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edaoardo beltrame

Sicurezza impianti gas

Il gas è pericoloso e gli addetti ai lavori considerano gli incidenti “fisiologici”

 

Ogni tanto un’esplosione e qualcuno si fa male, intervistano gli esperti e i vicini di casa, forse si tratta di un suicidio o forse no, poi tutto finisce fino alla successiva.

 

Ma i responsabili potrebbero essere gli stessi consumatori perché non tutti sanno che c’è chi il gas lo vende (fornitore), chi ce lo fa arrivare in casa e lo misura (distributore) e noi che lo utilizziamo.

 

E’ tutto previsto nei contratti che vengono firmati sempre con una certa superficialità.

 

Una volta chi ci vendeva il gas, lo distribuiva e se c’era qualche problema l’intervento era immediato.

 

La liberalizzazione ha invece separato le competenze del distributore da quelle del fornitore, trasferendo al consumatore la responsabilità di tutto quanto c’è dopo il contatore.

 

Il proprietario di un immobile, o il conduttore di un’unità abitativa, devono così provvedere alla sicurezza di tutto quanto c’è a valle del contatore, così come all’interno dell’abitazione. Se, per esempio, il contatore è installato in una zona condominiale comune, il consumatore è responsabile del tratto di tubo che collega il contatore all’appartamento e se quel tratto di tubo avesse qualche problema, per legge, sarebbe il consumatore a risponderne.

 

I fornitori avvisano sempre gli utenti con una lettera che richiama i concetti.

 

Gli utenti devono mantenere in sicurezza l’impianto a valle del contatore perché, solo nel caso di nuovi allacci, o di nuovo contratto, viene qualcuno per verificare che tutto sia in ordine. Ma in tutti gli altri casi, e sono milioni, ci deve pensare l’utente.

 

Il caso di un subentro a Milano, segnalato da un lettore, dimostra come si possano creare situazioni di pericolo anche in presenza di un controllo, a seguito di una gestione della pratica di subentro piuttosto carente.

 

Succede che l’utente subentrante comunica al fornitore il numero di matricola di un contatore che ritiene sia il suo, confidando che l’addetto alla riapertura del contatore verificherà.

 

Chi interviene invece verifica l’impianto interno all’abitazione, e apre un contatore sbagliato, dando gas ad un appartamento vuoto da anni; si fa firmare un modulo di scarico dall’utente e se ne va!

 

Il cliente che non riceve il gas lo comunica al fornitore e dopo il solito palleggio con i call-center, fa chiudere dal servizio emergenza il contatore sbagliato e fa aprire finalmente quello giusto, pagando poi per l’errore che gli viene ingiustamente imputato.

 

Quanto accaduto è gravissimo perché ha messo in pericolo vite umane e il responsabile sarebbe stato l’inconsapevole utente solo perché ha comunicato ad un centralino il numero di matricola di un contatore.

 

Il contesto normativo è carente, contraddittorio e pericoloso mentre la legge 1083 del 1971 è cristallina.

 

Si chiede in pratica al distributore di dare gas verificando l’impianto interno senza utilizzarlo e guai ad accendere un fornello per sincerarsi di avere aperto il contatore che lo alimenta.

 

http://www.edoardobeltrame.com

Buonasera Edoardo

La questione è complessa.

La tua formazione è tecnica.

Perrtanto puoi far riferimento, se già non le conosci:

 

- la delibera Aeegsi n. 40/2014

- la norme UNI 7129 (famosa) e UNI 9036 (meno famosa).

- le Linee guida CIG n. 12/2015

 

Sono tutte disponibili sul web.

 

Poi ci sentiamo.

cosa vuol dire la formazione é tecnica? hai letto il mio post?

Il tuo profilo dice "ingegnere" quindi la tua formazione tecnica ti permette di capire le problematiche esposte nei link con più facilità rispetto a chi ha una preparazione, ad esempio, umanistica.

Ho avuto un problema con caldaia a gas per riscaldamento. A causa di un guasto ha rischiato di esplodere.Per fortuna non è successo , e nonostante avessi installato un rilevatore fughe di gas con valvola che chiude il passaggio del gas , è successo. Poi ho dovuto cambiare casa ( per altri motivi )e ho trovato il riscaldamento centralizzato. Fornello e scaldabagno sono elettrici e NON ho più il gas in casa. PS. la manutenzione della caldaia era sempre stata fatta ogni anno.

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