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Riproposizione delibera già votata

Nel mese di aprile u.s. l'assemblea dei condomini, con voto a maggioranza, ha approvato la sostituzione della centrale termica e l'installazione del sistema di contabilizzazione singola di ogni appartamento. Il 18 luglio, un condomino dissenziente, per il tramite del proprio legale, invia una lettera in cui ritiene nulla la delibera precedente perché il verbale in questione non fa accenno alla costituzione del fondo di cui all'art. 1135 n. 4. Preciso che l'amministratore, con comunicazione inviata ai condomini qualche giorno dopo di detta assemblea ha precisato i termini di pagamento e la ripartizione spese per ognuno. Per quanto affermato dal legale, ritengo, pertanto, che detta delibera possa essere annullabile e mai nulla (e quindi fuori termine per l'impugnazione). Orbene, sempre nella citata lettera il legale "invita l'amministratore del condominio a prendere atto della nullità della delibera assembleare del 20.04.2016, per i motivi sopra esposti e pertanto a provvedere entro e non oltre giorni 15 dal ricevimento della presente a convocare l'assemblea condominiale avente i seguenti punti all'ordine del giorno:

I) lavori di impermeabilizzazione e coibentazione terrazza lato sud-ovest costituzione fondo per l'ammontare dei pagamenti preventivati ex art. 1135 comma I CC: decisione in merito;

2) esamina richiesta di distacco del riscaldamento centralizzato da parte dei negozianti: decisioni in merito.

3) approvati i lavori di cui sopra, deliberato positivamente o negativamente il distacco di cui al punto 2), sostituzione centrale termica ed installazione sistema di contabilizzazione singola per ogni appartamento, all' esito dell'esecuzione dei lavori di cui al punto 1: decisione in merito."

L'amministratore, senza il benché minimo indugio convoca una nuova assemblea copiando pedissequamente quanto impostogli dal legale.

A prescindere dall'assurdità di detta decisione, trovo ancora più assurdo far dipendere quanto deliberato precedentemente dando per imprescindibile e prioritario quanto al punto 1) (lavori di impermeabilizzazione ...).

Secondo il mio parere l'assemblea ben può annullare quanto già deciso ma riproponendo lo stesso ordine del giorno della prima e senza anteporre ostacoli.

La richiesta di un avvocato di parte per una nuova assemblea, non ha nessun valore, perciò l'amministratore se vuole non può tenerne conto, se dice ciò che afferma poteva impugnare il deliberato nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti --> art 1137 cc.

p.s. le assemblee a richiesta, l'amministratore se lo ritiene opportuno può convocarle quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio --> art 66 Dacc.

La richiesta di un avvocato di parte per una nuova assemblea, non ha nessun valore, perciò l'amministratore se vuole non può tenerne conto, se dice ciò che afferma poteva impugnare il deliberato nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti --> art 1137 cc.

p.s. le assemblee a richiesta, l'amministratore se lo ritiene opportuno può convocarle quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell'edificio --> art 66 Dacc.

Nel caso di specie se nella lettera di convocazione l'amministratore non cita il nome dei condomini richiedenti, l'assemblea è da ritenersi valida?

Nel caso di specie se nella lettera di convocazione l'amministratore non cita il nome dei condomini richiedenti, l'assemblea è da ritenersi valida?
Certo che si, l'amministratore ricevuta la lettera di richiesta potrebbe non tenerne conto, oppure far sua l'dea e convocare di sua spontanea volontà l'assemblea magari aggiungendo altri punti all'OdG
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