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IOcondominio

Sia per il mio fotovoltaico... dell'amministratore me ne fre

Situazione:

Condominio di 3 scale; ognuno di esse il proprio lastrico solare in quanto strutturalmente separati l'uno dall'altro.

Ogni scala 6 condomini.

Un condomino di una scala decide di installare il fotovoltaico sul lastrico solare comune.

Probabilmente si è dimenticato che hanno un amministratore, in quanto il condomino ha preparato una dichiarazione a personam, una per ogni condomino, a l'ha consegnata ai 5 condomini per la firma, facendogli dichiarare che "concedono l'uso del lastrico ed autorizzano l'installazione del fotovoltaico".

Stamattina un paio di condomini mi telefonano riferendomi questa cosa.. 4 su 5 hanno già firmato e consegnato la dichiarazione, uno non ha firmato ed un altro praticamente dice che pensandoci ha fatto una cavolata...

Insomma questa è la situazione.

Secondo me c'è qualcosa che proprio non va!!

 

Ma non è necessaria l'autorizzazione assembleare?

Dovrebbero essere convocati e votare in assemblea solo i 6 interessati e comproprietari del lastrico solare?

 

Il lastrico è utilizzato da tutti... in pratica lo usano per stendere la biancheria...

 

Grazie

devono deliberare favorevolemente tutti coloro i quali possono usufruire del lastrico

Quindi l'iniziativa presa dal condominio con queste "dichiarazioni" degli altri non serve a niente?

E se non serve.. nei confronti di chi non ha valore?

Ma il GSE la può ritenere valida una cosa simile?

Scritto da IOcondominio il 17 Gen 2013 - 17:26:27: Quindi l'iniziativa presa dal condominio con queste "dichiarazioni" degli altri non serve a niente?

E se non serve.. nei confronti di chi non ha valore?

Ma il GSE la può ritenere valida una cosa simile?

il GSE se ne frega, non è tenuto a sapere nulla.

sono gli altri condomini che devono far valere i propri diritti:

Art. 1118

(Diritti dei partecipanti sulle cose comuni)

 

Il diritto di ciascun condomino sulle cose indicate dall'articolo precedente è proporzionato al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene, se il titolo non dispone altrimenti.

 

Art. 1102

(Uso della cosa comune)

 

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso.

 

Allora senza delibera assembleare, e pur avendo il consenso scritto di 4 su 5, può essere tranquillamente contestata la cosa?

 

Perfetto, Alcibiade,

quindi la stessa persona che ha firmato il consenso, può successivamente contestare l'irregolarità dell'installazione di questi benedetti pannelli...

E' quello che sostengo anche io.

E come impedire che questo condomino faccia di testa sua?

Posso mandargli una comunicazione diffidandolo a non proseguire nella sua iniziativa e di chiedere regolare autorizzazione assembleare?

 

Scritto da IOcondominio il 23 Gen 2013 - 11:08:57: Perfetto, Alcibiade,

quindi la stessa persona che ha firmato il consenso, può successivamente contestare l'irregolarità dell'installazione di questi benedetti pannelli...

E' quello che sostengo anche io.

E come impedire che questo condomino faccia di testa sua?

Posso mandargli una comunicazione diffidandolo a non proseguire nella sua iniziativa e di chiedere regolare autorizzazione assembleare?

a lui e all'ammistratore, che è il responsabile delle parti comuni

 

Guardate che a giugno entra in vigore la legge 220 del 2012.

che recita:

 

Art. 7

 

1. Dopo l'articolo 1122 del codice civile sono inseriti i seguenti:

«Art. 1122-bis. - (Impianti non centralizzati di ricezione

radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili). -

Le installazioni di impianti non centralizzati per la ricezione

radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso

informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti

fino al punto di diramazione per le singole utenze sono realizzati in

modo da recare il minor pregiudizio alle parti comuni e alle unita'

immobiliari di proprieta' individuale, preservando in ogni caso il

decoro architettonico dell'edificio, salvo quanto previsto in materia

di reti pubbliche.

E' consentita l'installazione di impianti per la produzione di

energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unita'

del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie

comune e sulle parti di proprieta' individuale dell'interessato.

Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni,

l'interessato ne da' comunicazione all'amministratore indicando il

contenuto specifico e le modalita' di esecuzione degli interventi.

L'assemblea puo' prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto

comma dell'articolo 1136, adeguate modalita' alternative di

esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilita', della

sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e, ai fini

dell'installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede,

a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare

e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di

utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto.

L'assemblea, con la medesima maggioranza, puo' altresi' subordinare

l'esecuzione alla prestazione, da parte dell'interessato, di idonea

garanzia per i danni eventuali.

L'accesso alle unita' immobiliari di proprieta' individuale deve

essere consentito ove necessario per la progettazione e per

l'esecuzione delle opere. Non sono soggetti ad autorizzazione gli

impianti destinati alle singole unita' abitative.

Non serve alcuna autorizzazione se non sono necessarie modificazioni delle parti comuni!!!

 

maxxone

Torino

"chi non vuol lavorare neppure mangi"

A parte che il suddetto articolo entrerà in vigore a giugno ( quindi per ora vale ancora la vecchia legge), comunque il condomino deve dare comunicazione all'amministratore. E'ben diverso dall'andare in giro a raccogliere firme senza dare ufficialità alle sue intenzioni. Dall'articolo di legge postato, non mi sembra che si possa bellamente ignorare la figura dell'amministratore.

Inoltre:

 

"L'assemblea puo' prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto

comma dell'articolo 1136, adeguate modalita' alternative di

esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilita', della

sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio..."

