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Riparto spese elettriche dopo installazione di un contatore individuale

Buongiorno,

in condominio dove ci sono 100 box in comune che condividono l'energia elettrica. Tale energia è gestita da un unico contatore che somma l'utilizzo di energia sia per i singoli box che per il corridoio (con luci sempre accese) ed i cancello elettrico.

In assemblea è stata discussa la possibilità di installare dei contatori individuali NON passata a maggioranza ma si è lasciato la possibilità ai singoli condomini di istallarsi il contatore. 30 su 100 hanno installato il contatore individuale dimostrando di fatto dopo un anno che il consumo attribuito negli anni passati ai singoli box era eccessivo (in media da 35 eur a 2 eur).

Ora la questione nasce sulle parti comuni ovvero un elettricista ha stimato il costo delle parti comuni (mai passato in assemblea) e l'amministratore suddivide le parti comuni per millesimi, le parti individuali individualmente (x i 30 che hanno il contatore = consumo x costo unitario), le restanti per millesimi (sui 70 box che non hanno il contatore).

Una parte dei condomini infatti ritiene che la stima fatta dall'elettricista sia NON corretta e vada ad incidere troppo (se si considera i condominio vicino identico risulta infatti che alcuni dei 70 box produco energia invece di consumarla!!).

La richiesta in assemblea è stata di accettare una tra le soluzioni:

1) i 70 box si installino il contatore individuale (a loro spese come fatto dai 30 che si sono già staccati)

2) i 70 box siano collegati ad un solo contatore con la gestione di questa spesa a carico dei 70 condomini

3) il condominio separi la spesa per le parti comuni con quella delle parti private a spese di tutti (spesa che potrebbe essere considerevole a detta dell'amministratore)

 

Esiste qualche riferimento normativo che porti a prendere una decisione sensata e soprattutto normata?

Ovvero chi si è staccato come può in questa situazione aver la garanzia che paghi solo quello che realmente consuma?

Grazie

 

P.s.: le stime fatte da due elettricisti diversi sono estremamente diverse (anche vista l'impossibilità di calcolare il consumo del cancello comune che dipende dal numero di aperture).

Direi che tutto l'art. 1123 cc è alla base del tuo dilemma. Va semplicemente applicato in maniera logica.

 

L'energia consumata per le parti comuni (comma 1) va ripartita tra tutti i condòmini che ne usufruiscono (proprietari dei box - comma 3). L'energia consumata da ciascuno (comma 2) va ripartita in misura del consumo di ciascuno.

 

Ne consegue che se i proprietari dei 70 box non si vogliono installare un sottocontatore ciascuno, io perseguirei il punto 2), installando quindi un contatore che, cumulativamente, misuri il consumo dei 70 proprietari che non hanno voluto installarsi il sottocontatore. Ne consegue che:

 

1) La spesa per l'installazione del sottocontatore, necessario per calcolare il consumo cumulativo dei 70 box che non sono dotati di contatore individuale, la ripartirei tra i 70 condòmini in ragione del loro valore millesimale di tabella box;

 

2) Dalla spesa totale di bolletta detrai il consumo totale dei box (tutti e 100) e il risultato (consumo delle sole parti comuni, ovvero luci e cancello) lo ripartisci tra tutti e 100 i proprietari dei box per millesimi di tabella box;

 

3) in base ai consumi dei singoli sottocontatori ripartirai correttamente la spesa di coloro che hanno quello individuale (30), mentre per i consumi dell'unico contatore relativo ai restanti 70 box ripartirai la spesa tra loro in base alla tabella box.

Secondo me ogni proprietario del box dovrebbe provvedere ad un allaccio alla rete pubblica per suo conto e l'amministratore farebbe bene ad insistere su questo fatto perché quei rimanenti 70 condomini sono utenti finali nascosti all'Enel.

Individuate le linee elettriche che alimetano il cancello e le lampade del corridoio comune, farei inserire un contatore di sottolettura per il rilevamento dell’energia consumata dal cancello e dall’illuminazione.

Pertanto, noto il consumo totale E, E1 il consumo del cacello e dell’illuminazione del corridoio, Ei i consumi dei trenta box muniti di contatori divisionali, ripartirei il consumo E1 in millesimi fra tutti i proprietari dei box, attribuirei il consumo Ei a ciascuno dei proprietari dei trenta box, e la differenza (E-E1- ∑Ei) in millesimi fra i proprietari dei rimanenti 70 box.

Secondo me ogni proprietario del box dovrebbe provvedere ad un allaccio alla rete pubblica per suo conto e l'amministratore farebbe bene ad insistere su questo fatto perché quei rimanenti 70 condomini sono utenti finali nascosti all'Enel.

Non penso che tutti siano "Nascosti" visto che una buona parte ha un contratto per l'abitazione. E' probabilmente vero per le persone che hanno acquistato solo il box e non hanno abitazione.

 

- - - Aggiornato - - -

 

Grazie per le risposte. Non mi è chiaro se l'adottare una soluzione tra quelle citate può essere imposta o è necessario cercare di farlo capire in assemblea senza alcuna possibilità di regolarizzazione. Fatto sta che il problema potrebbe crescere nei prossimi anni con l'aumentare delle auto elettriche.

Non penso che tutti siano "Nascosti" visto che una buona parte ha un contratto per l'abitazione. E' probabilmente vero per le persone che hanno acquistato solo il box e non hanno abitazione.

Se i box fossero allacciati ai contatori degli appartamenti dei proprietari dei box non ci sarebbero problemi.Invece sono allacciati al contatore condominiale. Quindi quei 70 condomini utilizzano energia elettrica derivata dalla fornitura dei servizi condominiali e si configurano come clienti finali nascosti ( CFN ).

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