Vai al contenuto
ge.fanta

UNI 10200 - Ripartizione spese calore

Buongiorno a tutti, in merito alla tanto discussa norma UNI 10200, volevo sapere come occorre comportarsi con condomini di nuova costruzione.

La quota fissa, da dividere per millesimi, secondo la norma UNI indicherebbe la percentuale di dispersione, che il fabbricato genera; siccome i nuovi impianti dovrebbero già essere costruiti secondo gli ultimi dettami normativi, ritengo che questa quota pratica mente non dovrebbe esistere, andando a suddividere le spese totalmente per consumi.

 

Chiedo però il Vostro prezioso parere in merito

 

grazie

Secondo il mio parere per arrivare a far pagare le spese di riscaldamento solamente per il consumo effettivo, la dispersione dovrebbe essere pari a zero, cosa che ritengo impossibile.

Secondo il mio parere per arrivare a far pagare le spese di riscaldamento solamente per il consumo effettivo, la dispersione dovrebbe essere pari a zero, cosa che ritengo impossibile.

Esattamente. La rete perderà sempre una parte di energia termica nel tragitto tra il generatore (la caldaia) e i terminali dell'impianto (i radiatori).

Però in questo caso, essendo il fabbricato di recente costruzione (maggio/giugno 2014) la quota fissa dovrebbe essere al dii sotto del 30%

Buongiorno,

Il valore della quota fissa deve essere fissato dalla diagnosi energetica eseguita dal progettista sistema di termo-ripartizione.

L'assemblea sovrana potrà decidere se applicarla in toto e valutarne in diversi modo l'incidenza.

 

In un processo di trasformazione energia (combustione), di regolazione e veicolazione calore vi saranno sempre delle dispersioni, impossibile che non avvengano.

 

Pertanto la quota fissa esisterà sempre, in proporzioni forse minori per le nuove case.....ma sarà sempre presente.

L'assemblea sovrana potrà decidere se applicarla in toto e valutarne in diversi modo l'incidenza.

 

L'assenblea ha facoltà di decidere se applicarla o richiederne un'altra se ritiene non corretta quella eseguita Che significa valutarne l'incidenza. Ma quale sovrana !!!! DEVE ATTENERSI ALLA LEGGE, se non vuole che la propria delibera sia nulla. In ogni discussione si torna al punto di partenza, vogliamo una volta per tutte dire che l'assemblea non può , su questi aspetti, decidere un bel nulla?

Nel "variegato" panorama edilizio italiano, una legge del genere desta qualche curiosità. Se pensiamo a lande che pullulano di immobili non accatastati oppure costruiti praticamente sulla spiaggia, calare qualche leggina di stampo nordeuropeo non può bastare a riportare l'ordine. Una legge non può armonizzare l'intero patrimonio edilizio.

 

L'assemblea può decidere di rimandare di un anno l'adozione delle nuove tabelle. E sulla scorta di particolari situazioni che impediscono interventi migliorativi sulle dispersioni, può decidere di ripartire come da tabella approvata, ma di stabilire un'indennità compensativa in una altro punto del bilancio.

 

Sarà pure un escamotage di italico stampo, ma ogni condominio è storia a sè e l'importante è che non sia illegale.

Credo che il condominio con termovalvole e contabilizzatori installati, se debitamente informato, possa decidere la quota fissa, senza un dispendio così elevato di risorse, per poter eseguire calcoli arzigogolati

L'assenblea ha facoltà di decidere se applicarla o richiederne un'altra se ritiene non corretta quella eseguita Che significa valutarne l'incidenza. Ma quale sovrana !!!! DEVE ATTENERSI ALLA LEGGE, se non vuole che la propria delibera sia nulla. In ogni discussione si torna al punto di partenza, vogliamo una volta per tutte dire che l'assemblea non può , su questi aspetti, decidere un bel nulla?

L'idea che mi sono fatto è che l'assemblea puo' (ovviamente) decidere di fare come meglio crede .. l'amministratore puo' prendere le distanze, in caso di delibera che viola la legge vigente, verbalizzando che lui, il suo dovere di informare l'assemblea, lo ha fatto. Poi è chiaro che se un condomino dovesse (auto)denunciare il suo stesso condominio per mancata applicazione del DLegs 102/2014 avrebbe facilmente riconoscimento legale ma ... siamo realisti ... stiamo parlando di risparmiare tanti soldi (fregandosene del DL 102), specialmente in un piccolo condominio volete che non si mettano d'accordo per fare le cose come hanno sempre fatto ??

