Vai al contenuto
pipistra

Ripartizione spese riscaldamento- variazione potenza installata

Buona sera,

chiedo cortesemente delucidazioni sul calcolo della potenza installata poiché a causa dell'applicazione delle normative uni 10200 il gestore del sevizio ha modificato la potenza installata di tutti i condomini, tranne uno.

 

La gestione del riscaldamento con valvole termostatiche e relativa contabilizzazione è iniziate nel 2013 dove per il calcolo delle potenze installate era  state fatto un sopralluogo e le  misurazioni dei termosifoni (allego relativo rapportino ricevuto), pertanto fino al 2017 le potenze risultavo le medesime se non vi erano state sostituzioni dei termosifoni.

 

Quest'anno il gestore sostenendo fosse necessario un nuovo sopralluogo  per l'adeguamento alle normative UNI 10200 ha fatto rifare le misurazioni . Nel prospetto delle ripartizioni 2017  ricevuto in base alle normative citate  tutte le potenze installate nei singoli  risultano  completamente variate ad esempio io sono passata da un totale di W 7639 a 10198. Tutti i valori dei condomini hanno subito variazioni tranne in un caso.

 

Chiedo quali siano le variazioni apportate da tale  normativa  sulla potenza installata e relativa ricaduta 

 

Ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti

 

 

 

 

 

Potenza installata.pdf

Prova a far masticare qualche numero a questo file di excel e vedi se le potenze che ottieni sono paragonabili a quelle che ti sono state comunicate.

Maxi dice:

Prova a far masticare qualche numero a questo file di excel e vedi se le potenze che ottieni sono paragonabili a quelle che ti sono state comunicate.

Grazie mille!!! Proverò di sicuro!!!

 

 

pipistra dice:

Buona sera,

chiedo cortesemente delucidazioni sul calcolo della potenza installata poiché a causa dell'applicazione delle normative uni 10200 il gestore del sevizio ha modificato la potenza installata di tutti i condomini, tranne uno.

 

La gestione del riscaldamento con valvole termostatiche e relativa contabilizzazione è iniziate nel 2013 dove per il calcolo delle potenze installate era  state fatto un sopralluogo e le  misurazioni dei termosifoni (allego relativo rapportino ricevuto), pertanto fino al 2017 le potenze risultavo le medesime se non vi erano state sostituzioni dei termosifoni.

 

Quest'anno il gestore sostenendo fosse necessario un nuovo sopralluogo  per l'adeguamento alle normative UNI 10200 ha fatto rifare le misurazioni . Nel prospetto delle ripartizioni 2017  ricevuto in base alle normative citate  tutte le potenze installate nei singoli  risultano  completamente variate ad esempio io sono passata da un totale di W 7639 a 10198. Tutti i valori dei condomini hanno subito variazioni tranne in un caso.

 

Chiedo quali siano le variazioni apportate da tale  normativa  sulla potenza installata e relativa ricaduta 

 

Ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti

 

 

 

 

 

Potenza installata.pdf

Le potenze nominali dei radiatori installati servono esclusivamente per determinare un parametro del coefficiente di correzione per l'accoppiamento ripartitore/radiatore (coefficiente "K"). In pratica "dice" al ripartitore su quale tipo di radiatore è installato e di conseguenza come deve "valutare" le unità di ripartizione registrate.

 

Se ripartite secondo la UNI 10200 le "potenze installate" però non centrano per nulla con i "millesimi secondo i fabbisogni" con i quali deve essere ripartita la quota involontaria.

 

Se vi dicono che devono essere riviste le tabelle che rilevano le potenze nominali dei radiatori, questo vuole semplicmente dire che i vostri riaprtitori erano stati programmati con coefficienti errati.

 

Solo se non ripartite secondo la UNI 10200, l'unica correlazione tra i "millesimi riscaldamento" e le "potenze installate" potrebbe esistere se le tabelle millesimali erano redatte in base a queste ultime (invece dei m²/m³ riscaldati, ecc. comunemente usate).

  • Mi piace 1
Maxi dice:

Prova a far masticare qualche numero a questo file di excel e vedi se le potenze che ottieni sono paragonabili a quelle che ti sono state comunicate.

