Vai al contenuto
giusy

Riparto spese riscaldamento

Volevo avere maggiori informazioni sulle modalitá di riparto delle spese di riscaldamento centralizzato con la contabilizzazione dei singoli conta calorie.in assemblea è stata adottata la modalitá di riparto 50% in base ai millesimi e 50% in base al consumo. Sui millesimi no problem ma sui consumi ho dei dubbi leciti. L'amministratore ha fatto un riparto prendendo il totale dovuto diviso i consumi dei conta calorie e moltiplicato per il consumo singolo in questo modo non ha tenuto conto che un metro cubo du gas corrisponde a 9,7 kw/h quindi il rapporto é 1 a10 invece il riparto fatto è 1 mc=1/kwh con un aggravio non indifferente per chi ha consumato. Cosa fare?

Sta facendo molta, molta confusione.

Intanto deve sapere che il valore indicato dei ripartitori NON forniscono valori corrispondenti all'unità di misura dell'energia

Poichè non è che sia così chiaro cosa vorrebbe contestare, provo a fare una supposizione su quello che ho "capito" leggendo più volte il post:

sono stati consumati 1000 mc di gas

500 sono stati divisi secondo i mm

500 sono stati divisi in base alle cifre indicate sui totalizzatori dei ripartitori, secondo il seguente esempio:

 

4 app.ti (A,B,C,D)

A=100

B=140

C=160

D=200

Totale scatti = 600

 

Quota A = 500 x 100/600 = 83,33 mc

Quota B = 500 x 140/600 = 116,67 mc

. . . e così via per gli altri

mi associo !

non ho capito che c'entra il potere calorifico del metano. Se tu bruci un metro cubo di metano puoi ottenere più o meno 9,57 kWh (non kW/h) ... e questo è un dato fisico e lo mettiamo da parte ...

per la ripartizione voi fate una cosa molto semplice, prendete il totale da pagare e dividete una metà di 'sta somma a m/m (perchè avete deciso implicitamente che la metà del calore prodotto si disperde allegramente in parti comuni) e l'altra metà in proporzione ai consumi (che possono essere in kWh, in HCA, pere, mele, ..... ecc... l'importante è siano valori omogenei e confrontabili tra di loro).

Tu forse fai confusione perché "ritrasformi" i kWh misurati dal tuo contacalorie in metri cubi di metano.

Potresti fare, allora, se proprio vuoi giocare con i numeri, un conto diverso ... somma tutti i consumi in kWh di tutti gli appartamenti, poi trasforma questi kWh prodotti in metri cubi di metano teoricamente bruciati e confronta quello che ottieni con i metri cubi effettivamente consumati: se fai così stimi (più o meno) per differenza la quantità di calore disperso in parti comuni e perso per il rendimento della caldaia (che è

 

ciao

mi associo !

non ho capito che c'entra il potere calorifico del metano. Se tu bruci un metro cubo di metano puoi ottenere più o meno 9,57 kWh (non kW/h) ... e questo è un dato fisico e lo mettiamo da parte ...

per la ripartizione voi fate una cosa molto semplice, prendete il totale da pagare e dividete una metà di 'sta somma a m/m (perchè avete deciso implicitamente che la metà del calore prodotto si disperde allegramente in parti comuni) e l'altra metà in proporzione ai consumi (che possono essere in kWh, in HCA, pere, mele, ..... ecc... l'importante è siano valori omogenei e confrontabili tra di loro).

Tu forse fai confusione perché "ritrasformi" i kWh misurati dal tuo contacalorie in metri cubi di metano.

Potresti fare, allora, se proprio vuoi giocare con i numeri, un conto diverso ... somma tutti i consumi in kWh di tutti gli appartamenti, poi trasforma questi kWh prodotti in metri cubi di metano teoricamente bruciati e confronta quello che ottieni con i metri cubi effettivamente consumati: se fai così stimi (più o meno) per differenza la quantità di calore disperso in parti comuni e perso per il rendimento della caldaia (che è

 

ciao

Cerco di spiegarmi meglio con i numeri. E' un condominio di 100 appartamenti di cui solo 40 venduti. Il totale del riscaldamento speso è pari a euro 30.364,00. Il consumo effettivamente effettuato dai condomini è pari a 40669 kw/h ossia 406.69mc circa. Il totale dei mc consumati è pari a 31.629.