Comunque la quota fissa non esiste più. Si parla di consumi involontari che variano di anno in anno in funzione dei consumi totali. Non è arzigololato il calcolo es. Il progettista calcola (analiticamente, se condominio nuovo dove ci sono gli schemi dell'impianto, o tramite tabelle allegata a norma UNI nei condomini vecchi) la quantità di energia dispersa dalla rete di distribuzione dell'impianto e la espone in kilowatt/ora (kw/h); supponiamo sia 25 kw/h. Questi 25 kw/h rimangono invariati nel tempo e variano solo se vengono fatte delle migliorie nella coibentazioni dell'edificio come ad esempio il cappotto.

Il contacalorie in centrale indicherà il consumo totale di energia in uscita dalla caldaia (come fa? una sonda misura la temperatura dell'acqua in mandata, una sonda misura la temperatura dell'acqua di ritorno e si ottiene un delta che viene moltiplicato per i metri cubi di acqua che hanno circolato nell'impianto per tutta la stagione misurati da apposito contatote). Tutto questo avviene dietro le quinte perché noi leggiamo sul contacalorie solo un numero in kw/h ad esempio 100.

 

Anno x:

misurato in centrale 100; dispersione date dal progettista 25

 

100 x 25 : 100 = 25% - Questa è la quota del costo in euro della somma di gas e energia elettrica da dividere per millesimi. Il rimanente 75 % sarà diviso per i consumi individuali ricavati dai contabilizzatori

 

anno x+1 supponiamo che il consumo totale letto in caldaia sia 80 kw/h

80 x 25 : 100 = 31,25% Questa è la quota del costo in euro della somma di gas e energia elettrica da dividere per millesimi.

 

Come vedete al variare del consumo totale varia la % del consumo involontario da ripartire per millesimi.

Questo è voluto per incentivare, non solo i condomini a consumare meno, ma tutto il condominio a dotarsi di idonea coibentazione.

 

L'art. 16 della norma uni 10200:2013 stabilisce sanzioni da 500 a 3000 euro per chi non si adegua con contabilizzatori e contacalorie e per chi non adotta questa ripartizione.

 

Io credo che in assemblea con 1000/1000 si possa derogare. Su questo forum ci sono pareri opposti.

Giusto per puntualizzare ...

il calore, l'energia termica, si misura (anche) in kWh (chilowatt x ora), non kW/h ..

poi, nell'esempio che hai fatto, non è corretto il passaggio "Questi 25 kw/h (kWh) rimangono invariati nel tempo ...": invece si calcola (se presenti contacalorie, centrali e periferici, che lo permettono) ogni anno la dispersione rispetto all'energia prodotta totale (che sarà ovviamente diversa anno per anno) oppure la si stima come percentuale rispetto al totale prodotto (forse è questo che intendevi, che si suppone costante nel tempo la percentuale di energia dispersa).

Giusto per puntualizzare ...

il calore, l'energia termica, si misura (anche) in kWh (chilowatt x ora), non kW/h ..

poi, nell'esempio che hai fatto, non è corretto il passaggio "Questi 25 kw/h (kWh) rimangono invariati nel tempo ...": invece si calcola (se presenti contacalorie, centrali e periferici, che lo permettono) ogni anno la dispersione rispetto all'energia prodotta totale (che sarà ovviamente diversa anno per anno) oppure la si stima come percentuale rispetto al totale prodotto (forse è questo che intendevi, che si suppone costante nel tempo la percentuale di energia dispersa).

Si kwh. Per ragioni economiche di solito i contacalorie esterni sono con contatori con numeri adimensionali che non danno direttamente il consumo in kwh anche se sarebbere più chiara la loro lettura e forse eviterebbero anche qualche bega.

Gli strumenti di misura di cui parli (che esprimono il valore in numeri adimensionali) sono, presumo, i ripartitori di calore, che vengono montati sui radiatori nei casi di condomini a distribuzione verticale, dove non è possibile installare un unico contacalorie per appartamento e viene fatta una stima 'indiretta' del calore ceduto dal corpo scaldante ... ma il motivo non é economico, ma fisico: questi scatolotti calcolano un integrale di temperatura, non una quantità di calore.

Nel nostro Paese si creano solo problemi ai condomini. Polemiche in assemblea ecc.........

Prescindendo dal tecnico (kwh o Kw/H), ma da un punto di vista algebrico, nel tuo esempio c'è più dispersione quando l'impianto è spento?

 

Anno x:

misurato in centrale 100; dispersione date dal progettista 25

Vuoi dire che il progettista ha stimato una dispersione del 25% per ogni ora di accensione impianto?

