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Sinfonia n.999

Una questione di buon senso

Buongiorno a tutti.

 

Ho una casa di proprietà con annesso terrazzino, al settimo piano.

 

Su quest'ultimo vi sono delle piante piuttosto esigenti dal punto di vista dell'acqua, che in Estate richiedono un frequente apporto idrico.

 

Essendovi stata dalle mie parti un'ondata di caldo torrido ed inaspettato, con punte di quasi 40° C effettivi e oltre 50° C percepiti (il famoso anticiclone "Lucifero", di cui hanno parlato per settimane tutti i telegiornali), ho dovuto violare il Regolamento di Condominio, annaffiando i vegetali al di fuori dell'orario consentito con liquido extra, affinché questi - già con segni evidenti di sofferenza ed essiccamento - non decedessero completamente.

Ho reputato opportuno fare questa scelta perché per allestire questo terrazzo ci sono voluti due anni, ed una ingente spesa economica, per non parlare di tutto il tempo speso per la sua cura e manutenzione.

Mi è stato in seguito contestato dai condomini dei piani inferiori, in particolar modo dal proprietario di un grosso terrazzo su cui affaccia il mio, il gocciolio dell'acqua verso il basso.

 

Mi sono immediatamente scusato, sia di persona che tramite il portiere dello stabile, e per farmi perdonare ho anche provveduto a far dono, a chi era stato "colpito" dal gocciolio d'acqua, di una bottiglia di vino.

 

Purtroppo gli episodi si sono ripetuti (il caldo record è durato poco meno di un mese) circa sei volte: nonostante tutte le attenzioni del caso, l'acqua può gocciolare dai vasi o versarsi in piccole quantità sul pavimento e poi discendere verso il bordo del terrazzino.

Faccio presente che le persone, mentre succedeva tutto questo, venivano ricoverate in ospedale per i colpi di calore: per davi un'idea,le pozzanghere si asciugavano in meno di dieci minuti.

 

Giunti al mese di Settembre, mi arriva una raccomandata dell'Amministratore, dove mi si invita a fare più attenzione nell'annaffiare le piante (come del resto, avevo sempre fatto nei precedenti due anni, senza che nessuno si lamentasse...).

 

La cosa mi ha fatto risentire particolarmente, per i motivi che seguono (tutti documentati):

 

- Il proprietario di questo terrazzo, proprio per via dell'afa straordinaria, lo bagnava regolarmente - anche più volte al giorno - con dei tubi da irrigazione, con cui innaffiava l'intera superficie. Mi chiedo quindi che differenza potesse fare il gocciolio dal mio terrazzo sul suo: pioveva letteralmente sul bagnato.

 

- Questo signore, così attento al gocciolio di semplice acqua di rubinetto sulla sua proprietà, fa sistematicamente defecare il cane sul suo terrazzo, in quantità copiosa.

Chiedo ai più smaliziati se questa pratica sia consentita, considerando che a due-tre metri di distanza dalle feci si affacciano i condomini del piano superiore.

 

- Sebbene quest'ultima osservazione rientri in un ambito che esula da quello del Condominio, faccio infine presente - per meglio presentare il personaggio e la sua sensibilità alle regole - che questo signore occupa in maniera sistematica con il suo motoveicolo lo stretto marciapiede pubblico sotto il palazzo, rendendo impossibile il passaggio ai carrozzini (o ai portatori di handicap su sedia a rotelle) e costringendo i pedoni a passare uno alla volta in sensi alterni. Ovviamente, a pochi metri, sono presenti in gran numero gli stalli gratuiti per le moto, che lui non reputa opportuno utilizzare.

 

Personalmente sono un individuo particolarmente attento alle regole (di qualsiasi tipo), e provo piacere nel rispettarle. Non ho mai ricevuto un richiamo in dieci anni, ed essere segnalato per una questione del genere mi ha dato veramente molto fastidio.

 

Mi chiedo se posso far presente quanto appena scritto al mio Amministratore o se sia uno sforzo inutile, dovendo incassare in silenzio quello che per me è stato un fulmine a ciel sereno.

Buongiorno a tutti.

 

Ho una casa di proprietà con annesso terrazzino, al settimo piano.

 

Su quest'ultimo vi sono delle piante piuttosto esigenti dal punto di vista dell'acqua, che in Estate richiedono un frequente apporto idrico.

 

Essendovi stata dalle mie parti un'ondata di caldo torrido ed inaspettato, con punte di quasi 40° C effettivi e oltre 50° C percepiti (il famoso anticiclone "Lucifero", di cui hanno parlato per settimane tutti i telegiornali), ho dovuto violare il Regolamento di Condominio, annaffiando i vegetali al di fuori dell'orario consentito con liquido extra, affinché questi - già con segni evidenti di sofferenza ed essiccamento - non decedessero completamente.

Ho reputato opportuno fare questa scelta perché per allestire questo terrazzo ci sono voluti due anni, ed una ingente spesa economica, per non parlare di tutto il tempo speso per la sua cura e manutenzione.