Se ripartisco 15.180,00 in base ai millesimi suddivido il 50% l'altro 50% non ha tenuto conto degli effettivi consumi ma è stato calcolato in questo modo (15.180,00/40669*singolo consumo). In questo modo non si tiene conto della dispersione del calore. So per certo, perchè ho visto le bollette che un mc costa 0,96/cent. se un mc corrisponde a 9.7 kw/h, il costo a di un kw/h è pari a 0.10/cent. Il riparto fatto in quel modo invece mi costa 0.37/cent kw/h ossia il triplo rispetto a quello effettivo, vengono quindi penalizzati gli appartamenti aperti. In quell'impianto c'è moltissima dispersione di calore perchè anche negli appartamenti vuoi l'acqua calda arriva fino all'appartamento e poi torna indietro, in più anche se un immobile nuovo non è stato fatto il collaudo e c'è stato un malfunzionamento dello stesso che ci ha costretto a comprare una pompa nuova dopo un anno di funzionamento.

Spero di essermi chiarita meglio

Cerco di spiegarmi meglio con i numeri. E' un condominio di 100 appartamenti di cui solo 40 venduti. Il totale del riscaldamento speso è pari a euro 30.364,00. Il consumo effettivamente effettuato dai condomini è pari a 40669 kw/h ossia 406.69mc circa. Il totale dei mc consumati è pari a 31.629.

Se ripartisco 15.180,00 in base ai millesimi suddivido il 50% l'altro 50% non ha tenuto conto degli effettivi consumi ma è stato calcolato in questo modo (15.180,00/40669*singolo consumo). In questo modo non si tiene conto della dispersione del calore. So per certo, perchè ho visto le bollette che un mc costa 0,96/cent. se un mc corrisponde a 9.7 kw/h, il costo a di un kw/h è pari a 0.10/cent. Il riparto fatto in quel modo invece mi costa 0.37/cent kw/h ossia il triplo rispetto a quello effettivo, vengono quindi penalizzati gli appartamenti aperti. In quell'impianto c'è moltissima dispersione di calore perchè anche negli appartamenti vuoi l'acqua calda arriva fino all'appartamento e poi torna indietro, in più anche se un immobile nuovo non è stato fatto il collaudo e c'è stato un malfunzionamento dello stesso che ci ha costretto a comprare una pompa nuova dopo un anno di funzionamento.

Spero di essermi chiarita meglio

Guardi, mi sembra che continua ancora a fare ragionamenti che la portano completamente fuori strada.

Premesso che l'energia si misura in kWh (e NON in kW/h)

Premesso che i ripartitori NON forniscono una misura diretta dell'energia

Premesso che il 50% del totale ripartito in base ai millesimi TIENE GIA' CONTO DELLE DISPERSIONI E DEI "FURTI DI CALORE"

 

Risulterebbe che il suo amministratore ripartisce il restante 50% del consumato in base alle QUOTE misurate dai singoli ripartitori, secondo matematica ponderazione

 

Non mi risulta alcune "stranezza" se non quella di fissare la percentuale di quota fissa un pò altina (ma forse è dovuto al fatto che l'"occupazione" potenziale è solo il 40% . . .)

Guardi, mi sembra che continua ancora a fare ragionamenti che la portano completamente fuori strada.

Premesso che l'energia si misura in kWh (e NON in kW/h)

Premesso che i ripartitori NON forniscono una misura diretta dell'energia

Premesso che il 50% del totale ripartito in base ai millesimi TIENE GIA' CONTO DELLE DISPERSIONI E DEI "FURTI DI CALORE"

 

Risulterebbe che il suo amministratore ripartisce il restante 50% del consumato in base alle QUOTE misurate dai singoli ripartitori, secondo matematica ponderazione

 

Non mi risulta alcune "stranezza" se non quella di fissare la percentuale di quota fissa un pò altina (ma forse è dovuto al fatto che l'"occupazione" potenziale è solo il 40% . . .)

L'anomalia da parte mia sta nel fatto che a fronte di un consumo di poco piû di 400 mc abbismo pagato per la fornitura di piû di 30000 mc e quindi il riparto continua a non quadrarmi : la pratica conta piú della teoria. E' del tutto incontestabile che a fronte di un consumo di 240 mc (2400 kwh) debba pagare 1150 euro solo di quota variabile? A me no

Visto che vuole portare il discorso sulla "pratica", vediamo se mi da qualche risposta più pratica . . .

