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Signora con accumolo carta compulsivo

Buon giorno ho bisogno di una consulenza in materia legale/pratica, nel condominio una signora accumula tantissima carta dentro la sua casa e garage, in questi gg è caduta e i vigile del fuoco sono entrati sfondando la porta e hanno chiesto ai condomini di risolvere il problema (della carta), considerando che già due anni fa sono già intervenuti gli assistenti sociali e hanno ritenuto la signora in grado di intendere e di volere, io come posso agire in merito vista la richiesta dei condomini di risolvere il problema?

GRAZIE

Se la signora non ha dei parenti a cui rivolgersi, direi che una soluzione è quella di richiamare gli assistenti sociali

Infatti stavo pensando a parenti anche io. Magari chiamarli e parlarci in prima persona e poi vediamo. È molto delicata come situazione, con gli assistenti sociali poi si finisce sempre drasticamente. La casa cmq è praticante chiusa dalla carta. Non si passa quasi più.

Grazie sei sempre molto gentile.

Non e'materoa di competenza dell'amministratore e tanto meno del condominio .

Infatti stavo pensando a parenti anche io. Magari chiamarli e parlarci in prima persona e poi vediamo. È molto delicata come situazione, con gli assistenti sociali poi si finisce sempre drasticamente. La casa cmq è praticante chiusa dalla carta. Non si passa quasi più.

Grazie sei sempre molto gentile.

Se temete per la vostra incolumità ed avete già un verbale dei vigili del fuoco che attesta lo stato dei luoghi, nonostante la dichiarata capacità di intendere e di volere della signora, secondo me dovreste intraprendere la via legale per ottenere dal Giudice la nomina di un amministratore di sostegno che potrà essere un parente, i servizi sociali o altro soggetto individuato dal Giudice.

Una volta nominato l'amministratore di sostegno, dovete cominciare a tempestarlo di diffide di danno temuto invitandolo a provvedere.

Una volta che una persona "normale" viene investita di responsabilità dal Giudice difficilmente potrà disinteressarsi.

I condomini non sono tra i titolati a richiedere un amministratore di sostegno .

 

- - - Aggiornato - - -

 

Eventualmente ci si rivolge ai servizi sociali o sanitari che se riterranno opportuno (al pari di altri soggetti ) richiederanno un amministratore di sostegno .

Ho fatto un giro di telefonate per sapere se ci sono parenti della signora, ma.esito negativo, nessuno collabora, sempre che abbia litigato con tutti i parenti e se ne vogliono lavare le mani. L'argomento è delicato e non so come andare avanti. Il verbale non è stato fatto al condominio ma alla signora e poi sono intervenuti i servizi sociali sotto richiesta dei vvff . ad oggi non c'è un nuovo verbale.

i parenti non sono responsabili di una persona ritenuta capace di intendere e volere e che e' stata ritenuta in grado di provvedere a se stessa . (nessuna richiesta di amministratore di sostegno mi sembra che sia stata richiesta da uno dei titolati a poterlo fare ) .

I condomini non sono tra i titolati a richiedere un amministratore di sostegno .

 

Eventualmente ci si rivolge ai servizi sociali o sanitari che se riterranno opportuno (al pari di altri soggetti ) richiederanno un amministratore di sostegno .

Se i Servizi Sociali non riescono a risolvere il problema (conosco personalmente un caso trattato superficialmente dai Servizi e finito davanti al Giudice Tutelare), chiunque ne abbia interesse può rivolgersi alla Magistratura per far valere i propri diritti, anche citando i Servizi Sociali se questi non fanno fino in fondo il proprio dovere.

Giustamente ognuno puo' ricorrere al giudice per i propri diritti . Ma qui si parla di richiedere un amministratore di sostegno ( e il condominio

come anche il condomino non ha detta facolta' ovvero non sono tra i soggetti titolati a poterlo fare .)

 

- - - Aggiornato - - -

 

Per richiedere l’amministrazione di sostegno si deve presentare un ricorso.*

Il ricorso può essere proposto:

 

dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitatodal coniugedalla persona stabilmente conviventedai parenti entro il quarto gradodagli affini entro il secondo gradodal tutore o curatoredal pubblico ministero

 

I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, se sono a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l'apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre al giudice tutelare il ricorso o a fornirne comunque notizia al pubblico minister

...I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona, se sono a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l'apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre al giudice tutelare il ricorso o a fornirne comunque notizia al pubblico minister

Il problema è proprio quello; cosa succede quando pur essendo tenuti tralasciano proprio per timore di essere nominati loro stessi amministratori di sostegno? (il caso di cui accennavo)

Mettiamola così:

Con un verbale dei Vigili del Fuoco e con l'inerzia dei Servizi Sociali già contattati, non c'è altro modo di prevenire il danno temuto se non rivolgendosi al Giudice.

Sarà il Giudice a prendere i provvedimenti del caso che potranno andare da...... fino a.........

Sempre che la richiesta deve farla un titolato .I servizi non sono obbligati a richiedere un amministratore di sostegno .

 

- - - Aggiornato - - -

 

Art. 404.

Amministrazione di sostegno.

 

La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.

