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silverfox

Rivalsa su albero non a distanza legale

Buongiorno, Ho un problema riguardo un albero nel mio giardino che il mio vicino mi vuole far togliere a tutti i costi....

 

La questione è Questa: Ho acquistato casa nel 2009, e nel momento dell'acquisto l'agente immobiliare x per la vendita della casa mi fece notare che acquistandola, (nella Fattispecie una Villetta a Schiera composto da 4 villette tutte unite, la mia è quella di testa), avrei avuto un giardino già allestito con siepi ed un bellissimo CEDRO di 7 metri col quale avrei potuto fare un bellissimo albero di natale..... Subito io e la mia ragazza ce ne innamorammo.....

 

Nello stesso periodo il mio attuale vicino ha comprato come anche lui casa e precisamente la villetta successiva la mia.....

 

Ora però lui vuole che tagli questo cedro perché il proprietario precedente che l'ha piantato circa" 20anni fa", l'ha fatto non rispettando la distanza legale dei 3 m x gli alberi ad alto fusto..... ma l'ha fatto a 2m dal confine con l'altra villetta....

 

Ora io non voglio tagliarlo sia perché è un bell'albero che mi abbellisce il giardino, sia perché mi fa ombra e sia perché mi da un pò di privacy.....

 

Io vorrei avere una consulenza perché mi ha minacciato di ricorrere alle vie legali ed io non voglio....

 

Quindi vorrei sapere chi ha ragione secondo la legge, premetto che l'albero era già presente al momento dell'acquisto non l'ho piantato io, non copre nessuna visuale copre solo il mio giardino, e tagliandolo lui riuscirebbe a vedere il mio giardino dove parcheggio l'auto, come già detto, il CEDRO era già presente nel momento in cui lui ha acquistato la sua villetta, quindi sapeva che comprandola avrebbe avuto quell'albero di fianco....

 

Spero di essere stato chiaro nella spiegazione della questione, se necessitate di ulteriori dettagli non esitate a contattarmi...

 

Nell'attesa, di una vostra pronta ed esaustiva risposta, vi porgo i miei più cordiali e sinceri saluti.

Curiosità: alla minaccia di adire a vie legali tu cosa hai risposto? Perché tanti minacciano ma poi alla fine della fiera quando ragionano su quello che devono spendere ci pensano bene. Sai minacciare ed agire sono due cose ben diverse io non farei proprio un bel niente fino a che vedo qualcosa di concreto dal vicino. Se proprio vuoi stare tranquillo senti un avvocato ma non muovere un dito.

Se l'albero giace da più di 20 anni il proprietario dell'albero ha usucapito la porzione di terreno anche se le distanze non sono state rispettate fino a perimento totale dell'albero, però in caso di nuova piantumazione deve rispettare le distanze minime previste dalla Legge o dal Regolamento Comunale, perciò d'accordo con Gianpaolo S. ti consiglierei di attendere un ricorso da parte del vicino, ed eventualmente per tua curiosità fai periziare da un tecnico agronomo l'età dell'albero.

Ciao

può chiedere e minacciare quanto vuole, ma abbattere un albero, soprattutto uno che non è appena stato piantato, richiede una serie di permessi e pareri elevata e, di solito, a meno che non sia pericoloso, difficilmente, lo fanno abbattere.

Secondo me abbattere un albero rigoglioso è un delitto, comunque entro i 20 anni dalla piantumazione il vicino può chiedere l'arretramento di questo albero, certamente ne soffrirà questo albero, ma immagino che oggi si può fare.

Art. 892 C.C. Chi vuol piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono, devono essere osservate le seguenti distanze dal confine:

 

1) tre metri per gli alberi di alto fusto. Rispetto alle distanze, si considerano alberi di alto fusto quelli il cui fusto, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza notevole, come sono i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani e simili;

 

2) un metro e mezzo per gli alberi di non alto fusto. Sono reputati tali quelli il cui fusto, sorto ad altezza non superiore a tre metri, si diffonde in rami;

 

3) mezzo metro per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto di altezza non maggiore di due metri e mezzo.