DOVE ha visto / CHI le ha detto che ha consumato 400 mc di gas??

Le ripeto che i RIPARTITORI elettronici installati sui radiatori NON misurano energia!

Visto che vuole portare il discorso sulla "pratica", vediamo se mi da qualche risposta più pratica . . .

DOVE ha visto / CHI le ha detto che ha consumato 400 mc di gas??

Le ripeto che i RIPARTITORI elettronici installati sui radiatori NON misurano energia!

L'amministratore ha provveduto alla rilevazione dei singoli contatori riportando le letture nella convocazione dell'assemblea a mio modesto parere c'é un'anomalia nel funzipnamenti della caldaia e cmq la lettura singola è possibile anche farla personalmente perché i contatori o conta calorie come si chiamano sono posti all'esterno di ogni abitazione

Mi par di capire che NON avete dei ripartitori di calore su ogni radiatore ma un solo contacalorie per appartamento che vi da il consumo di ogni abitazione in kWh.

Quello che non mi torna è che 100 appartamenti (40 però quelli venduti che hanno consumo non nullo) abbiano consumato in totale solo 40000kWh, ma d'altra parte non possono nemmeno essere MWh, saremmo fuori scala.

Il tuo ragionamento è corretto: se avete consumato 40000kWh (che ripeto, mi sembrano pochini, almeno un ordine di grandezza in meno) significa che, per produrli, avete bruciato 4000mc di metano (faccio conti grossolani, eh) .. dato che al contatore risultano invece cosumati 31000mc di metano (che invece è un valore più realistico) tu ti chiedi dove sono finiti i 27000mc di metano di differenza, giusto ??

Se non avete fatto errori, io ti dico che per esperienza ho notato (avendo lavorato con dispositivi Kundo, Siemens, Honeywell, Caleffi, ...., praticamente TUTTE le marche che si trovano nei condomini italiani) che l'algoritmo di calcolo del kWh è diverso a seconda del dispositivo. Avevo condomini dove erano presenti contacalorie di marche diverse e quelli di un produttore misuravano consumi di migliaia di kWh mentre quelli di un secondo produttore consumi di decine di migliaia di kWh.

Io sono convinto che il kWh che leggi sul contacalorie non possa essere preso come riferimento assoluto ma solo relativo, fai finta che non siano kWh, non fare la conversione in mc di metano, fai finta che siano "unità di consumo" e usale per ripartire la quota da dividere a consumo.

Questo è un argomento su cui sto lavorando, perchè spesso si usano dei grossi contacalorie di centrale per il calcolo del consumo (per esempio quando si fa gestione calore) e in base ai MWh consumati il condominio paga il gestore che a sua volta paga il metano consumato. Quindi su questo contacalorie deve valere il rapporto 1mc=10kWh ... poi però mi trovo con dei contacalorie che danno valori che creano paradossi come quello che avete voi .... quindi ?

Ti faccio un altro esempio: adesso mi trovo con un gruppo di condomini collegati ad una sola centrale. Da questa centrale abbiamo fatto uscire 100MWh (c'è un contacalore) e abbiamo un contacalorie all'ingresso di ogni stabile collegato: la somma di questi contacalorie non da un totale

Dov'è l'inghippo ? forse delle sonde di temperatura montate male (quindi un errore tecnico: il calore misurato è proporzionale alla portata ed alla differenza di temperatura tra mandata e ritorno) o forse, appunto, che ogni contacalorie calcola i "kWh" in modo diverso ??

Tu controlla bene i consumi però. Io vedo che mediamente (su contacalorie Siemens) ogni appartamento consuma tra i 5000 ed i 12000 kWh, voi invece ne avreste consumati solo 1000 a testa. Troppo pochi.

Mi par di capire che NON avete dei ripartitori di calore su ogni radiatore ma un solo contacalorie per appartamento che vi da il consumo di ogni abitazione in kWh.

Quello che non mi torna è che 100 appartamenti (40 però quelli venduti che hanno consumo non nullo) abbiano consumato in totale solo 40000kWh, ma d'altra parte non possono nemmeno essere MWh, saremmo fuori scala.