Solo per non creare malintesi: la tabella da te segnalata, per la determinazione della potenza nominale dei radiatori (fattore Kq - parte del coefficiente totale K) per la programmazione dell'accoppiamento ripartitore/radiatore si basa sul "sistema dimensionale". Questo sistema, per molti radiatori, è impreciso e da solo un'idea grossolana delle potenze nominali. Ricordo che questo coefficiente di correzione è molto importante per l'affidabilità del rilevamento dei consumi con ripartitori. Quindi qualsiasi errore o incertezza nella sua determinazione si riperquote direttamente sulla bolletta di fine anno.

 

Infatti, la nuova UNI 10200 è stata aggiornata proprio anche su questo, esplicitando che il "metodo dimensionale", per la determinazione delle potenze nominali per la programmazione dei ripartitori, può solo essere impiegato come "ultima spiaggia" (ultimo nella lista di 4 metodi), SE proprio è impossibile determinare la potenza nominale del radiatore in altri modi!

 

Se volessi contestare un conteggio di fine anno, mi concentrerei come prima cosa proprio su questo punto, chiedendo: "come sono stati determinati i coefficienti K dei miei radiatori?"

Modificato da Rafa1
  • Mi piace 1
Rafa1 dice:

il "metodo dimensionale", per la determinazione delle potenze nominali per la programmazione dei ripartitori, può solo essere impiegato come "ultima spiaggia" (ultimo nella lista di 4 metodi), SE proprio è impossibile determinare la potenza nominale del radiatore in altri modi!

Purtroppo il primo e secondo metodo richiedono l'esistenza di certificati di prova e il terzo prevede di sottoporre il radiatore a prova presso organismi qualificati (e qui sono €€€€).

Alla fine al termotecnico, il più delle volte resta solo l'opzione 4 ossia quella del calcolo dimensionale.

 

Comunque rispondendo ulteriormente a Pipistra sul fatto che "i valori dei condomini hanno subito variazioni tranne in un caso", potrebbe essere che i dati di quel caso che non ha subito variazioni non siano stati calcolati o ricalcolati perchè ottenuti con uno degli altri 3 metodi (sicuramente non il terzo 😄).

Magari il proprietario di quel appartamento aveva schede tecniche e certificati di prova. Per sapere come hanno operato e che conti hanno fatto e rifatto bisogna chiederlo alla ditta che vi segue

Modificato da Maxi
  • Mi piace 1

scusate, mi par di capire che ogni termosifone installato in ogni stanza, ha un suo preciso valore di potenza in watt, giusto ?

Chiedo ciò perchè i miei radiatori - si va da uno piccolo a 3 elementi a uno grande da 10 - hanno tutti la stessa cifra : K  60. E' giusto così ?

  • Mi piace 1
Giovanna Maria dice:

scusate, mi par di capire che ogni termosifone installato in ogni stanza, ha un suo preciso valore di potenza in watt, giusto ?

Chiedo ciò perchè i miei radiatori - si va da uno piccolo a 3 elementi a uno grande da 10 - hanno tutti la stessa cifra : K  60. E' giusto così ?

Si, è giusto così. Si vede che i vostri ripartitori funzionano a "scala unitaria", cioè non sono stati programmati con il K. L'unità di ripartizione registrata dal tuo ripartitore poi deve essere moltiplicata con il coefficiente e avrai l'unità di consumo.

 

I coefficienti K per ciascun ripartitore devono essere forniti all'Amministrazione che poi le inoltra ai singoli utenti. O al più tardi, nella bolletta di fine anno, dovrai vedere chiaramente il coefficiente che è stato applicato a ciascuno dei tuoi ripartitori.

  • Mi piace 1
Rafa1 dice:

Si, è giusto così.

bene, grazie. Non sto in argomento, ma approfitto : allora se io sommo tutti i "consumi del precedente anno" letti su ogni termosifone, dovrei avere le calorie che dovrebbero essere state poi contegiate per la cifra a consumo. Giusto (scusa ma è così difficile..) ?

Maxi dice:

Purtroppo il primo e secondo metodo richiedono l'esistenza di certificati di prova e il terzo prevede di sottoporre il radiatore a prova presso organismi qualificati (e qui sono €€€€).

Alla fine al termotecnico, il più delle volte resta solo l'opzione 4 ossia quella del calcolo dimensionale.

