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Stefapi

Servitù padre di famiglia

Salve a tutti avrei bisogno di un chiarimento. Ho acquistato una casa e ho scoperto a posteriori essere gravata da servitù del buon padre di famiglia per l impianto idrico. Questo ovviamente non era chiaramente esplicitato nell atto di vendita. Il mio problema sta nel fatto che i proprietari dell altro immobile che gode della servitù non mi pagano l acqua (impianto contratto e fatture intestate s me!!!) da oramai 7 anni!!! Che posso fare? Grazie....

 

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Aggiungo che esiste la possibilità di fare un impianto distaccato dal mio ed è ciò che vorrei ottenere...

Non esiste servitù per "buon padre di famiglia" ma servitù istituite per padre di famiglia: nel tuo caso non capisco la servitù, mi sembra piuttosto che tu stia subendo un furto...puoi spiegarti meglio?

Salve a tutti avrei bisogno di un chiarimento. Ho acquistato una casa e ho scoperto a posteriori essere gravata da servitù del buon padre di famiglia per l impianto idrico. Questo ovviamente non era chiaramente esplicitato nell atto di vendita. Il mio problema sta nel fatto che i proprietari dell altro immobile che gode della servitù non mi pagano l acqua (impianto contratto e fatture intestate s me!!!) da oramai 7 anni!!! Che posso fare? Grazie....

 

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Aggiungo che esiste la possibilità di fare un impianto distaccato dal mio ed è ciò che vorrei ottenere...

Ciao, la cosiddetta diligenza del buon padre di famiglia (dicitura proveniente dall'antico diritto romano) è contemplata dall'art. 1176 c.c., ragion per cui se esisteva nel momento in cui hai stipulato il contratto di vendita era quanto mai opportuno trascriverlo.

 

Se, come mi pare di intuire, ciò non è avvenuto può, oggi, rappresentare un problema.

 

Presumo che tuo padre o tua madre o chi per esso avevano creato questa unica conduttura che forniva acqua a due abitazioni attigue fra loro ed una è stata venduta, senza aver separato la condotta dell'acqua, ora succede che quello che ha acquistato, non ti vuole pagare la bolletta che arriva a te ogni 2 mesi (presumo).

 

Che fare ?

 

Io prima di tutto pagherei la bolletta perché altrimenti l'ente fornitore ti mette in mora a te, subito dopo, dividerei immediatamente la condotta, quindi chiederei la scissione del contatore unico che attualmente fornisce le due abitazioni, facendo in modo che tutte e due le abitazioni abbiano un contatore personale a cui l'ente erogatore stipulerà contratto con relative bollette.

 

Tutto questo se tecnicamente si può fare, altrimenti dovrai fargli causa se non ti vuole rimborsare la metà del consumo, sarà dura, sarà difficile perché in Tribunale dovrai, appunto, dimostrare la famosa destinazione del buon padre di famiglia a cui tu facevi riferimento.

 

L'errore è stato nel non menzionarlo sul contratto quando avete venduto.

Comunque è dimostrabile, con perizie e quant'altro ma è dimostrabile.

Casi come questo tuo ce ne sono una marea, non sei il solo, se le cose stanno come ho ipotizzato.

Diversamente devi spiegare meglio.

Ciao

Nel caso esposto non si tratta di diligenza dell' adempimento ( diligenza del buon padre di famiglia ) ma di destinazione del padre di famiglia ( art 1062 )

Nel caso esposto non si tratta di diligenza dell' adempimento ( diligenza del buon padre di famiglia ) ma di destinazione del padre di famiglia ( art 1062 )

Infatti ho ipotizzato, perché, come dice anche Maila e come ho anche accennato io, ci dovrebbero essere un po' più di dettagli, insomma un qualcosa che chiarisca meglio.

 

Io ho solo ipotizzato, l'ho scritto a stefapi

innanzi tutto grazie mille per le risposte!

chiarisco meglio...