 

La distanza deve essere però di un metro, qualora le siepi siano di ontano, di castagno o di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo, e di due metri per le siepi di robinie.

 

La distanza si misura dalla linea del confine alla base esterna del tronco dell'albero nel tempo della piantagione, o dalla linea stessa al luogo dove fu fatta la semina.

 

Le distanze anzidette non si devono osservare se sul confine esiste un muro divisorio, proprio o comune, purché le piante siano tenute ad altezza che non ecceda la sommità del muro.

 

Art. 894 C.C. Il vicino può esigere che si estirpino gli alberi e le siepi che sono piantati o nascono a distanza minore di quelle indicate dagli articoli precedenti

 

Art. 896 C.C. Quegli sul cui fondo si protendono i rami degli alberi del vicino può in qualunque tempo costringerlo a tagliarli, e può egli stesso tagliare le radici che si addentrano nel suo fondo, salvi però in ambedue i casi i regolamenti e gli usi locali.

Se gli usi locali non dispongono diversamente, i frutti naturalmente caduti dai rami protesi sul fondo del vicino appartengono al proprietario del fondo su cui sono caduti [art. 821 c.c.].

Se a norma degli usi locali i frutti appartengono al proprietario dell'albero, per la raccolta di essi si applica il disposto dell'articolo 843.

MIChris credo che qui la questione sia che l'albero è piantato li da più di 20 anni. Quindi bisogna capire se questo nel tempo ha acquisito un qualche diritto.

MIChris credo che qui la questione sia che l'albero è piantato li da più di 20 anni. Quindi bisogna capire se questo nel tempo ha acquisito un qualche diritto.

Art. 894 C.C. Il vicino può esigere che si estirpino gli alberi e le siepi che sono piantati o nascono a distanza minore di quelle indicate dagli articoli precedenti

"Può capitare che sia stato acquisito il diritto di tenere alberi a distanze minori rispetto a quelle previste dalla legge o dai regolamenti o dagli usi locali, ad esempio a seguito di contratto o per usucapione ventennale (quando il confinante per almeno vent’anni non reagisce al fatto che una pianta sul fondo vicino cresca a distanza non legale). Anche in questo caso, però, il Codice prevede che se l’albero muore o viene abbattuto o reciso, il proprietario non può ripiantare un altro albero nelle stesso posto ma sarà tenuto a rispettare le distanze di legge. Questa regola ha un’eccezione, poiché se si tratta di un filare di alberi posto sul confine, il proprietario può legittimamente sostituire l’albero venuto meno. "

 

Fonte: --link_rimosso--

I rami degli alberi che sporgono sul terreno del vicino confinante vanno recisi [1]. Se ciò non viene fatto spontaneamente, il soggetto “invaso” può ricorrere al giudice in qualsiasi momento, senza che il vicino possa invocare una presunta usucapione a invadere l’altrui proprietà. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione con una recente sentenza [2].

 

Infatti, il diritto di far protendere i rami degli alberi del proprio fondo in quello confinante non può essere acquistato per usucapione, in quanto il codice civile [1] implicitamente lo esclude. Il proprietario del fondo sul quale protendono i rami ha infatti, in qualunque momento e senza limiti di tempo, il potere di costringere il vicino a tagliarli. Né rileva l’eventuale esistenza di un muro divisorio sul confine (sia esso di proprietà esclusiva o comune a entrambi i proprietari), in quanto le piante devono essere tenute, in ogni caso, a una altezza che non ecceda la sommità del muro stesso [3].

 

Qualora invece a invadere il fondo confinante siano le radici dell’albero, il vicino invaso le può tagliare da sé, senza quindi doverlo chiedere, in questo caso, al proprietario della pianta.

La differenza rispetto al regime dei rami è chiara: per recidere i rami, infatti, occorre salire sull’albero e, quindi, entrare sul fondo altrui. È pertanto il proprietario dell’albero a dover provvedere sul proprio terreno ed eventualmente a decidere se tagliare l’intero ramo oppure accorciare il ramo in modo

Fonte: legge uguale per tutti

cc Art. 895. Divieto di ripiantare alberi a distanza non legale.