Mi è stato in seguito contestato dai condomini dei piani inferiori, in particolar modo dal proprietario di un grosso terrazzo su cui affaccia il mio, il gocciolio dell'acqua verso il basso.

 

Mi sono immediatamente scusato, sia di persona che tramite il portiere dello stabile, e per farmi perdonare ho anche provveduto a far dono, a chi era stato "colpito" dal gocciolio d'acqua, di una bottiglia di vino.

 

Purtroppo gli episodi si sono ripetuti (il caldo record è durato poco meno di un mese) circa sei volte: nonostante tutte le attenzioni del caso, l'acqua può gocciolare dai vasi o versarsi in piccole quantità sul pavimento e poi discendere verso il bordo del terrazzino.

Faccio presente che le persone, mentre succedeva tutto questo, venivano ricoverate in ospedale per i colpi di calore: per davi un'idea,le pozzanghere si asciugavano in meno di dieci minuti.

 

Giunti al mese di Settembre, mi arriva una raccomandata dell'Amministratore, dove mi si invita a fare più attenzione nell'annaffiare le piante (come del resto, avevo sempre fatto nei precedenti due anni, senza che nessuno si lamentasse...).

 

La cosa mi ha fatto risentire particolarmente, per i motivi che seguono (tutti documentati):

 

- Il proprietario di questo terrazzo, proprio per via dell'afa straordinaria, lo bagnava regolarmente - anche più volte al giorno - con dei tubi da irrigazione, con cui innaffiava l'intera superficie. Mi chiedo quindi che differenza potesse fare il gocciolio dal mio terrazzo sul suo: pioveva letteralmente sul bagnato.

 

- Questo signore, così attento al gocciolio di semplice acqua di rubinetto sulla sua proprietà, fa sistematicamente defecare il cane sul suo terrazzo, in quantità copiosa.

Chiedo ai più smaliziati se questa pratica sia consentita, considerando che a due-tre metri di distanza dalle feci si affacciano i condomini del piano superiore.

 

- Sebbene quest'ultima osservazione rientri in un ambito che esula da quello del Condominio, faccio infine presente - per meglio presentare il personaggio e la sua sensibilità alle regole - che questo signore occupa in maniera sistematica con il suo motoveicolo lo stretto marciapiede pubblico sotto il palazzo, rendendo impossibile il passaggio ai carrozzini (o ai portatori di handicap su sedia a rotelle) e costringendo i pedoni a passare uno alla volta in sensi alterni. Ovviamente, a pochi metri, sono presenti in gran numero gli stalli gratuiti per le moto, che lui non reputa opportuno utilizzare.

 

Personalmente sono un individuo particolarmente attento alle regole (di qualsiasi tipo), e provo piacere nel rispettarle. Non ho mai ricevuto un richiamo in dieci anni, ed essere segnalato per una questione del genere mi ha dato veramente molto fastidio.

 

Mi chiedo se posso far presente quanto appena scritto al mio Amministratore o se sia uno sforzo inutile, dovendo incassare in silenzio quello che per me è stato un fulmine a ciel sereno.

Che condomino ardito, fare cotali dispetti a quello che gli vive SOPRA la testa! A quello che se gli gira male gli versa un po' di varichina sul suo bel verde! A quello che potrebbe regalare un paio di zoccoli e il DVD del 20 minutes shred a sua moglie, per fare un po' di aerobica e tip tap combinati!

Meno male noi italiani siamo furbi, altrimenti per andare in Francia si faceva il giro dall'Africa.

Comprendo perfettamente il tuo stato d'animo, ma sono convinto del fatto che una tua reazione possa servire soltanto ad innescare una escalation di recriminazioni e accuse reciproche con il tuo vicino che non porterebbero a nulla se non ad irrigidire rapporti di convivenza che sono forzosi, dal momento che si vive in condominio. Il parcheggio della moto su "suolo pubblico" non è certamente una questione che possa risolvere l'amministratore, quanto i Vigili Urbani e per il resto mi pare di capire che entrambi, per la sopravvivenza delle piante, avete abusato di acqua pur essendo vietato. Ti consiglio di provvedere in qualche modo affinchè l'acqua non sbordi dal tuo terrazzo e cerca, per quanto possibile, di ingoiare il rospo, sebbene bruci. Litigare serve solo a trasformare l'ambiente casalingo (che dovrebbe rimanere il più sereno possibile) in un luogo di scontro invivibile.

Comprensibile lo stato d'animo, ma lascerei perdere.

La lettera è dovuto a fronte delle lagnanze di un condomino forse un po' troppo "rompi", del resto si sa.. si vede la pagliuzza nell'occhio altrui ma non la trave nel proprio.

Alla prima riuione utile, farei presente in assemblea quanto dici sulle violazioni del condomino che è parso così ligio e pronto quando si è trattato di te.

Così, le tue lagnanze sono verbalizzate. Magari anche altri si uniscono a te.

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