Ho acquistato l'immobile che è piano terra di villa su 2 piani e che era già stato suddiviso e venduto ad altro proprietario prima di me. Si tratta di un villino su 2 piani originariamente di un solo proprietario, il quale ha ceduto 1 piano ad ogni figlio. Il piano terra è stato venduto ad un altro signora da cui ho acquistato io (quindi abbiamo: proprietario che ha realizzato l'immobile che dona un piano a testa ai 2 figli, uno dei due figli vende e l'altro no; io compro il piano terra ed il primo piano resta sempre del figlio del proprietario originario). A posteriori, a distanza di qualche mese, ricevuta la fattura AQP (fatture che da 7 anni pago regolarmente!!), visti i costi esagerati, scopro la "condivisione "dell'impianto col piano superiore, che è abitato non dal proprietario, bensì da 2 famiglie di inquilini, visto che l'appartamento è stato suddiviso in 2 unità abitative.

Il proproetario del primo piano mi parla di servitu' del buon padere di famiglia.... (suo padre, donando un piano a testa a lui e a sua sorella, ha imposto la non suddivisione dell'impianto idrico!).

Oggi dopo anni di liti e tentativi di far staccare il piano suoperiore dal MIO impianto, vorrei trovare una strada ufficiale per imporre il distacco, non foss'altro che sono ormai 7 anni che pago tutto io!

Si sta facendo confusione con i termini : le servitù si possono istituire per "padre di famiglia " art. 1062c.c. ed in questo caso il "buon" nulla conta. Per servitù s'intende l'asservimento di un fondo detto servente nei confronti di un altro fondo; ora l'acqua potabile non credo che possa essere considerata un fondo e l'uso abusivo dell'acqua altrui nemmeno. L' allacciamento ad un contatore di un altro condomino non credo che possa essere considerata una servitù in nessun caso: l'errore è stato commesso dal venditore ma appunto di errore si tratta e va sistemato. Il mio consiglio visto l' atteggiamento della controparte che continua ad insistere ad aver diritto di poter usufruire dell'acqua che sei tu a pagare ( a mio parere può addirittura profilarsi il reato di furto) è di rivolgerti ad un legale che saprà consigliarti ed eventualmente li metta in mora e gli intimi di slacciarsi dal tuo contatore e di collegarsi in modo proprio alla rete dell'acqua potabile .

innanzi tutto grazie mille per le risposte!

chiarisco meglio...

Ho acquistato l'immobile che è piano terra di villa su 2 piani e che era già stato suddiviso e venduto ad altro proprietario prima di me. Si tratta di un villino su 2 piani originariamente di un solo proprietario, il quale ha ceduto 1 piano ad ogni figlio. Il piano terra è stato venduto ad un altro signora da cui ho acquistato io (quindi abbiamo: proprietario che ha realizzato l'immobile che dona un piano a testa ai 2 figli, uno dei due figli vende e l'altro no; io compro il piano terra ed il primo piano resta sempre del figlio del proprietario originario). A posteriori, a distanza di qualche mese, ricevuta la fattura AQP (fatture che da 7 anni pago regolarmente!!), visti i costi esagerati, scopro la "condivisione "dell'impianto col piano superiore, che è abitato non dal proprietario, bensì da 2 famiglie di inquilini, visto che l'appartamento è stato suddiviso in 2 unità abitative.

Il proproetario del primo piano mi parla di servitu' del buon padere di famiglia.... (suo padre, donando un piano a testa a lui e a sua sorella, ha imposto la non suddivisione dell'impianto idrico!).

Oggi dopo anni di liti e tentativi di far staccare il piano suoperiore dal MIO impianto, vorrei trovare una strada ufficiale per imporre il distacco, non foss'altro che sono ormai 7 anni che pago tutto io!

Naturalmente, adesso che sei stato un po' più chiaro, più dettagliato si può dire con certezza che sarebbe quanto mai opportuno chiedere scissione del contatore, come ti avevo scritto prima pur non conoscendo a fondo la situazione, e, nel caso non ti restituissero i soldi di rimborso relativi alla loro quota di consumo, dovrai rivolgerti ad un legale che, inevitabilmente, si adopererà per il ricorso ad un giudice.

 

Personalmente non ravviso reati di furto, questo è il mio parere.

 

Attenzione però tu dici:

 

"suo padre, donando un piano a testa a lui e a sua sorella, ha imposto la non suddivisione dell'impianto idrico!)."

 

Bisogna vedere se questa imposizione è trascritta sull'atto di donazione, perché allora secondo me è un po' più difficile ottenere la possibilità di scissione, infatti qui tornerebbe il discorso che non è stata riportata sul tuo atto tale decisione precedentemente imposta, quindi anche questo aspetto andrebbe bene studiato e valutato.