100 x 25 : 100 = 25% - Questa è la quota del costo in euro della somma di gas e energia elettrica da dividere per millesimi. Il rimanente 75 % sarà diviso per i consumi individuali ricavati dai contabilizzatori

Vuoi dire che l'impianto ha funzionato 100 ore per cui la dispersione del 25% è pari a 25?

anno x+1 supponiamo che il consumo totale letto in caldaia sia 80 kw/h

80 x 25 : 100 = 31,25% Questa è la quota del costo in euro della somma di gas e energia elettrica da dividere per millesimi.

Vuoi dire che l'impianto è stato acceso 80 ore e bisogna calcolare il 25% su 80 ore?

Se è così, salvo io non abbia capito da dove viene fuori quel numero, il tuo calcolo

80 x 25 : 100 = 31,25

non mi torna perchè

80 x 25 : 100 = 20,00

Quel numero, invece verrebbe fuori dalla seguente formula:

100 x 25 : 80 = 31,25

Come vedete al variare del consumo totale varia la % del consumo involontario da ripartire per millesimi.

e secondo i miei calcoli mi tornerebbe anche che i consumi involontari sono direttamente proporzionali ai consumi volontari e non inversamente proporzionali.

Prescindendo dal tecnico (kwh o Kw/H), ma da un punto di vista algebrico, nel tuo esempio c'è più dispersione quando l'impianto è spento?

Vuoi dire che il progettista ha stimato una dispersione del 25% per ogni ora di accensione impianto?

 

Vuoi dire che l'impianto ha funzionato 100 ore per cui la dispersione del 25% è pari a 25?

 

Vuoi dire che l'impianto è stato acceso 80 ore e bisogna calcolare il 25% su 80 ore?

Se è così, salvo io non abbia capito da dove viene fuori quel numero, il tuo calcolo

80 x 25 : 100 = 31,25

non mi torna perchè

80 x 25 : 100 = 20,00

Quel numero, invece verrebbe fuori dalla seguente formula:

100 x 25 : 80 = 31,25

e secondo i miei calcoli mi tornerebbe anche che i consumi involontari sono direttamente proporzionali ai consumi volontari e non inversamente proporzionali.

1-) il progettista ti da il consumo involontario per tutta la stagione termica in kwh nel mio esempio 25. 100 è la quantità di energia totale prodotta dal generatore comprensivo anche dei consumi involontari.

2-) sempre calcoli sull'intera stagione termica ma l'impianto non ha funzionato 100 ore: ha generato energia per 100 kwh

3-) ops... ho invertito i fattori. Hai ragione

4-) aumentano i consumi totali e diminuiscono gli involontari oppure diminuiscono i consumi totali e aumentano gli involontari.

1-) il progettista ti da il consumo involontario per tutta la stagione termica in kwh nel mio esempio 25....

L'energia dispersa (consumo involontario) o la calcoli per differenza tra quanto esce (dalla centrale) e quanto entra (negli appartamenti) quando lo puoi fare xché hai dei contacalorie OPPURE la devi stimare come PERCENTUALE (non certo in valore assoluto) sul totale prodotto in centrale.

Occhio "a prescindere dal tecnico", non è per essere pignoli, ma si leggono certi sfondoni nel forum di discussione .....

Occhio "a prescindere dal tecnico", .....

Forse sono stato poco felice ad esprimermi e chiedo scusa se qualche tecnico si è giustamente risentito.

Intendevo dire che a prescindere dall'ARGOMENTO (soggetto sott'inteso) TECNICO di cui sono completamente ignorante, non mi tornava l'espressione algebrica (calcolatrice alla mano non mi tornavano i conti):

80 x 25 : 100 = 31,25

Remejo ha chiarito che si è trattato di una svista e lungi da me l'idea di entrare nel tecnico (argomento)

Comunque la quota fissa non esiste più. Si parla di consumi involontari che variano di anno in anno in funzione dei consumi totali. Non è arzigololato il calcolo es. Il progettista calcola (analiticamente, se condominio nuovo dove ci sono gli schemi dell'impianto, o tramite tabelle allegata a norma UNI nei condomini vecchi) la quantità di energia dispersa dalla rete di distribuzione dell'impianto e la espone in kilowatt/ora (kw/h); supponiamo sia 25 kw/h. Questi 25 kw/h rimangono invariati nel tempo e variano solo se vengono fatte delle migliorie nella coibentazioni dell'edificio come ad esempio il cappotto.

Il contacalorie in centrale indicherà il consumo totale di energia in uscita dalla caldaia (come fa? una sonda misura la temperatura dell'acqua in mandata, una sonda misura la temperatura dell'acqua di ritorno e si ottiene un delta che viene moltiplicato per i metri cubi di acqua che hanno circolato nell'impianto per tutta la stagione misurati da apposito contatote). Tutto questo avviene dietro le quinte perché noi leggiamo sul contacalorie solo un numero in kw/h ad esempio 100.