 

 

Allora,

- per radiatori costruiti dopo il 92-93 (ca.) ci sono le prove secondo la UNI EN 442.

- per quelli costruiti antecedentemente, si devono prendere i dati (potenze) conseguiti in conformità a una norma tecnica nazionale pubblicata da qualsiasi stato membro dell'UE (UNI, DIN, ecc., ecc.). Ricordo che solo in Italia esistono norme tecniche che regolamentano la potenza nominale dagli anni 60 (es. UNI 7514, ecc.).

- prove in laboratorio: le grosse aziende di servizi, quando in certe zone di mercato riscontrano un notevole numero di vecchi tipi di radiatori che non sono mai stati posti sul banco di prova in conformità a una norma tecnica ufficiale, provvedono a certificare il tipo di radiatore presso un laboratorio accreditato. Quindi la prova non è intesa che sia fatta per un singolo radiatore, ma per migliaia.

- solo quando è impossibile reperire i dati seguendo tutti questi criteri è possibile usare un metodo ausiliario, come quello dimensionale.  

La questione è quindi solo quanto tempo si investe per cercare i dati tecnici delle potenze nominali. Esistono comunque banche dati con centinaia di migliaia di radiatori con le relative schede tecniche. Certo, usando semplicmente quella tabella Excel, non si perde tempo.

Io, se fossi consumatore, chiederei sempre la dichiarazione che certifica con quale metodo sono state determinate le potenze nominali!

  • Mi piace 2

Grazie Mille a  Rafa1 e Maxi per le risposte .  Cerco di "elaborare" i vostri insegnamenti e suggerimenti ed eventualmente vi posterò ulteriori  dubbi. 😉

Rafa1 dice:

Si, è giusto così. Si vede che i vostri ripartitori funzionano a "scala unitaria", cioè non sono stati programmati con il K. L'unità di ripartizione registrata dal tuo ripartitore poi deve essere moltiplicata con il coefficiente e avrai l'unità di consumo. 

 

I coefficienti K per ciascun ripartitore devono essere forniti all'Amministrazione che poi le inoltra ai singoli utenti. O al più tardi, nella bolletta di fine anno, dovrai vedere chiaramente il coefficiente che è stato applicato a ciascuno dei tuoi ripartitori.

Scusate io non so come funzioni il mio ripartitore.

Nella ripartizione  per ogni termosifone  viene indicata una potenza installata in W questa, moltiplicata per un coefficiente (che probabilmente è calcolato come  parametro/incidenza  tra i W totali del condominio e I W di quel termosifone, anche se questo conteggio da me rifatto non quadra!!  ) il quale moltiplicato per la lettura da il consumo.

Giovanna Maria dice:

bene, grazie. Non sto in argomento, ma approfitto : allora se io sommo tutti i "consumi del precedente anno" letti su ogni termosifone, dovrei avere le calorie che dovrebbero essere state poi contegiate per la cifra a consumo. Giusto (scusa ma è così difficile..) ?

Non cè nulla da scusarsi. Come al solito, in Italia siamo riusciti a rendere le cose semplici, complicate. Come conseguenza, persiste una confusione e disinformazione totale.

 

I ripartitori rilevano i consumi esprimendoli in "unità di ripartizione" (UR). Quindi non rilevano "calorie", come un contatore di calore, ma valori proporzionali. In parole semplici, il ripartitore ti dice "questo radiatore ha proporzionalmente consumato più o meno di quell'altro".

 

Per arrivare a quanto devi pagari per la tua u.i. a fine anno, si fa questo calcolo:

1. quota consumo (es. 30%) delle spese totali sostenuti del condominio / UR totali rilevati in tutto il condominio = costo della singola UR

2. costo della singola UR x somma delle UR della tua u.i. = costo "quota consumo" della tua u.i..

  • Mi piace 1

Buongiorno,scusate la mia ignoranza sul tema,pertanto saro' semplice nell'esporre il mio quesito e problema.

Sono proprietaria di un appartamento in un condominio di 12 abitazioni e nel 2016 abbiamo installato le termovalvole obbligatorie .

L'ingegnere che si e' occupato dei lavori,in merito alla spartizione dei costi di dispersione calore,ha a suo tempo calcolato in base alle finestre e quant'altro, la percentuale d'aggiungere all'effettivo consumo.