Ciao

. L' allacciamento ad un contatore di un altro condomino non credo che possa essere considerata una servitù in nessun caso: l'errore è stato commesso dal venditore ma appunto di errore si tratta e va sistemato. .

L'allacciamento giustamente no!

 

L'impianto di distribuzione originario dell'acqua di una villa a due piani che, poi, è diventata un Condominio, senza trascriverlo negli atti di vendita, prima alla signora e poi a stefapi, potrebbe rappresentare un problema con i 2 figli, potrebbe essere considerata una servitù, naturalmente ciò non toglie che la spesa, proprio perché la bolletta è intestata stefapi (altra strana anomalia infatti perché a te e non a uno dei due figli?) debba essere suddivisa se non altro con dei contatori divisionali nel caso non si potesse scindere l'impianto.

Ciao

Infatti!! Nell'atto di acquisto precedente al mio e nel mio si parla di "tutte le servitu' attive e passive " in modo generico; da quanto ho letto (sentenza Cassazione n.5158 del 3/4/203) le servitu' devono essere specificate e dettagliate per essere valide a carico degli acquirenti che acquistano dai precedenti.... o sbaglio??

Grazie infinite a chi saprà rispondermi!!

PS: mi sono già rivolta ad un paio di avvocati che mi hanno liquidata sostenendo che con le servitu' c'è poco da fare... difficilmente si riesce a farle interrompere!

Infatti!! Nell'atto di acquisto precedente al mio e nel mio si parla di "tutte le servitu' attive e passive " in modo generico; da quanto ho letto (sentenza Cassazione n.5158 del 3/4/203) le servitu' devono essere specificate e dettagliate per essere valide a carico degli acquirenti che acquistano dai precedenti.... o sbaglio??

Grazie infinite a chi saprà rispondermi!!

PS: mi sono già rivolta ad un paio di avvocati che mi hanno liquidata sostenendo che con le servitu' c'è poco da fare... difficilmente si riesce a farle interrompere!

Lo avevo quasi immaginato.

 

Diciamo che le servitù riportate su un atto di donazione o testamentario o di vendita o di successione se vengono menzionate in modo generico, comunque, fanno testo, meglio se ben specificate.

 

Quante servitù possono essere incluse in questo ormai Condominio ex villa indipendente?

 

Tutte quelle che nascono con la costruzione dell'originario proprietario.

Per questo gli avvocati da te consultati ti hanno risposto che sarà difficile ed, infatti, io te l'ho scritto nel post #9, subito dopo che tu hai specificato più dettagli nel tuo post#6 di ieri altrimenti non si sarebbe potuto capire.

 

Gli impianti in comune di una casa, che nasce come quella in cui stai te, in quasi tutti i casi, ha degli impianti in comune che costituiscono delle vere e proprie servitù, a maggior ragione se meglio specificate nei vari atti che si succedono.

 

Non specificandole una ad una può cambiare la situazione ma non di molto, quindi, un eventuale giudice a cui si dovrebbe ricorrere, potrebbe lasciare le cose così come stanno, soprattutto, se non c'è la possibilità tecnica e materiale di separare gli impianti (come presumo), tranne (ribadisco) il giusto e dovuto rimborso della bolletta dell'acqua come in questo tuo caso.

 

Secondo me faresti bene a parlarne (per quanto ti possa essere possibile) con i due fratelli, perché tanto, a prescindere da ogni caso, la bolletta te la devono rimborsare per la loro quota parte che potrebbe (a questo punto direi DEVE) essere ripartita in base a dei semplicissimi contatori divisionali posti all'imbocco dell'appartamento a cui servono.

 

Non lo vogliono fare?

Pazienza, vorrà dire che tu installerai un tuo contatore divisionale al tuo imbocco (forse sotto il lavello della cucina e/o nel bagno in genere è così) e pagherai soltanto il costo al mc rilevato sui mc consumati dal tuo contatore e, a defalco, da quello generale che comunque dovreste avere all'esterno della ex villa (oggi per legge un vero e proprio Condominio) ricaverai la differenza che ti devono gli altri due.

 

Se continueranno a non pagarti puoi ben immaginare che, inevitabilmente, ti dovrai rivolgere ad un giudice il quale, a quel punto, ti darà inevitabilmente ragione.