Il tuo ragionamento è corretto: se avete consumato 40000kWh (che ripeto, mi sembrano pochini, almeno un ordine di grandezza in meno) significa che, per produrli, avete bruciato 4000mc di metano (faccio conti grossolani, eh) .. dato che al contatore risultano invece cosumati 31000mc di metano (che invece è un valore più realistico) tu ti chiedi dove sono finiti i 27000mc di metano di differenza, giusto ??

Se non avete fatto errori, io ti di tieni anche co che per esperienza ho notato (avendo lavorato con dispositivi Kundo, Siemens, Honeywell, Caleffi, ...., praticamente TUTTE le marche che si trovano nei condomini italiani) che l'algoritmo di calcolo del kWh è diverso a seconda del dispositivo. Avevo condomini dove erano presenti contacalorie di marche diverse e quelli di un produttore misuravano consumi di migliaia di kWh mentre quelli di un secondo produttore consumi di decine di migliaia di kWh.

Io sono convinto che il kWh che leggi sul contacalorie non possa essere preso come riferimento assoluto ma solo relativo, fai finta che non siano kWh, non fare la conversione in mc di metano, fai finta che siano "unità di consumo" e usale per ripartire la quota da dividere a consumo.

Questo è un argomento su cui sto lavorando, perchè spesso si usano dei grossi contacalorie di centrale per il calcolo del consumo (per esempio quando si fa gestione calore) e in base ai MWh consumati il condominio paga il gestore che a sua volta paga il metano consumato. Quindi su questo contacalorie deve valere il rapporto 1mc=10kWh ... poi però mi trovo con dei contacalorie che danno valori che creano paradossi come quello che avete voi .... quindi ?

Ti faccio un altro esempio: adesso mi trovo con un gruppo di condomini collegati ad una sola centrale. Da questa centrale abbiamo fatto uscire 100MWh (c'è un contacalore) e abbiamo un contacalorie all'ingresso di ogni stabile collegato: la somma di questi contacalorie non da un totale

Dov'è l'inghippo ? forse delle sonde di temperatura montate male (quindi un errore tecnico: il calore misurato è proporzionale alla portata ed alla differenza di temperatura tra mandata e ritorno) o forse, appunto, che ogni contacalorie calcola i "kWh" in modo diverso ??

Tu controlla bene i consumi però. Io vedo che mediamente (su contacalorie Siemens) ogni appartamento consuma tra i 5000 ed i 12000 kWh, voi invece ne avreste consumati solo 1000 a testa. Troppo pochi.

Oh finalmente una persona che ha capito realmente il mio problema! Gli scatti sono pochi xche sono tutte seconde case tranne una dove vivono stabilmente tieni anche conto che in alcune case usano il camino quindi poco riscaldamento

Sono curioso di conoscere il modello del contacalorie che avete (produttore e tipo).

Forse il tuo non è un problema, ma un falso problema: non ti ostinare a riconvertire quei kWh in metri cubi di metano, è lì che non abbiamo le certezze di un coefficiente di conversione. Dovete usare questi consumi senza tener conto dell'unità di misura e basta. Tu hai consumato 100, il tuo vicino 50, l'altro vicino 120, ecc .... in base a questi valori ripartite in proprozione.

A me rimane sempre il dubbio che ogni produttore usi un diverso algoritimo, diversi coefficienti moltiplicativi, per ottenere il valore misurato. Forse voi avete una installazione fatta male (il discorso delle sonde di cui sopra ...)

Per curiosità, che tipo di contacalorie avete ??

 

ciao

Oh finalmente una persona che ha capito realmente il mio problema! Gli scatti sono pochi xche sono tutte seconde case tranne una dove vivono stabilmente tieni anche conto che in alcune case usano il camino quindi poco riscaldamento

ciao, una domanda off topic ma che mi interessa parecchio... la famiglia che vive stabilmente quanto ha pagato di variabile in valore assoluto? ha risparmiato anche lei?... siete tutti seconde case ... con pochi consumi variabili contabilizzati tranne una famiglia, che vivendo stabilmente si sara accolltata quasi tutto il variabile...mi sai dire? grazie e scusate l'intromissione 🙂

Ciao ekontar, una domanda puntuale.

Se faccio mettere un contacalorie all'uscita dalla caldaia e divido la spesa in questo modo secondo te è praticabile?

Per ovviare alle differenti misure dovute a differenti "marche" non basterebbe usare sia per il contacalorie in uscita alla caldaia che per i contabilizzatori la stessa marca?

