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ziobeppe

Riscaldamento centralizzato, obbligare a riparare o rimuovere

Buongiorno a tutti, ho un quesito da porre a chi sicuramente ne sa più di me.

 

Il mio caso è un palazzo (non so se sia considerato condominio) senza amministratore nè altro, composto da 5 unità, tutte dello stesso proprietario.

 

tre sono stati venduti, due restano suoi, in affitto a terzi.

 

l'impianto di riscaldamento è degli anni 70 e presenta parecchi problemi. la caldaia è infatti stata recentemente sostituita, quella nuova ha un sistema di scambiatore di calore in modo che l'acqua che entra in caldaia non si mischi con quella che poi va negli appartamenti.

 

le tubazioni sono vecchissime in ferro, piene di ruggine, di diametri molto elevati sulle colonne ascendenti e discendenti, pertanto la dispersione termica è incredibile.

 

l'acqua calda sanitaria è effettuata tramite vecchi boiler elettrici, con un dispendio di energia molto alto.

 

ora, i tre nuovi acquirenti sono dell'idea che, visto l'obbligo entro fine 2016 di installare il sistema di contacalorie, valvole termostatiche ed altro, visto l'incredibile spreco di calore che avviene nelle tubazioni vecchie, e visto soprattutto che apparecchi delicati come le valvole termostatiche e i termometri elettronici di contabilizzazione, sicuramente si danneggerebbero in breve tempo, immerse in un pantano di acqua e ruggine, la cifra totale risulta molto alta, e a quel punto erano intenzionati di crearsi un impianto autonomo, passando tubi nuovi isolati, e ognuno con la sua caldaia che fa anche l'acqua sanitaria.

 

ovviamente il proprietario che attualmente ha i due appartamenti in affitto si rifiuta, non vuole spendere soldi, in quanto tra qualche anno vorrebbe vendere anche i due rimanenti, quindi "finchè la barca va...."

 

il fatto è che già attualmente quasi tutti gli appartamenti hanno le valvole di regolazione guaste, quindi non è possibile alzare o abbassare la temperatura in casa, e la ditta termoidraulica che segue l'impianto ha detto di essere certa della presenza di una perdita di acqua dalle tubazioni, hanno affermato che entro qualche anno inizieranno a bucarsi come è già successo, e hanno confermato la paura che con valvole termostatiche che aprono e chiudono in continuazione, con la presenza di pantano di ruggine al posto dell'acqua, si guasterebbero subito, per non parlare dei delicati sensori dei contacalorie...

 

non c'è un amministratore, la bolletta del gas è intestata al precedente proprietario, e semplicemente quando arriva, si fa tutto diviso 5.

 

ora, c'era l'idea per qualcuno di sostituire i vecchi serramenti di 40 anni fa con altri ben più recenti, pertanto ci sarebbe una forte disparità tra i consumi dei vari condòmini.

 

pertanto, cosa è conveniente fare? so che per deliberare la dismissione dell'impianto serve l'unanimità, non basta la maggioranza.

 

è possibile invece, tramite delibera con la sola maggioranza, obbligare il proprietario dei due appartamenti, alla riparazione e aggiornamento dell'impianto, in modo che ci sia il sistema di contabilizzazione, la sostituzione dei tubi con un nuovo impianto, eccetera? così magari vedendo che in un modo o nell'altro l'esborso deve essere effettuato, capisce che la soluzione migliore è staccarsi da questo impianto disastrato e crearne di autonomi?

 

può il condòmino che effettua interventi migliorativi come classe energetica dell'abitazione (serramenti, cappotto, isolamento del solaio, ecc) rifiutare il pagamento del quinto della bolletta, dato che da nessuna parte è menzionato "riscaldamento centralizzato" o "impianto condominiale" o altro (ovviamente non è nemmeno presente un regolamento condominiale)

 

insomma, a causa di chi non vuole sborsare un centesimo, per forza devono spendere di più gli altri?

 

grazie a tutti per la paziente lettura, scusate se sono stato lungo ma non sono molto pratico...

