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renato mulazzi

Suddivisione spese tinteggiatura parziale facciata a seguito incendio doloso.

Premessa: Si tratta di un condominio di 200 unità suddiviso in quattro scale con una tabella millesimale generale ed una tabella millesimale di scala. Ad eccezione del pagamento dell'amministratore e dell'assicurazione, tutte le spese vengono suddivise per scala, acqua ed elettricità comprese. La facciata è stata rifatta da qualche anno e suddivisa per millesimi di proprietà generale.

 

Nella sala contatori di una scala scoppia un incendio, i pompieri lo definiscono di origine dolosa, che distrugge la sala contatori, l'ingresso, il locale autoclave della scala ed annerisce parte dell'androne e della facciata.

 

L'amministratore indice una assemblea straordinaria della sola scala interessata e, a parte quello che sarà il rimborso dell'assicurazione, emette pagamenti per tutti i danni, ad esclusione della facciata e androne, alla scala dove ha avuto origine l'incendio, mentre addebita il ripristino dell'androne e della facciata all'intero condominio, dice lui, in base all'articolo 1117c.c.

 

Io sostengo che la tinteggiatura dell'androne e della facciata vada attribuito alla sola scala che ha originato l'incendio, come tutte le altre spese. Voi che cosa ne pensate?

Ringrazio chi vorrà intervenire.

Situazione un po' complicata.

Io, seguendo il dettato dell'art. 1117 del C.C., addebiterei LE SOLE SPESE PER LA FACCIATA, all'intero condominio. Mentre il resto delle spese le addebiterei, per quota parte millesimale, alla scala in cui s'è originato l'incendio doloso.

Si, la situazione è particolare in quanto siete di fronte ad una azione dolosa che seppur sia partita da una zona condominiale facente parte di una sola scala, ha interessato parti comuni a tutti i condòmini.

Proprio perché conseguenza di una azione dolosa, i condòmini della scala da cui è scaturito l'incendio, non sono rsponsabili per cui probabilmente ognuno si farà carico delle proprie quote ed il relativo risarcimento sarà ripartito con lo stesso criterio.

Cosa diversa se il danno fosse stato dovuto a ragioni diverse imputabili ai soli condòmini della scala interessata, questi si sarebbero fatti carico di tutte le spese.

Grazie per il suo intervento.

Ho dimenticato di precisare che il locale contatori in argomento è un locale senza finestre, con una porta in lamiera sempre chiusa a chiave e che le chiavi le possiedono solo i condomini e la ditta delle pulizie.

Nel caso si applica l' art. 2051 per danno causato da cose in custodia: il custode per liberarsi dalla responsabilità del danno deve provare il caso fortuito. La domanda allora, in questo caso è: il dolo nel caso d'incendio costituisce "caso fortuito"?

I pareri in giurisprudenza non sono concordi vedi qui

--link_rimosso--).pdf

 

A pagina 4 si scrive:

Recentemente la giurisprudenza ha osservato che l’accertamento della natura dolosa dell’incendio non e `, di per se ´, sufficiente a fornire la prova liberatoria a favore del custode, qualora il relativo procedimento penale sia stato archiviato per essere rimasti ignoti i responsabili(27); in altre pronunce, invece, il custode e ` stato assolto, anche in mancanza di identificazione del responsabile, ritenendosi sufficiente la prova dell’attività ` del terzo(28), sı ` da permettere l’imputazione a questi dell’evento.

Quindi nel caso corrente l' amministratore può imputare la spesa a tutte le scale o solo alla scala da cui ha avuto origine l'incendio ed entrambi le parti in base ad una ripartizione o l'altra possono non approvare la ripartizione in quanto solo un giudice potrebbe valutando gli eventi decidere a chi sono da imputare le spese valutando se nel caso corrente esiste il caso fortuito oppure no

Il pensiero predominante è che sia stato un condomino della scala da cui è partito l'incendio a provocarlo per discussioni tra condomini, ma la prova non esiste al momento.

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