Se si è acquistato il diritto di tenere alberi a distanza minore di quelle sopra indicate (ndr per usucapione ventennale), e l'albero muore o viene reciso o abbattuto, il vicino non può sostituirlo, se non osservando la distanza legale.

La disposizione non si applica quando gli alberi fanno parte di un filare situato lungo il confine.

Ovvero fino a che l'albero vive e/o non viene abbattuto il proprietario dell'albero ha il diritto di mantenerlo dove stà e giace, se prima dei 20 anni a richiesta del confinante, dovrà provvedere a spostarlo oppure e purtroppo abbatterlo.

Adesso io non sono un botanico, ma un albero di ben 7 metri la vedo difficile che le radici non si estendano per almeno 2 metri

Bè ma quello non viene specificato ne tantomento viene specificato se i rami passano dall'altra parte. Per altro credo che l'autore non avrebbe problemi a tagliare i rami.

Bè ma quello non viene specificato ne tantomento viene specificato se i rami passano dall'altra parte. Per altro credo che l'autore non avrebbe problemi a tagliare i rami.

Rami e RADICI......

Si va bene. Ma non viene specificato se le radici passano sull'altro fondo. Viene solo detto che ha una distanza di 2mt. Per altro se le radici non stessero danneggiando l'altro fondo e non fossero visibili, come si definisce la cosa? Si sradicano tutti gli alberi piantati dai vicini per verificare che le radici non passino dall'altra parte? 😉

In ogni caso se vi è diritto di usucapione e le radici non invadano la proprietà del vicino giustamente l'utente può tenere l'albero......in ogni caso devi essere certo che siano passati 20 anni dalla piantumazione dello stesso (avere i relativi documenti)

Si va bene. Ma non viene specificato se le radici passano sull'altro fondo. Viene solo detto che ha una distanza di 2mt. Per altro se le radici non stessero danneggiando l'altro fondo e non fossero visibili, come si definisce la cosa? Si sradicano tutti gli alberi piantati dai vicini per verificare che le radici non passino dall'altra parte? 😉
Rami e RADICI......
Purtroppo il vicino può chiedere di tagliare i rami protesi sul suo fondo al proprietario dell'albero e costringerlo a farlo, mentre per le radici sconfinanti sul proprio fondo può provvedere lui stesso;

 

cc Art. 896. Recisione di rami protesi e di radici.Quegli sul cui fondo si protendono i rami degli alberi del vicino può in qualunque tempo costringerlo a tagliarli, e può egli stesso tagliare le radici che si addentrano nel suo fondo, salvi però in ambedue i casi i regolamenti e gli usi locali.

Se gli usi locali non dispongono diversamente, i frutti naturalmente caduti dai rami protesi sul fondo del vicino appartengono al proprietario del fondo su cui sono caduti.

Se a norma degli usi locali i frutti appartengono al proprietario dell'albero, per la raccolta di essi si applica il disposto dell'articolo 843.

Ma chi ha i documenti o produce documenti per piantare un albero? 😂Chi possiede un fondo può piantare alberi senza chiedere nulla a nessun confinante, però rispettando le distanze di legge, ma se queste non vengono rispettate il vicino avrà 20 anni per rivalersi sul vicino.

Dal punto di vista del diritto, se sono passati 20 anni dalla piantagione del cedro, puoi stare tranquillo e lasciare che il tuo vicino compia o meno le sue mosse legali dopo di che starà a te dimostrare la data di'impianto del cedro per poterlo mantenere. Dal punto di vista agronomico devo invece dire che il tuo vicino ha ragioni da vendere a volerti far rimuovere il cedro, visto e considerato che si tratta di una pianta di prima grandezza che potrebbe raggiungere e superare, nei decenni, anche trenta metri d'altezza ed un diametro della chioma e delle radici di 10/15 metri! Aver piantato un cedro, di una qualsiasi delle tre specie normalmente piantate in Italia, nel giardinetto di una villetta schiera (2-300mq?) e a meno di 2 metri dal confine di una villetta vicina evidenzia incapacità progettuale ed ignoranza delle dinamiche di crescita delle piante che si utilizzano. Fossi in te, considererei seriamente la possibilità di sostituire il "bellissimo" e maestoso cedro con una pianta più adatta alla tua realtà e sicuramente meno problematica per il futuro.

