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Ilario93

Salve, volevo spiegarvi dettagliatamente la mia situazione di morosità condominiale

Salve,

Vi volevo spiegare dettagliatamente la mia situazione di morosità condominiale di cui vi ho fatto un piccolo accenno qui: https://www.condominioweb.com/forum/quesito/pignoramento-immobiliare-per-che-cifra-minimo-si-esegue-61557/ .

Penso mi dilungherò molto, ma la mia è una situazione un pò complicata a mio modesto parere. Cerco comunque di spiegare in modo chiaro nelle mie possibilità, la mia situazione, spero quanto prima in un vostro aiuto e consiglio.

Abitiamo in un condominio di oltre 30 famiglie, viviamo in 3 nella nostra famiglia (io, mia madre, mio padre) e dal 24 Ottobre 2013 ci hanno interrotto l'erogazione dell'acqua sanitaria per morosità. Vi spiego meglio nel dettaglio: siamo morosi di spese condominiali da 4 anni, causa mancanza di lavoro per tutti e 3 in famiglia (tant'è che ancora oggi viviamo in grosse difficoltà economico-finanziarie), si sono accumulati intorno ai 10000 euro di spese condominiali, alle quali ci hanno avviato un decreto ingiuntivo presso il Tribunale con ordinanza del GdP di dover far pure un pignoramento immobiliare nel caso in cui non ci fosse stato riscontro. Nel nostro condominio, c'è stata una ristrutturazione della centrale termica a cui le spese ammontavano a 2654,17 euro nella nostra famiglia. Detto ciò, cerco di farla il più breve possibile, ci siamo rivolti all' ASPPI, dopo il pagamento della somma per iscriversi a tale associazione, ci hanno indicato i loro Avvocati di riferimento. Siamo andati da un Avvocato il quale non ha fatto nient'altro che dirci di metterci d'accordo con gli altri condomini in assemblea, per riavere nuovamente l'erogazione dell'acqua.

Abbiamo seguito questo consiglio, siamo andati in assemblea nel mese di Dicembre 2013, e siamo stati verbalmente aggrediti, non avendo possibilità di chiarire la nostra situazione in assemblea condominiale.

Appena fatto sapere al 1° Avvocato, ci ha detto che non poteva fare nulla poiché decideva l'assemblea condominiale. Siccome abbiamo vicini molto "acidi" caratterialmente, e non ci possono vedere ci è stato detto che volevano provvedere al pignoramento immobiliare poiché il GdP in Tribunale gli ha dato ragione, allora dopo un pò si è cercato di trovare anche altre 2 soluzioni: la 1° (gradita dalla nostra assemblea condominiale) consisteva all' ipoteca su immobili di nostra proprietà, posseduti in eredità, per richiedere un prestito in banca e saldare il debito interamente. La 2° soluzione consisteva di versare immediatamente la quota della centrale termica, e successivamente circa 500 euro al mese, compresa la rata condominiale a partire dal mese di Gennaio 2014 (di circa 150 euro, con piano di rientro di circa 360 euro) per 18 mesi, cioè fino a Giugno 2015.

Il nostro problema è che non riusciamo a versare quota 500 euro al mese, per 18 mesi...poiché le nostre possibilità economiche non ce lo permettono. Siamo andati da familiari a chiedere il prestito dell'investimento della centrale termica, a cui è già stata saldata.

E precedentemente (tra Novembre e Dicembre 2013) si sono pagate pure, nell'arco di 10 giorni, 2 rate da 250 euro per spese condominiali. Tutt'ora non ci hanno ridato l'erogazione dell'acqua, e noi chiaramente ci stiamo nettamente rifiutando di poter pagare, visto che l'acqua in casa nostra ancora non c'è...e quindi dobbiamo pagare inutilmente se l'acqua non viene di nuovo erogata? Ma parliamo della soluzione che avrebbero preferito i condomini all'assemblea, e cioè quella di ipotecare un immobile per poter chiedere un prestito in banca e saldare interamente il debito condominiale (rimanenza circa 6/7000 euro). Siamo andati in banca (filiale UniCredit), e abbiamo raccontato di voler mettere un ipoteca su un immobile davanti al direttore. Ci è stato detto che per una cifra così piccola non iscrivono ipoteca sull'immobile, la cifra che si può erogare deve essere minimo di 50000 euro, e ci sarebbero spese intorno ai 5/6000 euro tra notaio, geometra e via dicendo...

