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Cimatosa

Spostamento lavatrici private

Salve a tutti, scrivo da amministratore per dirimere la seguente questione:

Anni fa, l'assemblea condominiale ha deliberato di cedere, ad alcuni condomini, un locale di proprietà condominiale, a mezzo contratto di comodato gratuito con restituzione su richiesta semplice.

Tali condomini hanno installato, a loro spese, due lavatrici.

Nell'ultima assemblea condominiale tenutasi, mi è stato dato mandato di sgomberare il locale dalle lavatrici private, in quanto l'assemblea ha deciso di vendere tale locale, assegnandolo ad un condomino privo di locale cantina.

A distanza di una ventina di giorni dalla delibera, mi sono pervenuti n° 2 telegrammi da parte di due condomini, contenenti l'avviso della loro intenzione di impugnare il verbale nei termini prestabiliti dalla legge, manifestando anche la loro contrarietà alla vendita del locale condominiale e diffidandomi dallo spostare le due lavatrici private, in altro luogo.

Le mie domande sono le seguenti:

Posso non dare corso alla delibera presa dall'assemblea?

A cosa vado incontro, nel caso decidessi di spostare le due lavatrici private, nonostante la diffida?

 

Ringrazio tutti in anticipo

Bisognerebbe leggere il verbale e l'iniziale contratto/delibera di comodato. Tieni presente che non è detto che l'iniziale delibera sia conforme. Tanto per farti un esempio, oltre al discorso maggioranze, avrebbe dovuto recare le firme dei presenti e forse pure registrazione e trascrizione. Di fatto l'impugnazione potrebbe avere i piedi d'argilla.

 

Inoltre, l'avviso potrebbe essere un bluff.

A mio avviso, non puoi non applicare la delibera in quanto non mi pare sia contraria alla legge.

 

Volendo, puoi invitare una parte a confermare/formalizzare richiesta di sgombero nel modo più aderente al comodato. Ad esempio con copia di documento e firma. Ma anche qui vanno lette le carte cosa dicevano in merito alla presentazione della richiesta.

Se purtroppo i condomini non vogliono liberamente sgomberare il locale occorre rivolgersi al giudice .

Onestamente, a me c'è qualcosa che non torna.

1) L'assemblea concede un comodato. E va bene, l'unanimità non occorreva.

 

2) Poi scrive: "....in quanto l'assemblea ha deciso di vendere tale locale, assegnandolo ad un condomino privo di locale cantina." Perchè "assegnato"? Come fa l'assemblea a decidere di vendere se ci vuole l'unanimità e in mezzo ci sono i due comodatari? Se hanno firmato per vendere, automaticamente debbono sgomberare. Se non hanno firmato, in mano si ha carta straccia e i problemini sono altri.

"A cosa vado incontro, nel caso decidessi di spostare le due lavatrici private, nonostante la diffida?"

 

a possibile querela per furto .

Concordo con la risposta di efisio.

 

Per vendere un locale comune non è sufficiente la maggioranza ma ci vuole l'unanimita. L'avete? Perché poi dal notaio l'atto di vendita dovranno firmarlo tutti.

 

Saluti

 

Giuseppina

"A cosa vado incontro, nel caso decidessi di spostare le due lavatrici private, nonostante la diffida?"

 

a possibile querela per furto .

Dipende pure se c'è un regolamento e cosa dice in merito a cessione locali comuni e ingombri di materiali estranei nelle parti comuni. Se il regolamento c'è e dice che l'amm.re deve sgomberare locali comuni..., che è vietato depositarvi materiali, altro che querela, io farei un'altra assemblea e proporrei una sanzione da max. importo post riforma, ovvero 200 euro per uno, dato che il contratto recava le norme per la risoluzione.

 

Inoltre, per assicurare un seguito a una querela del genere ( a parte il rischio di una querela di ritorno da parte dell'amm.re), sempre dall'avvocato devi andare. Se ritengono di avere buone chances facciano pure.

attenzione che "l'assemblea condominiale ha deliberato di cedere, ad alcuni condomini, un locale di proprietà condominiale," quindi direi che per rientrare in possesso di detto locale o detti condomini liberamente lascia detto locale oppure occorre richiedere il rilascio tramite una sentenza del giudice .

 

quindi direi che prima di portare via due lavatrici da un immobile che si e' dato in comodato uno e' meglio che ci pensa due volte . si agisce secondo legge (ovvero si richiede lo sgombero dell'immobile ,se cio' non avviene occorre ricorre all'autorita' giudiziaria per ottenere lo sfratto ).

attenzione che "l'assemblea condominiale ha deliberato di cedere, ad alcuni condomini, un locale di proprietà condominiale," quindi direi che per rientrare in possesso di detto locale o detti condomini liberamente lascia detto locale oppure occorre richiedere il rilascio tramite una sentenza del giudice .

 

quindi direi che prima di portare via due lavatrici da un immobile che si e' dato in comodato uno e' meglio che ci pensa due volte . si agisce secondo legge (ovvero si richiede lo sgombero dell'immobile ,se cio' non avviene occorre ricorre all'autorita' giudiziaria per ottenere lo sfratto ).

Come scritto più su, mi preoccuperei prima se c'è l'unanimità per la vendita.

Si stanno erroneamente confondendo e sovrapponendo due problematiche che vanno mantenute distinte, anche come ordine di risoluzione:

1) l'assemblea ha deliberato per la conclusione del comodato gratuito;

2) l'assemblea ha deciso di vendere.

 

Posto che le delibere siano legittime:

1) se esiste la traccia (delibera a maggioranza) della cessione in comodato - meglio ancora se tal comodato fosse stato registrato - la richiesta in forma scritta della restituzione del locale pone fine al comodato medesimo. Ergo le lavatrici devono uscire. Se i comodanti non ottemperano, bisogna rivolgersi al Giudice per rientrare in possesso di quel locale..

Ulteriore complicazione: il Giudice solitamente richiede l'esibizione del contratto oggetto di controversia; vero anche che un comodato può esser scritto (con obbligo di registrazione) o verbale (senza obbligo di registrazione). Quindi, oltre alla maggioranza deliberativa secondo Lex, assume rilevanza fondamentale "il cosa" e "il come" si è verbalizzato sul registro delle assemblee in merito a quel comodato, perché suppongo che questa sarà l'unica documentazione cartacea disponibile e presentabile al Giudice.

2) Solo dopo che il Condominio è materialmente rientrato in possesso di quel locale, meglio verificare e stilare l'idoneo documento comprovante l'effettivo consenso unanime di 1000/1000 per la vendita deliberata.

Senza unanimità la vendita non può andar a buon fine.

In caso di non unanimità, previo recesso valido dal comodato, è comunque possibile affittare il locale o agli ex comodatari (così si aggira il problema sgombero), o al potenziale acquirente se si accolla tutte le beghe coi predecessori. Almeno rende qualcosa e i signori magari abbassano le penne.

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