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Giuliet

Ripartizione spese acqua condominiale

Gentili utenti,

ho da pochi mesi acquistato un appartamento in un condominio di 30 abitazioni. L'amministratore ha da poco inoltrato ai condomini la bolletta relativa al consumo acqua del condominio ripartendo il totale dovuto in parti esattamente uguali tra tutti gli appartamenti (costo bolletta acqua e 6000,00 : 30 fa 200,00 ogni appartamento). Il tutto a prescindere dai consumi effettivi e nonostante in ogni appartamento sia presente il contatore dell'acqua.

Ho chiesto spiegazioni all'amministratore e mi è stato risposto che nel mio comune la ripartizione dell'acqua funziona attraverso una dichiarazione dell'acqua consumata annualmente. Siccome tutti i condomini (anche le famiglie composte da 5 persone per esempio) hanno dichiarato di consumare il minimo (90mcubi annui), allora la spesa dell'acqua viene ripartita in questo modo.

Premetto che io vivo sola e non ritengo giusto di dover pagare la stessa cifra di una famiglia numerosa, mi chiedo come mai sono anni che l'acqua viene ripartita in questo modo e nessuno abbia mai sollevato la questione (colui che mi ha venduto casa mi ha detto che non sono mai "riusciti" a modificare il criterio di ripartizione).

 

Non si può fare nulla in sede di assemblea? Che maggioranza occorre per chiedere all'amministratore di attribuire i costi dell'acqua in base ai consumi?

Ringrazio anticipatamente

Giuliet

Secondo il mio parere non c'è nulla da deliberare dato che tutti gli appartamenti sono forniti di sottocontatore, ognuno comunicherà il proprio consumo all'amministratore a scadenze fisse (arrivo delle bollette), oppure si potrebbe deliberare l'assunzione di una ditta specializzala (esistono in quasi tutte le città) la quale effettuerà le letture e le relative partizione alle scadenze delle bollette del gestore (di solito trimestrali)

Credo che con le buone sia difficile far cambiare un criterio che va avanti da tanti anni. O si accetta lo status quo o si agisce per vie legali, non mi pare ci siano altre opzioni.

Credo che con le buone sia difficile far cambiare un criterio che va avanti da tanti anni. O si accetta lo status quo o si agisce per vie legali, non mi pare ci siano altre opzioni.

Buongiorno,

anche dal mio punto di vista lo spazio per le manovre bonarie è molto limitato.

Attenzione anche al costo delle vie legali, valuti bene quanto andrebbe a rispamiare con un corretto conteggio dell'acqua potabile e se ne vale pena.

Il D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche (In GU 14 marzo 1996, n. 62, S.O.) impone l’obbligo, ad ogni singola unità abitativa, di installare dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua.

Ogni condomino può, dunque, far imporre, a tutti gli altri condomini,l’istallazione dei medesimi, se non amichevolmente, in assemblea, anche a mezzo di ordinanza del Giudice di Pace competente nella materia.

 

L’installazione dei suddetti contatori costituirebbe non solo un risparmio idrico ma anche ovvierebbe ai continui abusi, e conseguenti litigi, che scaturiscono per la ripartizione delle spese.

 

 

Condominio Web

https://www.condominioweb.com/condomi...ticolo204.ashx

Da cui si evince che se i sottocontatori ci sono, come in questo caso, devono essere usati, a costo di ricorrere al Giudice ed alla fine si vedrà chi pagherà

Il D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche (In GU 14 marzo 1996, n. 62, S.O.) impone l’obbligo, ad ogni singola unità abitativa, di installare dei contatori di ripartizione del consumo dell’acqua.

Ogni condomino può, dunque, far imporre, a tutti gli altri condomini,l’istallazione dei medesimi, se non amichevolmente, in assemblea, anche a mezzo di ordinanza del Giudice di Pace competente nella materia.

 

L’installazione dei suddetti contatori costituirebbe non solo un risparmio idrico ma anche ovvierebbe ai continui abusi, e conseguenti litigi, che scaturiscono per la ripartizione delle spese.

 

 

Condominio Web

https://www.condominioweb.com/condomi...ticolo204.ashx

Da cui si evince che se i sottocontatori ci sono, come in questo caso, devono essere usati, a costo di ricorrere al Giudice ed alla fine si vedrà chi pagherà

Buongiorno,

condivido pienamente la proposta della contabilizzazione individuale perchè riduce gli sprechi.