Avendo ristrutturato nel 2015 l'intero appartamento,Compreso il cambio totale delle finestre e controfinestre,il mio conteggio doveva essere il piu' basso in assoluto,ricordo un suo 41 come numero di riferimento,a differenza della media che si aggirava sui 110,scusate la mia ignoranza,ma non e' il mio lavoro e non so spiegarmi meglio.

Il primo bilancio spese in efetti il mio consumo effettivo e' stato il piu' basso in assoluto ,totale € 276,00 annue e ho trovato la sorpresa di €475,00 di costi di spartizione sulle dispersioni, CALCOLATE SUI MILLESIMI E NON ,COME AVEVA DETTO L'INGEGNERE, sul conteggio del risparmio energetico( finestre,coibentazioni ecc.)

Ho chiesto spiegazioni allo stesso che mi ha chiarito il suo disappunto sul fatto e che l'amministratore ha deciso per quel tipo di conteggio,sicuramente favorendo alcuni.

Chi ha ragione o terto?

Posso denunciare questa situazione?

Dove devo rivolgermi per chiedere giustizia,se mi compete?

Grazie mille

 

Modificato da Rossana Po
errori
pipistra dice:

Scusate io non so come funzioni il mio ripartitore.

Nella ripartizione  per ogni termosifone  viene indicata una potenza installata in W questa, moltiplicata per un coefficiente (che probabilmente è calcolato come  parametro/incidenza  tra i W totali del condominio e I W di quel termosifone, anche se questo conteggio da me rifatto non quadra!!  ) il quale moltiplicato per la lettura da il consumo.

 

La potenza nominale del radiatore in W (Kq) serve solo per la determinazione del coefficiente di correzione totale K che correla ogni ripartitore al radiatore sul quale è montato. Questo Kq, con un'altro coefficiente (Kc) che esprime l'accoppiamento termico tra radiatore e ripartitore (dipende da come è montato), appunto da come risultato il coefficiente totale K (K=Kq*Kc) [esiste un'altro parametro, ma che serve quasi mai].

 

Una volta calcolato questo coefficiente K, per il rilevamento dei consumi e la suddivisione dei costi ti puoi dimenticare delle potenze nominali dei radiatori.  

Rossana Po dice:

Buongiorno,scusate la mia ignoranza sul tema,pertanto saro' semplice nell'esporre il mio quesito e problema.

Sono proprietaria di un appartamento in un condominio di 12 abitazioni e nel 2016 abbiamo installato le termovalvole obbligatorie .

L'ingegnere che si e' occupato dei lavori,in merito alla spartizione dei costi di dispersione calore,ha a suo tempo calcolato in base alle finestre e quant'altro, la percentuale d'aggiungere all'effettivo consumo.

Avendo ristrutturato nel 2015 l'intero appartamento,Compreso il cambio totale delle finestre e controfinestre,il mio conteggio doveva essere il piu' basso in assoluto,ricordo un suo 41 come numero di riferimento,a differenza della media che si aggirava sui 110,scusate la mia ignoranza,ma non e' il mio lavoro e non so spiegarmi meglio.

Il primo bilancio spese in efetti il mio consumo effettivo e' stato il piu' basso in assoluto ,totale € 276,00 annue e ho trovato la sorpresa di €475,00 di costi di spartizione sulle dispersioni, CALCOLATE SUI MILLESIMI E NON ,COME AVEVA DETTO L'INGEGNERE, sul conteggio del risparmio energetico( finestre,coibentazioni ecc.)

Ho chiesto spiegazioni allo stesso che mi ha chiarito il suo disappunto sul fatto e che l'amministratore ha deciso per quel tipo di conteggio,sicuramente favorendo alcuni.

Chi ha ragione o terto?

Posso denunciare questa situazione?

Dove devo rivolgermi per chiedere giustizia,se mi compete?

Grazie mille

 

 

Non ho capito bene cosa ha calcolato l'ingegnere. Comunque, presumendo che ripartite secondo la norma tecnica UNI 10200, non è ammesso aggiungere o togliere qualcosa dalle unità di ripartizione rilevate dai ripartitori.

