciali stare, ce ne sono,statisticamente, almeno 2 in ogni condominio.....

Veramente interessante accostare la popò fatta da un bambino al comportamento del cane e dei padroni! Siamo ormai all'equiparazione degli animali agli umani. Infatti i cani si chiamano "Gino, Rachele, Arianna, Genny, Chiara" ecc. (veri nomi di cani dei miei amici). Mentre ai bambini si dà il nome di "Fuffi, Cucchi, Didi, Pippi, Dodi, ecc.

  • Disapprovo 1
Dai, leggi meglio.

Eh no, basta con 'sto leggi meglio. Qui hai preso un granchio tu :-P Guarda qua cosa scrive Barbara:

 

- Inizialmente spesso la bretoncina urinava ovunque nel tragitto dalla porta di cassa all’esterno del condominio. Ogni volta che accadeva era mia premure pulire con il disinfettante l’androne o le scale e gettare acqua saponata sulle zone asfaltate

Dopo un lungo periodo di tempo con l’ausilio di bocconcini (sotto consiglio dell’addestratore) sono riuscita a non farle più fare i bisogni in nessuna zona del condominio

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Considerato che:

- il mio compagno non intende per principio adottare il mio metodo per evitare che la bretoncina urini sull’asfalto condominiale

Dunque, porta pazienza, ma il metodo non è la pulizia bensì il bocconcino.

 

 

Davvero credi ci sia un metodo per evitare che il cane urini?

ahahah.

No non credo proprio. Potrebbe urinare nella mutanda canina però, va di gran moda.

 

Ti pare che il condomino possa riuscire a convincere il Giudice che esiste un sistema per non far urinare il cane ma che il sistema non viene usato di proposito dal compagno?

E chi può dirlo! Magari ti trovi un giudice (di pace) che è stato morso dal più feroce dei cani dei nani da giardino in tenera età ed è rimasto turbato. E finirebbe patta!

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