 

Il contatore di calore in uscita alla caldaia misura Xtot (kwh) per l'esercizio, poi si sommano tutti i valori dei contabilizzatori dei vari caloriferi di tutto il palazzo Ytot(Kwh).

Il prezzo di un Kwh è la somma delle bollette (euro) / Xtot (Kwh)

La dispersione è facilmente calcolabile con Xtot-Ytot e questa va divisa a millesimi di calore mentre Ytot va divisa per ogni appartamento a seconda di quanto hanno contato i contabilizzatori sui caloriferi.

Ma certamente: questo è un metodo che ha un certo costo (un contacalorie per quelle portate, con quelle dimensioni, costa qualche migliaio di euro, da ripartire tra condomini a m/m) però avreste il calcolo presciso delle dispersioni.

Tutto verrebbe ripartito esattamente come hai descritto tu.

Se hai letto il mio post, però, avrai notato che dovrò prima o poi affrontare il problema di un gruppo di condomini che seguo dove il c.calorie di centrale ha segnato 100 mentre la somma dei c.calorie in ingresso di ogni condomini non ha segnato un valore

I dispositivi sono della stessa marca e dello stesso tipo (tutti ultrasonici) con quello di centrale ovviamente dimensionato per portate maggiori. La cosa su cui sono orientato è nella verifica delle temperature rilevate dalle sonde, sperando di trovarne qualcuna o mal posizionata, o infilata in un portasonde non appropriato, qualcosa insomma che possa aver causato un errore di misura.

Sono più dell'idea che il contacalorie di centrale abbia sottostimato il consumo.

Ad ogni modo, teoricamente, se l'installazione fosse fatta a regola d'arte, vale il ragionamento che hai fatto tu.

(teoricamente)(se)(fosse)

 

ciao

eK

giusto se ti puo servire ho trovato questo file su internet cercando di capire come questi contatori di calore funzionino...

ti faccio un cu&paste della sezione che potrebbe interessare.

 

cito dal testo (che non posso allegare perche troppo grosso):

 

"Se facciamo la somma di tutti i rilevamenti attraverso i ripartitori di calore, si ottiene una potenzialità termica superiore del 10-25% rispetto al consumo energetico indicato dalla contabilizzazione generale di centrale (o dal Gestore

Questa differenza di potenzialità termica è dovuta al fatto che il ripartitore conteggia oltre al consumo effettivo erogato dalla centrale termica, ( consumo che viene interrotto con la chiusura della valvola termostatica) anche la quantità di calore che il corpo scaldante immette nell’ambiente per inerzia termica."

 

... quindi quello che tu hai visto dovrebbe essere spiegato con questo... ora la mia domanda successiva è:

se uso la formula precedente per il calcolo totale, avrò un conteggio del 10-25% in piu per appartamento?

 

Perche l'alternativa è di dire in assemblea che tutti i totali dei kwh segnati in ogni appartamento devono essere ridotti del 25%, prima di fare il consuntivo...Ma la normativa UNI10200/2013 non spiega nulla di cio?

 

francesca

 

 

 

 

 

mentre questo è tutto il pezzo di descrizione ..per chi ha voglia di leggere...

 

DOMANDA:

Sono un amministratore di stabili. In una assemblea condominale i condomini mi fanno la seguente osservazione:

quando la valvola termostatica chiude il flusso termico non dovrebbe interrompersi anche la contabilizzazione del ripartitore di calore?

RISPOSTA:

Il ripartitore di calore in realtà è un contatore di

Calore a tutti gli effetti con la prerogativa che al-

cuni parametri di calcolo sono stabiliti ma non

effettivamente rilevati.

La formula della contabilizzazione è la seguen-

te:

Wh = K x S x (Tm –Ta)

Dove:

K= coefficiente di emissione termica fornito dal

Produttore del corpo radiante che comprende

sia l’emissione per radiazione che per conve-

zione. (dato fornito);

S= superficie emittente (dato fornito)

T= temperatura media del corpo scaldante (da-

to rilevato dal ripartitore di calore

Ta= temperatura ambiente (rilevata convenzio-

nalmente dal ripartitore oppure impostata in

20°C)

Il calcolo presenta alcune modeste imprecisioni

sia in relazione all’effettiva precisione nel rileva-

mento della temperatura media che della tem-

peratura ambiente (valore convenzionalmente

calcolato o impostato).