 

La norma UNI 10200 inoltre prevede che i millesimi con i quali viene ripartita la cosidetta "quota involontaria", devono essere calcolati in base ai fabbisogni delle singole utenze allo stato originario dell'edificio. Questo significa che eventuali miglioramenti energetici effettuati nelle singole u.i. non possono essere considerati. Possono essere considerati solo miglioramenti effettuati sulle parti comuni (es. cappotto, tetto, ecc.). Lo so che sembra del tutto illogico, ma la norma UNI 10200 che devi seguire se non si deroga, è questa.

Modificato da Rafa1

,quindi il conteggio é regolare, infondo e' meglio cosi',meno problemi.

grazie mille!

 

 

 

Rafa1 dice:

Non cè nulla da scusarsi. Come al solito, in Italia siamo riusciti a rendere le cose semplici, complicate. Come conseguenza, persiste una confusione e disinformazione totale.

 

I ripartitori rilevano i consumi esprimendoli in "unità di ripartizione" (UR). Quindi non rilevano "calorie", come un contatore di calore, ma valori proporzionali. In parole semplici, il ripartitore ti dice "questo radiatore ha proporzionalmente consumato più o meno di quell'altro".

 

Per arrivare a quanto devi pagari per la tua u.i. a fine anno, si fa questo calcolo:

1. quota consumo (es. 30%) delle spese totali sostenuti del condominio / UR totali rilevati in tutto il condominio = costo della singola UR

2. costo della singola UR x somma delle UR della tua u.i. = costo "quota consumo" della tua u.i..

Grazie degli aiuti preziosi

pipistra dice:

Buona sera,

chiedo cortesemente delucidazioni sul calcolo della potenza installata poiché a causa dell'applicazione delle normative uni 10200 il gestore del sevizio ha modificato la potenza installata di tutti i condomini, tranne uno.

 

La gestione del riscaldamento con valvole termostatiche e relativa contabilizzazione è iniziate nel 2013 dove per il calcolo delle potenze installate era  state fatto un sopralluogo e le  misurazioni dei termosifoni (allego relativo rapportino ricevuto), pertanto fino al 2017 le potenze risultavo le medesime se non vi erano state sostituzioni dei termosifoni.

 

Quest'anno il gestore sostenendo fosse necessario un nuovo sopralluogo  per l'adeguamento alle normative UNI 10200 ha fatto rifare le misurazioni . Nel prospetto delle ripartizioni 2017  ricevuto in base alle normative citate  tutte le potenze installate nei singoli  risultano  completamente variate ad esempio io sono passata da un totale di W 7639 a 10198. Tutti i valori dei condomini hanno subito variazioni tranne in un caso.

 

Chiedo quali siano le variazioni apportate da tale  normativa  sulla potenza installata e relativa ricaduta 

 

Ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti

 

 

 

 

 

Potenza installata.pdf

Per quello che ne so, il fattore "K" (coefficiente di calcolo di ogni calorifero, secondo i suoi elementi e alla dimensione del locale) è molto importante, mi sembra strano che uno sia giusto e tutti gli altri modificati. Ma il numero ottenuto precedentemente e quello attuale, dovrebbe dare lo stesso importo di spesa. Supponiamo che la spesa di metano fosse €. 1.000.000 diviso per il n° di calorie 1.000 x 1.000= €.1.000.000  - se il valore "K" calorie nuove è 2.000 X 500 =€.1.000.000. L'importante è che i costi dovrebbero essere simili, certo che con questo metodo, potrebbero esserci delle anomalie (speriamo non volute). Quello che mi sembra strano è che non sono i condomini a dover stabilire la percentuale a millesimi (più sicura) ma il tecnico o la legge, non ho capito, cosa importa alla ditta del carburante, se mi fattura un milione e le do una percentuale del 30+70% variabile, quando la fattura è unica ?  Personalmente avevo proposto il 50% a millesimi e 50% a consumo, mi è stato detto che non siamo noi a deciderlo, perché ?

Non siamo forse noi a dover pagare le fatture, cercando di limitare i danni per errori "K" che si possono verificare, magari volutamente, (amici degli amici) ? 

Nel nostro palazzo è stato scelto il 30% a millesimi e 70% con valore "K" con alto rischio.