 

E'una facolta' non un obbligo . ( ricordiamoci che nel caso esposto trattasi di persona dichiarata capace di intendere e volere )

Quindi si agisce eventualmente contro la condomini stessa e solo per il problema della carta non certo per richiedere amministratore di sostegno .

Infatti stavo pensando a parenti anche io. Magari chiamarli e parlarci in prima persona e poi vediamo. È molto delicata come situazione, con gli assistenti sociali poi si finisce sempre drasticamente. La casa cmq è praticante chiusa dalla carta. Non si passa quasi più.

Grazie sei sempre molto gentile.

 

Un potenziale di incendio pericolosamente alto, anche nel mio condominio c'è una situazione del genere e quando l'ho fatto notare in assemblea alcuni di loro sono rimasti esterrefatti dalla mia richiesta di risolvere il problema, proprio per la pericolosità visto che l'appartamento è al primo piano.

Sono stato accusato di fare del male alle persone solamente perchè ho telefonato all'amministratore.

Ma non si rendono mica conto che se prende fuoco siamo nella mer.....a tutti quanti

A priori credo che un amministratore debba genericamente stigmatizzare e fare richiamo a regolamenti o leggi e a questo attenersi, rivolgendosi sempre alla collettività condominiale con affissioni nell'apposita bacheca.

Nel privato, l'amministratore, a propria discrezione, visto che si parla di persona che ha piena facoltà di intendere e volere, potrebbe fare una semplice e bonaria telefonata e nulla più.

Per quanto sopra letto, Peppe64 ha ragione sul fatto che i condomini non possono fare richiesta di alcun che ma possono se reale la situazione, informare chi posto a tutela dei suoi cittadini (Sindaco - nel caso i servizi sociali territorialmente competenti) citando lo strano comportamento, le reali testimonianze. Argomenti questi che se avvallati come leggo da un intervento dei VVFF (e forse è in tale occasione che avete visto i quantitativi di carta e/o pattume – non si capisce come mai solo dopo due anni ve ne preoccupate …..se avete motivo, datene prova oppure rischiate altro da parte della signora) possono essere un valido aiuto verso questa persona e di riflesso sulla incolumità dei condomini. Saranno i servizi a prendere iniziativa e fare valutazioni sull'occorrenza di una tutela (anche cercare parenti), o di un seguito terapeutico o anche delle semplici visite a domicilio che potrebbero essere svolte inizialmente proprio per capacitarsi su una eventuale mutata situazione.

Come semplici persone, se c'è una reale situazione di degrado, segnalare è un dovere civico e umano.

Un saluto.

ROI

Il problema è proprio quello; cosa succede quando pur essendo tenuti tralasciano proprio per timore di essere nominati loro stessi amministratori di sostegno? (il caso di cui accennavo)

Mettiamola così:

Con un verbale dei Vigili del Fuoco e con l'inerzia dei Servizi Sociali già contattati, non c'è altro modo di prevenire il danno temuto se non rivolgendosi al Giudice.

Sarà il Giudice a prendere i provvedimenti del caso che potranno andare da...... fino a.........

I servizi sociali o sanitari non possono essere nominati amministratori di sostegno di persone che hanno in cura o in carico . Quindi non c'e' paura di essere nominati visto che la legge non lo consente .

 

P.s comunque non mi sembra che ci sia una legge che imponga a una persona l'obbligo di fare l' amministratore di sostegno .

P.s comunque non mi sembra che ci sia una legge che imponga a una persona l'obbligo di fare l' amministratore di sostegno .

Nel mio ultimo intervento che tu stesso hai quotato non più parlato di amministratore di sostegno ma di "provvedimenti" che il Giudice potrebbe prendere a tutela dei condòmini che paventano il timore di incolumità (incendio).

Infatti, come tu stesso hai riportato, ho scritto:

 

Sarà il Giudice a prendere i provvedimenti del caso che potranno andare da...... fino a.........

La buttò li, visto che la strada del tutore è un po' in salita, perché non giocare "di sponda"? Se la casa è stipata di carta si potrebbero verificare 3 problemi: il carico di incendio che farebbe diventare la casa soggetta a rilascio del CPI, il peso della carta che potrebbe compromettere la sicurezza statica del piano e per ultimo, visto che probabilmente la carta sarà dappertutto, una probabile diminuzione degli spazi con la conseguente violazione del regolamento igienico sanitario perché vengono meno gli spazi minimi. Quindi, personalmente, manderei una segnalazione a vigili del fuoco e ausl facendogli presente i problemi. Ricordiamoci che entrambi gli enti possono, ai fini della sicurezza, togliere l'abitabilità. È una soluzione un po' drastica ma ne va della sicurezza degli altri condomini.

Questo è' un caso delicato, se una persona e' affetta da disturbo da accumulo, si tratta di un disturbo complesso, raramente si riesce a far accettare di eliminare gli oggetti accumulati, perché queste persone nella maggioranza sono molto intelligenti. L' ideale sarebbe gestire l'approccio con uno psicoterapeuta, di norma le Asl locali hanno uno psicologo di turno che potrebbe venire accompagnato con un assistente sociale, perché in certi casi, l' assistente sociale dovrà valutare se il rifiuto di collaborare della persona disposofobica sia imputabile solo a se stessa o alla non curanza dei famigliari.

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