 

Questo è semplicemente il mio parere dedotto da quello che tu hai scritto.

ciao

Infatti!! Nell'atto di acquisto precedente al mio e nel mio si parla di "tutte le servitu' attive e passive " in modo generico; da quanto ho letto (sentenza Cassazione n.5158 del 3/4/203) le servitu' devono essere specificate e dettagliate per essere valide a carico degli acquirenti che acquistano dai precedenti.... o sbaglio??

Grazie infinite a chi saprà rispondermi!!

PS: mi sono già rivolta ad un paio di avvocati che mi hanno liquidata sostenendo che con le servitu' c'è poco da fare... difficilmente si riesce a farle interrompere!

Come detto qui la servitù non c'entra un bel nulla: il fatto di essere allacciati al contatore di un altro (perché immagino che quell' utenza sia a te intestata) e di usufruire gratuitamente, dei consumi della stessa non è una servitù ed è questo il nocciolo della questione. Nel rogito nemmeno dovrebbe esserci stata dichiarata la servitù ma un accordo ad accollarti tu le spese idriche! Mi stupisce la risposta che ti hanno dato gli avvocati forse ti sei rivolta a quelli sbagliati: potevano almeno tentare di inviare una raccomandata intimando lo scollegamento dal tuo contatore e studiare bene la situazione prima di liquidarti come dici.

Certo che se ci si attiene a quello che loro hanno detto si potrebbe desumere che devi pagargli l'acqua fono a che abiterai in quel posto: non mi sembra proprio cosa legittima.

Lo avevo quasi immaginato.

 

Diciamo che le servitù riportate su un atto di donazione o testamentario o di vendita o di successione se vengono menzionate in modo generico, comunque, fanno testo, meglio se ben specificate.

 

Quante servitù possono essere incluse in questo ormai Condominio ex villa indipendente?

 

Tutte quelle che nascono con la costruzione dell'originario proprietario.

Per questo gli avvocati da te consultati ti hanno risposto che sarà difficile ed, infatti, io te l'ho scritto nel post #9, subito dopo che tu hai specificato più dettagli nel tuo post#6 di ieri altrimenti non si sarebbe potuto capire.

 

Gli impianti in comune di una casa, che nasce come quella in cui stai te, in quasi tutti i casi, ha degli impianti in comune che costituiscono delle vere e proprie servitù, a maggior ragione se meglio specificate nei vari atti che si succedono.

 

Non specificandole una ad una può cambiare la situazione ma non di molto, quindi, un eventuale giudice a cui si dovrebbe ricorrere, potrebbe lasciare le cose così come stanno, soprattutto, se non c'è la possibilità tecnica e materiale di separare gli impianti (come presumo), tranne (ribadisco) il giusto e dovuto rimborso della bolletta dell'acqua come in questo tuo caso.

 

Secondo me faresti bene a parlarne (per quanto ti possa essere possibile) con i due fratelli, perché tanto, a prescindere da ogni caso, la bolletta te la devono rimborsare per la loro quota parte che potrebbe (a questo punto direi DEVE) essere ripartita in base a dei semplicissimi contatori divisionali posti all'imbocco dell'appartamento a cui servono.

 

Non lo vogliono fare?

Pazienza, vorrà dire che tu installerai un tuo contatore divisionale al tuo imbocco (forse sotto il lavello della cucina e/o nel bagno in genere è così) e pagherai soltanto il costo al mc rilevato sui mc consumati dal tuo contatore e, a defalco, da quello generale che comunque dovreste avere all'esterno della ex villa (oggi per legge un vero e proprio Condominio) ricaverai la differenza che ti devono gli altri due.

 

Se continueranno a non pagarti puoi ben immaginare che, inevitabilmente, ti dovrai rivolgere ad un giudice il quale, a quel punto, ti darà inevitabilmente ragione.

 

Questo è semplicemente il mio parere dedotto da quello che tu hai scritto.

ciao

Tutte quelle che nascono con la costruzione dell'originario proprietario

 

Faccio presente che si istituiscono per "padre di famiglia" solo le "servitù apparenti" e non quelle "occulte".