Rafa1 dice:

Per arrivare a quanto devi pagari per la tua u.i. a fine anno, si fa questo calcolo:

1. quota consumo (es. 30%) delle spese totali sostenuti del condominio / UR totali rilevati in tutto il condominio = costo della singola UR

2. costo della singola UR x somma delle UR della tua u.i. = costo "quota consumo" della tua u.i..

Nelle ripartizioni calcolate, il  gestore,  nel mio caso, 2 palazzine con caldaia comune   procedeva fino allo scorso anno  in questa maniera:

 

Spesa totale € 16.105,87-  consumo totale espresso in Mwh=174,33 (palazzina A Mwh 70,43+ palazzina B Mwh 103,90)

 

Calcolava il parametro  e relativo costo  per singola Palazzina: 

A= (70,43*100/174,33)=40,40   costo € 16105,87*40,40/100= € 6506,83

B= (103,90*100/174,33)=59,60 costo € 16105,87*59,60/100=  € 9599,04

 

I singoli costi della palazzina venivano poi ripartiti  in 30%  quota fissa e 70% quota consumo.

 

Calcolo 30% quota fissa  Palazzina A = € 6056,83*30%) = € 1952,05 

Questo costo veniva a sua volta ripartito tra i  10 appartamenti calcolato  con  il parametro di incidenza della potenza in W per singolo appartamento sulla potenza totale installata nella palazzina.

 

Calcolo 70% quota consumo  Palazzina A = (6056,83*70%)= € 4554,78

Questo costo veniva a sua volta ripartito tra i 10 appartamenti con il parametro ricavato dall'incidenza sul  totali consumi palazzina  e  consumo del singolo appartamento.

Il  consumo veniva calcolato moltiplicando le letture del singolo ripartitore per il suo coefficiente, la somma del totale del consumo del singolo radiatore dava il totale del consumo per appartamento.

Ritengo importante sottolineare che il calcolo di questo coefficiente non è mai stato fornito.

 

Eventuali altri costi, (consumi elettrici, verifica periodica estintori) erano riparti in millesimi riscaldamento (una vecchia tabella presumo calcolata sul cubaggio degli appartamenti).

 

Chiedo pertanto se tale ripartizione sia corretta, ovviamente in deroga alla UNI 10200.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ferdinando Rufino dice:

Per quello che ne so, il fattore "K" (coefficiente di calcolo di ogni calorifero, secondo i suoi elementi e alla dimensione del locale) è molto importante, mi sembra strano che uno sia giusto e tutti gli altri modificati.

Come già detto in altri post, il fattore K (Kq*Kc) è un parametro puramente tecnico. Esprime l'accoppiamento del ripartitore al radiatore sul quale è installato. È composto dal fattore che esprime la potenza nominale del radiatore (kq) e dal fattore che esprime l'accoppiamento termico al radiatore (Kc). La dimensine del locale e altre variabili non centrano per nulla.

 

Ferdinando Rufino dice:

Quello che mi sembra strano è che non sono i condomini a dover stabilire la percentuale a millesimi (più sicura) ma il tecnico o la legge, non ho capito, cosa importa alla ditta del carburante, se mi fattura un milione e le do una percentuale del 30+70% variabile, quando la fattura è unica ?  Personalmente avevo proposto il 50% a millesimi e 50% a consumo, mi è stato detto che non siamo noi a deciderlo, perché ?

Non siamo forse noi a dover pagare le fatture, cercando di limitare i danni per errori "K" che si possono verificare, magari volutamente, (amici degli amici) ? 

Nel nostro palazzo è stato scelto il 30% a millesimi e 70% con valore "K" con alto rischio.

Per il resto sono TOTALMENTE d'accordo con te! E così dovrebbe essere! Aggiungerei solo che i millesimi per suddividere la quota fissa dovrebbero rimanere quelli di sempre. Ma purtroppo al momento non è cosí 😥

pipistra dice:

Nelle ripartizioni calcolate, il  gestore,  nel mio caso, 2 palazzine con caldaia comune   procedeva fino allo scorso anno  in questa maniera:

 

Spesa totale € 16.105,87-  consumo totale espresso in Mwh=174,33 (palazzina A Mwh 70,43+ palazzina B Mwh 103,90)

 

Calcolava il parametro  e relativo costo  per singola Palazzina: 

A= (70,43*100/174,33)=40,40   costo € 16105,87*40,40/100= € 6506,83

B= (103,90*100/174,33)=59,60 costo € 16105,87*59,60/100=  € 9599,04

 

I singoli costi della palazzina venivano poi ripartiti  in 30%  quota fissa e 70% quota consumo.