E ci ha detto di portare in filiale documento identità+codice fiscale, ultime 3 buste paga, il cud/730 dichiarazione dei redditi (se abbiamo anche l'ISEE ha detto che è meglio) e atto di acquisto immobile con planimetria. Non abbiamo fatto la dichiarazione dei redditi l'anno scorso poiché, nessuno dei 3 in famiglia lavorava e quindi che dichiarazione dei redditi facevamo? Ci è stato detto di prendere i 50000 euro erogati di mutuo sull'ipoteca, di pagare il debito condominiale e il rimanente restituirli di nuovo alla banca. C'è da dire che ora, lavora solo mio padre, e guadagna a tempo determinato (si spera gli rinnovino il contratto) a malapena 4/500 euro al mese. Eravamo senza lavoro e senza un soldo per 4 anni, e non ci hanno voluto capire, ora ci hanno tolto l'acqua e ci vogliono pure levare il riscaldamento (ce lo volevano levare anche prima di sospenderci l'erogazione dell'acqua sanitaria, solo che non abbiamo fatto entrare in casa nostra nè gli idraulici e nè l'amministratore, per paura) facendoci oltretutto un pignoramento immobiliare...si "agganciano" sugli immobili da noi posseduti, ma non sanno che la banca non è così facile chiedere il prestito dando in mano l'immobile se uno non ha la dichiarazione dei redditi, visto che l'anno scorso non abbiamo lavorato nessuno dei 3. Ci è stato detto di cambiare banca se l'UniCredit non fornisce questo servizio, ma non ci hanno detto allora la filiale di banca dove recarci.

Abbiamo provato a rivolgerci anche ad un altro Avvocato, il quale ci ha detto che non c'è nulla da fare, se non che far causa in Tribunale davanti al GdP pagando altri 1000 euro subito. L'assemblea condominiale parte prevenuta sulle nostre proprietà immobiliari, e dicendoci che noi recepiamo reddito anche di un affitto...ma dobbiamo pur mangiare, pagarci alcune bollette (siamo in mano ai servizi sociali del nostro Comune, ma alcune bollette non le passano e le dobbiamo pagare noi) e via dicendo no?

E poi i soldi dell'affitto non sono tutti "puliti" nel senso che, non è solo proprietario mio padre, ma anche la sorella di mio padre, e quindi quei 430 euro mensili recepiti mensilmente d'affitto, vengono divisi in 2. Tra l'altro su quell'immobile ci sono tante spese, visto che è improvvisamente venuta a mancare mia nonna nel mese di Novembre 2012, e si è deciso di affittare l'immobile dove resideva per recuperare i soldi da dare ad onoranze funebri, atto di successione e spese di manutenzione di quell'immobile.

I condomini dicono si siano avvalsi dell'articolo 18 Legge 220/2012 della riforma del condominio, la quale recita l'interruzione dei "servizi comuni suscettibili di godimento separato", la fornitura d'acqua sanitaria corrente non pare che rientrasse in questa categoria, poiché è un servizio essenziale per vivere (poi non so). L'amministratore ha redatto anche lettera al nostro 2° Avvocato, scrivendogli cose non veritiere come: "questo è il terzo avvocato che mi contatta per la stessa motivazione, evito di ripercorrere nel dettaglio la situazione che si trascina ormai da anni, e ne approfondirò in un possibile incontro di persona"; "il suo cliente nel suo stato di indigenza, è proprietario di altri 3 immobili, di cui uno percepisce regolare canone d'affitto, oltre ad essere in possesso di un terreno e di una pensione". Non è vero niente, perché 1. Noi, proprietari dal 1991 dell'immobile abbiamo sempre versato le spese condominiali (anche se in ritardo, ma sempre versate)...solo ora non abbiamo potuto affrontarle causa crisi economica e mancanza di lavoro 2. non siamo più in possesso del terreno da ormai oltre 10 anni...e non è assolutamente vero che mio padre recepisce la pensione, è diffamatorio! Cosa dobbiamo fare secondo voi? lasciarci pignorare l'immobile dove abbiamo la residenza poiché non abbiamo la quota che loro richiedono mensilmente, o levarci la vita visto che non abbiamo altre alternative???

Ora c'era la nostra buona volontà di affrontare il debito, ma loro non ci vengono incontro.