 

"Non specificandole una ad una può cambiare la situazione ma non di molto, quindi, un eventuale giudice a cui si dovrebbe ricorrere, potrebbe lasciare le cose così come stanno, soprattutto, se non c'è la possibilità tecnica e materiale di separare gli impianti"

Le servitù occulte vanno specificate nel rogito per essere regolarmente istituite e questo fa la differenza sostanziale: se la servitù non è regolarmente istituita il giudice può imporre la sua eliminazione o se non possibile, la sua istituzione a fronte di un indennizzo, ma ripeto secondo me il caso corrente esula dal discorso della servitù

Tutte quelle che nascono con la costruzione dell'originario proprietario

 

Faccio presente che si istituiscono per "padre di famiglia" solo le "servitù apparenti" e non quelle "occulte".

 

"Non specificandole una ad una può cambiare la situazione ma non di molto, quindi, un eventuale giudice a cui si dovrebbe ricorrere, potrebbe lasciare le cose così come stanno, soprattutto, se non c'è la possibilità tecnica e materiale di separare gli impianti"

Le servitù occulte vanno specificate nel rogito per essere regolarmente istituite e questo fa la differenza sostanziale: se la servitù non è regolarmente istituita il giudice può imporre la sua eliminazione o se non possibile, la sua istituzione a fronte di un indennizzo, ma ripeto secondo me il caso corrente esula dal discorso della servitù

Grazieee!!! Era proprio la risposta che cercavo!! Ma esistono riferimenti di sentenze o leggi che diano supporto a :" Le servitù occulte vanno specificate nel rogito per essere regolarmente istituite" ? Cosi' potrei tornare dal mio avvocato ed invitarlo ad approfondire!! Oppure devo trovare un buon avvocato esperto di diritto amministrativo....

 

- - - Aggiornato - - -

 

Aggiungo ancora che ho già fatto fare un sopralluogo all'AQP e il distacco è fattibile senza alcun problema, tranne che per la fogna, ma li non c'è problema tanto comunque con due impianti idrici separati si avrebbero anche i costi della fogna separati

Ripeto nel tuo caso il problema che sei tu a pagare l'acqua perché avete un solo contatore a te intestato è cosa diversa dalla servitù. Rispondendo alla tua domanda ""Le servitù occulte vanno specificate nel rogito per essere regolarmente istituite" ?" è chiaro che se le servitù occulte non possono venire istituite per "padre di famiglia" devono venire istituite citandole nel rogito. La dicitura che si trova sempre nei rogiti di accettazione di tutte le servitù apparenti o no, non ha nessuna validità giuridica perché le servitù per essere istituite devono seguire delle regole ben precise. Mi sembra strano, ripeto, che gli avvocati che hai contattato non lo sappiano: devi contattare un "avvocato esperto in " tutela della proprietà privata".

 

Per quanto riguarda le fogne è altro discorso: occorre vedere se realmente esiste una servitù nel senso che in tutti i condomini le tubazioni di scarico vengono a confluire in un' unica tubazione di raccolta ma su questa tubazione non esiste servitù in quanto detta tubazione è comune e pertanto la sua manutenzione è a carico di tutti i condomini

La servitù può essere il passaggio di un tubo in una proprietà privata ma non esiste una servitù di FORNITURA GRATUITA a spese del fondo servente.

Se non riuscite a venirne fuori dovete risolvere la cosa come condominio minimo avente un contratto di fornitura comune, così come nei condominii con 10 condòmini esiste un solo contratto di fornitura condominiale.

Non ti pagano l'acqua de 7 anni e non hai ancora sentito un avvocato?

Rivolgiti al Giudice e chiedi che sia disciplinato il servizio comune ed il riparto delle spese di fornitura:

 

Art. 1104 c.c.

Ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie per la conservazione e per il godimento della cosa comune e nelle spese deliberate dalla maggioranza a norma delle disposizioni seguenti, salva la facoltà di liberarsene con la rinunzia al suo diritto...

Art. 1105 c.c.

Tutti i partecipanti hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune. Per gli atti di ordinaria amministrazione le deliberazioni della maggioranza dei partecipanti, calcolata secondo il valore delle loro quote, sono obbligatorie per la minoranza dissenziente. Per la validità delle deliberazioni della maggioranza si richiede che tutti i partecipanti siano stati preventivamente informati dell'oggetto della deliberazione. Se non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita, ciascun partecipante può ricorrere all'autorità giudiziaria. Questa provvede in camera di consiglio e può anche nominare un amministratore.

