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Solidarietà passiva - limiti

Buongiorno, il caso che desidero sottoporre agli utenti del forum riguarda il principio di solidarietà passiva e le sue limitazioni.

Antefatto.

1) in epoca passata, un precedente amministratore, incarica un legale AVV.ALFA di tutelare le ragioni di credito del Condominio nei confronti di un condominino moroso.

2) l'AVV.ALFA svolge il suo incarico, il Condominio non recupera nulla perchè la proprietà del moroso era ipotecata da una Banca, e poi emette una proposta di parcella.

3) il Condominio non paga, immaginiamo non per contestazione ma solo per mancanza di fondi, e l'AVV.ALFA si rivolge al Giudice di Pace che emette una sentenza di condanna nei confronti del Condominio a pagare la parcella più le spese del giudizio.

4) nel frattempo il Condominio cambia amministratore (non vi è alcun passaggio di consegne perchè il vecchio amministratore è "letteralmente" sparito).

5) un giorno l'AVV.ALFA, ignorando che esiste un nuovo amministratore, si fa vivo direttamente presso i condomini, dichiarando il suo credito dichiarato con sentenza.

6) a questo punto il nuovo amministratore si presenta dall'AVV.ALFA, spiega le difficoltà finanziarie del Condominio a causa della passata gestione, chiede e ottiene dall'AVV.ALFA uno sconto a "saldo e stralcio".

7) nel frattempo il condomino BETA prende l'iniziativa di rivolgersi direttamente all'AVV.ALFA e salda la sua quota secondo i suoi millesimi

8) a quel punto anche altri condomini contattano l'AVV.ALFA che accetta i pagamenti diretti di diversi condomini

9) la vicenda passa per un'assemblea, dove l'amministratore si occupa solo di ripartire la spesa, dopodichè ciascun condomino versa la propria quota all'AVV.ALFA (qualcuno la versa al Condominio che prontamente la gira all'AVV.ALFA)

10) a distanza di 4 mesi l'AVV.ALFA contatta nuovamente l'amministratore, lo informa che 2 condomini non hanno pagato e dichiara che se non riceverà le quote mancanti entro un mese, azionerà la sentenza in suo possesso contro il Condominio.

 

Quesiti.

 

a) è corretto sostenere che nel momento in cui ha accettato direttamente i pagamenti dei singoli condomini l'AVV.ALFA ha "rotto" l'unicità del credito da sentenza verso il Condominio?

 

b) è corretto sostenere che il principio di solidarietà passiva per l'obbligo nascente dalla sentenza debba valere solo dopo l'eventuale escussione infruttuosa nei confronti dei due condomini che non hanno pagato (riforma del condominio)?

 

A voi la parola e grazie per i contributi.

Se non sbaglio il Giudice di Pace ha gia emesso una sentenza di condanna nei confronti del condominio intero,quindi ormai se mancano delle quote l'avvocato può rivolgersi direttamente a tutto il condominio.Per evitare ciò a mio parere l'amministratore farebbe bene a saldare l'avvocato salvo poi addebitare le singole quote ai condomini mancanti nei versamenti con il prossimo bilancio,visto che in fondo mancano solo due quote

Il problema è che i condomini in questione sono già morosi nei confronti del condominio.

Quindi la vera domanda è: atteso che un condomino non paghi, il danno economico è del creditore o dei rimanenti condomini?

In origine il creditore disponeva di una sentenza che condannava il Condominio e quindi poteva agire nei confronti del Condominio; MA scegliendo di accettare versamenti pro-quota direttamente dai condomini, egli stesso ha fatto venir meno l'unicità del credito in favore di una pluralità di crediti e quindi di debitori.

Qualcuno è a conoscenza di precedenti?

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