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Cavoli anche io sono in una situazione analoga:palazzina di 5 locali (3 appartamenti al primo piano e 2 attività al pian terreno), riscaldamento e ACS centralizzata, prima unico proprietario ora siamo in due , io col mio e lui i restanti 4 locali.Anziano geometra di 86 anni. Abbiamo una caldaia con i conta ore e conta liqtri ACS per ogni locale ....e dobbiamo giusto sabato vederci per definire come ripartire spese comuni fisse e variabili, fermo restando che vorrei tanto deliberare di dismettere l' impianto (palazzina dell' 82') e diventare autonomi... che pazienza ci vuole...

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Sull'impianto di riscaldamento condominiale si sono fatti dei lavori, è stato svuotato l'impianto, quando è stato messo in funzione avevo un termosifone freddo, l'amministratore mi ha inviato il tecnico della caldaia il quale ha proposto di rompere le tubazioni nel muro fino al raccordo del tubo verticale. Il lavoro doveva essere completamente a mie spese poichè l'ostruzione è su una parte individuale.

Ho fatto presente che l'ostruzione è avvenuta in coincidenza dei lavori fatti nella caldaia, qualche materiale, rugine o altro, che circola nei tubi, io abito in un piano basso, deve essersi depositato in un tratto con poca pendenza.

Ho ragione ? Cosa posso fare ?

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La soluzione è unica dismettere l'impianto centralizzato .

1) progetto con asseverazione che dalla trasformazione si ottiene un risparmio energetico)

2) maggioranza in assemblea valida con un terzo del valore .

3) costruzione impianti autonomi con possibilità di scarico a parete.

4) risparmio, calore e libertà

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La soluzione è unica dismettere l'impianto centralizzato .

1) progetto con asseverazione che dalla trasformazione si ottiene un risparmio energetico)

2) maggioranza in assemblea valida con un terzo del valore .

3) costruzione impianti autonomi con possibilità di scarico a parete.

4) risparmio, calore e libertà

Lo scarico a parete è sempre possibile? Mi pareva che le ultimissime norme lo vietassero almeno in lombardia.

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.

1) progetto con asseverazione che dalla trasformazione si ottiene un risparmio energetico)

Per l'appunto !!!

ma questo è _impossibile_ da un punto di vista termodinamico,

a meno di dichiarare conspevolmente il falso!

 

Non sono problematiche burocratiche, di maggioranze nelle assemblee,

sono problemi tecnici che impediscono la trasformazione verso singoli impianti.

 

Cercare in archivio le spiegazione (tecniche) dell'utente Watt

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Il confronto sul risparmio energetico non va fatto tra centralizzato ammodenato e centralizzato vecchio, bensì tra il nuovo e il vecchio. Poi, nel merito, non ho mai avuto un dato REALE che dimostrasse che il centralizzato sia più conveniente dell'autonomo. Solo ipotesi teoriche e dicerie che si trovano sui libri o girano sul web. E quanti ancora ci credono ....

 

A questa mia affermazione gradirei rispondesse con tesi contraria alla mia solo chi ha dati a supporto di ciò che sta dicendo. Grazie

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Solo ipotesi teoriche e dicerie che si trovano sui libri o girano sul web. E quanti ancora ci credono ....

 

A questa mia affermazione gradirei rispondesse con tesi contraria alla mia solo chi ha dati a supporto di ciò che sta dicendo. Grazie

Mi sorge un dubbio, forse il matto sei tu. Continui a chiedere risposte con tesi contrarie alla tua supportate da dati . E' un anno ormai che fai questa richiesta ma la fisica nel frattempo non è cambiata , come non cambierà, ancora per molto tempo, il pensiero comune e consolidato che centralizzato è sinonimo di efficienza. Tanti che scrivono non sanno di cosa parlano e chi legge spesso non ha le competenze per valutare quanto detto , questo è il vero problema dei forum . Un'affermazione buttata li , non supportata da spiegazioni e condita con qualche mi piace pesa quanto quella di chi la materia l'ha studiata e magari è oggetto del proprio lavoro. Comunque grazie e un cordiale saluto

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Hi Salpa, ne parleremo assieme forse questa sera o domani sera dopo la terapia che il forum ci somministrerà. A proposito è finita la questione dei 1000/1000 per il passaggio all'autonomo?

Dopo varie fasi deliranti e convulsive, mi sembra che il dott. prof. Basaglia ( alias Olli ) abbia trovato la giusta cura.

Cosa ne pensi?

Ciao

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