 

Anno x:

misurato in centrale 100; dispersione date dal progettista 25

 

100 x 25 : 100 = 25% - Questa è la quota del costo in euro della somma di gas e energia elettrica da dividere per millesimi. Il rimanente 75 % sarà diviso per i consumi individuali ricavati dai contabilizzatori

 

anno x+1 supponiamo che il consumo totale letto in caldaia sia 80 kw/h

80 x 25 : 100 = 31,25% Questa è la quota del costo in euro della somma di gas e energia elettrica da dividere per millesimi.

 

Come vedete al variare del consumo totale varia la % del consumo involontario da ripartire per millesimi.

Questo è voluto per incentivare, non solo i condomini a consumare meno, ma tutto il condominio a dotarsi di idonea coibentazione.

 

L'art. 16 della norma uni 10200:2013 stabilisce sanzioni da 500 a 3000 euro per chi non si adegua con contabilizzatori e contacalorie e per chi non adotta questa ripartizione.

 

Io credo che in assemblea con 1000/1000 si possa derogare. Su questo forum ci sono pareri opposti.

Si ma queste sanzioni per il mancato utilizzo di queste ripartizioni, chi dovrebbe comminare?

L'energia dispersa (consumo involontario) o la calcoli per differenza tra quanto esce (dalla centrale) e quanto entra (negli appartamenti) quando lo puoi fare xché hai dei contacalorie OPPURE la devi stimare come PERCENTUALE (non certo in valore assoluto) sul totale prodotto in centrale.

Occhio "a prescindere dal tecnico", non è per essere pignoli, ma si leggono certi sfondoni nel forum di discussione .....

L'ing. progettista mi ha confermato che mi da il valore in kwh non in percentuale dei consumi volontari. La percentuale esce poi dai conteggi che ho tentato di spiegare nel mio post precedente.

L'ing. progettista mi ha confermato che mi da il valore in kwh non in percentuale dei consumi volontari. La percentuale esce poi dai conteggi che ho tentato di spiegare nel mio post precedente.

Quindi se i consumi si riducono come tu affermi del 30% per riduzione dei consumi volontari, quel valore calcolato dal tecnico che prima rappresentava il 25% del totale adesso sale al 33% e più si risparmia restando al freddo più le l'efficienza del sistema cala.

Complimenti ........

Quindi se i consumi si riducono come tu affermi del 30% per riduzione dei consumi volontari, quel valore calcolato dal tecnico che prima rappresentava il 25% del totale adesso sale al 33% e più si risparmia restando al freddo più le l'efficienza del sistema cala.

Complimenti ........

Non si rimane al freddo, ma si evitano quelle situazioni dove, per avere una temperarura ottimale, c'era chi apriva le finestre invece di chiudere i caloriferi. L'efficienza del sistema rimane invariata e non dipende certo dai consumi. Al diminuire dei consumi volontari aumenta la spesa % ripartita per millesimi così da cercare di costringere il condominio a fare opere di coibentazione che queste sì aumenterebbero l'efficienza del sistema ed è proprio questo l'obiettivo del legislatore. Complimenti........: non so cosa tu intendi.

Non si rimane al freddo, ma si evitano quelle situazioni dove, per avere una temperarura ottimale, c'era chi apriva le finestre invece di chiudere i caloriferi. L'efficienza del sistema rimane invariata e non dipende certo dai consumi. Al diminuire dei consumi volontari aumenta la spesa % ripartita per millesimi così da cercare di costringere il condominio a fare opere di coibentazione che queste sì aumenterebbero l'efficienza del sistema ed è proprio questo l'obiettivo del legislatore. Complimenti........: non so cosa tu intendi.

La puoi mettere come vuoi resta il fatto che in percentuale sui consumi totali a carico ridotto si hanno valori imbarazzanti il che corrisponde in termini tecnici a dire il rendimento medio stagionale di quell'impianto cala a valori inferiori o uguali al 50% Valori che non sarebbero ammessi per impianti nuovi

I complimenti vanno a tutti quegli amministratori , il cui dovere è tutelare gli interessi dei condomini, informandoli sullo stato degli impianti e delle possibilità di trasformazione (soprattutto piccoli condomini), e che invece continuano a negare l'evidenza . I motivi di ciò ?

Si ma queste sanzioni per il mancato utilizzo di queste ripartizioni, chi dovrebbe comminare?

La Polizia Amministrativa dell' Ente Competente o altro Ente a chi viene delegata la competenza .

 

P.s in questo caso Regione o Provincia Autonoma , in altri casi MISE , in altri AEEG .

×