Il contatore però non dovrebbe essere intestato ad un solo condomino ma al condominio. Per tutto concordo pienamente.Mi stupisco degli avvocati che non hanno saputo dare una risposta precisa e non abbiano capito che la servitù non c'entra nulla ma è solo un pretesto per i vicini per non pagare l'acqua

Il contatore però non dovrebbe essere intestato ad un solo condomino ma al condominio. Per tutto concordo pienamente.Mi stupisco degli avvocati che non hanno saputo dare una risposta precisa e non abbiano capito che la servitù non c'entra nulla ma è solo un pretesto per i vicini per non pagare l'acqua

Strano si. Forse si è parlato sempre di servitù ma mai di ripartizione delle spese.

Bisogna anche interpellare l'avvocato giusto è cioè un avvocato condominialista.

Proprio qualche giorno fa, su questo forum un forumista avvocato diceva che se doveva farsi visitare per un problema al cuore si recava da un medico cardiologo e non certo da un medico dermatologo o ortopedico.

Visto che Stefapi sta al piano terra e per lei è fattibilisimo farsi un impianto autonomo con contratto di fornitura autonoma, potrebbe addirittura staccarsi dall'impianto comune comunicando che è disponibile alla voltura del contratto, in mancanza della quale, provvederà alla chiusura del contratto di fornitura.

Una volta che al primo piano non uscirà più acqua dai rubinetti, il proprietario manterrà l'uso dei tubi ma se vuole che ci passi acqua, dovrà pagarsela lui facendo un contratto di fornitura, altrimenti si attrezza con damigiane e va a fornirsi di acqua alla fontana pubblica, come si faceva un tempo.

Strano si. Forse si è parlato sempre di servitù ma mai di ripartizione delle spese.

Bisogna anche interpellare l'avvocato giusto è cioè un avvocato condominialista.

Proprio qualche giorno fa, su questo forum un forumista avvocato diceva che se doveva farsi visitare per un problema al cuore si recava da un medico cardiologo e non certo da un medico dermatologo o ortopedico.

Visto che Stefapi sta al piano terra e per lei è fattibilisimo farsi un impianto autonomo con contratto di fornitura autonoma, potrebbe addirittura staccarsi dall'impianto comune comunicando che è disponibile alla voltura del contratto, in mancanza della quale, provvederà alla chiusura del contratto di fornitura.

Una volta che al primo piano non uscirà più acqua dai rubinetti, il proprietario manterrà l'uso dei tubi ma se vuole che ci passi acqua, dovrà pagarsela lui facendo un contratto di fornitura, altrimenti si attrezza con damigiane e va a fornirsi di acqua alla fontana pubblica, come si faceva un tempo.

Esatto. la materia giuridica civile è molto ampia così come lo è la medicina quindi il confronto calza a pennello. Rimane però da dire che se io da "ignorante" mi reco dal medico sbagliato quest'ultimo sarà lui stesso a indicarmi il collega che può occuparsi della diagnosi del mio problema di salute; nel caso contingente invece , gli avvocati hanno scoraggiato il cliente quasi convincendolo che la sua situazione era irrisolvibile: cosa da non credere!

 

Stefapi probabilmente ha diverse soluzioni al suo problema ma a mio parere occorre l'aiuto di un professionista per non incorrere in errori visto che l'acqua e un bene prioritario e privarne qualcuno può essere considerato un illecito qualsiasi sia la motivazione: certo è che non può continuare a soggiacere a questa situazione

Non è che ci siano tante soluzioni per stefapi.

 

O si fa rimborsare una quota parte della bolletta dell'acqua, come già detto da me e se non ci riesce con le buone ci riesce con il giudice, purtroppo, ma non vedo altre strade .

 

O si fa un impianto per conto suo chiedendo la scissione del contatore generale che attualmente fornisce le 3 u.i. ex villa unica ed ora Condominio, come pure questo è stato detto.

 

Le tubazioni che, attualmente, (ripeto che ATTUALMENTE) portano l'acqua costituiscono servitù, altro che no.

 

Quelle tubazioni stefapi NON le può toccare perché costituiscono una servitù specificata non dettagliatamente sul rogito ma genericamente, questo sta a significare che se vai in giudizio, probabilmente, e sottolineo probabilmente, il giudice da ragione ai due fratelli proprio perché trattasi di una VOLONTA' del costruttore originario ossia del padre dei due.