 

Calcolo 30% quota fissa  Palazzina A = € 6056,83*30%) = € 1952,05 

Questo costo veniva a sua volta ripartito tra i  10 appartamenti calcolato  con  il parametro di incidenza della potenza in W per singolo appartamento sulla potenza totale installata nella palazzina.

 

Calcolo 70% quota consumo  Palazzina A = (6056,83*70%)= € 4554,78

Questo costo veniva a sua volta ripartito tra i 10 appartamenti con il parametro ricavato dall'incidenza sul  totali consumi palazzina  e  consumo del singolo appartamento.

Il  consumo veniva calcolato moltiplicando le letture del singolo ripartitore per il suo coefficiente, la somma del totale del consumo del singolo radiatore dava il totale del consumo per appartamento.

Ritengo importante sottolineare che il calcolo di questo coefficiente non è mai stato fornito.

 

Eventuali altri costi, (consumi elettrici, verifica periodica estintori) erano riparti in millesimi riscaldamento (una vecchia tabella presumo calcolata sul cubaggio degli appartamenti).

 

Chiedo pertanto se tale ripartizione sia corretta, ovviamente in deroga alla UNI 10200.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La suddivisione tra le due palazzine mi sembra logica.

Ma poi non capisco di quali "coefficienti" si tratta. Una ripartizione semplice e trasparente in deroga all 10200 dovrebbe essere:

- 10.000 € spese totali per riscaldamento

- 30% di quota fissa = 3.000 € (da ripartire con i millesimi di riscaldmanto tradizionali basati su m²/m³ o anche su, come sembra venga fatto da voi, potenze nominali installate nelle u.i.)

- 70% di quota variabile = 7.000 € / 30.000 UR (somma delle unità di rpartizione rilevate da tutti i ripartitori del condominio) =0,23 € (costo della singola UR). Poi moltiplichi questo costo per la somma delle UR rilevate dai ripartitori del tuo appartamento e hai la tua quota per i consumi.

 

Certo, l'assemblea può variare in tanti modi questa semplice procedura trasparente e che capiscono tutti. Ma non comprendo l'utilità di rendere le cose complicate e quindi di minore trasparenza.

  • Mi piace 1
Rafa1 dice:

70% di quota variabile = 7.000 € / 30.000 UR (somma delle unità di rpartizione rilevate da tutti i ripartitori del condominio) =0,23 € (costo della singola UR). Poi moltiplichi questo costo per la somma delle UR rilevate dai ripartitori del tuo appartamento e hai la tua quota per i consumi.

Nel riepilogo non trovo nessuna UR  (ritengo che nel mio prospetto le UR siano definite  "consumo") e neppure il costo della singola UR.  Le mie perplessità nascono dal fatto che per calcolare questo "consumo" le letture vengono moltiplicate per un coefficiente 

Ti scrivo un esempio del calcolo di un  termosifone nel riepilogo al quale mi riferisco dove non era applicata la UNI 10200 e sotto il calcolo attuale con UNI 10.200

 

Potenza: W 920  Coefficiente: 0,815 Lettura: 943 

Consumo= 0,815*943= 768,54

 

Potenza W 1278 Coefficiente: 1,158 Lettura 1034

Consumo= 1,158*1034=1197,37

 

Come si può notare nel calcolo fatto con UNI 10200 risulta  aumentata sia la potenza che il coefficiente che il consumo.

 

 

 

 

Rafa1 dice:

Una ripartizione semplice e trasparente in deroga all 10200 dovrebbe essere:

Sono perfettamente d'accordo con la tua affermazione su come dovrebbe venire calcolato il 70%  ma i tabulati dei riepilogo ed i calcoli sono fatti dal gestore,  non sono trasparenti,

proprio a causa di un  coefficiente oscuro, che obbliga a fare troppi conteggi per arrivare al totale monetario dei consumi  e mi sto chiedendo se questa mancata trasparenza sia intenzionale.

 

×