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over60

Titolo di studio Amministratore

Ho iniziato questa discussione sperando in un'unica risposta anche se di parte, ma come sl solito ognuno tira acqua al suo mulino. Chi dice che il diploma o la laurea è importante e chi dice che l'esperienza vale molto di più e anche chi dice che uno non diplomato non bazzica negli uffici giusti e non ha le basi. Per mia esperienza diretta posso aggiungere che sono un Maresciallo dell'Aeronautica in pensione, il mio mestiere era Navigatore-radarista e guerra elettronica, quindi nulla di ciò che possa essere considerato come esperienza di amministrazione condominiale, però ho mandato a casa un Ingegnere amministratore con studio proprio su argomenti amministrativi che ora il nostro legale sta valutando attentamente. Ho visto laureati che usano anche per le semplici operazioni la calcolatrice sul telefonino, mentre io ancora riesco a farle mentalmente come tantissimi altri della mia generazione e semplici operai e artigiani che ti fanno i calcoli in quattro e quattrotto senza calcolatrice. Cosa voglio dire? Che abbiamo tutti ragione ! Allora che si permettesse a tutti di diventare amministratori senza paletti ma con responsabilità chiare e non fare come ora che si favoriscono coloro che fanno i corsi e gli studi professionali.

Un'altra cosa la voglio aggiungere a dimaraz, considerare colui che amministra il proprio condominio come "un buon padre di famiglia" come se amministrasse la propria famiglia è sbagliato perchè la propria famiglia la amministri con il tuo stipendio o salario, il condominio lo amministri con i soldi degli altri, per questo è la stessa cosa come amministrare un condominio esterno.

Egregio Maresciallo Over60...il termine "buon padre di famiglia" non è stato da me coniato ma lo ritrovi spesso in ambito legislativo/giudiziario.

E un buon padre di famiglia è considerato tale per la sua onestà...e in quanto tale usa la stessa onestà e la stessa diligenza quando svolge una mansione a favore dei condomini.

Nulla importa di chi siano i soldi..che in ogni caso solo l' assemblea dei condomini può decidere come spendere.

La sostanziale differenza è che il condomino/amministratore fà pure i propri interessi quando "rappresenta" il proprio stabile perchè comproprietario (al pari di un padre di famiglia)...mentre quando si è amministratore per terzi non vi è alcun effetto/differenza per le tasche del professionista che anzi in molti casi prende degli extra (legalmente previsti) in % sulle opere straordinarie...sicchè più costano più percepisce.

 

Concordo che non bastano i corsi o i diplomi a qualificare, basterebbe la certezza e rapidità delle pene che certi comportamentinon esisterebbero più...ma una certa "cultura" è quantomeno necessaria.

Ragionando così anche un a scimmia potrebbe essere un astronauta.

E' ovvio che le scuola, i corsi, l'Università non bastano, e sicuramente è importante il modo in cui si è affrontata la scuola e sopratutto il livello della scuola stessa.

Detto questo le scuole, i corsi, l'Università sono le basi per poter meglio apprendere certe tipologie di professioni, sicuramente ci sono le eccezioni, ma mediamente una persona che è a digiuno di studio avrà difficoltà enormi se volesse fare un certo tipo di lavoro, direi quasi insormontabili.

 

Anche l'esempio del problemino aritmetico ha poco senso, non è importante con quale mezzo arrivi al risultato corretto, è importante sapere come affrontare tale calcolo.

 

Mio Nonno era pastore, ed eseguiva calcoli aritmetici a due cifre ad una velocità che si potrei definire in "tempo reale", se gli facevi affrontare un ragionamento più articolato andava in panico.

Ho iniziato questa discussione sperando in un'unica risposta anche se di parte, ma come sl solito ognuno tira acqua al suo mulino...

E' vero. Poi si è andati un po' off topic ma la mia risposta secca alla tua domanda secca

cosa succede se si scoprisse che non si possiede un diploma ma si ha l'attestato del corso?

te l'avevo data (ti è sfuggita?) citando l'art. 1129 c.c. che ti obbliga a comunicare (e non eludere) i requisiti professionali (tra cui il diploma se non rientri nell'esenzione) all'atto di accettazione della nomina e citando l'art. 485 c.p. circa il danno punibile con la reclusione.

Infatti se in virtù del tuo preventivo più basso, ma senza tutti i requisiti richiesti, l'assemblea avesse preferito te al professionista con tutte le carte in regola, avresti procurato a te un vantaggio ed all'altro candidato un danno per cui anche quest'ultimo, a mio avviso, potrebbe avere titolo a richiederti un risarcimento (art. 2043 c.c. e 185 c.p.).

 

Indipendentemente dal fatto che la legge sia discutibile, che un pastore possa saper fare i conti meglio di un commercialista... la legge esiste ed è a quella che ci si deve attenere.

La legge è un po' come un ordine dato a tutti i cittadini e per te che sei un ex militare dovrebbe essere più facile capire che gli ordini si eseguono e non si discutono.

E' vero. Poi si è andati un po' off topic ma la mia risposta secca alla tua domanda secca

 

te l'avevo data (ti è sfuggita?) citando l'art. 1129 c.c. che ti obbliga a comunicare (e non eludere) i requisiti professionali (tra cui il diploma se non rientri nell'esenzione) all'atto di accettazione della nomina e citando l'art. 485 c.p. circa il danno punibile con la reclusione.

Infatti se in virtù del tuo preventivo più basso, ma senza tutti i requisiti richiesti, l'assemblea avesse preferito te al professionista con tutte le carte in regola, avresti procurato a te un vantaggio ed all'altro candidato un danno per cui anche quest'ultimo, a mio avviso, potrebbe avere titolo a richiederti un risarcimento (art. 2043 c.c. e 185 c.p.).

 

Indipendentemente dal fatto che la legge sia discutibile, che un pastore possa saper fare i conti meglio di un commercialista... la legge esiste ed è a quella che ci si deve attenere.

La legge è un po' come un ordine dato a tutti i cittadini e per te che sei un ex militare dovrebbe essere più facile capire che gli ordini si eseguono e non si discutono.

OK, più andiamo avanti e più ci ingarbugliamo sulle ragioni di uno o dell'altro.

Su una cosa però non posso darti ragione nel modo più assoluto, gli ordini non si discutono, ma il dovere di un militare è anche non obbedire agli ordini sbagliati........ e dovrei entrare in altri argomenti più specifici che probabilmente non capireste come io non capisco tutta la legislatura condominiale.

Buona serata a tutti.

OK, più andiamo avanti e più ci ingarbugliamo sulle ragioni di uno o dell'altro.

Su una cosa però non posso darti ragione nel modo più assoluto, gli ordini non si discutono, ma il dovere di un militare è anche non obbedire agli ordini sbagliati........ e dovrei entrare in altri argomenti più specifici che probabilmente non capireste come io non capisco tutta la legislatura condominiale.

Buona serata a tutti.

Mi pare che il militare che "ritiene" sbagliato un ordine e non lo esegue se ne assume la responsabilità.

 

Allo stesso modo se una legge la "ritieni" sbagliata non ottemperi ma te ne assumi la responsabilità. Puoi farlo anche pubblicamente, in tal caso si chiama "disobbedienza civile"

 

Da Wilkipedia

"La disobbedienza civile è una forma di lotta politica, attuata da un singolo individuo o più spesso da un gruppo di persone, che comporta la consapevole violazione di una precisa norma di legge, considerata particolarmente ingiusta, violazione che però si svolge pubblicamente, in modo da rendere evidenti a tutti e immediatamente operative le sanzioni previste dalla legge stessa.

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