Se facciamo la somma di tutti i rilevamenti attraverso i ripartitori di calore, si ottiene una potenzialità termica superiore del 10-25% rispetto al consumo energetico indicato dalla contabilizzazione generale di centrale (o dal Gestore

Questa differenza di potenzialità termica è dovuta al fatto che il ripartitore conteggia oltre al consumo effettivo erogato dalla centrale termica, ( consumo che viene interrotto con la chiusura della valvola termostatica) anche la quantità di calore che il corpo scaldante immette nell’ambiente per inerzia termica.

Esempio: consumo da contatore generale 1000 kWh. consumo da ripartitori di calore 1230 kWh.

È consuetudine riportare al 70% il consumo dei ripartitori rispetto al consumo generale lasciando il 30% come ripar-

tizione per millesimi di proprietà nel presupposto che detto 30% corrisponda alle dispersioni termiche del sistema im-

pianto.

Consumo da centrale termica 1000 kWh

Consumo da ripartitori 700 kWh

Consumo per dispersioni termiche 300 kWh

Consumo per Utenza (700/1230) x Wh singolo ripartitore

Sarebbe più opportuno che, con la chiusura delle valvole termostatiche, s’interrompesse anche la contabilizzazione (con opportuno accorgimento…….); in questo modo sarebbe possibile determinare l’effettivo consumo dovuto alle dispersioni termiche come generalmente avviene con una contabilizzazione per zone come indicato nella fig.2. con

il risultato di equiparare il sistema contabilizzazione allo standard tradizionale.

Guarda che qui c'é un po' di confusione ....

i RIPARTITORI (o contacalorie INDIRETTI) sono dei termometri digitali che misurano la temperatura del radiatore (vengono messi in un punto in cui approssima la temperatura media), la temperatura ambiente (se i ripartitori hanno due sonde) e possono stimare, in modo indiretto, la quantità di calore ceduto all'ambiente con delle formule che tengono conto delle due temperature, della potenza del radiatore su cui sono messi ed altri coefficienti vari ... nessun produttore serio, però, ti darà mai un coefficiente di conversione tra quanto misurato dai ripartitori (convenzionalmente si usa come unità di misura HCA) e kWh.

Il discorso che hai trovato è concettualmente giusto per il discorso dell'inerzia termica (quando chiudi la valvola del termo, questo continua a erogare calore che tende asintoticamente a zero più o meno velocemente a seconda del materiale .. la ghisa impiega più tempo a raffreddarsi, l'acciaio di meno ...) ma NON ha senso (a mio avviso) confrontare (o tentare di confrontare) quanto misurato dai ripartitori e quanto misurato dai contacalorie. Sono cose molto diverse.

Nel caso che ti illustravo sono tutti CONTACALORIE (non ripartitori) ossia dispositivi che misurando simultaneamente portata, temperatura di mandata e temp. di ritorno calcolano la quantità di energia termica assorbita o ceduta per definizione stessa di caloria (vedi.)

Quindi, non so dove hai trovato 'sto pezzettino, ma mi sembra molto discutibile.

E poi, scusa, ma a casa tua hai UN CONTACALORIE o tanti RIPARTITORI (uno per radiatore) ??

A me pareva di aver capito contacalorie, dato che parlavi di consumi in kWh.

 

Grazie per la segnalazione, ad ogni modo

DOMANDA:

Sono un amministratore di stabili. In una assemblea condominale i condomini mi fanno la seguente osservazione:

quando la valvola termostatica chiude il flusso termico non dovrebbe interrompersi anche la contabilizzazione del ripartitore di calore?

RISPOSTA:

Il ripartitore di calore in realtà è un contatore di Calore a tutti gli effetti con la prerogativa che alcuni parametri di calcolo sono stabiliti ma non effettivamente rilevati.

La formula della contabilizzazione è la seguente:

Wh = K x S x (Tm –Ta)

...............................

Un polpettone insulso, sotto tutti i punti di vista.

Ma questo è il risultato del web: chiunque si può improvvisare tuttologo, e come in questo caso "esperto" in fisica tecnica...(mi riferisco allo stralcio riportato in quota ovviamente)

 

In realtà occorre usare la relazione sulla POTENZA di emissione di un radiatore (secondo UNI EN 442-2, e da utilizzarsi per la corretta impostazione del "k" nei ripartitori), nel caso di un delta-T diverso da 50°C è la seguente:

q(x) = q*k (x/50)^n

dove q è la potenza emessa con dT 50°C

x è il dT reale medio di funzionamento

n e k sono coefficienti caratteristici di ogni radiatore (e debbono essere noti se si vuole impostare bene ogni ripartittore, affinchè esista corretta proporzionalità tra TUTTI i ripartitori di TUTTO il condominio!)

