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Termovalvole, contabilizzatori e certificazione d'impianto

Salve a tutti,

 

Il messaggio è lungo, ma spero dettagliato.

 

Nel mio condominio è appena sorto un problema con il manutentore dell'impianto di riscaldamento che ha anche provveduto all'installazione di termovalvole e contabilizzatori.

 

Premetto che il mio condominio è sito in Lombardia e la messa a norma per contabilizzatori e termovalvole fu fatta nel 2012 in quanto la normativa regionale vigente prevedeva l'obbligo per il nostro impianto entro il 15 ottobre di quell'anno.

 

Molti condomini lamentano il malfunzionamento delle termovalvole. In pratica impostano la temperatura sulla termovalvola (ipoteticamente a 20° C circa), ma la temperatura d'ambiente verificata da tecnico terzo è di circa 16° e i termosifoni negli stessi ambienti o risultano freddi o solo parzialmente caldi nella parte superiore, con rilascio di calore non sufficiente al raggiungimento della temperatura impostata.

 

Il tecnico del manutentore/installatore, intervenuto a impianto fermo e in primavera più volte per verifiche, ha sempre impostato manualmente la caldaia al massimo in centrale termica per poi dichiarare che non vi erano problemi perché i termosifoni si riscaldavano completamente.

 

Adesso, un gruppo di condomini stanchi di aspettare e intenzionati a procedere per vie legali in caso di ulteriore inerzia, mi ha contattato in qualità di consigliere per richiedere all'amministratore la dichiarazione di conformità dell'impianto alla regola dell'arte come prevista dal decreto ministeriale 37/2008 e il manutentore/installatore ci ha fatto pervenire una dichiarazione identica a quella standard riportata qui:

 

http://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=008G006000100010110001&dgu=2008-03-12&art.dataPubblicazioneGazzetta=2008-03-12&art.codiceRedazionale=008G0060&art.num=1&art.tiposerie=SG

 

in cui dichiarava:

 

a) di aver seguito la norma tecnica applicabile all'impiego: DM 37/2008 (cosa c'entra quel decreto con la norma tecnica per l'intervento sulle termovalvole installate in ottemperanza a una normativa regionale lombarda che faceva riferimento a UNI specifica?!)

 

b) installato componenti e materiali adatti al luogo di installazione (art 5 e 6 DM 37/2008)

 

senza però allegare nessuno degli allegati obbligatori previsti dalla dichiarazione: niente progetto, niente relazione con tipologie dei materiali utilizzati, niente schema dell'impianto realizzato, niente copia di certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali, niente di niente.

 

La cosa ha lasciato perplesso me, ma ha fatto imbestialire i proprietari che lamentano le basse temperature.

 

E' redatta correttamente una dichiarazione di conformità così descritta, per modifiche a un impianto di riscaldamento che contestualmente all'installazione di termovalvole e contabilizzatori abbiano visto anche la sostituzione di una pompa di calore?

 

Se la risposta è no, in quali responsabilità potrebbero incorrere i condòmini nel caso l'amministratore e il terzo responsabile dell'impianto (sempre il manutentore/installatore di cui sopra) non avessero modo di mostrare altra documentazione che attesti la corretta realizzazione dell'impianto?

 

Grazie in anticipo per qualsiasi suggerimento.

 

P.S. Se qualcuno esperto di ascensori avesse voglia di dare un'occhiata a questo thread https://www.condominioweb.com/forum/quesito/cercasi-consiglio-urgente-su-normativa-ascensori-con-risvolti-anche-tecnici-74196/ mi farebbe un favore, perché dopo l'ulteriore intervento del manutentore l'impianto continua ad andare a singhiozzo e per la persistente inerzia di amministratore e maggioranza condòmini non si riesce a sostituire l'azienda...

... verificata da tecnico terzo è di circa 16° e i termosifoni negli stessi ambienti o risultano freddi o solo parzialmente caldi nella parte superiore, con rilascio di calore non sufficiente al raggiungimento della temperatura impostata...

Se è come dici, le termovalvole funzionano ottimamente. Quando un calorifero è caldo sopra e freddo sotto significa che la temperatura impostata è stata raggiunta e la termovalvola ha chiuso l'afflusso di acqua che comincia a raffreddarsi facendo salire verso l'alto quella calda e la fredda verso il basso.