 

L'unico appiglio potrebbe essere il fatto di non averle specificate bene, questo sì ma potrebbe essere relativo, molto relativo.

 

Quindi a mio modestissimo parere dico che gli avvocati che ha interpellato stefapi così sprovveduti non sono, così sciocchini come sono stati definiti non lo siano anzi, lo hanno consigliato benissimo, forse, avrebbero potuto dirgli quello che un po' noi tutti abbiamo già ampiamente detto e cioè che:

 

- Di sicuro rimborso dei soldi della bolletta

 

- Scissione impianto facendosi installare un contatore personale dall'ente erogatore.

 

Basta stefapi oltre a questo non può fare niente altro.

 

Questo è il mio parere

Ciao

L'impianto idrico che serve i due appartamenti è unico e serve tutti gli appartamenti di conseguenza è condominiale e perciò non esiste nessuna servitù. Il problema è il contatore che è unico ed intestato ad un solo condomino. Non può essere volontà di nessuno tantomeno dell'originario proprietario, far pagare i consumi ad un solo condomino almeno che non esista un contratto di questo tipo che comunque non sarebbe una servitù.

 

P.S.Nessuno ha definito "sciocchini" o "impreparati " gli avvocati in questione, questa è una tua libera interpretazione

L'impianto idrico che serve i due appartamenti è unico e serve tutti gli appartamenti di conseguenza è condominiale e perciò non esiste nessuna servitù. Il problema è il contatore che è unico ed intestato ad un solo condomino. Non può essere volontà di nessuno tantomeno dell'originario proprietario, far pagare i consumi ad un solo condomino almeno che non esista un contratto di questo tipo che comunque non sarebbe una servitù.

 

P.S.Nessuno ha definito "sciocchini" o "impreparati " gli avvocati in questione, questa è una tua libera interpretazione

Dal tenore usato si può dedurre quella definizione, visto che avete parlato di "medici sbagliati", dermatologici che curano cuori, ortopedici che curano dermatiti..... avvocati specifici della materia, tu Maila hai anche scritto :"cose da non credere" ... riferita agli avvocati consultati da stefapi, fai un po' tu........non mi sembra una mia interpretazione....... comunque, il discorso del contatore non c'entra nulla.

Mi sembra che sia stato abbondantemente sottolineato che possa chiedere la scissione o un nuovo contatore, o sbaglio...?

 

Poi scusami dove è che io avrei scritto:

 

"Non può essere volontà di nessuno tantomeno dell'originario proprietario, far pagare i consumi ad un solo condomino"

 

Ti sbagli Maila io non l'ho scritto.

 

Io ho parlato di servitù degli impianti che è TUTTA un'altra cosa.

Quindi appurato che il contatore non c'entra nulla, rimangono gli impianti che non possono essere toccati in quanto costituiscono servitù.

 

Se stefapi intendesse dividere e/o modificare questi impianti, in base agli atti di donazione prima ed all'atto di vendita poi, non lo può fare, per questo gli avvocati gli hanno detto quello che gli hanno detto.....

 

Stefapi può chiedere o il rimborso della quota loro spettante del consumo dell'acqua se non glielo danno può rivolgersi al giudice che senz'altro gli darà ragione

oppure stefapi può chiedere una scissione del contatore esistente o, addirittura, un nuovo contatore visto che tecnicamente parlando risulta pure più facile installarlo senza fare tanti lavori perché è sito al piano terra.

 

Questo, ripeto è il consiglio che io do a stefapi, poi, stefapi si darà una idea e, una ultima cosa, potrei dirgli di andare da un altro avvocato e vedere se il suo parere coincide con quello che gli hanno fornito gli altri e che io condivido totalmente e devo dire che sono stati anche onesti perché se ne potevano pure approfittare (come purtroppo accade qualche volta pur di prendere il cliente...) facendogli iniziare una causa con scarsissime possibilità di vincerla se la metti sul piano delle servitù, come in questo caso (impianti acqua e fognari e probabilmente altri).

Ciao

Dal tenore usato si può dedurre quella definizione, visto che avete parlato di "medici sbagliati", dermatologici che curano cuori, ortopedici che curano dermatiti..... avvocati specifici della materia, tu Maila hai anche scritto :"cose da non credere" ... riferita agli avvocati consultati da stefapi, fai un po' tu........non mi sembra una mia interpretazione....... comunque, il discorso del contatore non c'entra nulla.