Controlla il regolamento del verde del tuo comune. Ad esempio nel mio comune (Reggio Emilia) il verde privato è tutelato in quanto è assimilato al verde pubblico come abbellimento per la città. Di conseguenza, per ottenere l'abbattimento di un albero privato che a 1 m dal suolo ha un diametro superiore a 20 cm occorre produrre una domanda all'ufficio apposito, specificandone i motivi. Un perito del comune esce per verificare la situazione e dà eventualmente il suo benestare, fornendo anche indicazioni su quale specie vegetale piantare al suo posto. Comunque, se sono trascorsi almeno 20 anni (e devi essere certo di ciò) il tuo albero può restare al suo posto ma devi comunque tenerlo potato per non invadere gli spazi altrui.

Aggiungo anche a titolo personale che non mi piacciono i cedri, per una serie di motivi che ti elenco:

-sono piante originarie delle montagne dell'Africa del nord, adattabili al nostro clima ma comunque alloctone

-quando crescono tendono ad aprirsi nella chioma, che all'interno diventa spoglia e brutta a vedersi, in particolare quelli argentati

-gli aghi che cadono in continuazione durante tutto l'anno contengono resina che tende a bruciare l'erba sottostante e il terreno diventa brullo

-non puoi metterci sotto una panchina o un tavolino perché cadono spesso gocce di resina, in particolare dalle pigne

-rilasciano abbondanti quantità di polline che entra in casa e si deposita dappertutto

-sono delle conifere e in quanto tali mal sopportano le potature.

Insomma, secondo me i cedri da noi non andrebbero assolutamente piantati, a favore delle specie autoctone. Aggiungo, a scanso di equivoci, che sono un amante delle piante, al punto che ho fatto ben due tesi di Laurea proprio in Botanica.

Saluti.

Dal punto di vista del diritto, se sono passati 20 anni dalla piantagione del cedro, puoi stare tranquillo e lasciare che il tuo vicino compia o meno le sue mosse legali dopo di che starà a te dimostrare la data di'impianto del cedro per poterlo mantenere.
. Condivido :thumbup:

Interessanti le informazioni agronomiche sul cedro di viburno e madly. A questo punto fossi l'autore del post ne terrei conto visto che sembrano avere un impatto tutt'altro che trascurabile.

Se questo cedro è, come penso, un Cedro del Libano, è certamente una follia averlo piantato nei giardinetto di una villetta a schiera, per di più a 2 metri dal confine . L' albero potrà avere in futuro rami lunghi 6 o 7 metri alla base quindi un diametro di 12/14 metri per non parlare dell' altezza che raggiungerà ponendo diversi problemi di manutenzione (con relativi costi) per cercare di contenerne le dimensioni. Già adesso è alto 7 metri (quindi NON può avere vent' anni, ma ne ha meno) e a breve le radici, per avere sufficiente base di appoggio, si propagheranno come minimo secondo la proiezione a terra della chioma in tutte le direzioni. Se non potranno farlo in una certa direzione (per l' esistenza di un muro o altro ostacolo impenetrabile) l'aggancio a terra sarà squilibrato col rischio di una precaria stabilità in caso avversità atmosferiche importanti. E' un albero da grandi giardini e, la di là delle richieste del vicino di porlo a distanza regolamentare, è a mio avviso inadatto a quel posto: Quindi ha sbagliato chi lo ha collocato lì per dure ragioni: perché è un albero dalle grandi dimensioni e perché fu collocato a distanza non regolamentare. Siccome le spese di manutenzione cresceranno insieme alla crescita dell' albero, in quanto non si potrà lasciarlo al suo naturale sviluppo in quella situazione, converrà abbatterlo (come chiede con fondate ragioni giuridiche il vicino) e quindi tagliarlo o cavarlo mettendo nella buca una essenza gradita delle dimensioni idonee (anche in futuro) per quel giardino. E lo scrive un appassionato di alberi che ha più volte affrontato il problema delle distanze legali.

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