Questa situazione si verifica di solito nel pomeriggio dopo alcune ore di funzionamento.

Devi regolare le termovalvole su un valore più alto. Prova a metterle max e vedi se il riscaldamento raggiunge i 20/22 gradi. Il numero non significa nulla 1-5 sono solo indicativi. Verifica di non avere i caloriferi coperti da tende o che non siano incassati in nicchie dove non c'è circolazione di aria. Ultima prova, svita le termovalvole, non succede nulla, ritornerai nella situazione preesistente alle termovalvole,. Precedentemente avevi il giusto calore?

Se è come dici, le termovalvole funzionano ottimamente. Quando un calorifero è caldo sopra e freddo sotto significa che la temperatura impostata è stata raggiunta e la termovalvola ha chiuso l'afflusso di acqua che comincia a raffreddarsi facendo salire verso l'alto quella calda e la fredda verso il basso.

Questa situazione si verifica di solito nel pomeriggio dopo alcune ore di funzionamento.

Devi regolare le termovalvole su un valore più alto. Prova a metterle max e vedi se il riscaldamento raggiunge i 20/22 gradi. Il numero non significa nulla 1-5 sono solo indicativi. Verifica di non avere i caloriferi coperti da tende o che non siano incassati in nicchie dove non c'è circolazione di aria. Ultima prova, svita le termovalvole, non succede nulla, ritornerai nella situazione preesistente alle termovalvole,. Precedentemente avevi il giusto calore?

Grazie per la risposta.

 

I condòmini interessati non hanno mai segnalato problemi prima dell'installazione delle termovalvole nel 2012.

 

So come funzionano le termovalvole, però la temperatura che ho visto personalmente in alcuni appartamenti non è compatibile con quanto impostato su di esse. Anche impostandole al massimo (teorici 28°), non si riesce a riscaldare l'ambiente a sufficienza per arrivare almeno a 18° in inverno.

 

In parecchi casi, nonostante fossero posizionate sui 28 gradi teorici, i termosifoni non erano caldi nemmeno in alto, però la caldaia messa manualmente al massimo tre settimane fa ha consentito il riscaldamento completo del termosifoni perché ovviamente non si raggiungevano in ambiente i 28 gradi o comunque la vera temperatura massima prevista dalle termovalvole.

 

La caldaia centralizzata ha un termostato regolato per dare massimo calore in inverno e calore moderato in autunno e primavera.

 

Inoltre, per evitare che le tende o altro disturbassero il rilevamento della temperatura fatto dalle termovalvole, sono state montate apposite sonde "a filo" dove necessario, così da avere il sensore (si chiama così?) in luogo ben aperto.

 

Il termotecnico assunto da alcuni condomini per la verifica delle temperature in ambiente, credo in orario preserale, a gennaio aveva dato due possibilità per il problema:

 

1) blocco delle termovalvole, per una qualsiasi ragione, su una temperatura inferiore a quella impostata (ma i blocchi sarebbero alcune decine in più appartamenti, mi pare piuttosto improbabile, se le termovalvole sono di qualità sufficiente. E poi, perché in primavera i termosifoni si scaldano completamente?);

 

2) possibile "sbilanciamento" dell'impianto, in quanto i problemi maggiori sono ai piani superiori (5°, 6° e 7°)

 

Lo stesso termotecnico aveva chiesto di poter visionare la nuova pompa di calore per verificare che fosse adeguata all'impianto da servire, ma l'amministratore ha rifiutato l'accesso al locale caldaie, chiamando invece il manutentore/installatore che si è presentato con tre mesi di ritardo per le verifiche appena effettuate. Il manutentore/installatore ha dichiarato per iscritto nella bolla d'intervento che per lui l'impianto funziona, ma si è rifiutato di scrivere che i test sono stati effettuati con la caldaia al massimo in primavera.

 

Si è anche rifiutato di smontare le termovalvole degli appartamenti più colpiti, per verificare se si fossero bloccate su temperature inferiori a quelle impostate, dicendo ai condòmini di non intervenire privatamente, pena la risoluzione del contratto di manutenzione con relativa penale.

 

Insomma, per lui l'impianto funziona a dovere, però per due inverni ci sono state lamentele continue, in appartamenti ben attrezzati per combattere la normale dispersione del calore (doppi vetri, cassonetti tapparelle sigillati, altre coibentazioni varie).