Aggiungo che, in una recente assemblea condominiale si è cercato di fargli capire la nostra situazione economico-finanziaria che stiamo vivendo da alcuni anni, questa volta i condomini non ci hanno aggredito verbalmente, ma pretendono già 1000 euro poiché sono passati già 2 mesi dalla precedente delibera assembleare. L'amministratore ci ha riferito che, è obbligato fra 1 mese ad avviare la procedura di pignoramento immobiliare, nel caso in cui non si rispettassero i pagamenti deliberati dall'assemblea condominiale. Dove andiamo noi 3 a vivere se ci fanno il pignoramento? sotto il ponte di ferro? visto che l'altra casa che abbiamo in eredità non è abitabile, è una casa vecchia e c'è tutto da abbattere e rifare da capo. Penso di non dilungarmi ulteriormente, visto che siamo messi molto male, e non sappiamo che fare per uscirne fuori, vi chiedo scusa dello sfogo.

In attesa di un vostro aiuto, vi ringrazio per l'attenzione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

ciao

perdonami ma onestamente mettiti al posto di chi paga anche per te, facendo i salti mortali

se poi è vero che possedete un appartamento e lo date in affitto, più altri due......allora onestamente state prendendo in giro i condomini

vendeteli e sanate i debiti. Il problema non è che ti possono pignorare la casa, il problema è che qualcun altro paga al posto tuo ed è alquanto fastidioso. Tu non lavori, ma gli altri condomini si, anche per te. I miei hanno trascinato la situazione con un condomino moroso per anni, e ogni volta era più dura. Quindi vendi LE CASE che possedete. Secondo me sono stati anche troppo generosi. Non siete indigenti.

Valutate la possibilità, considerato il fatto che la banca a quanto dici sarebbe disposta ad erogare minimo 50000 euro, di ristrutturare (dopo aver chiesto 4-5 preventivi a 4-5 ditte differenti o magari se conoscete un architetto od ingegnere che vi faccia un computo metrico) il rudere in modo tale da renderlo abitabile, chiedendo i soldi necessari alla ristrutturazione + il debito condominiale, e, contemporaneamente mettete in vendita (o potete farlo dopo l'eventuale scampato pericolo del pignoramento) l'appartamento in cui attualmente abitate. Col ricavato potreste andare avanti per diversi anni (dipende dal valore) o meglio ancora reinvestire in qualcosa che vi permetta un seppur minimo reddito

Ma tutto 'sto romanzo e avete altri tre immobili?

 

C'è gente che per pagare il condominio si propone per i lavori più umili, nonostante sia plurilaureata.

Ma tutto 'sto romanzo e avete altri tre immobili?

 

C'è gente che per pagare il condominio si propone per i lavori più umili, nonostante sia plurilaureata.

Quoto al 100%.

Per me hanno fatto più che bene in assemblea ad adottare questa decisione.

Anzi, presentatevi alla prossima assemblea e dite che state vendendo uno o due dei vostri tre appartamenti e che, quando tutto sarà saldato, pagherete cena a tutti i condomini per i disagi, anticipi, ecc. ecc. dagli stessi avuti con vostra situazione di morosità.

Se penso che in alcuni stabili ci sono 4/5 situazioni del genere a discapito di altri....

...Dove andiamo noi 3 a vivere se ci fanno il pignoramento? sotto il ponte di ferro? visto che l'altra casa che abbiamo in eredità non è abitabile, è una casa vecchia e c'è tutto da abbattere e rifare da capo. Penso di non dilungarmi ulteriormente, visto che siamo messi molto male, e non sappiamo che fare per uscirne fuori, vi chiedo scusa dello sfogo.

In attesa di un vostro aiuto, vi ringrazio per l'attenzione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

Potreste continuare a vivere nella casa in cui vivete vendendo la nuda proprietà.

Incassereste denaro sufficiente a pagare spese condominiali passate, presenti e future ed allo stesso tempo nessuno potrebbe mettervi alla porta fino alla morte dell'attuale proprietario.

Dai un'occhiata a questo link

http://www.casanuda.it/

Preferisco non fare considerazioni riguardo la situazione personale.

 

Mi permetto solo di suggerirti di effettuare ugualmente dei versamenti, in quanto sebbene possa essere importante una rata mensile di 500,00 euro, come puoi pensare di risolvere la cosa versando zero euro.

 

È evidente che nessuno potrà fidarsi qualunque sia la tua proposta di rata.

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