Mi sembra che sia stato abbondantemente sottolineato che possa chiedere la scissione o un nuovo contatore, o sbaglio...?

 

Poi scusami dove è che io avrei scritto:

 

"Non può essere volontà di nessuno tantomeno dell'originario proprietario, far pagare i consumi ad un solo condomino"

 

Ti sbagli Maila io non l'ho scritto.

 

Io ho parlato di servitù degli impianti che è TUTTA un'altra cosa.

Quindi appurato che il contatore non c'entra nulla, rimangono gli impianti che non possono essere toccati in quanto costituiscono servitù.

 

Se stefapi intendesse dividere e/o modificare questi impianti, in base agli atti di donazione prima ed all'atto di vendita poi, non lo può fare, per questo gli avvocati gli hanno detto quello che gli hanno detto.....

 

Stefapi può chiedere o il rimborso della quota loro spettante del consumo dell'acqua se non glielo danno può rivolgersi al giudice che senz'altro gli darà ragione

oppure stefapi può chiedere una scissione del contatore esistente o, addirittura, un nuovo contatore visto che tecnicamente parlando risulta pure più facile installarlo senza fare tanti lavori perché è sito al piano terra.

 

Questo, ripeto è il consiglio che io do a stefapi, poi, stefapi si darà una idea e, una ultima cosa, potrei dirgli di andare da un altro avvocato e vedere se il suo parere coincide con quello che gli hanno fornito gli altri e che io condivido totalmente e devo dire che sono stati anche onesti perché se ne potevano pure approfittare (come purtroppo accade qualche volta pur di prendere il cliente...) facendogli iniziare una causa con scarsissime possibilità di vincerla se la metti sul piano delle servitù, come in questo caso (impianti acqua e fognari e probabilmente altri).

Ciao

Vedo che continui ad interpretare ciò che scrivo a modo tuo, ma credo che altri abbiano capito benissimo. Ciao

Vedo che continui ad interpretare ciò che scrivo a modo tuo, ma credo che altri abbiano capito benissimo. Ciao

Fai come credi.

Tanto tu la vedrai sempre in un modo diverso dal mio ma questo non ha alcuna importanza ai fini delle risposte quello che conta sono i fatti ed i fatti, almeno per quanto mi riguarda poi ripeto ognuno può dire la sua, stanno come dico io .

ciao alla prossima

... quello che conta sono i fatti ed i fatti, almeno per quanto mi riguarda poi ripeto ognuno può dire la sua, stanno come dico io .

ciao alla prossima

Il fatto oggettivo è che esiste una servitù (i tubi) per far arrivare l'acqua di proprietà dell'acquedotto nell'appartamento al primo piano.

Un altro fatto oggettivo è quello che Stefapi si accolla il costo dell'acqua che passa attraverso la servitù e consumata dal proprietario del 1° piano da ben 7 anni.

Poi cominciano le opinioni soggettive.

LA MIA OPINIONE:

Stefapi scrive:

"PS: mi sono già rivolta ad un paio di avvocati che mi hanno liquidata sostenendo che con le servitu' c'è poco da fare... difficilmente si riesce a farle interrompere!"

 

Probabilmente gli avvocati hanno dato la risposta giusta (non si possono interrompere le servitu), ma è stata fatta la domanda giusta?

La domanda giusta sarebbe stata:

 

"Premesso che non posso interrompere questa servitù di tubi che portano l'acqua al primo piano, cosa devo fare per non pagare l'acqua che loro consumano?

Se lasciano i rubinetti aperti o si rompe il galleggiante di un water e scaricano acqua 24 ore al giorno, la devo pagare io?

Anche il consumo di acqua fa parte della servitù?"

 

Se Stefapi ha detto agli avvocati la stessa cosa che ha detto qui e cioè che paga l'acqua dei vicini da 7 anni, è possibile che gli avvocati oltre a dire che non si possono interrompere le servitù le abbaino detto che deve continuare a sopportare i costi di erogazione di acqua al vicino?

Liquidare una cliente con un globale "con le servitù c'è poco da fare", senza scindere la servitù di passaggio (dell'acqua) dal costo della fornitura (dell'acqua) non ti sembra un po' riduttivo?

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