 

La dichiarazione di conformità era stata chiesta per avere un'idea precisa di quali materiali, apparecchiature e lavori fossero stati effettivamente fatti e utilizzati, per poterli confrontare con i risultati di una perizia che i condomini vogliono fare. Purtroppo il manutentore/installatore non ha allegato neppure un documento tecnico, nemmeno una misera relazione, e ne sappiamo quanto prima, cioè nulla.

Piccola domanda aggiuntiva da neofita del settore: è mai possibile che esistano termovalvole in commercio che abbiano una temperatura massima intorno ai 20°, così da risultare chiuse in pieno inverno a quella temperatura, lasciando l'appartamento in balia della dispersione termica (2-3 gradi) prima che le termovalvole si riaprano?

 

In pratica, delle termovalvole con impostazione molto bassa e riapertura lenta?

 

Spero che non esistano anche in questo settore delle cineserie...

Un altra prova prima di smontare le sarascinesche con il dubbio di essere sporche, perchè non togliere il bulbo termostabilizzatore e provare senza, quanto rendono i caloriferi.

Un altra prova prima di smontare le sarascinesche con il dubbio di essere sporche, perchè non togliere il bulbo termostabilizzatore e provare senza, quanto rendono i caloriferi.

Si intende proprio la testa della temovalvola o altro?

 

Abbiate pazienza, ma sono abbastanza a digiuno della terminologia.

Si, di solito in plastica con dei numeri, comunque sarà solo una prova per constatare se funziona o no.

Buon dì, il problema può sorgere anche per altri motivi, non sono un termotecnico ed il mio è un ragionamento. L'impianto è di nuova costruzione e sono già installate le valvole di bilanciamento ?, il nuovo impianto è stato eseguito da un termotecnico o da un idraulico, sono solo state sostituite le valvole dei caloriferi e messo solo i contabilizzatori? secondo me se l'impianto è stato eseguito solo con il cambio delle valvole non tenendo conto del cambiamento circolatorio dell'acqua che con la modifica della pompa, che ora dovrebbe essere a giri varibili, può essere diverso, con la conseguenza di non avere il ricircolo come prima.

Buon dì, il problema può sorgere anche per altri motivi, non sono un termotecnico ed il mio è un ragionamento. L'impianto è di nuova costruzione e sono già installate le valvole di bilanciamento ?, il nuovo impianto è stato eseguito da un termotecnico o da un idraulico, sono solo state sostituite le valvole dei caloriferi e messo solo i contabilizzatori? secondo me se l'impianto è stato eseguito solo con il cambio delle valvole non tenendo conto del cambiamento circolatorio dell'acqua che con la modifica della pompa, che ora dovrebbe essere a giri varibili, può essere diverso, con la conseguenza di non avere il ricircolo come prima.

Credo che l'ultima parte della risposta sia ricompresa nello "sbilanciamento" dell'impianto indicato dal termotecnico indipendente che è stato chiamato. Il dubbio era venuto anche ad altri condomini.

 

Purtroppo non gli è stato concesso l'accesso nel locale caldaia, nemmeno in presenza del manutentore. In merito alla qualifica di quest'ultimo, dovrebbe essere sia idraulico sia termotecnico, almeno così dice l'intestazione della ditta, ma non ha fornito nessuna documentazione sulla qualifica di chi ha svolto il lavoro, come previsto dalla certificazione richiesta.

 

Scrivo così perché ho scoperto giusto ieri che il lavoro di sostituzione pompa e annessi in locale caldaia potrebbe essere stato effettuato da un'altra ditta in subappalto, senza che nessuno tra noi condomini ne sapesse nulla.

 

A quel punto avrebbe anche un senso la mancanza della documentazione sulla qualifica di chi ha svolto il lavoro, perché prima di tutto non sarebbe l'appaltatore a cui abbiamo affidato il compito e in secondo luogo potrebbe non avere davvero la qualifica professionale adeguata per mettere le mani su un impianto così grande e anzianotto.

 

Si può fare qualche controllo tecnico anche ora che la caldaia è spenta?