 

Già la Legge 5 gennaio 1994 n. 36 recante "Disposizioni in materia di risorse idriche" all'articolo 5, comma 1) prevedeva che "il risparmio della risorsa idrica è conseguito, in particolare, mediante la progressiva estensione delle seguenti misure: ... c) installazione di contatori in ogni singola unità abitativa". In attuazione della suddetta normativa più conosciuta come "Legge Galli", è poi intervenuto il D.P.C.M del 4 marzo 1996 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 marzo 1996, n. 62 S.O., recante sempre "Disposizioni in materia di risorse idriche" che testualmente si riporta di seguito in estratto.

8.2.8. Misurazione

La misurazione dei volumi consegnati all'utente si effettua, di regola, al punto di consegna, mediante contatori, rispondenti ai requisiti fissati dal Decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 854, recepente la Direttiva Comunitaria n. 75/33. Là dove esistono consegne a bocca tarata o contatori non rispondenti, deve essere programmata l'installazione di contatori a norma.

In relazione a quanto disposto dall'articolo 5, comma 1, lettera c), della Legge 5 gennaio 1994, n. 36, dove attualmente la consegna e la misurazione sono effettuate per utenze raggruppate, la ripartizione interna dei consumi deve essere organizzata, a cura e spese dell'utente, tramite l'installazione di singoli contatori per ciascuna unità abitativa.

È fatto obbligo al gestore di offrire agli utenti l'opportunità di fare eseguire a sua cura, dietro compenso e senza diritto di esclusività, le letture parziali e il riparto fra le sottoutenze e comunque proporre procedure standardizzate per il riparto stesso.

La disciplina degli eventi contenziosi deve essere prevista nel Regolamento di utenza.

La normativa sopra richiamata è stata poi ripresa dal D.Lgs 152/2006 del 3 aprile 2006 recante "Norme in materia ambientale" che riunisce tutta la normativa su acque, suolo, rifiuti, ecc. in un unico testo abrogando le precedenti norme in vigore. In base all'articolo 146 del succitato decreto, confermando lo spirito e le intenzioni della previgente legislazionei, veniva demandato alle Regioni l'adozione di "norme e misure volte a razionalizzare i consumi e eliminare gli spechi ed in particolare a: ... f) installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa".

Resta solo da valutare l'efficacia sotto il profilo dei costi, ovverossia la priorità di spesa rispetto ad altre.

Tutto questo fermo restando che se un condomino vuol impugnare la cosa e portarla avanti può farlo, magari a fronte di spese legali non condivise.

Tutto questo fermo restando che se un condomino vuol impugnare la cosa e portarla avanti può farlo, magari a fronte di spese legali non condivise.
Copio e incollo la stessa risposta dell'altro post parallelo, ma non identico nei contenuti;

- Se la Giustizia funziona a modo e come deve funzionare, in caso di contenzioso pagherà che perde.

Copio e incollo la stessa risposta dell'altro post parallelo, ma non identico nei contenuti;

- Se la Giustizia funziona a modo e come deve funzionare, in caso di contenzioso pagherà che perde.

Buongiorno,

ribadisco:

Resta solo da valutare l'efficacia sotto il profilo dei costi, ovverossia la priorità di spesa rispetto ad altre."

Il DPCM è chiaro, resta solo da valutare quanto sia conveniente l'applicazione per gestirne la priorità.

Se invece un condomino vuole farlo subito, anche a fronte di un costo eccessivo e non "impellente", è libero di farlo. Il tutto con accollo di spese legali e perdite di tempo che possono non essere condivise da altri.

Tutti possono fare quello che vogliono, cercando se possibile sempre la massima efficienza.

Ho chiesto spiegazioni all'amministratore e mi è stato risposto che nel mio comune la ripartizione dell'acqua funziona attraverso una dichiarazione dell'acqua consumata annualmente. Siccome tutti i condomini (anche le famiglie composte da 5 persone per esempio) hanno dichiarato di consumare il minimo (90mcubi annui), allora la spesa dell'acqua viene ripartita in questo modo.

Premetto che io vivo sola e non ritengo giusto di dover pagare la stessa cifra di una famiglia numerosa, mi chiedo come mai sono anni che l'acqua viene ripartita in questo modo e nessuno abbia mai sollevato la questione (colui che mi ha venduto casa mi ha detto che non sono mai "riusciti" a modificare il criterio di ripartizione).

 

Non si può fare nulla in sede di assemblea? Che maggioranza occorre per chiedere all'amministratore di attribuire i costi dell'acqua in base ai consumi?

Ringrazio anticipatamente

Giuliet

Innanzitutto informati presso il tuo Comune come funziona il riparto di pagamento consumi per fasce.

Per quanto riguarda Roma, ad esempio, gestito da ACEA, si paga una quota fissa fino a 93 mc annui di consumi.

Questa quota la si paga indipendentemente che in un anno si consumi 1 o 90 mc.

Oltre tale consumo annuo si cominciano a pagare gli ulteriori mc. per fasce di consumo.

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