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annaessia

Studio di avvocato penalista in condominio provoca disagi ai condomini.

Salve, ho un quesito da porre. Un condominio di 6 utenze; al piano terra ci sono 2 appartamenti, di cui uno studio di avvocato penalista. L'avvocato ha chiesto l'autorizzazione al condominio di aprire un cancello pedonale sul muro di recinzione condominiale che apre nella sua proprietà per permettere il passaggio dei suoi assistiti direttamente nella sua proprietà, evitando così di farli passare dal portone condominiale. Ottenuto il permesso, ha aperto il varco nel muro condominiale verso la sua proprietà, ma i suoi assistiti continuano a utilizzare il portone principale per accedere al suo studio. La condomina del piano terra ha fatto presente all'amministratore il disagio enorme che ha ogni volta che esce ed entra a casa, il fatto che questi signori sporcano l'ingresso del portone, vi sostano per molte ore in attesa di essere ricevuti dall'avvocato; ma l'amministratore si è dimostrato poco attento, in quanto sembra sia direttamente amico dell'avvocato e non vuole creare problemi. Cosa si può fare in questi casi per costringere il condomino a rispettare quanto deliberato in assemblea? Grazie.

Mandate una racc. scritta con tanto di firme dei condomini, che sollecitano l'amministratore al rispetto della delibera assembleare.

Grazie. Ma se l'amministratore non intende fare niente, può essere una giusta causa per richiedere la revoca dell'amministratore, sempre con delibera assembleare dei 500/1000? Oppure ci si può rivolgere al giudice? Grazie ancora.

L'assemblea oltre che permettere l'apertura del cancello all'avvocato penalista evitando così di far passare i propri assistiti, ha deliberato anche il divieto di transito per queste persone attraverso il portone principale?

Ricordo che per vietare il transito a qualcuno nelle parti comini, anche se esiste un'altra strada, è necessaria l'unanimità (1000/1000).

Comunque, l'avvocato farebbe bene a non aprire il portone ad ogni squillo del campanello durante le ore della sua attività e magari apporre una targa accanto alla pulsantiera indicando l'entrata riservata al suo ufficio, questo già potrebbe risolvere il problema.

Grazie. Ma se l'amministratore non intende fare niente, può essere una giusta causa per richiedere la revoca dell'amministratore, sempre con delibera assembleare dei 500/1000? Oppure ci si può rivolgere al giudice? Grazie ancora.

Ti qualifichi come amministratore quindi dovresti sapere che per la revoca assembleare con 500 millesimi non c'è bisogno di giusta causa perchè l'amministratore può essere revocato in qualsiasi momento.

Se intendete far valere la "giusta causa" per non corrispondere il compenso fino a fine mandato occorre sempre una sentenza del Giudice anche se l'amministratore fosse revocato all'unanimità.

 

Indipendentemente dalla revoca o meno ormai secondo me non cambia più nulla: "il dado è tratto e il brodo è fatto".

L'assemblea ha autorizzato l'apertura di un varco (discutibile anche se ci fosse bisogno di autorizzazione) ed il varco è stato aperto.

In cambio avreste dovuto costringere l'avvocato con una clausola contrattuale a chiudere l'accesso al suo immobile dal portone e vietarne una futura apertura.

Ora è troppo tardi e l'avvocato può usare indifferentemente i due accessi.

Se credete che l'amministratore abbia influenzato l'assemblea favorendo l'amministratore potrete non rinnovargli il mandato ma resterà pur sempre e solo una ritorsione che non muterà la situazione attuale.

Sono amministratore da poco tempo, quindi devo ancora imparare tanto, perché nella vita gli esami non finiscono mai... Io ho consigliato alla mia amica di procedere con una lettera all'amministratore per intimarlo a far rispettare la delibera... ma non mi sono spinta oltre perchè temevo di sbagliare. Non c'è nemmeno la volontà di mandarlo via per non pagare quanto gli è dovuto... ma si vuole solo far rispettare le regole di convivenza civile! Grazie.

Sono amministratore da poco tempo, quindi devo ancora imparare tanto, perché nella vita gli esami non finiscono mai... Io ho consigliato alla mia amica di procedere con una lettera all'amministratore per intimarlo a far rispettare la delibera... ma non mi sono spinta oltre perchè temevo di sbagliare. Non c'è nemmeno la volontà di mandarlo via per non pagare quanto gli è dovuto... ma si vuole solo far rispettare le regole di convivenza civile! Grazie.

Io lascerei perdere le intimidazioni ma far trapelare azioni in mancanza di risultati soddisfacenti:

purtroppo se l'avvocato ha fatto intendere che il varco sarebbe servito ANCHE ad arrecare minor disturbo al condominio potete solo "consigliare" l'amministratore di intercedere presso il suo "amico" avvocato affinchè rispetti la parola data, facendogli intendere che dall'esito del risultato potrebbe dipendere la riconferma della sua "poltrona".

Infatti Leonardo conferma quanto avevo già scritto al messaggio nr. 4;

 

- per vietare il transito a qualcuno nelle parti comini, anche se esiste un'altra strada, è necessaria l'unanimità (1000/1000).

Comunque, l'avvocato farebbe bene a non aprire il portone ad ogni squillo del campanello durante le ore della sua attività e magari apporre una targa accanto alla pulsantiera indicando l'entrata riservata al suo ufficio, questo già potrebbe risolvere il problema. 🤣

Infatti Leonardo conferma quanto avevo già scritto al messaggio nr. 4;

 

- per vietare il transito a qualcuno nelle parti comini, anche se esiste un'altra strada, è necessaria l'unanimità (1000/1000).

Comunque, l'avvocato farebbe bene a non aprire il portone ad ogni squillo del campanello durante le ore della sua attività e magari apporre una targa accanto alla pulsantiera indicando l'entrata riservata al suo ufficio, questo già potrebbe risolvere il problema. 🤣

non occorre l'unanimità, occorre il consenso di quello a cui vuoi vietarlo pur avendone diritto

diritto che gli viene dalla proprietà

Se quello non vuol utilizzare il portone è una sua scelta, ma dovrà avvisare tutti i suoi clienti di utilizzare l'entrata secondaria e non il portone.
Se quello non vuol utilizzare il portone è una sua scelta, ma dovrà avvisare tutti i suoi clienti di utilizzare l'entrata secondaria e non il portone.

 

E sulla base di quale norma di Legge?

 

Forse che i tuoi ospiti li fai entrare arrampicandosi dal terrazzo?

 

Nessun obbligo e vale quando spiegato da Prociotta e Olli.

 

L' avvocato ha chiesto il permesso (nemmeno dovuto) di fare un passaggio su una muro che pur essendo condominiale cingeva una sua proprietà.

 

Aver ottenuto tale permesso non significa che perde la titolarità del passaggio nel porone condominaile per se e per i suoi ospiti/clienti.

E sulla base di quale norma di Legge?
Come avevo scritto chiaramente è una scelta del proprietario e starà a questo avvisare i suoi clienti ad utilizzare la porta secondaria e non il portone comune a tutti, altrimenti i clienti continueranno a poter usare sia una che l'altra entrata.
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