Se ho riletto tutto bene e se non avete fatto un progetto ecc. ma solo la modifica cioè la sostituzione delle valvole termostabilizzate semplici senza preregolazione e pompa, mi sa che quello che non avete fatto prima , forse per risparmiare lo dovrete spendere adesso con un termotecnico .Non avendo progetto da presentare se non sbaglio al Curit entro il 31/12/2016 potreste anche essere passabili di multa da 500E a 2500E

Se ho riletto tutto bene e se non avete fatto un progetto ecc. ma solo la modifica cioè la sostituzione delle valvole termostabilizzate semplici senza preregolazione e pompa, mi sa che quello che non avete fatto prima , forse per risparmiare lo dovrete spendere adesso con un termotecnico .Non avendo progetto da presentare se non sbaglio al Curit entro il 31/12/2016 potreste anche essere passabili di multa da 500E a 2500E

Be', risparmiato prima non direi, visto che tutte le modifiche, tra parte private e comuni, sono costate circa 30.000 euro.

 

Nessuno ha mai voluto risparmiare sull'intervento, ci aspettavamo che fosse fatto a regola d'arte.

 

A proposito del progetto obbligatorio ho trovato pareri contrastanti, tra i termotecnici che ho sentito.

 

Alcuni mi hanno detto che in base alla normativa regionale lombarda del 2012 non era obbligatorio il progetto, ma solo una relazione tecnica che spiegasse l'intervento e le diversità tra le proprietà private (esposizione, dispersione del calore, ecc.) per poi determinare le quote da suddividere in base ai millesimi e il consumo.

 

Altri mi hanno detto invece che il progetto era comunque obbligatorio per l'intervento di installazione della pompa differenziale nel locale caldaia.

 

Ora in base alla normativa nazionale dello scorso anno è per forza obbligatorio il progetto?

 

Posso avere qualche riferimento normativo?

 

Ci mancherebbe solo di dover rifare tutto da capo un'altra volta...

Non so se anche voi che avete modificato l' impianto abbiate l'obbligo di un progetto , ho avuto dei dubbi e ho chiesto informazioni nel sito, ti posto la mia richiesta, mi auguro ti possa servire. https://www.condominioweb.com/forum/quesito/multa-impianto-riscaldamento-74687/ con la mia risposta non avevo nessuna intenzione di offendere, sulle altre risposte non so aiutarti,mi sto domandando perchè non ce l'accesso alla caldaia, mi auguro di no. natalino

Non so se anche voi che avete modificato l' impianto abbiate l'obbligo di un progetto , ho avuto dei dubbi e ho chiesto informazioni nel sito, ti posto la mia richiesta, mi auguro ti possa servire. https://www.condominioweb.com/forum/quesito/multa-impianto-riscaldamento-74687/ con la mia risposta non avevo nessuna intenzione di offendere, sulle altre risposte non so aiutarti,mi sto domandando perchè non ce l'accesso alla caldaia, mi auguro di no. natalino

Nessuna offesa, ci mancherebbe. :-)

 

Grazie per le risposte e la segnalazione dell'altra discussione.

Per l'archivio del forum, grazie al cortese contributo di altri utenti del forum in questo thread:

 

https://www.condominioweb.com/forum/quesito/multa-impianto-riscaldamento-74687/

 

ho potuto determinare che il progetto per l'installazione di termovalvole e contabilizzatori è obbligatorio (dal combinato disposto dell'art 26 e 28 della legge 10/1991, resi obbligatori in tutta Italia dal decreto legislativo 102/2014).

 

Deve quindi essere obbligatoriamente allegato alla dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore.

 

Come se non bastasse questo, qui:

 

http://www.klimit.it/attachments/notes/A502-1427.pdf

 

viene citata la sentenza di Cassazione n° 8336, 9 aprile 2014 che in sostanza afferma: "In conformità alla legge 10/91, per l'adozione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione, è obbligatorio il progetto. Tuttavia non occorre che questo sia già esistente al momento che la delibera viene assunta. La legge, infatti, distingue la fase liberativa da quella attuativa, attribuendo alla prima la mera valutazione e alla seconda gli aspetti progettuali ai fini della rispondenza del nuovo impianto alle prescrizioni di legge. Pertanto il progetto può essere redatto anche dopo la delibera, purché prima dell'intervento".

 

In mancanza de progetto, si è non a norma dal momento dell'esecuzione dei lavori e sanzionabili da 1 gennaio 2017.

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