Quindi non è possibile ignorare il parere dell'assemblea, che certamente, in futuro, non potrà vietare l'installazione, ma avrà l'inderogabile diritto di cautelarsi in caso di danni.

Alcibiade, so che la legge non è chiarissima però la lettura corretta è la seguente:

 

1.Non sono soggetti ad autorizzazione gli

impianti destinati alle singole unita' abitative.

 

2.E' consentita l'installazione di impianti per la produzione di

energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unita'

del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie

comune e sulle parti di proprieta' individuale dell'interessato.

 

3.Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni,

l'interessato ne da' comunicazione all'amministratore indicando il contenuto specifico e le modalita' di esecuzione degli interventi.

 

4.L'assemblea puo' prescrivere, con la maggioranza di cui al quinto comma dell'articolo 1136, adeguate modalita' alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilita', della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e, ai finidell'installazione degli impianti di cui al secondo comma, provvede,a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme diutilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. L'assemblea, con la medesima maggioranza, puo' altresi' subordinarel'esecuzione alla prestazione, da parte dell'interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali.

Pertanto senza il punto 3 (modificazioni delle parti comuni), il condomino non è subordinato ad alcuna delibera assembleare ed è autorizzato dal punto 2 della legge a fare l'intervento.

L'amministratore pertanto può essere bellamente ignorato ai sensi di legge.

 

Su una cosa hai ragione. Deve aspettare l'entrata in vigore della legge.

 

maxxone

Torino

"chi non vuol lavorare neppure mangi"

Art. 1102

(Uso della cosa comune)

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa. Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso

 

il fatto è che il primo che metterà l'impianto fotovoltaico, lo installerà per ovvi motivi con l'esposizione migliore e quindi facendo decadere il discorso di farne parimenti uso agli altri partecipanti, che dovranno se vorranno installare a loro volta l'impianto usare lo spazio residuo con esposizione peggiore.

quindi secondo me non può installare nulla a meno che non garantisca che in un futuro tutti gli altri possano installare un impianto con le stesse caratteristiche (esposizione, mq).

Ciao Michele

Scritto da maxxone il 23 Gen 2013 - 13:29:03: Alcibiade, so che la legge non è chiarissima però la lettura corretta è la seguente:

 

1.Non sono soggetti ad autorizzazione gli

impianti destinati alle singole unita' abitative.

 

2.E' consentita l'installazione di impianti per la produzione di

energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unita'

del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie

comune e sulle parti di proprieta' individuale dell'interessato.

 

3.Qualora si rendano necessarie modificaz [...]

ma sai leggere???

 

L'assemblea provvede,a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto.

L'assemblea, con la medesima maggioranza, puo' altresi' subordinare

l'esecuzione alla prestazione, da parte dell'interessato, di idonea

garanzia per i danni eventuali.

 

Come dicevo...solita legge scrita coi piedi per cui a fronte di un testo due persone leggono due diverse interpretazioni.

Mi ritengo d'intelligenza media così come ritengo lo stesso anche per i miei interlocutori.

Le leggi dovrebbero essere a prova di idiota, nel senso che dovrebbero essere chiare anche per chi ha solo la 5a elementare.

Così non è.

Io rimango della mia interpretazione.

Se è consentita l'installazione sul lastrico solare e non ci sono interventi che necessitano di modificazioni delle parti comuni, l'assemblea è tenuta a deliberare sulla "ripartizione del lastrico solare"?

Ma se sotto la stessa legge scrive che non serve autorizzazione, allora anche in assenza di "ripartizione" posso installare!

Se mi "contengo" nei limiti proporzionali dei miei millesimi e non servono "modificazioni delle parti comuni", su cosa deve deliberare l'assemblea?

Solita legge scritta coi piedi, intasamenti di tribunali, interpretazioni tutte corrette e tutte opinabili.

Il bello è che la Legge è bi-partisan.

 

maxxone

Torino

"chi non vuol lavorare neppure mangi"

Scritto da maxxone il 23 Gen 2013 - 14:35:40: Come dicevo...solita legge scrita coi piedi per cui a fronte di un testo due persone leggono due diverse interpretazioni.

Mi ritengo d'intelligenza media così come ritengo lo stesso anche per i miei interlocutori.

Le leggi dovrebbero essere a prova di idiota, nel senso che dovrebbero essere chiare anche per chi ha solo la 5a elementare.

Così non è.

Io rimango della mia interpretazione.

Se è consentita l'installazione sul lastrico solare e non ci sono interventi che necessitano di modificazi [...]

e rimani della tua idea sbagliata: da quando si fanno leggi che ledono diritti citati pochi articoli prima (art. 1118)?

un pò di granu salis per favore.

 

La tua risposta conferma la correttezza della mia analisi.

Legge che viene interpretata diversamente da due persone diverse = troppo poco chiara. (va bene espressa così).

Io mi sono posto nei panni del condomino che VUOLE mettere i pannelli e nei meandri della legge porta a proprio vantaggio la legge stessa.

Ne conseguono opposizioni, ricorsi ad avvocati a tribunali ecc.

Legge fatta coi piedi.

 

maxxone

Torino

"chi non vuol lavorare neppure mangi"

A proposito di leggi incasinate.

Qualcuno sa aiutarmi sull'amletica situazione dei condomini della mia regione?

Il Piemonte vieta l'installazione del termoautonomo oltre le 4 unità abitative, la nuova legge nazionale consente il distacco.

Ora in assemblea già qualcuno ha "anniunciato" che si distaccherà in base alla nuova legge, qualcun'altro ritiene non possa farlo in base alla normativa regionale.

Chi ha ragione?

maxxone

Torino

"chi non vuol lavorare neppure mangi"

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