 

Le "u.c." (unità di calore) indicate da ogni ripartitore, potranno essere associate proporzionalmente all'energia qualora quest'ultima venga misurata; in realtà l'energia in ingresso alla centrale termica è già nota: basta moltiplicare il consumo di metano per il suo potere calorifico inferiore (9,593 kWh/Nmc)

Nel caso di contabilizzazione individuale condominiale con uso di ripartitori, in realtà è superfluo conoscere l'energia, perchè ciò che occorre stabilire è la quota di metano che corrisponde ad ogni u.c.

Ipotizzando di fare le cose per bene, un professionista termotecnico avrà preliminarmente effettuato una analisi energetica con produzione APE e determinazione della quota fissa da ripartire in millesimi (dispersioni, comportamenti utilizzo), la restante quota variabile di metano andrà ripartita semplicemente suddividendo la quatità di metano per il TOTALE delle u.c. conteggiate

 

Esempio:

10000 mc di metano consumati

30% (3000mc) quota fissa da ripartire in millesimi

70% (7000mc) da ripartire in funzione delle u.c. contabilizzate

u.c. totali nel condominio = 1000

Quindi ogni u.c equivale a 7 mc di metano

Poi basterà moltiplicare 7 per le u.c. di ogni singolo appartamento

(ricordo che è un esempio, quindi i numeri sono di fantasia)

 

Per evitare che ci siano disuniformità di ripartizione, è fondamentale che l'impostazione di ogni ripartitore sia stata fatta con i criteri suddetti; in assenza di ciò, il risultato sono le lamentele che vedo spesso in questo forum riguardo questo sistema

Guarda che qui c'é un po' di confusione ....

i RIPARTITORI (o contacalorie INDIRETTI) sono dei termometri digitali che misurano la temperatura del radiatore (vengono messi in un punto in cui approssima la temperatura media), la temperatura ambiente (se i ripartitori hanno due sonde) e possono stimare, in modo indiretto, la quantità di calore ceduto all'ambiente con delle formule che tengono conto delle due temperature, della potenza del radiatore su cui sono messi ed altri coefficienti vari ... nessun produttore serio, però, ti darà mai un coefficiente di conversione tra quanto misurato dai ripartitori (convenzionalmente si usa come unità di misura HCA) e kWh.

Il discorso che hai trovato è concettualmente giusto per il discorso dell'inerzia termica (quando chiudi la valvola del termo, questo continua a erogare calore che tende asintoticamente a zero più o meno velocemente a seconda del materiale .. la ghisa impiega più tempo a raffreddarsi, l'acciaio di meno ...) ma NON ha senso (a mio avviso) confrontare (o tentare di confrontare) quanto misurato dai ripartitori e quanto misurato dai contacalorie. Sono cose molto diverse.

Nel caso che ti illustravo sono tutti CONTACALORIE (non ripartitori) ossia dispositivi che misurando simultaneamente portata, temperatura di mandata e temp. di ritorno calcolano la quantità di energia termica assorbita o ceduta per definizione stessa di caloria (vedi.)

Quindi, non so dove hai trovato 'sto pezzettino, ma mi sembra molto discutibile.

E poi, scusa, ma a casa tua hai UN CONTACALORIE o tanti RIPARTITORI (uno per radiatore) ??

A me pareva di aver capito contacalorie, dato che parlavi di consumi in kWh.

 

Grazie per la segnalazione, ad ogni modo

...

Non è pensabile !

considera che un contacalorie ha un costo (all'installatore) di 150/200 euro. Montare un c.calorie su ogni radiatore sarebbe per voi una spesa pazzesca. Ma non si fa anche per motivi estetici: non c'è lo spazio necessario ad accogliere un dispositivo di tali dimensioni, probabilmente non esistono nemmeno dispositivi per portate nominali così piccoli.

Credimi, non è nemmeno ipotizzabile.

Voi montereste dei ripartitori di calore, piccoli ed economici. Durata delle batterie al litio circa 10 anni.

