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Marco83

Tabelle millesimali o parti uguali come da tavolare

In uno stabile di numero 5 unità tutti i consuntivi sono sempre stati redatti in parti uguali come disposto da estratti tavolari dove le parti comuni, viene scritto, che sono appunto uguali.

Ora lo stabile ha deliberato il rifacimento di un tetto.

Un condomino mi scrive per conto del suo legale che lui vuole che la spesa venga ripartita ai sensi del'art. 1123 C.C. ovvero con tabelle millesimali redatte.

Singolare la richiesta visto che per anni si è sempre andati avanti così.

In ogni caso è legittima richiesta?

Si deve per forza incaricare tecnico che effettui le tabelle o l'incarico va deliberato in assemblea?

E se gli altri 5 non hanno stessa opinione si va avanti così?

Le spese di noma vanno ripartite secondo l'art. 1123 cc salvo convenzioni diverse (RdC contrattuale) oppure accordi all'unanimità, un sistema per aggirare l'incarico ad un tecnico per la redazione delle tabelle millesimali è quello di approvarle provvisoriamente e con futuro conguaglio, p.es. sulla base del valore catastale, oppure sui metri quadrati ecc ecc;

 

E’ valida ed efficace la deliberazione dell’assemblea di condominio, che in mancanza della tabella millesimale, adotti temporaneamente e provvisoriamente un criterio di ripartizione delle spese diverso da quello legale, al fine di provvedere, con le somme anticipate a titolo di acconto dai compartecipanti e da conguagliare successivamente all’approvazione della tabella dei coefficienti millesimali, alla gestione e alla manutenzione annuale dei servizi e delle cose comuni. (Sentenza 24 Luglio 1973 n° 2164)

E' affetta da nullità la delibera dell'assemblea condominiale con la quale, senza il consenso di tutti i condòmini, si modifichino i criteri legali (art. 1123 cod. civ.) o di regolamento contrattuale di riparto delle spese necessarie per la prestazione di servizi nell'interesse comune.

Ciò, perché eventuali deroghe venendo a incidere sui diritti individuali del singolo condomino attraverso un mutamento del valore della parte di edificio di sua esclusiva proprietà, possono conseguire soltanto da una convenzione cui egli aderisca. --- Corte di Cassazione, n. 17101/2006

Salve, la ripartizione delle spese riguardanti le parti condominiali vanno ripartite, come principio generale, in base alla tabella millesimali di proprietà. Se tale tabella non esiste e il totale dei condomini decide di ripartile in parti uguali si può procedere anche in tal senso. Esiste un regolamento di condominio? cosa dice in proposito? Se non c'è regolamento di cond e se manca l'unanimità allora si dovrà procedere con la redazione della tab millesimale di proprietà e ripartire la spesa in base a questa. In assemblea porterete vari preventivi di tecnici per la redazione della tabella e deciderete chi incaricare.

...Un condomino mi scrive per conto del suo legale che lui vuole che la spesa venga ripartita ai sensi del'art. 1123 C.C. ovvero con tabelle millesimali redatte.

Singolare la richiesta visto che per anni si è sempre andati avanti così.

In ogni caso è legittima richiesta?

Si deve per forza incaricare tecnico che effettui le tabelle o l'incarico va deliberato in assemblea?

E se gli altri 5 non hanno stessa opinione si va avanti così?

L'art. 1123 impone che la spesa sia ripartita

"in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione"

ma non specifica che debbano essere redatte delle tabelle ed ancor meno che debbano essere redatte da un tecnico.

Solo in presenza di regolamento di condominio (obbligatorio per gli edifici con più di 10 condòmini), come da art. 68 c.c.

"il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare è espresso in millesimi in apposita tabella allegata al regolamento di condominio"

Volete tagliare la testa al toro?

Avendo la rendita catastale, fatevi calcolare il valore catastale di ciascun appartamento e riproporzionate i valori catastali a 1.000.

Convocate assemblea e deliberate l'approvazione di quelle tabelle.

Quale miglior soluzione di prendere il valore catastale come valore dell'immobile?

A questo punto se la maggioranza approva, spetterà a chi vota contro impugnare la delibera.

Poichè ogni tecnico usa dei parametri diversi, anche si proponessero 10 calcoli di tabelle, risulterebbero 10 calcoli diversi.

Pensi che il Giudice boccerebbe le tabelle catastali per eventuali pochi millesimi di sbalzo tra un appartamento e l'altro?

P.S. Se vooi, puoi calcolarti da solo il valore catastale partendo dalla rendita catastale non rivalutata.

Ti colleggi a questo sito:

http://www.amministrazionicomunali.it/imutasi/calcolo_imu_tasi.php

selezioni TASI; metti codice catastale comune, metti un'aliquota tasi a piacere, inserisci la rendita catastale non rivalutata e poi clicchi "aggiungi immobile".

Più in giù clicca "download report" e nel report scaricato troverai anche il valore catastale.

 

Se non conosci la rendita catastale puoi visionarla collegandoti a questo sito

http://sister.agenziaentrate.gov.it/CitizenVisure/index.jsp

inserendo inizialmente il tuo codice fiscale e poi il numero foglio e particella indicati nel tuo rogito.

Ho visto gli atti e piano di casa redatto a suo tempo dove si dice che, considerato che le p.m. sono 6, la p.m. 1-2-3-4-5-6 hanno in PARTI UGUALI il tetto, cortile.

 

Penso che sia inequivocabile pertanto redarre qualsiasi tipo di tabella visto che nessuno potrebbe opporsi a ciò convenuto dal...Tavolare e dagli atti notarili!

Sempre che non abbia tempo e voglia di buttar via denaro..

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