E il discorso fatto prima, come sottolineato dal buon Fabio, è un polpettone pazzesco ....

Grazie ekontar e grazie fabio,

propongo allora in assemblea di chiedere ad un professionista termotecnico il calcolo della dispersione in modo da stibilire i millesimi di fisso... cosa che non è stata fatta nè ipotizzata, in modo tale da evitare decisioni sulle percentuali. A questo pto le percentuali, definite in accordo ai suoi calcoli, non dovrebbero piu cambiare in assemblee future, giusto? Oppure ogni anno le possono mettere in discussione?

..sono d'accordo col polpettone 🙂

la famiglia che abita lì stabilmente ha pagato 1606,00 per la quota variabile e 172.00 euro per la quota fissa a fronte di un consumo di 3523 kwh.

 

- - - Aggiornato - - -

 

la marca è sensus

qualcuno sa darmi dei riferimenti normativi in merito al collaudo della caldaia centralizzata? Ho acquistato una seconda casa in una zona di montagna in un condominio di 100 appartamenti di cui solo 40 venduti e di cui solo uno abitato da una famiglia stabilmente. Il collaudo so per certo dall'amministratore che non è ancora stato fatto nonostante l'immobile abbia già 3 anni. I consumi registrati dai conta calorie posti al di fuori di ciascun immobile danno dei valori anomali rispetto al totale dei mc di riscaldamento pagato. E' corretto pagare la quota addebitata nonostante ci sia un malfunzionamento della caldaia ?

Ecco i numeri : 35000 mc forniti a fronte di 40000 kwh consumati. Cosa fare o cosa pretendere dalla ditta costruttrice? Per la percentuale di riparto:parte fissa e parte variabile esistono delle percentuali massime da rispettare oppure l'assemblea può decidere autonomamente?

Da quanto ho capito, e per esperienza personale diretta, l'assemblea puo' decidere autonomamente.

Perché non tentate un approccio "soft" con la ditta costruttrice o chi per essa ha installato quei dispositivi ? In fondo la domanda è ben posta, se trovate dall'altra parte delle persone per bene, dei tecnici intelletualmente onesti, potreste chiedere (anche se ripeto la mia convinzione che si tratti di un falso problema) lumi sulla differenza tra quei metri cubi - di metano - bruciati e quei kWh - di calore - consumati.

Ma certamente: questo è un metodo che ha un certo costo (un contacalorie per quelle portate, con quelle dimensioni, costa qualche migliaio di euro, da ripartire tra condomini a m/m) però avreste il calcolo presciso delle dispersioni.

Tutto verrebbe ripartito esattamente come hai descritto tu.

Se hai letto il mio post, però, avrai notato che dovrò prima o poi affrontare il problema di un gruppo di condomini che seguo dove il c.calorie di centrale ha segnato 100 mentre la somma dei c.calorie in ingresso di ogni condomini non ha segnato un valore

I dispositivi sono della stessa marca e dello stesso tipo (tutti ultrasonici) con quello di centrale ovviamente dimensionato per portate maggiori. La cosa su cui sono orientato è nella verifica delle temperature rilevate dalle sonde, sperando di trovarne qualcuna o mal posizionata, o infilata in un portasonde non appropriato, qualcosa insomma che possa aver causato un errore di misura.

Sono più dell'idea che il contacalorie di centrale abbia sottostimato il consumo.

Ad ogni modo, teoricamente, se l'installazione fosse fatta a regola d'arte, vale il ragionamento che hai fatto tu.

(teoricamente)(se)(fosse)

 

ciao

eK

Buongiorno,

mi permetto di introdurmi in un discorso oramai chiuso, ma vorrei segnalare che i contatori di calore hanno un errore di misura che si amplifica se ci si discosta dalla loro portata nominale.

In molte occasioni ho visto contatori di calore scelti in fuznione del diametro tubo esistente oppure perchè "sembrava che quello andava bene", situazioni che hanno portato ad errori di misura notevoli.

Un contatore di calore deve essere scelto con attenzione, valutando il campo di esercizio e la variabilità della portata.

Come dice Ekontar le sonde di misura temperatura sono fondamentali e devono essere controllate con attenzioone.

Rammento di un impianto con sonde a contatto in cui la misura del contatore era falsata dall'apertura o meno della finestra vicino alle sonde.

Purtroppo spesso la progettazione non è compagna della contabilizzazione .......

×